Modena
l’AltroSuono festival 2011
Nell’edizione 2011 dell’Altro Suono festival, prosegue il lungo viaggio attraverso i diversi generi musicali, dalle tradizioni popolari al jazz, dal rock alla musica d’avanguardia, attingendo a culture e repertori diversi, in linea con una tendenza ormai assodata nel panorama musicale che ha visto progressivamente dissolversi confini e barriere fra generi
musicali. Protagonista indiscussa quest’anno è la voce femminile in tutte le sue declinazioni e nei molteplici contesti della musica etnica e tradizionale, della musica di culture extra-occidentali, della musica occidentale colta e non solo.
Una delle voci femminili più eleganti della scena pop contemporanea, che da anni incanta le platee di tutto il mondo facendosi portatrice di messaggi di pace e di amore, è l’israeliana Achinoam Nini, meglio conosciuta come Noa, un nome ebraico che, non a caso, significa “sorella di pace”. Si esibirà a Modena sabato 2 aprile. Nata a Tel Aviv da
genitori yemeniti, è stata la prima artista di origine ebraica ad esibirsi in Piazza San Pietro davanti al Papa. Apprezzata sia dal pubblico del suo paese che dal pubblico palestinese, viene riconosciuta come simbolo del dialogo tra i popoli. Il suo canto miscela le sonorità del jazz e del rock americano a suggestioni e melodie mediorientali, riuscendo a travalicare ogni frontiera culturale. Con Gil Dor alle chitarre, Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio ai violini, Gerardo Morrone alla viola e Antonio Di Francia al violoncello, Noa ripercorre le tappe della sua carriera e del suo passato musicale fino a oggi, interpretando brani indimenticabili come la celebre Beautiful that way, colonna sonora del film di Roberto Benigni La vita è bella.
Il fado portoghese approda al Comunale con una delle sue voci più rappresentative, quella di Mafalda Arnauth, un’artista destinata a raccogliere da Amália Rodrigues il testimone di nuova stella del fado internazionale. A Modena mercoledì 13 aprile presenterà in prima italiana Fadas, il suo quinto album, che è un omaggio alle interpreti che l’hanno ispirata durante il suo percorso musicale, dalla Rodrigues a Hermínia Silva, da Fernanda Baptista a Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceição.
A Oum Kalthoum, “l’astre de l’Orient”, è dedicato il nuovo progetto diretto da Jamal Ouassini e interpretato da Sakina Al Azami: una produzione Ziryab, in programma mercoledì 20 aprile. Oum Kalthoum, detta kawkab a’ sciark (stella d’oriente), è uno dei personaggi femminili che più rappresenta la vocalità araba nel mondo. In questo concerto
verrà presentato un originale repertorio, con arrangiamenti che attingono dalle opere più significative scritte appositamente per Oum Kalthoum dai più importanti compositori e poeti arabi del novecento come Muhammad ‘abd Al wahhab, Baligh Hamdi, Riyad Al Sunbati, Ahmed Rami e molti altri. Sakina Al Azami è tra le più raffinate voci femminili del Marocco, vincitrice di importanti premi a livello nazionale grazie all’originalità con la quale interpreta le musiche della tradizione arabo-andalusa, sefardita e delle scuole orientali. Vanta una ricca carriera concertistica in Marocco e in Europa, ed è apprezzata in modo particolare per le sue interpretazioni del repertorio di Oum Kalthoum. La sua voce sarà accompagnata da un gruppo di strumentisti composto da Jamal Ouassini (direzione e violino), Mohammed el Mortaji (violino), Abdesselam Naiti (kanoun), Bouchaib Amer (flauto e kawala), Youssef Mezgheldi (liuto) e Tarek Awad Alla (percussioni).
Un’altra straordinaria voce femminile ci permetterà di fare una incursione nella musica etnica: Tanya Tagaq, cantante canadese della provincia del Nunavut, si esibirà a Modena martedì 10 maggio in un concerto dal titolo Auk/Blood, dal nome del suo ultimo album, con Jean Martin alla batteria e Jesse Zubot al violino. La Tagaq si è imposta all’attenzione
internazionale nel 2005 con il suo album d’esordio Sinaa, che significa “bordo” nella lingua ancestrale Inuktitut. Le sue canzoni derivano dall’elaborazione di una modalità canora tipica del popolo Inuit, detta Katajjaq, canto di gola, che viene solitamente eseguita da due donne ma che la cantante ripropone in una versione “solista” del tutto originale.
Tra le voci femminili più duttili del panorama musicale contemporaneo, Cristina Zavalloni si cimenta con un progetto in omaggio ai Beatles, in programma domenica 22 maggio. Sarà affiancata dai Virtuosi Italiani, un’orchestra che ha alle spalle variegati incontri artistici con Uri Caine, Chick Corea, Goran Bregovic, Michael Nyman, Franco Battiato e Giovanni Allevi. Dirige Aldo Sisillo. Il repertorio del concerto è vasto e comprende tutti i grandi classici dei Fab Four, da Yesterday a Ticket To Ride, passando per Eleanor Rigby, Lady Madonna, Let It Be, riarrangiati da Gian Antonio Mutto e Raffaele Tiseo.
In continuità con gli scorsi anni, infine, si conferma la collaudata collaborazione della Fondazione Teatro Comunale di Modena con AngelicA, in un progetto di stampo contemporaneo con il sostegno della Regione Emilia Romagna in collaborazione con ERT Emilia Romagna Teatro – Vie Scene Contemporanee Festival e con la Galleria Civica
di Modena. Dopo le presenze di John Zorn (2005), Mike Patton (2006 e 2007), Butch Morris (2009) e Arto Lindsay (2010), sarà protagonista a Modena mercoledì 25 maggio Heiner Goebbels con il progetto in prima italiana Songs of Wars I Have Seen, che vedrà il coinvolgimento della London Sinfonietta, dell’Orchestra of The Age of Englightenment
e di Sound Intermedia, con la direzione musicale di Sian Edwards. Si tratta di una sorta di ritratto teatrale della vita domestica durante la seconda guerra mondiale, rappresentata attraverso una combinazione dei testi di Gertrude Stein con musica elettronica e estratti di musica barocca di Matthew Locke. Heiner Goebbels introdurrà il concerto con il
musicologo Franco Fabbri. Goebbels presenta inoltre venerdì 27 e sabato 28 maggio, sempre in prima italiana, Stifters Dinge, istallazione performativa che si colloca – come tutta la produzione di Goebbels – all’incrocio di varie pratiche artistiche: si tratta in particolare di un lavoro senza attori e musicisti, che fa parlare gli oggetti, in una scena che
cambia costantemente. Un lavoro di alta tecnologia e innovazione, dove la musica viene prodotta da pianoforti che suonano da soli, da voci fantasma che fanno parlare la sabbia e l’acqua, e gli attori sono oggetti che si muovono.
l’AltroSuono festival 2011
Sabato 2 aprile ore 21
NOA
The Best of Noa
Noa voce e percussioni
Gil Dor chitarre
Vincenzo Di Donna violino
Luigi De Maio violino
Gerardo Morrone viola
Antonio Di Francia violoncello
Dopo il successo di Genes and Jeans, presentato al Comunale nel 2008, Achinoam Nini, ovvero Noa, torna a Modena con The Best of Noa, antologia dei successi dei suoi 20 anni di carriera, che ripercorre le tappe della sua carriera e del suo passato musicale fino a oggi, interpretando brani indimenticabili come la celebre Beautiful that way, colonna sonora del film di Roberto Benigni La vita è bella. Il suo stile unico nasce dall’incontro tra forti suggestioni americane degli anni Sessanta – da Paul Simon a Joni Mitchell e Leonard Cohen – le sue radici yemenite e l’influenza jazz, classica e rock di Gil Dor.
Noa è stata la prima artista israeliana formal-mente invitata a esibirsi in Marocco. Nel 1994 ha eseguito la sua versione dell’Ave Maria davanti a una platea di centomila persone e a un pubblico televisivo di milioni di spettatori alla pre-senza di Papa Giovanni Paolo II.
Ha ricevuto il Premio Carosone per il lavoro che da anni conduce sui testi della canzone napoletana d’autore, e il Premio Luigi Tenco come riconoscimento dei risul-tati ottenuti durante la sua carriera. Il Pre-sidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha as-segnato nel 2007 il riconoscimento di Cavaliere della Repub-blica Italiana. Nel marzo del 2011 è uscito per EGEA il suo nuovo album Noapolis, un omaggio alla canzone napoletana d’autore, dalle villanelle del ‘400 a Roberto Murolo.
Mercoledì 13 aprile ore 21 prima italiana
Fuori abbonamento
MAFALDA ARNAUTH
Fadas
Mafalda Arnauth voce
Eurico Machado chitarra portoghese
Nelson Aleixo chitarra acustica
Daniel Pinto basso acustico
Il fado portoghese approda al Comunale di Modena con una delle sue voci più rappresentative, quella di Mafalda Arnauth, un’artista destinata a raccogliere da Amália Rodrigues il testimone di nuova stella del fado internazionale. A Modena presenterà in prima italiana Fadas, il suo quinto album, un omaggio alle interpreti che l’hanno ispirata
durante il suo percorso musicale, dalla Rodrigues a Hermínia Silva, da Fernanda Baptista a Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceição. “È chiaramente un omaggio alle donne – spiega Mafalda – In Fadas ho deciso di cantare alcune di quelle voci, donne uniche, anche esse magiche, che ho avuto il privilegio di conoscere e altre che non ho conosciuto ma che sono state allo stesso modo cruciali per la mia crescita e evoluzione come fadista”. L’album è anche un omaggio ai testi, alla musica e alla magia che hanno fatto del fado un luogo di espressione massima della cultura portoghese, dalla più popolare alla più erudita, dalla più semplice alla più complessa.
Mercoledì 20 aprile ore 21
SAKINA AL AZAMI
JAMAL OUASSINI ENSEMBLE
Oum Kalthoum “l’astre de l’Orient”
Musiche e arrangiamenti a cura di
Jamal Ouassini
Sakina Al Azami voce
Jamal Ouassini direzione e violino
Mohammed el Mortaji violino
Abdesselam Naiti kanoun
Bouchaib Amer flauto e kawala
Youssef Mezgheldi liuto
Tarek Awad Alla percussioni
Produzione Ziryab
Intorno al 1910 in un piccolo villaggio sul Delta del Nilo, si diffuse la fama di un anziano signore e di una ragazzina. Diventarono famosi perché questa ragazzina, vestita da beduino, incantava le folle con la sua bellissima voce e la genialità nell’interpretare “al qasida”, la forma più alta ed elegante nel cantare la poesia. La ragazzina era Oum Kalthoum (stella dell’Oriente), pseudonimo di Fatima Ibrahim al-Sayyid al-Baltaji. Riconosciuta come la migliore cantante egiziana di tutti i tempi, Oum Kalthoum è nata nel 1904 a Tamay-az-Zahayra, e ha avuto come primo insegnante di canto il padre, Imam della moschea. Ha iniziato la sua carriera da bambina, cantando in occasione di avvenimenti religiosi. Dotata di un talento eccezionale, alla fine degli anni ‘40 è diventata il simbolo della canzone araba.
Il concerto modenese, diretto da Jamal Ouassini e cantato da Sakina Al Azami, presenta un repertorio originale, con arrangiamenti che attingono dalle opere più significative scritte appositamente per Oum Kalthoum dai più importanti compositori e poeti arabi del Novecento come Muhammad ‘abd Al wahhab, Baligh Hamdi, Riyad Al Sunbati, Ahmed
Rami.
Martedì 10 maggio ore 21
TANYA TAGAQ
Auk/Blood
Tanya Tagaq voce
Jean Martin batteria
Jesse Zubot violino
Nata a Cambridge Bay, nella provincia del Nunavat, Tanya Tagaq si è imposta all’attenzione internazionale nel 2005 con il suo album d’esordio Sinaa, che significa “bordo” nella lingua ancestrale Inuktitut. Le sue canzoni derivano dalla rielaborazione di una modalità canora tipica del popolo Inuit, detta Katajjaq, canto di gola, che viene solitamente eseguita da due donne. La Tagaq la reinterpreta, da solista, in uno stile del tutto originale, remixando la musica della tradizione con un potente infuso di stili contemporanei.
Eclettiche e numerose le sue collaborazioni: di recente è tornata a registrare con Björk, per la colonna sonora di Drawing Restraint 9, film di Matthew Barney, dopo essere apparsa nel suo album Medúlla nel 2004 e averla accompagnata nel Vespertine tour. Un’altra collaborazione ha dato i suoi frutti nel 2007, quando il Kronos Quartet ha invitato Tanya a partecipare, come coautrice e musicista, al progetto Nunavut, che dopo il debutto nel febbraio 2008 al Chan Centre di Vancouver è andato in scena in tutto il Nord America, fino alla Carnegie Hall di New York.
A Modena la Tagaq presenta il suo ultimo lavoro Auk/Blood (che significa sangue nella lingua Inuit), nominato al Juno Award come Miglior Album Aborigeno e Migliore Album Strumentale, e vincitore in diverse categorie al Canadian Aboriginal Music Awards, incluso il premio per Miglior Artista Femminile.
Domenica 22 maggio ore 21
CRISTINA ZAVALLONI voce
I VIRTUOSI ITALIANI
ALDO SISILLO direttore
Gian Antonio Mutto pianista e arrangiatore
Raffaele Tiseo arrangiatore
Beatles!
Here there and everywhere / Eleanor Rigby / Help / Black Bird / Yesterday / Lady Madonna/ Pennylane /TheLong a Winding Road / Obladì Obladà / Good Night / Yellow Submarine/I Want to Hold Your Hand / Norwegian Wood / Ticket to Ride / Michelle / Lucy in the Sky/Let it be
Il tributo ai Beatles ripercorre attraverso i più importanti titoli – da Michelle a Let it be, da Yesterday fino a I Want to Hold Your Hand – il cammino del celebrato gruppo di Liverpool, dai primi concerti ai successi fino allo scioglimento. L’Ensemble dei Virtuosi, uno dei più versatili e apprezzati del panorama colto contemporaneo, lavora nel campo della musica antica e contemporanea, ma anche in collaborazione con artisti di altra provenienza, come Franco Battiato, Chick Corea, Uri Caine, Michael Nyman, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi. Gli arrangiamenti per voce femminile e orchestra sono stati commissionati a due musicisti molto esperti e conosciuti in quest’ambito quali Gian Antonio Mutto e Raffaele Tiseo. Cristina Zavalloni, cantante e compositrice, è una delle figure più interessanti del panorama musicale odierno. Le sue performance sono caratterizzate da una presenza scenica esuberante, da un’effervescente verve cabarettistica e da un’ironia costante, ora leggiadra ora dissacrante. Sul podio Aldo Sisillo, musicista che si dedica intensamente alla musica contemporanea, dirigendo numerose prime assolute e partecipando a progetti che spaziano in generi diversi. Tra gli impegni più recenti, nel giugno 2010 l’interpretazione di Natura viva di Marco Betta al Maggio Musicale Fiorentino.
Mercoledì 25 maggio ore 21 prima italiana
HEINER GOEBBELS (1952, Germania)
Introduzione di Heiner Goebbels
conduce Franco Fabbri
Songs of Wars I Have Seen (2007)
Musica Heiner Goebbels
Testi Gertrude Stein
Sian Edwards direzione
London Sinfonietta
Orchestra of The Age of Englightenment
Sound Intermedia suono
Songs of Wars I Have Seen è un’opera commissionata da Southbank Centre (London) per la London Sinfonietta e l’Orchestra of the Age of Enlightenment
Il quotidiano inglese Times ha recensito Songs of Wars I Have Seen con queste parole: “un pensiero provocante, ossessivamente tenero per tempi problematici”. Si tratta di un ritratto teatrale di vita domestica durante la Seconda Guerra Mondiale, che combina testi di Gertrude Stein (recitati in alternanza dalle musiciste dell’orchestra), musica elettronica ed estratti di musica barocca del compositore Matthew Locke. Remixando musica barocca con il sapere e la musica di Heiner Goebbels si arriva a un risultato sorprendente: una sintesi musicale per il ventunesimo secolo che raccoglie il passato con un messaggio per il futuro pieno di speranza e possibilità inespresse, dove il testo di Gertrude Stein, in un paesaggio di guerra, parla del quotidiano tra profondità di pensiero e leggerezza.
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Luogo da definire
27 – 28 maggio 2011 ore 19 e ore 22 prima italiana
HEINER GOEBBELS
Stifters Dinge (2007)
una installazione performativa di Heiner Goebbels
Heiner Goebbels concezione, musica, regia
Klaus Grünberg luci, scene, video
Willi Bopp suono
Hubert Machnik programmazione
Coproduzione di Theatre Vidy Lausanne con T&M-Nanterre Paris, Schauspielfrankfurt, Berliner Festspiele – Spielzeit Europa, Grand Theatre Luxembourg; con il sostegno di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura. Co-commissionato da artangel, Londra
I progetti di Heiner Goebbels sono una coproduzione di AngelicA, Fondazione Teatro
Comunale di Modena – Festival l’Altro Suono
con il sostegno di Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura
In collaborazione con
Emilia Romagna Teatro Fondazione – VIE Scena Contemporanea Festival, Galleria Civica di Modena
Stifters Dinge è una installazione performativa fra teatro e musica, creata da Goebbels nel 2007. Si tratta di un lavoro, senza attori e musicisti, che fa parlare gli oggetti che vengono (letteralmente) animati in scena, scena che è a sua volta mobile, cambia costantemente. Un lavoro di alta tecnologia e innovazione, di architettura e di luci, al punto tale da rendere difficile capire come sia stato possibile realizzarlo. Un insieme di creatività a diversi livelli: dei tecnici, dei programmatori, ma soprattutto di Heiner Goebbels che ha vinto questa ennesima sfida, quella di un lavoro senza protagonisti viventi. Un’opera musicale che uscirà su disco per l’etichetta ECM nel 2011, dove la musica viene riprodotta da pianoforti che suonano da soli, da voci fantasma che fanno parlare la sabbia e l’acqua che accoglie la
scena, e gli attori sono gli oggetti che si muovono.
La costruzione della fama ormai internazionale di Heiner Goebbels parte a Francoforte negli anni dell’università, quando studia sociologia e musica; comincia poi a suonare le musiche di Hanns Eisler in un duo, e successivamente si farà conoscere come un compositore eclettico, che ama lavorare per il teatro, il cinema e il balletto, mischiando stili
musicali differenti. A metà degli anni ‘80 inizia a comporre e dirigere opere sue, molte delle quali basate su testi di Heiner Muller. Il tratto che più lo contraddistingue è l’aver segnato la scena contemporanea con il suo “teatro musicale”, tanto che i suoi lavori sono in repertorio in alcuni tra i maggiori centri di produzione europei. Dal 1999 insegna all’Institute for Applied Theatre Studies of the Justus Liebig University di Giessen, in Germania, e dal 2006 è presidente del Theatre Academy di Hessen.Una carriera intensa, che lo porta a confrontarsi con diverse e prestigiose orchestre, così come a ricevere inviti e premi dai principali teatri di tutto il mondo.






