Fenice

Il Teatro La Fenice, uno dei templi della lirica mondiale festeggia, giovedì 16 maggio 2013, il suo 221° compleanno con una conferenza stampa all’Istituto italiano di cultura di Parigi. Inaugurata il 16 maggio 1792 con il dramma per musica I giuochi d’Agrigento di Giovanni Paisiello e sede nei suoi due secoli di vita di numerose prime assolute di opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi (tra cui Rigoletto e La traviata), Stravinskij, Britten, Prokof’ev, fino a Nono, Maderna, Kagel, Guarnieri e Ambrosini, la Fenice continua ad essere protagonista della vita musicale veneziana e internazionale, con una programmazione ad ampio raggio che oltre a variegate stagioni liriche e sinfoniche autunnali, invernali e primaverili si rivolge ora anche al pubblico presente in città nei mesi estivi, con un ricco e prestigioso festival ispirato allo «spirito della musica» veneziana. È quanto è stato illustrato  a Parigi a rue de Grenelle dal sovrintendente della Fondazione Teatro La Fenice Cristiano Chiarot, dal direttore artistico Fortunato Ortombina e dal presidente del Circolo La Fenice – il circolo dei mecenati del Teatro – Jérôme Zieseniss, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla presentazione del Festival 2013 e alla descrizione alla stampa francese della Stagione lirica 2013-2014. Dopo il successo del Prefestival che nel luglio 2012 ha testato le strategie organizzative e la risposta del pubblico, tra il 21 giugno e il 24 agosto 2013 Venezia ospiterà la prima edizione del Festival «Lo spirito della musica di Venezia», ideato e curato dalla Fondazione Teatro La Fenice in collaborazione con la Regione del Veneto, il Comune di Venezia e la Camera di Commercio di Venezia, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Con tre rappresentazioni – il 10, 14 e 17 luglio nel Cortile di Palazzo Ducale – evento di punta sarà l’Otello verdiano, ripresentato in Giappone lo scorso aprile nella trionfale tournée del Teatro La Fenice dopo averne inaugurato la stagione lirica. L’opera tornerà a occupare il magico spazio del Palazzo dopo più di quarant’anni di assenza, riprendendo la tradizione degli storici spettacoli realizzati negli anni ’60 con Mario Del Monaco protagonista, che fecero di Venezia il palcoscenico del mondo per l’interesse artistico e mediatico che suscitarono. Interrotta nel 1970, quella felice consuetudine verrà rilanciata quest’anno con l’allestimento ideato dal regista Francesco Micheli, dallo scenografo Edoardo Sanchi e dalla costumista Silvia Aymonino. Il maestro coreano Myung-Whun Chung dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice e un prestigioso cast internazionale, e al regista serbo Emir Kusturica sarà affidata la realizzazione di un film in 3D tratto dallo spettacolo. L’Otello, oltre che per la trama di derivazione shakespeariana, anche dal punto di vista musicale è un appassionato omaggio a Venezia, a cominciare dal canto di Cassio, il cui stile rievoca quello dei gondolieri. Ma a ben guardare il tributo che Verdi offre alla città lagunare ha anche ascendenze più colte e meno immediatamente riconoscibili, come nel terzo atto, dove, all’arrivo degli ambasciatori della Serenissima, gli squilli di tromba sono composti in base ai criteri di spazializzazione del suono inventati nel Cinquecento da Adrian Willaert e Giovanni Gabrieli nell’ambito della scuola marciana. Momento di grande suggestione musicale e spettacolare, l’Otello a Palazzo Ducale non sarà però che uno dei tanti appuntamenti dell’ampio festival estivo che – come il titolo «Lo spirito della musica di Venezia» suggerisce – dal 21 giugno al 24 agosto 2013 coinvolgerà solisti, orchestre e gruppi da camera locali e internazionali in un progetto di valorizzazione dell’enorme tradizione propria della città lagunare, che si è contraddistinta in ogni tempo per il coraggio delle proposte in ambito musicale e scenico, sia in termini produttivi che per quanto riguarda l’inesausta ricerca di novità, perseguita guardando sempre avanti senza mai indugiare alla nostalgia del passato. E proprio l’unicità di Venezia, perenne ‘cantiere’ di sperimentazione artistica, costituisce il filo conduttore della rassegna: la sua innata tendenza all’innovazione e lo sguardo ‘moderno’ che la caratterizza in ogni epoca sono infatti rievocati e ribaditi sin dall’evento di apertura, un nuovo allestimento della Butterfly pucciniana nato dalla collaborazione tra due istituzioni centrali nel panorama cittadino e internazionale come la Fenice e la Biennale Arte: la produzione, che ha il sostegno del Circolo La Fenice presieduto da Jérôme Zieseniss e che debutterà in Teatro il 21 giugno con la regia di Àlex Rigola e la direzione dell’israeliano Omer Meir Wellber, vede l’artista visiva Mariko Mori nel ruolo per lei inconsueto di scenografa e costumista. L’operazione, che mette a confronto il Giappone di oggi con l’immaginario favoloso e archetipico del capolavoro di Puccini,  stabilisce una relazione inedita e fruttuosa tra la riflessione estetica contemporanea e l’inesausta validità dei miti portati in scena dal melodramma. Sul versante contemporaneo, oltre al coinvolgimento di Mariko Mori nella Butterfly, un’altra importante iniziativa è dedicata a uno dei protagonisti del Novecento musicale, il veneziano Bruno Maderna, che è un po’ il nume tutelare di questa edizione del festival: i quarant’anni dalla sua precoce scomparsa saranno ricordati il 6 luglio alle Sale Apollinee con una serata speciale, in cui quaranta compositori proporranno altrettanti brani composti per l’occasione ed eseguiti da una compagine di grande esperienza come l’Ex Novo Ensemble di Claudio Ambrosini. Nell’articolare il suo fitto programma, il festival, ancor più che l’anteprima dell’anno scorso, si caratterizzerà per la dislocazione dei suoi appuntamenti in moltissimi luoghi del centro storico ma anche delle isole e della terraferma. Oltre agli spazi della Fenice – Sale Apollinee e Sala Grande – la programmazione si snoderà infatti tra le basiliche di San Marco e dei Frari e chiese storiche come quella della Pietà, di San Moisè, di San Donato a Murano e di San Girolamo a Mestre, tra siti monumentali quali il cortile di Palazzo Ducale e la Scuola Grande di San Rocco e antichi palazzi dalla storia plurisecolare. È il caso, ad esempio, di Palazzo Contarini Polignac in cui Winnaretta Singer de Polignac ospitò Stravinskij, Falla, Poulenc, o di Palazzo Mocenigo, una delle residenze della nobile famiglia veneziana alla quale Monteverdi dedicò nel 1624 Il combattimento di Tancredi e Clorinda, che qui verrà proposto 12 luglio dall’Orchestra Barocca del Festival con la regia di Pier Luigi Pizzi. Jarrett, tra i più grandi nomi del jazz mondiale, in arrivo in Fenice il 16 luglio; un secondo omaggio a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita, con la Messa da Requiem diretta da Myung-Whun Chung, solisti il soprano Hui He, il mezzosoprano Daniela Barcellona, il tenore Fabio Sartori e il basso Ildar Abdrazakov (19 luglio, Cortile di Palazzo Ducale); un concerto della Vietnam National Symphony Orchestra (9 luglio, Teatro La Fenice), uno di Uto Ughi (2 luglio, Teatro La Fenice), e il recital di una voce intensa e personale come quella di Lorenzo Regazzo (Teatro La Fenice, 5 luglio). Il 21 luglio sempre alla Fenice sarà poi di scena la grande danza, con un Gala dei migliori allievi delle principali accademie internazionali, tra cui l’École de Danse de l’Opéra di Parigi, la John Cranko Schule di Stoccarda, l’Académie de Danse Princesse Grace di Monaco, la Scuola Accademica Agrippina Vaganova di San Pietroburgo, l’Escuela Nacional de Ballet de Cuba e la Scuola del Balletto di Toscana. Ampie saranno poi le sezioni storiche dedicate a Monteverdi e alla musica antica (con concerti dell’Ensemble Oktoechos, del Coro della Cappella Marciana, dell’organista Antonio Frigé e del Ring Around Quartet, e con una serata teatralmusicale ideata da Lorenzo Arruga sugli interessi alchemici di Monteverdi), a Vivaldi e al Settecento (con una serata di barcarole dal Sei all’Ottocento, due concerti dei Virtuosi Italiani nella Chiesa della Pietà e due concerti in collaborazione con il Venetian Centre for Baroque Music dedicati al tricentenario della morte di Arcangelo Corelli e alle sonate per violoncello di Vivaldi) e a Venezia contemporanea (con tre concerti dell’Ex Novo Ensemble, uno di composizioni per tenore e pianoforte di Benjamin Britten nel centenario della nascita, un ciclo di musiche cameristiche di Gorini, Casella e Togni in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini, e un concerto sinfonico diretto da Dario Bisso Sabàdin di musiche di Gabrieli, Malipiero e Maderna). All’officina della musica veneziana guarderanno anche i tre concerti pianistici interpretati da alcuni dei più recenti vincitori del Premio Venezia, organizzati in collaborazione con la Fondazione Amici della Fenice, e i sei concerti dell’Orchestra Barocca del Festival, una nuova formazione nata in collaborazione con la Regione del Veneto il cui primo violino concertatore è Giorgio Fava e il cui progetto musicale è coordinato da Stefano Montanari. Anteprima del Festival il 20 giugno con il Coro del Teatro La Fenice diretto da Claudio Marino Moretti che inaugura la cantoria lignea settecentesca della Chiesa di San Rocco, recentemente restaurata, e serata conclusiva il 24 agosto con un concerto di musica barocca nella straordinaria cornice naturale di Cortina d’Ampezzo, sulle Dolomiti.

La Fenice incontra Emir Kusturica

Il Sovrintendente della Fondazione Teatro La Fenice Cristiano Chiarot ha
incontrato ieri Emir Kusturica, uomo di cultura e regista cinematografico di
fama internazionale.
“Il progetto Kusturica sta andando avanti seguendo la linea di un dialogo
sempre più vivace tra la capitale dell’Adriatico e i Balcani” – ha affermato
il Sovrintendente.
Profondo il legame del regista serbo con Venezia, città che in passato gli
ha riservato prestigiosi riconoscimenti. Infatti nel 1981 il suo primo film
“Ti ricordi di Dolly Bell?” vinse il Leone d’Oro come miglior opera prima e
nel 1998 ottenne il Premio speciale per la regia – Leone d’Argento con il
film “Gatto nero, gatto bianco”.
Nell’ambito della collaborazione con il Teatro La Fenice, Kusturica ha
confermato la produzione cinematografica di Otello in 3D, il 10 luglio vedrà
infatti il ritorno, dopo gli anni sessanta, dell’opera di Verdi nel Cortile
di Palazzo Ducale, sotto la direzione del Maestro Chung.
Confermati inoltre due grandi progetti per i prossimi anni che sono Verdiana
e Il ponte sulla Drina, adattamento teatrale del romanzo di Ivo Andrić,
Premio Nobel per la Letteratura.
“Sarà una produzione che caratterizzerà, così negli auspici comuni, il 2015
della Fenice” – ha commentato al termine dell’incontro il Sovrintendente
Chiarot.

Festival «Lo spirito della musica di Venezia»
(21 giugno – 24 agosto 2013) Fenice e Regione Veneto la promozione parte da Mosca

Parte oggi da Mosca la promozione del Teatro La Fenice tra le capitali della musica nel mondo per presentare il cartellone del Festival «Lo spirito della musica di Venezia», uno dei più importanti eventi culturaledell’estate europea. Dopo Mosca si proseguirà con presentazioni a Osaka, Tokyo, Parigi, Milano e, infine, Venezia.
La delegazione della Fenice ha in programma un incontro con l’Ambasciatore italiano a Mosca, con alcuni rappresentanti del Ministero della Cultura della Federazione Russa, con le più importanti agenzie turistiche e d’affari e con numerosi giornalisti di testate russe, nell’ambito del MITT – Fiera Internazionale del Turismo cui partecipa con la Regione del Veneto.
Il Festival «Lo spirito della musica di Venezia» si apre il 21 giugno 2013 con Madama Butterfly al Teatro La Fenice.
A questo proposito il Sovrintendente della Fenice Cristiano Chiarot commenta: «Ancor più che di un’opera il Festival ci vedrà protagonisti di un progetto speciale che vede coinvolta la Biennale di Venezia, secondo un’intuizione del Presidente Baratta e del sottoscritto: una Madama Butterfly che attraverso le scene realizzate da Mariko Mori, artista giapponese tra le più note nel panoramadell’arte contemporanea, resterà nella storia della lirica e della cultura internazionale».
Il 16 luglio, sempre alla Fenice, si terrà una delle tappe della tournée europea di Keith Jarrett, uno dei grandi nomi del jazz mondiale, che festeggerà i 30 anni del suo leggendario sodalizio con Gary Peacock, contrabbasso e Jack DeJohnette, batteria.
«Per la Fenice, quindi, un’ulteriore opportunità di presentarsi al mondo come il più importante teatro di tradizione italiano, ma anche come il luogo per eccellenza della musica tout court, in uno splendido mélange di stili e di sonorità. Il teatro di Traviata, certo, ma anche quello del jazz e della musica barocca, di Janáček e delle più profonde sensibilità contemporanee».
Il grande evento del Festival, naturalmente, sarà l’Otello di Giuseppe Verdi nel Cortile di Palazzo Ducale. Dopo le tre edizioni dirette da Nino Sanzogno negli anni ’60 che videro nei panni del Moro il grandissimo Mario Del Monaco, lo splendido Scalone dei Giganti non aveva più accolto un’opera lirica. Accadrà il 10, il 14 e il 17 luglio, in una festosa cornice internazionale che sarà però anche saldamente legata alla città e ai veneziani, visto il successo già riscosso al botteghino dalla prevendita ad essi riservata.
«Questo Otello – spiega Chiarot – sarà anche la prima tappa del “progetto Kusturica”. Infatti il grande regista serbo Emir Kusturica realizzerà per la Fenice un film in 3D tratto da questa edizione dell’opera, affidata musicalmente al maestro Myung-Whun Chung».
Ancora Chung dirigerà il 19 luglio la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, secondo omaggio al genio verdiano nel bicentenario della nascita, anch’essa proposta nella magnifica cornice del Cortile di Palazzo Ducale.
Un atteso concerto di musica sacra nella Basilica di San Marco e un concerto di musica barocca nella Scuola Grande di San Rocco costituiranno gli altri perni del Festival, che si concluderà a Cortina d’Ampezzo il 24 agosto con un concerto di musica barocca.
A fianco di questi principali avvenimenti, saranno oltre cento gli altri concerti con i quali la Fenice pervaderà la più bella città del mondo e, idealmente, abbraccerà tutti coloro che amano la grande musica.
«Uno sforzo produttivo, organizzativo e culturale – chiude il Sovrintendente – realizzato con i nostri consueti compagni di viaggio, il Ministero per i Beni Culturali, la Regione del Veneto, la Fondazione della Cassa di Risparmio, la Banca Popolare di Vicenza e Enel, che sancisce il posizionamento internazionale della Fenice, autentica eccellenza culturale di cui, credo, l’Italia può dirsi orgogliosa».

Storie di eterna giovinezza…. Vĕc Makropulos

L’area formazione&multimedia della Fondazione Teatro La Fenice per lo spettacolo in cartellonea marzo Vĕc Makropulos, tratto dall’omonimo testo del drammaturgo Karel Čapek, figura dal respiro internazionale e apprezzata per i suoi scritti fantascientifici, a lui si deve l’invenzione del termine “robot” e con la musica di Leoš Janáček, propone agli studenti universitari, di accademia e di conservatorio in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari – Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati ilprogetto formativo Storie di eterna giovinezza…. Vĕc Makropulos.
Lunedì 4 marzo dalle 16 alle 18 presso l’Auditorium S. Margherita gli studenti iscritti al progetto potranno approfondire con il prof. Massimo Tria il testo e la figura dello scrittore cèco, a cui seguiranno le letture sia in lingua originale, da parte degli studenti di lingua e letteratura cèca di Ca’ Foscari che in italiano a cura degli allievi dell’Accademia Teatrale Veneta coordinati da Antonino Varvarà e per finire, a cura del musicologo Mario Merigo, l’analisi musicale della partitura e
l’interpretazione dei personaggi che ne dette Leoš Janáček.
Tutti gli studenti che si iscriveranno all’attività potranno successivamente assistere al Teatro La Fenice allo spettacolo in prova generale (informazioni e modalità di accesso formazione@teatrolafenice.org).

Investimenti per la Cultura e Fus
Lettera aperta del Sovrintendente Cristiano Chiarot ai candidati al
Parlamento

Ancora una volta viene assestato un duro colpo alla Cultura del nostro Paese. Il FUS, Fondo Unico dello Spettacolo, viene decurtato di 20 milioni di euro nel 2013, un taglio che per le Fondazioni Liriche sarà di 10 milioni di euro.
Questo avviene dopo l¹approvazione di un provvedimento, il 22 dicembre scorso, il cui risultato sarà quello di provocare la chiusura di molte, se non di tutte, le Fondazioni liriche italiane.
Tutto questo avviene di fronte a una totale disattenzione per la Cultura e lo Spettacolo dal vivo da parte di chi dovrebbe difendere questo patrimonio culturale fondante del nostro Paese, una ricchezza sulla quale si basa una parte importante dell¹economia di alcune città.
Ancora una volta, dunque, sul settore dello Spettacolo dal vivo, delle Fondazioni Liriche, si abbatte una terribile minaccia, un taglio inutile e dannoso che arriva a bilanci già approvati, attività programmate, impegni contrattuali già presi, investimenti pianificati. Un taglio che, colpendo in maniera indiscriminata tutte le Fondazioni, andrà a penalizzare ancor di più quelle virtuose, quelle con i bilanci in pari.
Se a questo comparto si chiede efficienza e produttività deve anche essere oggetto di grande rispetto e attenzione per la portata nazionale ed internazionale della sua produzione e dell¹immagine legata al Sistema Paese.
Ai candidati alla Camera e al Senato chiediamo di far conoscere le loro posizioni su questa emergenza e le loro intenzioni per il futuro a favore della Cultura e del Teatro La Fenice.

Il fotoromanzo della Bohème

In occasione della recita straordinaria della Bohème di Puccini che costituirà sabato grasso 9 febbraio 2013 il cuore del Gran Galà del Carnevale, la Fondazione Teatro La Fenice ha stampato una brochure con le immagini delle scene salienti dell’opera in versione ‘fotoromanzo’, che verrà distribuito a Venezia in 10.000 copie. Il fotoromanzo della Bohème sarà reperibile gratuitamente nei migliori hotel e ristoranti di Venezia, nei punti vendita Hello Venezia e presso i punti informativi in città.
La vicenda delle due grisettes e dei quattro giovani artisti in attesa di fortuna nella Parigi bohémienne del primo Novecento (secondo l’ambientazione immaginata dal regista Francesco Micheli con lo scenografo Edoardo Sanchi e la costumista Silvia Aymonino) si presta bene a una riduzione per immagini, con le sue soffitte gelate, caffè affollati ed esterni cittadini sotto la neve, e con la sua trama di innamoramenti, gelosie, piccole invenzioni quotidiane e grandi tragedie individuali. Rodolfo e la dolce Mimì si incontrano in una soffitta, a lume di candela e poi di luna; Marcello e la provocante Musetta si riprendono in mezzo alla bolgia festosa di un caffè, a spese dell’anziano protettore di lei; tutti e quattro si lasciano sotto la neve, perché di solo amore non si vive; e si ritrovano nella soffitta dell’inizio, dove Mimì, condannata dalla tisi, torna a morire tra le braccia di Rodolfo e dei suoi amici. L’ottimismo e la vitalità della giovinezza, «bella età di sogni e di chimere», affronta la precarietà quotidiana con fantasia ed ingegno: talora ha la meglio, talora soccombe, aprendo squarci di sentimenti «grandi come il mare».
Oltre che per il sabato grasso, la Fenice proporrà la sua Bohème, diretta dal suo giovane direttore principale Diego Matheuz, in tre serate dedicate a San Valentino:opera più cena per due nelle Sale Apollinee. Ancor meglio di un romanzo. Per informazioni e prenotazioni teatrolafenice.it o tel 041-2722699.

La Fenice per Carnevale e San Valentino

Tantissimi gli spettacoli che La Fondazione Teatro La Fenice offre al suo pubblico nel periodo di Carnevale e San Valentino: tutti all’opera in maschera per un Gran Galà del Carnevale il sabato grasso, tre romanticissime serate all’opera con inclusa una cena esclusiva nelle Sale Apollinee per San Valentino, cinque recite di un teatralissimo Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini al Teatro Malibran, e due serate con il Complesso statale di danza «Gioventù del
Daghestan» e il Gruppo folcloristico di canti e danze «Miras» al Teatro Malibran per chi fosse incuriosito dall’antica e colorata tradizione delle danze etniche russe. Le proposte del Teatro La Fenice per il Carnevale 2013 sono state presentate oggi alle Sale Apollinee dal Sovrintendente Cristiano Chiarot, dal vicepresidente della Regione del Veneto Marino Zorzato, dall’assessore
Roberto Panciera del Comune di Venezia e dal presidente di Venezia Marketing & Eventi Piero Rosa Salva, presente il console onorario della Russia a Venezia Eligio Paties.

Anche quest’anno il Teatro La Fenice offre un sabato grasso speciale: un Gran Galà del Carnevale con al centro un’opera lirica, La bohème, inno alla giovinezza e alla sua fantasia e generosità.
La serata di sabato 9 febbraio 2013, che avrà come madrina la bella modella mestrina Sofia Valleri, si aprirà infatti alle ore 19.00 con la cerimonia di consegna del Cavalchina Award 2013, il prestigioso premio destinato a «celebrare le personalità straordinarie che per talento creativo e interpretativo e per stile di vita sono internazionalmente riconosciute come simbolo artistico unico e inimitabile»: un oggetto d’arte in copia unica (anzi doppia, dato che un secondo esemplare entrerà nella collezione storica legata al premio) disegnato quest’anno dal maestro vetraio Pino Signoretto,
che sarà assegnato alla stilista Laura Biagiotti, da sempre profondamente legata a Venezia e al suo teatro.
La consegna del premio sarà seguita da una recita straordinaria della Bohème di Giacomo Puccini, al termine della quale il pubblico si sposterà nelle Sale Apollinee e nel Foyer dove saranno allestiti un open bar e una cena a buffet a cura del ristorante Do Forni.
Intorno alle 23.00 avrà inizio una grande festa con musica e balli in tutte le sale del teatro, animata dalla musica dal vivo dei Disco Inferno e dal DJ Maurizio Sacchi. Dalle 22.30 in poi la musica sarà diffusa anche all’esterno del teatro, in Campo San Fantin, dove si potrà ballare e far festa scaldati dal vin brûlé offerto dalla Confraternita del Raboso del Piave, e dove la facciata del
teatro e il campo saranno appositamente illuminati in veste carnevalesca. La festa sarà allietata anche dal passaggio, in teatro e in campo, delle dodici Marie, che come nelle passate edizioni rievocheranno con la loro bellezza l’antica leggenda delle dodici spose veneziane salvate dalle mani dei pirati. La supervisione organizzativa della serata è a cura di Matteo Corvino.

teatrolafenice.it

facebook.com/LaFeniceufficiale

I biglietti per la serata a teatro (opera più cena) sono in vendita a prezzi compresi tra i 70 e i 300 euro. Per informazioni e prenotazioni Call center Hellovenezia 041.24.24 e
teatrolafenice.it.

La conclusione del Carnevale sarà seguita, giovedì 14, venerdì 15 e sabato 16 febbraio 2013, da tre serate dedicate agli innamorati che vorranno dirsi in musica, a Venezia, «Sei il mio amore e tutta la mia vita». Per un San Valentino diverso, e molto romantico, la Fenice propone infatti La bohème seguita da una cena esclusiva alle Sale Apollinee. Una serata magica in un teatro magico
per una notte indimenticabile nella città degli innamorati. Le tre serate, che avranno come sponsor tecnico l’Azienda Bisol di Valdobbiadene, inizieranno alle ore 19.00 giovedì 14 e venerdì 15, e alle ore 15.30 sabato 16. I biglietti (opera più cena) sono in vendita a prezzi compresi tra i 65 e i 240 euro. Per informazioni e prenotazioni Call center Hellovenezia 041.24.24 e teatrolafenice.it.

La bohème di Giacomo Puccini sarà in scena alla Fenice dal 7 al 20 febbraio
nell’intelligente allestimento del regista Francesco Micheli, dello scenografo Edoardo Sanchi e della costumista Silvia Aymonino, ambientato in una colorata e insieme struggente Parigi bohémienne Belle Époque. L’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice, e il coro di voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani, saranno diretti da Diego Matheuz, il ventottenne direttore principale del Teatro La Fenice. Nei ruoli principali del doppio cast si alterneranno i tenori Aquiles Machado e Marco Panuccio, Rodolfo; i soprani Maria Agresta e Jessica Nuccio, Mimì; i baritoni Simone Piazzola e Julian Kim, Marcello; i soprani Ekaterina Bakanova e Francesca Dotto, Musetta; i baritoni Armando Gabba e Marco Filippo Romano, Schaunard; e i bassi Sergey Artamonov e Luca Dall’Amico, Colline.
Gli innamorati dell’opera potranno durante il periodo di Carnevale deliziarsi anche di un teatralissimo Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini al Teatro Malibran, diretto da Stefano Rabaglia con la regia di Bepi Morassi e il tenore Maxim Mironov, il soprano Chiara Amarù e il baritono Vincenzo Taormina nei ruoli di Almaviva, Rosina e Figaro (25 gennaio – 8 febbraio 2013).
E per gli estimatori della danza tradizionale russa, il Teatro Malibran offrirà lunedì 11 febbraio alle ore 20.00 e il martedì grasso 12 febbraio alle ore 16.00 due coloratissimi spettacoli rispettivamente del Complesso statale di danza «Gioventù del Daghestan» e del Gruppo folcloristico di canti e danze «Miras» della Repubblica del Baškortostan.

Grande attesa per “Il barbiere di Siviglia” al Teatro Malibran

La Fondazione Teatro La Fenice è lieta di comunicare che, alla luce del grande successo di biglietteria che questa edizione de “Il barbiere di Siviglia” sta ottenendo, da martedì 22 gennaio metterà nuovamente a disposizione delle Urp della Provincia di Venezia e delle Circoscrizioni del Comune di Venezia alcune centinaia di coupon che daranno diritto ad un biglietto al prezzo speciale di 20 euro.

I coupon potranno essere ritirati direttamente presso le Urp provinciali e comunali per assistere, al Teatro Malibran, alle recite de “Il barbiere di Siviglia” del 25 e del 27 gennaio e a quelle del 1 e 8 febbraio.

La recita del 3 febbraio ha già registrato il tutto esaurito, per le altre recite si intende che si otterranno i biglietti fino ad esaurimento dei medesimi.

Premio Stelle della Fenice nelMondo
Sale Apollinee venerdì 18 gennaio ore 18.00

La Fondazione Teatro La Fenice ha istituito quest’anno il Premio “Stelle della Fenice nel Mondo” per valorizzare le eccellenze italiane che si sono affermate nel panorama internazionale grazie alle loro grandi capacità.

Il Premio nasce in collaborazione con la Fiera di Vicenza e con il Consorzio Argento Italiano. “Fiera di Vicenza ha il piacere di collaborare con la Fondazione Teatro La Fenice – ha affermato il Presidente di Fiera di Vicenza Roberto Ditri – che permette diconiugare l’eccellenza culturale come il Teatro La Fenice e l’eccellenza del territorio come VICENZAORO valorizzando e premiando illustri professionalità nazionali che si distinguono nel mondo.”

Vincitrice di questa prima edizione sarà Marina Cavazzana Calvo, pediatra veneziana impegnata nella ricerca di bioterapie d’avanguardia per la cura delle malattie genetiche e che, proprio per le sue importantissime scoperte, è stata recentemente insignita a Parigi del premio Irène-Joliot-Curie come “scienziata dell’anno”.

Venerdì 18 gennaio alle ore 18.00, presso le Sale Apollinee, alla presenza di Marino Zorzato Vicepresidente della Regione del Veneto, Marina Cavazzana Calvo verrà premiata dal Sovrintendente Cristiano Chiarot, che ha così commentato “Noi siamo il teatro di tutto il territorio e siamo al servizio delle intelligenze più vive del Paese”.

Alla scienziata verrà consegnata la spilla della Fenice, in argento e smalto, creata per l’occasione dagli orafi del Consorzio Argento Italiano, nato dall’unione di storiche aziende vicentine in grado di conciliare la tradizione artigianale con le più sofisticate tecniche innovative.

Scomparsa di Mariangela Melato

Il sovrintendente, gli artisti e tutto il personale del Teatro La Fenice di Venezia
ricordano con affetto Mariangela Melato, una grande artista che ha onorato la cultura e che amava Venezia, da cui era ricambiata con infinito affetto.

Così il sovrintendente Cristiano Chiarot: «Con la scomparsa di Mariangela Melato se ne va anche un pezzo di storia dello spettacolo. Siamo onorati di aver ospitato, qualche anno fa, al Teatro Malibran il suo spettacolo “Sola me ne vo…” dove, ancora una volta, diede prova di essere un’attrice multiforme, versatile, unica.”

Grandi ascolti per il Concerto di Capodanno alla Fenice su Rai Uno
Chiarot: premiata la Rai con la Fenice. E bene anche sulla Rete

Quasi 4.400.000 (quattro milioni e quattrocentomila) telespettatori su Rai
Uno per il Concerto di Capodanno, con uno share del 26,64 % è un risultato
televisivo straordinario, che per quanto ci riguarda vogliamo sommare al
magnifico esito culturale di questo evento ormai radicato nella tradizione
italiana.

Questo il commento del Sovrintendente Cristiano Chiarot.

Un risultato che premia noi e la Rai, splendida  protagonista di questa
iniziativa, totalmente prodotta dall’azienda pubblica radiotelevisiva e suo
fiore all’occhiello anche grazie all¹internazionalizzazione e alla vendita
dell’evento all’estero.

Un grazie ancora alla Rai per il grande sforzo dedicato, seguendo
l¹indicazione della Presidente Anna Maria Tarantola, a tutti i concerti di
Capodanno: la cultura non ha confini. Il suo compito esclusivo è di far
crescere la coscienza degli uomini e delle donne del nostro tempo.

Vorrei soffermare l’attenzione di tutti su due elementi che hanno
caratterizzato questo straordinario decennale: la coda al nostro botteghino,
letteralmente preso d’assalto fino all’ultimo, da decine e decine di
appassionati che non volevano rinunciare a una grande festa  della cultura e
della musica, e il trionfo sulla rete, dove migliaia di followers ci hanno
inondato di messaggi e di gradimenti.

Di sfuggita faccio notare che il nostro Teatro ha riscosso in un sondaggio,
frequentato in gran parte da un pubblico di giovani e giovanissimi, oltre il
65% dei consensi rispetto a ogni altro concerto televisivo. Sono dati che ci
incoraggiano a lavorare per un¹undicesima edizione all¹insegna del
buongusto, della buona musica e del divertimento.

Un ultimo, gratissimo pensiero al maestro Gardiner, che ha diretto
l¹Orchestra del Teatro La Fenice non solo con straordinaria passione
musicale, ma che ci ha regalato momenti di ironia e divertimento, e al Coro,
ai tecnici, agli amministrativi.

Un grazie infine a Desirée Rancatore e a Saimir Pirgu che hanno dimostrato
classe e temperamento.

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia ha approvato la relazione di bilancio preventivo fatta dal Sovrintendente Cristiano Chiarot.

Relativamente al bilancio 2012, la Fondazione prevede una chiusura di esercizio ancora positiva, dopo aver registrato nel 2011 un attivo di 17.988 €

“Si sta consolidando, ha commentato il Sovrintendente Cristiano Chiarot, una tendenza assolutamente positiva per il nostro Teatro, che presenta conti in ordine e qualità artistica di livello internazionale. Siamo il primo Teatro italiano per numero di produzioni, tra i primi al mondo e la nostra raccolta di denaro privato è relativamente al contributo pubblico in totale equilibrio.

Leggo con un po’ di stupore alcune anticipazioni giornalistiche circa il rapporto di riorganizzazione in studio al Ministero della Cultura.Sono certo che si tratti di forzature che il buon senso e la saggezza del Ministro sapranno limare. Se passasse quel che ho letto, si creerebbe una ingiustificata linea gotica che paradossalmente punirebbe molte Fondazioni liriche virtuose, premiandone altre.

Sono certo che la prima difesa per la Fondazione Teatro La Fenice sia la qualità del suo prodotto supportata dalla positività dei suoi bilanci.”

Nella sua terza tournée in Giappone
il Teatro La Fenice inaugura la nuova Festival Hall di Osaka

Nell’aprile 2013 la Fondazione Teatro La Fenice parteciperà alle manifestazioni per l’inaugurazione della nuova Festival Hall di Osaka, dove proporrà, sotto la guida di Myung-Whun Chung, l’Otello di Verdi e due concerti sinfonico-corali. Invitata dall’Asahi Shimbun Company, la società proprietaria del principale quotidiano giapponese impegnata nella ricostruzione della sala e nel rilancio dell’Osaka International Festival, la Fenice effettuerà così la sua terza tournée in Giappone, a otto anni di distanza dalla precedente del 2005: una tournée che dopo Osaka la porterà anche a Nagoya e a Tokyo, per un totale di quattro concerti e quattro rappresentazioni di Otello.
Dopo cinque anni di lavori, la nuova Festival Hall di Osaka si inaugurerà mercoledì 10 aprile 2013 con un concerto di gala dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice, che costituirà anche la serata di apertura del 51. Osaka International Festival. Seguirà, giovedì 11 aprile, una rappresentazione di Otello di Giuseppe Verdi nell’allestimento prodotto dal Teatro La Fenice nel
novembre 2012 con la regia di Francesco Micheli, le scene di Edoardo Sanchi e i costumi di Silvia Aymonino, interpreti principali Gregory Kunde, Otello; Leah Crocetto, Desdemona; Lucio Gallo, Jago. Un secondo concerto dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice diretti da Myung-Whun Chung costituirà sabato 13 aprile il terzo appuntamento del 51. Osaka International Festival, che
proseguirà poi fino al 26 aprile con altri quattro concerti dei Münchner Philharmoniker diretti da Lorin Maazel, della BBC Philharmonic diretta da Yutaka Sado e della Osaka Philharmonic Orchestra diretta da Eiji Oue. Domenica 14 aprile 2013 gli artisti del Teatro La Fenice proporranno una seconda recita di Otello all’Aichi Arts Center di Nagoya, per trasferirsi poi a Tokyo dove replicheranno il 16 aprile il concerto di gala e il 18 aprile il secondo concerto al Bunka Kaikan, e il 17 e 19 aprile Otello alla Bunkamura Orchard Hall.
La terza tournée in Giappone del Teatro La Fenice sarà organizzata, come le precedenti, da Asahi Shimbun in collaborazione con Bunkamura (Tokyo) e TBS (Tokyo Broadcasting System), sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo e dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo.

La nuova Festival Hall di Osaka sarà situata tra il secondo e il settimo piano del nuovo grattacielo Festival Tower, di 39 piani. Avrà una capienza di 2700 posti e sarà provvista delle migliori strutture per concerti di musica classica, opera lirica, balletto e musica pop. La sala precedente era stata costruita nel 1958
per ospitare il neonato Osaka International Festival, un prestigioso festival musicale che ha avuto luogo ogni primavera dal 1958 al 2008 prima di essere temporaneamente sospeso per permettere la demolizione dell’intero Shin Asahi Building e la costruzione della nuova Festival Tower, che ospiterà tra l’altro il nuovo Consolato generale d’Italia a Osaka. Nel corso dei suoi 50 anni di attività, il festival ha ospitato i principali artisti e i principali complessi internazionali, quali i Berliner Philharmoniker con Herbert von Karajan, il
Festival di Bayreuth, i Wiener Philharmoniker con Lorin Maazel, la Wiener Volksoper, il New York City Ballet, il Royal Ballet di Londra, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, la London Symphony Orchestra diretta da Sir Georg Solti, la Staatskapelle di Dresda e molti altri.

Due stagioni alla Fenice
2012-2014

La Fondazione Teatro La Fenice ha presentato la stagione lirica 2013-2014, che proporrà diciotto titoli da novembre a novembre: L’africaine di Giacomo Meyerbeer, Onegin di Boris Eifman, La scala di seta di Gioachino Rossini, La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart, La traviata di Giuseppe Verdi, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari, Elegy for Young Lovers di Hans Werner Henze, Il trionfo del tempo e del
disinganno di Georg Friedrich Händel, La bohème, Madama Butterfly e Tosca di Giacomo Puccini, The Rake’s Progress di Igor Stravinskij, Otello e Il trovatore di Giuseppe Verdi, L’inganno felice di Gioachino Rossini, Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, un titolo contemporaneo da definire. La stagione sarà costituita da cinque nuovi allestimenti, quattro allestimenti ospiti, otto
lavori di repertorio e un balletto ospite, per complessive 122 recite – numero che, precisiamo, si riferisce a recite serali o pomeridiane, esclusi gli spettacoli per le scuole e altre iniziative –, con un considerevole aumento rispetto alle stagioni passate. La stagione è stata presentata  a Venezia dal presidente della Fondazione Teatro La Fenice Giorgio Orsoni, dal sovrintendente Cristiano
Chiarot e dal direttore artistico Fortunato Ortombina. Confermati anche gli allestimenti della già annunciata stagione lirica 2012-2013 (sedici
titoli da novembre a ottobre: Otello di Giuseppe Verdi, Tristan und Isolde di Richard Wagner, Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, I masnadieri di Giuseppe Verdi, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, La bohème di Giacomo Puccini, Věc Makropulos di Leoš Janáček, La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini, Don Giovanni, Le nozze di Figaro e Così fan tutte di
Wolfgang Amadeus Mozart, Madama Butterfly di Giacomo Puccini, La traviata di Giuseppe Verdi, Carmen di Georges Bizet, Aspern di Salvatore Sciarrino, L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti), anch’essa composta da 122 recite, con sette nuovi allestimenti, otto lavori di repertorio e un balletto ospite.
Il consolidamento e l’ampliamento del repertorio, con importanti produzioni di nuovi imprescindibili titoli (Otello, Madama Butterfly, Tosca); gli omaggi a Giuseppe Verdi, Richard Wagner e Giacomo Meyerbeer (nel bicentenario della nascita dei primi due e nei 150 anni dalla morte del terzo) con gli impegnativi allestimenti inaugurali di Otello, Tristan und Isolde e L’africaine; un sottile fil rouge veneziano che accomunerà opere ambientate, ispirate o date in prima assoluta a Venezia quali Otello, Tristan und Isolde, Aspern, Il campiello, le farse rossiniane, La traviata, The Rake’s Progress; l’attenzione al Barocco con Il trionfo del tempo e del disinganno di Händel e al Novecento storico con la prima veneziana di Věc Makropulos di Leoš Janáček e una nuova produzione di The Rake’s Progress; la valorizzazione del repertorio contemporaneo con un
titolo di Hans Werner Henze (cui sarà dedicato un articolato progetto), uno di Salvatore Sciarrino e un terzo in collaborazione con Biennale Musica: queste le linee principali della programmazione delle due stagioni, che proseguirà la sfida produttiva di un’utilizzazione intensiva dei palcoscenici di Fenice e Malibran, e che punterà su un’accurata combinazione di interpreti emergenti (a partire dal giovane direttore principale del Teatro Diego Matheuz) e artisti di grande esperienza e rinomanza internazionale.
Presentato anche il cartellone della stagione sinfonica 2012-2013, centrato su un progetto Čajkovskij che al ciclo integrale delle sei sinfonie dirette da Diego Matheuz accosterà varie altre interessanti composizioni dell’autore russo confrontandole e contestualizzandole con importanti capolavori di Musorgskij, Prokof’ev e Stravinskij – tra cui Le sacre du printemps diretto da Dmitrij Kitajenko nel centenario della prima esecuzione assoluta. Completata da una ricca scelta di lavori mozartiani (proposti in particolare nel mese di maggio a completamento della trilogia dapontiana presentata nell’ambito della stagione lirica), da un omaggio al bicentenario verdiano con la Messa da Requiem diretta da Myung-Whun Chung e da una nutrita proposta di composizioni
contemporanee in prima o seconda esecuzione assoluta, la Stagione sinfonica sarà affidata, oltre a Diego Matheuz e Myung-Whun Chung, a direttori di vaglia quali Yuri Temirkanov, Gabriele Ferro, Dmitrij Kitajenko, Rinaldo Alessandrini, Stefano Montanari e Claudio Scimone.
Confermati i tradizionali appuntamenti con il Concerto di Natale in Basilica, con il Concerto di Capodanno in diretta RaiUno (diretto nel 2013 da Sir John Eliot Gardiner), con il programma di Carnevale e con il Premio Venezia, le stagioni 2012-2013 e 2013-2014 vedranno la prosecuzione delle due importanti iniziative lanciate lo scorso anno: il Festival estivo «Lo spirito
della musica di Venezia», che entrerà nel vivo con Otello e la Messa da Requiem di Verdi diretti da Myung-Whun Chung in Palazzo Ducale, e l’Atelier della Fenice al Teatro Malibran, che proseguirà la sua esplorazione delle farse giovanili di Rossini con il coinvolgimento degli studenti dell’Accademia di Belle Arti, del Conservatorio e di Ca’ Foscari, attivi in prima persona nell’allestimento degli spettacoli in collaborazione con le strutture del Teatro. Segnata dal bicentenario della nascita di Verdi e Wagner, oltre alla doppia inaugurazione con Otello e Tristano la Stagione 2012-2013 prevede una serie di omaggi ai due compositori: un nuovo allestimento dei Masnadieri e la Messa da Requiem in Palazzo Ducale per Verdi, un concerto straordinario della Sächsische Staatskapelle di Dresda diretta da Christian Thielemann per Wagner,
oltre a due serate speciali il 22 maggio e il 10 ottobre 2013, giorno anniversario della nascita dei due compositori. All’insegna di Verdi sarà anche la tournée in Giappone che il Teatro La Fenice effettuerà in aprile, invitato alle manifestazioni per l’inaugurazione della nuova Festival Hall di Osaka, dove proporrà l’Otello di Verdi e due concerti diretti da Myung-Whun Chung.

Stagione lirica 2013-2014

La stagione lirica 2013-2014, che si aprirà il 22 novembre 2013 e si chiuderà l’8 novembre 2014, proporrà diciotto lavori di cui cinque nuovi allestimenti, quattro allestimenti ospiti, un balletto (Onegin con l’Eifman Ballet di San Pietroburgo) e otto riprese, per un totale di 122 recite – un giorno su tre – con picchi di 15 recite in marzo, 19 in maggio e 17 in settembre.
Oltre all’inaugurazione con il nuovo allestimento dell’Africaine di Giacomo Meyerbeer diretta da Emmanuel Villaume con la regia di Leo Muscato, la stagione comprenderà altri quattro nuovi allestimenti: La scala di seta di Gioachino Rossini, quarta farsa rossiniana prodotta dall’Atelier della Fenice al Teatro Malibran, con la regia di Bepi Morassi; Tosca di Giacomo Puccini diretta da Daniele Callegari con la regia di Serena Sinigaglia; The Rake’s Progress
di Igor Stravinskij diretta da Diego Matheuz con la regia di Damiano  Michieletto; e un titolo contemporaneo da definire prodotto in collaborazione con la Biennale di Venezia nell’ambito del 58. Festival Internazionale di Musica Contemporanea.

La capacità del genere operistico di parlare a un pubblico moderno, grazie anche a letture registiche capaci di evidenziarne l’attualità e la forza espressiva, sarà tema centrale dei quattro allestimenti ospiti che la Fondazione Teatro La Fenice ha scelto di presentare al suo pubblico nella stagione 2013-2014: in gennaio La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart con la regia di Ursel e Karl-Ernst Herrmann, spettacolo prodotto nel febbraio 2012 dal Teatro Real di Madrid sulla scorta della ripresa salisburghese dello storico allestimento brussellese del 1982, pietra miliare del teatro di regia contemporaneo; tra febbraio e marzo Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari con la regia di Paolo Trevisi, in una produzione del 2008 del Teatro Sociale di Rovigo; tra marzo e aprile Il trionfo del tempo e del disinganno di Georg Friedrich Händel con la radicale e teatralissima regia di Calixto Bieito, prodotto nel maggio 2011 dallo Staatstheater di Stoccarda; e nello stesso
periodo al Malibran Elegy for Young Lovers di Hans Werner Henze con la regia di Pier Luigi Pizzi, omaggio al compositore tedesco recentemente scomparso attraverso uno spettacolo vincitore del Premio Abbiati (premio speciale 2005) prodotto nel 2005 dal Teatro delle Muse di Ancona.
Gli otto lavori di repertorio ripresi nella stagione 2013-2014 saranno La traviata di Giuseppe Verdi con la regia di Robert Carsen diretta da Diego Matheuz (in febbraio) e da Omer Meir Wellber (in un ulteriore ciclo di rappresentazioni in settembre); Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con la regia di Bepi Morassi diretto da Diego Matheuz; La bohème di Giacomo
Puccini con la regia di Francesco Micheli e Madama Butterfly diretta da Omer Meir Wellber con scene e costumi di Mariko Mori in un ciclo pucciniano tra aprile e maggio; Otello di Giuseppe Verdi con la regia di Francesco Micheli ripreso in luglio nel Cortile di Palazzo Ducale; Il trovatore di Giuseppe Verdi con la regia di Lorenzo Mariani diretto da Riccardo Frizza; L’inganno felice
di Gioachino Rossini con la regia di Bepi Morassi diretto da Stefano Montanari; e infine Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart con la regia di Damiano Michieletto diretto da Antonello Manacorda.
Il grande numero di recite della stagione 2013-2014 sarà anch’esso reso possibile, come per la stagione precedente, dallo sfruttamento intensivo dei due palcoscenici della Fenice e del Malibran: a fine gennaio vi saranno contemporaneamente La clemenza di Tito alla Fenice e La scala di seta al Malibran; in febbraio e marzo Il barbiere di Siviglia e La traviata si alterneranno sul palcoscenico della Fenice in contemporanea con Il campiello al Malibran; tra marzo e aprile si potrà assistere negli stessi giorni al Trionfo del tempo e del disinganno alla Fenice e alla Elegy for Young Lovers al Malibran; tra aprile e maggio la Fenice ospiterà a rotazione (sei giorni su sette) La
bohème, Madama Butterfly e Tosca in una «Puccini trilogy» nel 90° anniversario della morte del compositore; in settembre, sempre alla Fenice, si alterneranno La traviata, Il trovatore e L’inganno felice.

A Giacomo Meyerbeer, figura di primo piano dell’opera europea ottocentesca, nato presso Berlino nel 1791, vissuto in Italia dal 1815 al 1824 e divenuto nei successivi quarant’anni uno dei maggiori artefici del grand opéra parigino, la Fenice dedicò alcuni anni fa l’inaugurazione della stagione lirica 2007 con la prima rappresentazione in tempi moderni del Crociato in Egitto, scritto per il Teatro veneziano nel 1824, subito prima di lasciare l’Italia. Nel 2014 si ricorderanno i 150 anni dalla morte del compositore (Tasdorf 1791 – Parigi 1864) e per celebrarlo la Fenice inaugurerà la stagione affrontando il suo ultimo capolavoro francese, L’africaine, grand opéra in cinque atti
lungamente elaborato tra il 1837 e il 1864 e andato in scena postumo il 28 aprile 1865 all’Opéra di Parigi. Assente dalla Fenice dal 1892 (ma proposta ben quattro volte, per un totale di 59 recite, tra il 1868 e il 1892), L’africaine sarà diretta da uno specialista del repertorio francese quale Emmanuel Villaume (già interprete in Fenice del Crociato in Egitto e di Thaïs di Massenet), con, nei ruoli principali, Jessica Pratt, Inès; Veronica Simeoni, Sélika; e Gregory Kunde, Vasco de Gama. Il nuovo allestimento dell’impegnativo lavoro sarà affidato al quarantenne regista pugliese Leo Muscato, con le scene di Massimo Checchetto e i costumi di Carlos Tieppo. La prima di venerdì 22 novembre 2013 sarà seguita da cinque repliche, il 24, 26, 28, 30 novembre e 3 dicembre.
L’Eifman Ballet di San Pietroburgo porterà in dicembre a Venezia uno dei più significativi lavori del suo fondatore e direttore artistico, il coreografo russo Boris Eifman: Onegin, balletto in due atti da Puškin, su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij e Aleksandr Sitkovetskij, andato in scena per la prima volta nel 2009 a San Pietroburgo e presentato a Venezia in prima italiana. La prima di
mercoledì 18 dicembre 2013 sarà seguita da quattro repliche, il 19, 20, 21 e 22 dicembre.
Il 17 gennaio 2014 andrà in scena al Teatro Malibran un nuovo allestimento della Scala di seta di Gioachino Rossini, quarta delle cinque farse giovanili rossiniane prodotte nell’ambito dell’Atelier della Fenice al Teatro Malibran. La regia sarà affidata a Bepi Morassi, la progettazione e realizzazione di scene e costumi agli studenti della Scuola di scenografia dell’Accademia di Belle
Arti di Venezia. La prima di venerdì 17 gennaio 2014 sarà seguita da quattro repliche, il 19, 21, 23 e 25 gennaio.
Sempre in gennaio, il Teatro La Fenice proporrà a Venezia un grande classico del teatro di regia novecentesco: La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart con la regia di Ursel e Karl-Ernst Herrmann, scene, costumi e luci dello stesso Karl-Ernst Herrmann. Andata in scena per
la prima volta nel giugno 1982 al Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, riproposta dal 1992 al 1997 al Festival di Salisburgo, nel 2000 al Covent Garden di Londra, nel 2005 all’Opéra di Parigi, dal 2006 al 2010 al Teatro Nazionale di Praga, la lettura dei due registi tedeschi dell’ultimo lavoro
operistico mozartiano è stata oggetto nel febbraio 2012 di una nuova produzione del Teatro Real di Madrid, che viene ora presentata a Venezia come allestimento ospite. Ottavio Dantone dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice. La prima di venerdì 24 gennaio sarà seguita da quattro repliche il 26, 28, 30 gennaio e 1 febbraio.
Tre saranno le produzioni proposte dalla Fenice tra febbraio e marzo, durante il Carnevale: al Teatro La Fenice le riprese della Traviata di Giuseppe Verdi con la regia di Robert Carsen e le scene e costumi di Patrick Kinmonth e del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con la regia di Bepi Morassi e le scene e costumi di Lauro Crisman, entrambe affidate alla direzione musicale di Diego Matheuz; al Teatro Malibran un allestimento ospite del Campiello di Ermanno Wolf-Ferrari diretto da Stefano Romani con la regia di Paolo Trevisi e le scene di Poppi Ranchetti, in una produzione del 2008 del Teatro Sociale di Rovigo ora proposta a Venezia nell’ambito dell’iniziativa «I teatri del Veneto alla Fenice». Interpreti principali del Barbiere di Siviglia Giorgio Misseri, Almaviva, e Julian Kim, Figaro. Dieci recite per La traviata il 15, 16, 19, 21, 23, 25, 27 febbraio e il 4, 6 e 8 marzo, sette recite per Il barbiere di Siviglia il 20, 22, 26 febbraio e il 2, 5, 7 e 9 marzo, cinque recite per Il campiello il 28 febbraio e l’1, 5, 7 e 11 marzo. Tra marzo e aprile, alla vigilia della tournée in Giappone, Fenice e Malibran proporranno due allestimenti ospiti, uno contemporaneo e uno barocco, che vedranno impegnata solo l’Orchestra
del Teatro, senza il Coro. Giovedì 27 marzo 2014, con quattro repliche il 29 marzo, 2, 4 e 6 aprile, andrà in scena al Teatro Malibran Elegy for Young Lovers di Hans Werner Henze, momento culminante di un articolato omaggio al compositore tedesco scomparso il 27 ottobre scorso che coinvolgerà anche la stagione sinfonica 2013-2014. L’opera, andata in scena per la prima volta nel
1961 al Festival di Schwetzingen, sarà proposta nella versione rivista del 1988, presentata in prima assoluta alla Fenice nell’ottobre di quell’anno. L’allestimento sarà quello firmato da Pier Luigi Pizzi (regia, scene, costumi) nel 2005 per la Fondazione Teatro delle Muse di Ancona, vincitore del premio speciale al XXV Premio Franco Abbiati.
Venerdì 28 marzo 2014, con quattro repliche il 30 marzo, 1, 3 e 5 aprile, sarà invece la volta, al Teatro La Fenice, dell’oratorio Il trionfo del tempo e del disinganno di Georg Friedrich Händel, in un allestimento del 2011 dello Staatstheater di Stoccarda con la regia di Calixto Bieito, le scene di Susanne Gschwender e i costumi di Anna Eiermann, provocatoria e mirabolante
riflessione sul passaggio del tempo e sulle età della vita.

Analogamente alla trilogia Mozart-Da Ponte proposta nel maggio 2013, la fine di aprile e l’intero mese di maggio 2014 saranno dedicati a una ‘trilogia Puccini’, nel 90° anniversario della morte del compositore, che vedrà il palcoscenico della Fenice impegnato contemporaneamente in tre produzioni con un picco di 15 recite in 17 giorni tra il 16 maggio e il 1 giugno. Si comincerà il 19 aprile 2014 con la ripresa della Bohème fenicea del 2011, regia di Francesco Micheli, scene di Edoardo Sanchi, costumi di Silvia Aymonino, con nove repliche il 22, 24, 27, 29 aprile e il 3, 10, 25, 27 e 30 maggio. Il 26 aprile si aggiungerà la ripresa di Madama Butterfly, produzione 2012, diretta da Omer Meir Wellber con scene e costumi di Mariko Mori, con otto repliche il 30 aprile, il 2, 4, 9, 21, 24, 29 maggio e 1 giugno. Il 16 maggio debutterà infine un nuovo allestimento di Tosca, diretta da Daniele Callegari con la regia della quarantunenne regista milanese Serena Sinigaglia e con Francesco Meli al debutto nel ruolo di Cavaradossi. La prima del 16 maggio sarà seguita da
sette repliche il 17, 18, 20, 22, 23, 28 e 31 maggio. Dopo aver diretto dal 2011 le riprese di Rigoletto, La traviata, La bohème, Carmen e Il barbiere di Siviglia, il 27 giugno 2014 il trentenne direttore principale della Fenice Diego
Matheuz affronterà la sua prima nuova produzione, collaborando con il trentanovenne regista Damiano Michieletto alla messa in scena di The Rake’s Progress (La carriera di un libertino) di Igor Stravinskij, uno dei grandi capolavori dell’opera mondiale composti per il Teatro La Fenice, andato in scena per la prima volta l’11 settembre 1951 nell’ambito del 14. Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia. Proposto in coproduzione con l’Opera di Lipsia nell’ambito del festival «Lo spirito della musica di Venezia», il nuovo allestimento di The Rake’s Progress avrà le scene di Paolo Fantin e i costumi di Carla Teti, e vedrà il debutto del basso-baritono Alex Esposito nel ruolo di Nick Shadow. La prima di venerdì 27 giugno 2014 sarà seguita da quattro repliche, il 29 giugno, il 1, 3 e 5 luglio.
La seconda edizione del festival «Lo spirito della musica di Venezia» vedrà anche la ripresa nel cortile di Palazzo Ducale dell’allestimento di Francesco Micheli, regia, Edoardo Sanchi, scene, e Silvia Aymonino, costumi, di Otello di Giuseppe Verdi, in scena il 12, 15 e 18 luglio.
Dopo la pausa estiva, il mese di settembre sarà dedicato ad altre tre riprese, proposte a rotazione sul palcoscenico del Teatro La Fenice. Il 29 agosto, con otto repliche il 30, 31 agosto e 4, 6, 10, 17, 19 e 25 settembre, tornerà l’ormai consueta Traviata autunnale con la regia di Robert Carsen e le scene e costumi di Patrick Kinmonth, affidata questa volta alla direzione musicale di Omer Meir Wellber. Il 7 settembre, con sei repliche il 9, 14, 20, 24, 26 e 28 settembre, si
aggiungerà la ripresa del Trovatore coprodotto nel 2011 con il Teatro Regio di Parma, regia di Lorenzo Mariani, scene e costumi di William Orlandi. Come nel 2011 l’opera sarà diretta da Riccardo Frizza e vedrà impegnati Francesco Meli e Stuart Neill nel ruolo di Manrico. Infine il 18 settembre, con tre repliche il 21, 23 e 27 settembre, entrerà nel giro anche la ripresa dell’Inganno felice di Gioachino Rossini, una produzione del 2012 dell’Atelier della Fenice al Teatro Malibran che sarà così trasportata e adattata agli spazi più vasti del Teatro di Campo San Fantin. Direttore Stefano Montanari, regia di Bepi Morassi, scene, costumi e luci della Scuola di scenografia dell’Accademia di Belle Arti (progetti di Fabio Carpene per le scene, Federica De Bona per i costumi, Andrea Sanson per le luci).
Il mese di ottobre sarà dedicato alla ripresa di Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart nel fortunato allestimento con la regia di Damiano Michieletto, le scene di Paolo Fantin e i costumi di Carla Teti, vincitore nel 2010 di due Premi Abbiati e cinque Opera Awards. Direttore Antonello
Manacorda, nel ruolo di Don Giovanni Alessio Arduini. La prima di venerdì 10 ottobre 2014 sarà seguita da otto repliche l’11, 12, 14, 15, 16, 17, 18 e 19 ottobre.
La storica collaborazione con la Biennale Musica, dopo alcuni anni di impegno sul versante della musica sinfonica, tornerà nel 2014 a concentrarsi sul teatro musicale, con il nuovo allestimento di un titolo contemporaneo da definire che entrerà a far parte tanto della stagione lirica 2013-2014 del Teatro La Fenice, di cui sarà spettacolo conclusivo, quanto del 58. Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale. La prima di venerdì 31 ottobre 2014 sarà seguita da quattro repliche il 2, 4, 6 e 8 novembre.

Stagione lirica 2012-2013

La stagione lirica 2012-2013, che si aprirà il 16 novembre 2012 e si chiuderà il 31 ottobre 2013 ripristinando il calendario tradizionale da autunno a autunno abbandonato da alcuni anni, proporrà
sedici lavori di cui sette nuovi allestimenti, un balletto (Lo schiaccianoci con il Balletto Nazionale
Estone) e otto riprese, per un totale di 122 recite che impegneranno il teatro in media un giorno su
tre (con picchi di 14 recite in febbraio, 18 in maggio, 17 in settembre e 20 in ottobre).
Accanto alla doppia inaugurazione con i nuovi allestimenti diretti da Myung-Whun Chung
di Otello di Giuseppe Verdi con la regia di Francesco Micheli e Tristan und Isolde di Richard
Wagner con la regia di Paul Curran, presentati a date alterne per celebrare il bicentenario della
nascita dei due compositori, la stagione comprenderà altri cinque nuovi allestimenti: I masnadieri
di Giuseppe Verdi, assenti dalla Fenice dal 1849, diretti da Daniele Rustioni con la regia di Gabriele
Lavia; Věc Makropulos di Leoš Janáček, mai rappresentata finora a Venezia, diretta da Gabriele
Ferro con la regia di Robert Carsen; La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini, terza farsa
rossiniana prodotta dall’Atelier della Fenice al Teatro Malibran, diretta da Stefano Montanari con
la regia di Enzo Dara; Madama Butterfly di Giacomo Puccini diretta da Omer Meir Wellber con le
scene e i costumi dell’artista giapponese Mariko Mori, evento speciale della 55. Biennale d’Arte;
e Aspern di Salvatore Sciarrino, a Venezia per la prima volta nonostante l’ambientazione lagunare,
che sarà diretta da Marco Angius con la regia del Laboratorio di Teatro musicale della Facoltà di
Design e Arti IUAV.
Tra le otto riprese di alcuni dei più fortunati allestimenti prodotti nelle ultime stagioni,
particolarmente interessante tanto dal punto di vista produttivo quanto da quello della fruizione
sarà l’esperimento della trilogia Mozart-Da Ponte di Damiano Michieletto e Antonello Manacorda
proposta a rotazione nel mese di maggio (due recite di ogni opera alla settimana, sei giorni su sette,
con una punta di 15 rappresentazioni in 17 giorni nella seconda metà di maggio). Alla riproposta
delle tre opere mozartiane si aggiungeranno le riprese degli allestimenti di Bepi Morassi del
Barbiere di Siviglia (in Carnevale) e dell’Elisir d’amore (in ottobre, diretto da Stefano Montanari),
e quelle degli allestimenti di Francesco Micheli della Bohème (in Carnevale), di Robert Carsen
della Traviata (in agosto-settembre) e di Calixto Bieito di Carmen (in settembre-ottobre), tutte e tre
dirette da Diego Matheuz.
Da segnalare l’uso intensivo del palcoscenico del Teatro La Fenice, con Otello e Tristano in
alternanza in novembre, Don Giovanni, Le nozze di Figaro e Così fan tutte a rotazione in maggio,
La traviata e Carmen in alternanza in settembre e Madama Butterfly, L’elisir d’amore e Carmen
a rotazione in ottobre, cui si sommeranno le contemporanee di Masnadieri in Fenice e Barbiere
di Siviglia al Malibran in gennaio, Barbiere al Malibran e Bohème in Fenice in febbraio, Věc
Makropulos in Fenice e La cambiale di matrimonio al Malibran in marzo, Aspern al Malibran e
Carmen, Butterfly e Elisir in Fenice in ottobre.

Un grande impegno produttivo caratterizzerà l’inaugurazione, dedicata a celebrare un
grande doppio anniversario: il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi (1813-1901) e di
Richard Wagner (1813-1883). Il modello sperimentato nel 2011 con le alternanze sullo stesso
palcoscenico di Sonnambula e Bohème e di Traviata e Rigoletto sarà sottoposto alla prova del fuoco
con la produzione contemporanea di Otello di Giuseppe Verdi e Tristan und Isolde di Richard
Wagner, accostati a giorni alterni con regie e cast differenti ma all’interno di un medesimo progetto
musicale: la direzione di Myung-Whun Chung, che darà al pubblico la possibilità di apprezzare

ogni sfumatura di senso sprigionantesi dallo stimolante confronto.
Otello, penultima opera di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito da Shakespeare, aprirà
la stagione venerdì 16 novembre 2012 in un nuovo allestimento diretto da Myung-Whun Chung
con la regia di Francesco Micheli, le scene di Edoardo Sanchi e i costumi di Silvia Aymonino. I
ruoli principali del doppio cast saranno affidati a Gregory Kunde e Walter Fraccaro, Otello; Leah
Crocetto e Carmela Remigio, Desdemona; Lucio Gallo e Dimitri Platanias, Jago. La prima sarà
seguita da sei repliche il 20, 22, 24, 27, 29 e 30 novembre. L’allestimento sarà riproposto il 10, 13 e
16 luglio 2013 negli scenografici spazi del Cortile di Palazzo Ducale, nell’ambito del Festival «Lo
spirito della musica di Venezia».
Seconda serata di inaugurazione domenica 18 novembre 2012, con Tristan und Isolde,
libretto e musica di Richard Wagner. Opera di svolta nella produzione dell’autore e nella storia
della musica dell’Ottocento, Tristan und Isolde sarà proposta in un nuovo allestimento diretto da
Myung-Whun Chung con regia di Paul Curran e scene e costumi di Robert Innes Hopkins. Nei
ruoli principali Ian Storey, Tristan; Brigitte Pinter, Isolde; Attila Jun, re Marke; Richard Paul
Fink, Kurwenal; Tuija Knihtilä, Brangäne. La prima sarà seguita da quattro repliche il 23, 25, 28
novembre e il 1° dicembre. Spettacolo sostenuto dal Freudeskreis des Teatro La Fenice.
Il periodo natalizio sarà allietato da un grande classico: Lo schiaccianoci, balletto in due atti
su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, che verrà proposto nella brillante e festosa versione coreografata
nel 1976 da Ben Stevenson per lo Houston Ballet e rimontata nel 2010 dall’Eesti Rahvusballett
di Tallinn (il Balletto Nazionale Estone). Interpreti i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo
dell’Eesti Rahvusballett, coreografia rimontata da Timothy O’Keefe, scene e costumi di Tom Boyd.
Musica dal vivo con l’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Mihhail Gerts. La prima di martedì
18 dicembre 2012 sarà seguita da quattro repliche il 19, 20, 21 e 22 dicembre.
L’omaggio a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita proseguirà nel gennaio 2013 con
un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro di San Carlo di Napoli dei Masnadieri, prima
messinscena di Giuseppe Verdi fuori dall’Italia, rappresentata per la prima volta a Londra nel 1847,
ripresa al Teatro La Fenice nella stagione 1849-1850 e da allora assente dalle scene veneziane.
Diretta da Daniele Rustioni con la regia di Gabriele Lavia, le scene di Alessandro Camera e i
costumi di Andrea Viotti, l’opera andrà in scena venerdì 18 gennaio 2013 con quattro repliche il
20, 22, 24 e 26 gennaio. Interpreti principali Maria Agresta, Amalia; Andeka Gorrotxategui, Carlo;
Artur Rucinski, Francesco.
Nel periodo di Carnevale andrà in scena al Teatro Malibran la ripresa dell’allestimento del
Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con regia di Bepi Morassi e scene e costumi di Lauro
Crisman. Interpreti principali Maxim Mironov, Almaviva; Chiara Amarù, Rosina; Vincenzo
Taormina, Figaro; Omar Montanari, Bartolo; Luca Dall’Amico, Basilio. La prima di venerdì 25
gennaio 2013 sarà seguita da cinque repliche il 27 gennaio e l’1, 3, 8 e 9 febbraio.
Sempre in Carnevale il Teatro La Fenice ospiterà la ripresa dell’allestimento della Bohème
di Giacomo Puccini con regia di Francesco Micheli, scene di Edoardo Sanchi e costumi di Silvia
Aymonino già andato in scena nel Carnevale 2011. Direttore Diego Matheuz, interpreti principali
Maria Agresta e Jessica Nuccio, Mimì; Aquiles Machado, Rodolfo; Simone Piazzola e Julian Kim,
Marcello; Ekaterina Bakanova e Francesca Dotto, Musetta. La prima di giovedì 7 febbraio 2013
sarà seguita da nove repliche il 10, 12 (martedì grasso), 13, 14, 15, 16, 17, 19 e 20 febbraio.
Venerdì 15 marzo 2013, proseguendo il progetto di esplorazione dei lavori di Leoš Janáček
iniziato qualche anno fa, andrà in scena al Teatro La Fenice la prima rappresentazione a Venezia
di Věc Makropulos (L’affare Makropulos), su libretto dello stesso compositore. Affidato alla
direzione di Gabriele Ferro, il capolavoro di Janáček sarà proposto in un allestimento coprodotto
dalla Fondazione Teatro La Fenice con l’Opéra National du Rhin di Strasburgo – dove ha debuttato
nell’aprile 2011 – e lo Staatstheater di Norimberga – dov’è andato in scena nel maggio 2012 –,
con regia di Robert Carsen, scene di Radu Boruzescu e costumi di Miruna Boruzescu. Interpreti

principali Ángeles Blancas Gulín, Emilia Marty; Ladislav Elgr, Albert Gregor; Martin Bárta,
Jaroslav Prus. La prima del 15 marzo sarà seguita da quattro repliche il 17, 19, 21 e 23 marzo 2013.
Il palcoscenico del Teatro Malibran accoglierà nello stesso periodo un nuovo allestimento
della Cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini, terza delle cinque farse rossiniane per il
Teatro di San Moisè proposte dalla Fondazione Teatro La Fenice nell’ambito del progetto Atelier
della Fenice al Teatro Malibran. Diretta da Stefano Montanari con la regia di Enzo Dara, la
produzione vedrà impegnati gli studenti della Scuola di scenografia dell’Accademia di Belle Arti
di Venezia nella progettazione e realizzazione di scene, costumi e luci, e gli studenti dell’Orchestra
del Conservatorio Benedetto Marcello nella realizzazione musicale di quattro delle nove recite,
spronati dall’esempio dell’Orchestra del Teatro La Fenice che accompagnerà le prime cinque
rappresentazioni. La prima del 16 marzo sarà seguita da otto repliche, il 20, 22, 24 e 28 marzo e il
12, 14, 16 e 17 aprile. Interpreti principali Omar Montanari, Tobia Mill; Marina Bucciarelli, Fannì;
Giorgio Misseri, Edoardo Milfort; Marco Filippo Romano, Slook.
Le quattro settimane dal 30 aprile al 28 maggio saranno dedicate al coronamento dello
sperimentale progetto mozartiano iniziato con Don Giovanni nel maggio 2010, proseguito
con Le nozze di Figaro nell’ottobre 2011 e conclusosi con Così fan tutte nel febbraio 2012:
le tre opere, impostate su una struttura scenica unica ‘vestita’ in tre diverse maniere, saranno
proposte a rotazione, martedì Don Giovanni mercoledì Le nozze di Figaro giovedì Così fan tutte e
nuovamente venerdì Don Giovanni sabato Le nozze di Figaro domenica Così fan tutte, permettendo
una fruizione ravvicinata dei tre lavori mozartiani su libretto di Da Ponte. Regia di Damiano
Michieletto, scene di Paolo Fantin, costumi di Carla Teti, direttore Antonello Manacorda. Interpreti
principali dell’intero progetto Simone Alberghini (Don Giovanni, il conte di Almaviva), Markus
Werba (Don Giovanni), Alessio Arduini (Don Giovanni, Guglielmo), Carmela Remigio (Donna
Anna), Maria Bengtsson (Donna Anna, Fiordiligi), Marlin Miller (Don Ottavio), Maria Pia Piscitelli
(Donna Elvira), Nicola Ulivieri (Leporello), Caterina Di Tonno (Zerlina, Despina), Marita Solberg
(la contessa di Almaviva), Rosa Feola (Susanna), Vito Priante (Figaro), Josè Maria Lo Monaco
(Dorabella), Luca Tittoto (Don Alfonso). La prima di Don Giovanni, martedì 30 aprile 2013,
sarà seguita da sette repliche il 4, 10, 14, 17, 21, 24 e 28 maggio; la prima delle Nozze di Figaro,
domenica 5 maggio 2013, sarà seguita da cinque repliche l’11, 15, 18, 22 e 25 maggio; la prima di
Così fan tutte, domenica 12 maggio 2013, sarà seguita da quattro repliche il 16, 19, 23 e 26 maggio.
Il 21 giugno 2013 andrà in scena al Teatro La Fenice un nuovo allestimento di Madama
Butterfly di Giacomo Puccini, diretta dal trentaduenne maestro israeliano Omer Meir Wellber. La
produzione inaugurerà una nuova importante collaborazione con Biennale Arte, che si aggiungerà
a quelle storiche con Biennale Musica, Biennale Teatro e Biennale Danza: affidato per le scene e
i costumi all’artista multimediale giapponese Mariko Mori, l’allestimento di Butterfly sarà infatti
evento speciale della 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, e godrà di
due serie di rappresentazioni, in apertura e chiusura della mostra. La prima di venerdì 21 giugno
2013 sarà seguita da una prima serie di otto repliche il 22, 23, 25, 26, 27, 28, 29 e 30 giugno, e
da una seconda serie di sette repliche il 12, 17, 20, 24, 27, 29 e 31 ottobre. Interpreti principali
Amarilli Nizza (in giugno), Fiorenza Cedolins (in ottobre) e Svetlana Kasyan, Cio-Cio-San; Andeka
Gorrotxategui e Giuseppe Varano, Pinkerton; Vladimir Stoyanov ed Elia Fabbian, Sharpless.
Spettacolo sostenuto dal Circolo La Fenice.
Dopo la pausa estiva il Teatro La Fenice proporrà il consueto appuntamento autunnale
con La traviata di Giuseppe Verdi nell’allestimento del 2004 con regia di Robert Carsen e scene
e costumi di Patrick Kinmonth, affidata alla direzione di Diego Matheuz. Nei ruoli principali
Ekaterina Bakanova, Jessica Nuccio ed Elena Monti, Violetta; Piero Pretti e Shalva Mukeria,
Alfredo; Dimitri Platanias e Simone Piazzola, Germont. La prima di venerdì 30 agosto 2013 sarà
seguita da tredici repliche il 31 agosto e l’1, 3, 6, 7, 8, 17, 19, 21, 24, 25, 27 e 28 settembre.

Diego Matheuz si cimenterà in settembre anche con Carmen di Georges Bizet, proposta
in alternanza con La traviata domenica 15 settembre 2013 con sette repliche il 18, 20, 22, 29
settembre e il 16, 18 e 26 ottobre. L’allestimento riprenderà quello proposto nel giugno 2012
con la regia di Calixto Bieito, le scene di Alfons Flores e i costumi di Mercè Paloma, coprodotto
col Liceu di Barcellona, il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro Regio di Torino. Interpreti
principali Stefano Secco e Luca Lombardo, Don José; Alexander Vinogradov, Escamillo; Ekaterina
Bakanova, Micaëla.
Aspern di Salvatore Sciarrino, Singspiel in due atti tratto dal Carteggio Aspern di Henry
James, ambientato a Venezia e punteggiato da citazioni di canzoni da battello settecentesche, andrà
in scena in prima veneziana (la prima assoluta fu data a Firenze nel 1978) al Teatro Malibran il
2 ottobre 2013, in un nuovo allestimento prodotto in collaborazione con la Biennale Musica. La
direzione musicale sarà affidata a uno specialista di Sciarrino quale Marco Angius; regia, scene
e costumi al Laboratorio di Teatro musicale della Facoltà di Design e Arti IUAV. La prima di
mercoledì 2 ottobre 2013 sarà seguita da quattro repliche il 4, 5, 8 e 10 ottobre.
Concluderà la stagione la ripresa dell’allestimento di Bepi Morassi, regia, e Gianmaurizio
Fercioni, scene e costumi, dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, in scena domenica 13
ottobre 2013 con quattro repliche il 15, 19, 25 e 30 ottobre. Diretta da Stefano Montanari, l’opera
avrà come interpreti principali Irina Dubrovskaya, Adina; Shi Yijie, Nemorino; Elia Fabbian,
Dulcamara; e Marco Filippo Romano, Belcore.

La Fenice e i giovani

Atelier Malibran – IUAV – Fenice e Conservatorio – Giovani compositori – Premio Venezia –
Accademie di danza

Il Teatro La Fenice punta sui giovani. E non solo per avere affidato già dall’estate 2011
al ventottenne maestro venezuelano Diego Matheuz il ruolo di direttore principale, ma anche per
le innumerevoli iniziative volte a valorizzare la formazione, la professionalità e le esperienze
di giovani talenti per favorirne l’avvio della carriera artistica. Si va dall’Atelier della Fenice al
Teatro Malibran al progetto Nuova musica alla Fenice, dal Premio Venezia per giovani diplomati
in pianoforte alle iniziative per le scuole, fino alle collaborazioni con il Conservatorio Benedetto
Marcello, l’Accademia di Belle Arti, Ca’ Foscari e lo IUAV. Insomma, una Fenice che vuole essere
un teatro aperto ai giovani.

La Fondazione Teatro La Fenice intende valorizzare il Teatro Malibran con una
programmazione continuativa e articolata che lo renda sede di riferimento per gli amanti della lirica
e dello spettacolo. Il progetto «Atelier della Fenice al Teatro Malibran» prevede la collaborazione
con importanti istituzioni cittadine come l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio di musica
Benedetto Marcello e l’Università Ca’ Foscari, per realizzare una sinergia tra le potenzialità
creative e produttive del teatro e quelle formative di centri di studi altamente qualificati, che porti
alla creazione di un centro di produzione che avvalendosi delle capacità organizzative e produttive
della Fenice abbia però una fisionomia propria e si configuri come un cantiere sperimentale.
Il progetto, che si avvale del coordinamento e della supervisione del direttore della
produzione artistica Bepi Morassi, prevede come prima tappa la messa in scena delle cinque farse
giovanili scritte da Gioachino Rossini tra il 1810 e il 1813 per il Teatro San Moisè di Venezia, con
la regia di cinque importanti registi italiani e con scene, costumi e luci affidate agli studenti della
Scuola di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Venezia che, guidati dai loro tutor, ne curano
ogni aspetto, dalla ricerca progettuale allo sviluppo tecnico alla realizzazione materiale. Sulla base
delle linee interpretative indicate preventivamente dal regista, gli studenti elaborano e propongono
i loro progetti per scene, costumi e luci, sottoponendosi a un concorso che seleziona la proposta
migliore. Inizia quindi la fase di realizzazione materiale dei progetti selezionati in un laboratorio
ad hoc a Forte Marghera, alla quale lavorano tutti gli studenti, una cinquantina, in proficuo contatto
con i tecnici dei laboratori di scenografia e sartoria del Teatro La Fenice.
Per quanto riguarda la parte musicale delle cinque farse, i ruoli vocali sono affidati a
giovani interpreti selezionati dalla direzione artistica della Fenice con apposite audizioni mirate
alla formazione di una compagnia di canto di giovani di talento dotati di una solida preparazione
musicale di base ma dalla carriera non ancora pienamente consolidata. Fra di essi hanno finora
partecipato al progetto Marina Bucciarelli (L’inganno felice, La cambiale di matrimonio),
David Ferri Durà (L’inganno felice), Marco Filippo Romano (L’inganno felice, La cambiale di
matrimonio), Filippo Fontana (L’inganno felice), Giorgio Misseri (L’occasione fa il ladro, La
cambiale di matrimonio), Giovanni Romeo (L’occasione fa il ladro) e Omar Montanari (L’inganno
felice, L’occasione fa il ladro, La cambiale di matrimonio). A partire dal 2013 verrà inoltre
coinvolta l’Orchestra degli studenti del Conservatorio Benedetto Marcello, che si alternerà in alcune
recite all’Orchestra del Teatro La Fenice.
Come titolo di apertura dell’Atelier, la Fenice ha proposto nel febbraio 2012, a 200 anni
dalla prima esecuzione, L’inganno felice (direttore Stefano Montanari, regia di Bepi Morassi),
seguito in ottobre dall’Occasione fa il ladro (direttore Stefano Rabaglia, regia di Elisabetta
Brusa). Il progetto proseguirà nel marzo 2013 con La cambiale di matrimonio (direttore Stefano
Montanari, regia di Enzo Dara), nel gennaio 2014 con La scala di seta (regia di Bepi Morassi) e
successivamente con Il signor Bruschino, e prevede la ripresa nel settembre 2014 dell’Inganno
felice adattato al palcoscenico del Teatro La Fenice.

L’ormai pluriennale collaborazione della Fenice con la Facoltà di Design e Arti dell’Istituto
Universitario di Architettura di Venezia, recentemente orientatasi al teatro musicale contemporaneo
con i prestigiosi allestimenti guidati da Luca Ronconi di Intolleranza di Luigi Nono (inaugurazione
2011) e Lou Salomé di Giuseppe Sinopoli (inaugurazione 2012), proseguirà nell’ottobre 2013
con Aspern di Salvatore Sciarrino, un Singspiel in due atti del 1978 che verrà presentato in prima
veneziana al Teatro Malibran in collaborazione con la Biennale Musica, con la direzione musicale
di Marco Angius. La regia, le scene, i costumi e le luci dello spettacolo, ambientato a Venezia
come il racconto di Henry James, saranno infatti ideate dagli studenti del Laboratorio di teatro
musicale del Corso di laurea magistrale in scienze e tecniche del teatro della Facoltà di Design e
Arti IUAV. Guidati da prestigiosi tutor, gli studenti metteranno a punto un progetto completo di
regia, scenografia, costumi e luci relativo a una drammaturgia analizzata e discussa collettivamente.
Assisteranno poi alle varie fasi della realizzazione dello spettacolo sul palcoscenico, unendo
così lo studio storico-critico all’osservazione diretta dei meccanismi pratici di costruzione di un
allestimento.

Pluriennale è anche la collaborazione del Teatro La Fenice con il Conservatorio Benedetto
Marcello, che si è concretizzata negli ultimi anni nella produzione di numerose opere musicali
realizzate dagli allievi di canto e dall’Orchestra del Conservatorio con il supporto di scene, costumi
e apparati tecnici del Teatro La Fenice (ricordiamo nelle ultime edizioni Il mondo della luna, La
Cecchina, I due timidi, Sette canzoni) e che proseguirà anche nelle prossime stagioni. Lo stesso
proficuo incontro tra studenti del Conservatorio e professionisti del Teatro si realizza inoltre
nell’annuale concerto che offre ai migliori allievi delle classi strumentali del Conservatorio la
possibilità di esibirsi in veste solistica accompagnati dall’Orchestra del Teatro La Fenice, iniziativa
che giungerà nel 2013 alla sua tredicesima edizione.

L’ampliamento, la valorizzazione e la diffusione della musica d’oggi rientrano negli
obiettivi propri delle fondazioni lirico-sinfoniche italiane, e in questo la Fenice si è storicamente
distinta come una della realtà produttive più sensibili. L’iniziativa «Nuova musica alla Fenice»
avviata nella stagione 2011-2012 e confermata per il 2012-2013 grazie al sostegno della Fondazione
Amici della Fenice (e allo speciale contributo dei suoi soci Marina Gelmi di Caporiacco, Marino
Golinelli e Antonio Pagnan), costituisce uno dei principali strumenti con i quali la Fondazione
Teatro La Fenice si propone di stimolare e supportare la creatività dei giovani compositori fornendo
loro nuove e interessanti opportunità produttive. Il progetto prevede infatti la commissione
annuale di tre partiture sinfoniche originali da eseguirsi in prima assoluta nell’ambito della
stagione sinfonica come parte integrante del programma di alcuni dei concerti. Composti secondo
precise esigenze di organico orchestrale, nell’ottica di un confronto proficuo tra parte creativa e
opportunità esecutive, i nuovi lavori consentiranno di integrare l’esperienza della Fondazione e
del suo complesso orchestrale con la creatività dei giovani compositori, permettendo a questi di
condurre il loro percorso di ricerca in un confronto effettivo con i luoghi deputati della musica, e
alla Fondazione di ampliare e diversificare il suo repertorio. La Fondazione cura inoltre l’edizione
dei lavori commissionati, creando così un nuovo repertorio musicale che rimarrà di sua proprietà.
Dopo i lavori di Filippo Perocco (*1972), Paolo Marzocchi (*1971) e Giovanni Mancuso (*1970)
presentati nella Stagione 2011-2012, per la Stagione 2012-2013 la Fondazione Teatro La Fenice
ha commissionato nuove composizioni a Edoardo Micheli (*1984), Federico Costanza (*1976) e
Stefano Alessandretti (*1980), che saranno affidate all’interpretazione dei direttori Gabriele Ferro,
Stefano Montanari e Rinaldo Alessandrini.
Lo stesso obiettivo sarà oggetto anche di un’altra iniziativa della Fondazione: l’adesione
al gruppo delle istituzioni concertistiche collegate con il Concorso nazionale di composizione
Francesco Agnello istituito nel 2011 dal CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica) in memoria
del suo fondatore. Grazie alla collaborazione con enti quali l’Orchestra Verdi di Milano, il Teatro
Regio di Torino, la Fondazione Toscanini di Parma, il Teatro Comunale di Bologna, il Maggio
Musicale Fiorentino e molti altri, il Concorso Francesco Agnello assicura al brano vincitore della
sezione «musica sinfonica» un’ampia circolazione: Trasfigurazione di Gianluca Cascioli (*1979),
opera vincitrice della prima edizione, godrà così di 16 esecuzioni in tutta Italia, due delle quali
dirette da Diego Matheuz nell’ambito della stagione sinfonica 2012-2013 del Teatro La Fenice.

Sempre nel capitolo giovani rientra il Premio Venezia, concorso pianistico nazionale
che giungerà nel 2013 alla XXX edizione. Realizzato dalla Fondazione Amici della Fenice in
collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice, il concorso gode dell’Alto Patronato del
Presidente della Repubblica e del contributo della Regione del Veneto e costituisce uno dei più
importanti e qualificati appuntamenti del panorama musicale italiano. L’edizione 2012 ha visto la
partecipazione di cinquantacinque pianisti diplomati con il massimo dei voti nell’anno accademico
2010/2011 nei conservatori e negli istituti musicali pareggiati italiani. Oltre a numerose borse di
studio e proposte concertistiche in prestigiose sedi italiane ed estere, il vincitore del concorso riceve
tre importanti ingaggi dalla Fondazione Teatro La Fenice, di cui uno con l’Orchestra del Teatro
La Fenice nell’ambito della stagione sinfonica, vetrina prestigiosa che dimostra la volontà della
Fondazione di sostenere ai massimi livelli i giovani artisti di talento.

Anche nel campo della danza il Teatro La Fenice promuove i giovani, affidando loro
un’importante serata all’interno del festival estivo «Lo spirito della musica di Venezia». Il gala
internazionale «Accademie di danza» che si è tenuto il 19 luglio 2012 nel Cortile di Palazzo Ducale
e si terrà di nuovo il 21 luglio 2013 al Teatro La Fenice ha infatti come protagonisti i migliori
giovani talenti usciti dalle principali accademie di danza del mondo, impegnati nei più famosi e
impegnativi passi a due del repertorio classico e contemporaneo.

LA FENICE

Bicentenario Verdi Wagner 2013 al Teatro La Fenice di Venezia

Nel 2013 ricorre il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner, compositori entrambi profondamente legati a Venezia, e la Fondazione Teatro La Fenice intende celebrare un’occasione così straordinaria con un progetto che accosti due capolavori del repertorio lirico che segnarono una svolta innovativa tanto nel percorso artistico dei due compositori quanto nella storia dell’opera.

Per la prima volta, quindi, la Fenice proporrà una vera doppia inaugurazione della propria stagione lirica, con due titoli ‘veneziani’ di Verdi e Wagner – Otello e Tristan und Isolde – che si alterneranno sullo stesso palcoscenico con due diverse compagnie di canto e due registi, mentre il direttore Myung-Whun Chung, alla guida dell’Orchestra e del Coro della Fenice, legherà in un unico grande progetto le due proposte. La serata di gala che inaugurerà la stagione 2012-2013 con Otello è prevista per il 16 novembre 2012 seguita, domenica 18 novembre, dall’esecuzione di Tristano. Francesco Micheli firmerà la regia di Otello; Paul Curran quella del lavoro wagneriano.

L’alternanza di Otello e Tristano costituirà per il pubblico un’entusiasmante ‘maratona’ tra Verdi e Wagner che non ha precedenti in Italia. Pubblico e critica si troveranno innanzi una nuova prospettiva di fruizione che permetterà di confrontarsi con due opere che presentano importanti analogie e si arricchiscono vicendevolmente di una luce diversa, viste nella loro singolarità ma anche nella loro sintonia.

Oltre che con Otello e con l’ormai tradizionale ripresa, diretta da Diego Matheuz, dell’allestimento di Robert Carsen della Traviata, nel corso del 2013 il bicentenario della nascita di Verdi sarà ricordato anche con la messa in scena di un grande titolo verdiano assente dalla Fenice da più di 150 anni: I masnadieri, affidati alla bacchetta del giovane talento italiano Daniele Rustioni con la regia di Gabriele Lavia.

L’accoppiata dei bicentenari della nascita di Verdi e Wagner sarà inoltre l’occasione per due grandi concerti straordinari che si svolgeranno nel giorno dell’anniversario della nascita dei due compositori: il concerto in omaggio a Richard Wagner è programmato per il 22 maggio 2013; quello per Giuseppe Verdi il 10 ottobre 2013.

È prevista la programmazione di altre iniziative che verranno successivamente comunicate.

Gianni Zonin, Presidente della Banca Popolare di Vicenza, nominato nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro La Fenice.

Il Sovrintendente Cristiano Chiarot saluta e ringrazia il consigliere uscente il regista Paolo Trevisi

Gianni Zonin, Presidente della Banca Popolare di Vicenza, è un nuovo Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro La Fenice, prestigiosa istituzione culturale nazionale nella quale Banca Popolare di Vicenza è entrata di recente come Socio Sostenitore.

La nomina è stata ufficializzata dal Presidente della Fondazione Teatro La Fenice Giorgio Orsoni e sarà ratificata nel prossimo Consiglio di Amministrazione della Fondazione previsto per il 19 ottobre.

Gianni Zonin sarà il terzo consigliere rappresentante dei soci privati, accanto a Fabio Cerchiai, rappresentante della Fondazione di Venezia, e a Giorgio Brunetti, rappresentante unico degli altri soci privati.

Con la nuova entrata nel Consiglio di Amministrazione,lascerà l’incarico il regista Paolo Trevisi, secondo rappresentante della Regione del Veneto. «Ringrazio il consigliere Trevisi per il lavoro e l’appassionato impegno profusi al servizio del Teatro La Fenice, e per la professionalità sempre dimostrata nello svolgimento del suo incarico» afferma il sovrintendente Cristiano Chiarot, che auspica che l’uscita di Trevisi dal ruolo di amministratore possa significare a breve una sua restituzione al Teatro nelle sue competenze più strettamente artistiche.
Philip Glass al Teatro La Fenice unica data italiana

Mercoledì 12 dicembre 2012 alle ore 20.00 il Teatro La Fenice ospiterà l’unica data italiana di Philip Glass. An Evening of Chamber Music, una serata monografica di musiche cameristiche del compositore americano, interpreti d’eccezione lo stesso Philip Glass al pianoforte e Tim Fain al violino.
Considerato un’icona della musica contemporanea e uno dei massimi esponenti del movimento minimalista, Philip Glass è autore di sinfonie, opere, balletti e colonne sonore per il cinema, che hanno influenzato non solo il genere classico ma anche il rock e il pop. Fra i titoli più significativi l’opera Einstein on the Beach, ideata con Robert Wilson nel 1976, e le colonne sonore
dei film Kundun di Scorsese, The Truman Show di Weir e The Hours di Daldry. Insignito il 12 settembre del Praemium Imperiale 2012, il massimo riconoscimento giapponese in ambito artistico, che gli sarà consegnato il 23 ottobre a Tokyo dal fratello dell’imperatore Akihito, Glass festeggia
quest’anno il suo settantacinquesimo compleanno, e ha da poco completato e presentato al pubblico la sua Decima Sinfonia.
Il programma del concerto veneziano si aprirà con Mad Rush per pianoforte solo, del 1979, seguito dalla Chaconne dalla Partita per violino solo in sette movimenti, scritta nel 2010 per Tim Fain. Seguiranno gli ultimi due numeri (4 e 5) di Metamorphosis, una raccolta per pianoforte solo del 1989 e tre brani per violino e pianoforte (France, The Orchard e The French Lieutenant)
dalle musiche di scena per The Screens (Les paravents) di Jean Genet, composte nel 1989 per una produzione al Guthrie Theater di Minneapolis. Il concerto si concluderà con Wichita Vortex Sutra per pianoforte e voce registrata, su un testo di Allen Ginsberg (1990), e con Pendulum per violino e
pianoforte, un brano di bravura composto nel 2010 per celebrare il 90° anniversario dell’American Civil Liberties Union.
Il concerto avrà luogo in concomitanza con la mostra Lynn Davis al Museo Archeologico Nazionale di Venezia. Modern Views of Ancient Treasures (22 settembre 2012-13 gennaio 2013), concomitanza che sancisce il legame di amicizia tra i due artisti, che spesso collaborano l’una con le proprie fotografie e l’altro con le proprie musiche ai concerti o alle esposizioni dell’altro.
I biglietti per il concerto sono in vendita a prezzi compresi tra i 20 e gli 80 euro presso le biglietterie Hellovenezia (Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Tronchetto, Lido, Mestre, Dolo, Sottomarina), tramite biglietteria telefonica (041 2424), biglietteria on-line (teatrolafenice.it) e biglietteria via fax (041 2722673).

La Fondazione Teatro La Fenice riceve in donazione un prezioso ritratto ottocentesco di Giambattista Meduna donazione della famiglia

La Fondazione Teatro La Fenice ha ricevuto in donazione un prezioso dipinto ottocentesco che ritrae l’architetto Giambattista Meduna, artefice nel 1836 della ricostruzione del Teatro La Fenice, con la moglie Maria e i figli Leopoldo e Cesare.

Il quadro, un olio su tela di dimensioni 90×110 realizzato intorno al 1853, è appartenuto per più di un secolo alla famiglia dell’ing. Giulio Pelosio, i cui eredi l’hanno ora offerto al Teatro La Fenice auspicando una sua collocazione all’interno del teatro.

L’autore del quadro, Leonardo Gavagnin (1809-1887), fu tra i protagonisti dell’affresco decorativo nel Veneto a metà Ottocento. Con Meduna lavorò alla Fenice tra il 1853 e il 1854 dipingendo le figure dei parapetti dei palchi, parte del soffitto e il palco reale. Decorò gli interni di molti palazzi nobili veneziani. Ritrattista dell’alta borghesia, dipinse anche parecchi quadri di argomento storico e opere a carattere sacro, sia per committenti privati che per chiese di Venezia e provincia. Vari ritratti da lui realizzati sono al Museo Correr di Venezia (cui il figlio lasciò anche una raccolta di studi e bozzetti), uno alle Gallerie dell’Accademia e uno anche alla Pinacoteca nazionale di Atene.

Rigoletto di Giuseppe Verdi

Venerdì 14 settembre 2012 alle ore 19.00 (turno A), penultimo appuntamento
della Stagione lirica 2012, andrà in scena al Teatro La Fenice Rigoletto,
melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal
dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo, rappresentato per la prima volta
proprio alla Fenice l’11 marzo 1851.
L’opera sarà proposta in alternanza con La traviata, l’altro capolavoro
della cosiddetta trilogia popolare scritto da Verdi e Piave per il Teatro
La Fenice, e come quest’ultima sarà diretta da Diego Matheuz, il ventottenne
direttore principale del Teatro La Fenice che proprio con Rigoletto debuttò
a Venezia nell’ottobre 2010.
L’allestimento sarà una ripresa di quello ideato per la Fenice nel settembre
2010 dal regista Daniele Abbado (regista collaboratore Boris Stetka), dalla
scenografa e costumista Alison Chitty, dalla coreografa Simona Bucci e dal
light designer Valerio Alfieri.
Nel cast si esibiranno Celso Albelo in alternanza con Gianluca Terranova nel
ruolo del duca di Mantova, Dimitri Platanias in quello di Rigoletto, Desirée
Rancatore in alternanza con Irina Dubrovskaya in quello di Gilda; Gianluca
Buratto sarà Sparafucile, Anna Malavasi Maddalena, Annika Kaschenz Giovanna, Luciano Batinic Monterone, Armando Gabba Marullo, Iorio Zennaro Matteo Borsa, Luca Dall’Amico il conte di Ceprano, Elena Traversi la contessa di Ceprano. I ruoli dell’usciere e del paggio saranno affidati agli artisti del
Coro Antonio Casagrande, Emanuele Pedrini, Emanuela Conti e Sabrina Oriana
Mazzamuto.
La prima di venerdì 14 settembre 2012 sarà seguita da sette repliche,
domenica 16 alle 15.30 (turno B), martedì 18 (turno D) e venerdì 21 (turno
E) alle 19.00, domenica 23 (fuori abbonamento) alle 15.30, martedì 25 e
giovedì 27 (fuori abbonamento) alle 19.00, sabato 29 (turno C) alle 15.30.

Rigoletto esordì al Teatro La Fenice l’11 marzo 1851. Tratto da Francesco
Maria Piave dal dramma storico di Victor Hugo Le roi s’amuse, l’opera giunse
sulla scena dopo una serie di vicissitudini legate alle interdizioni della
censura veneta (di fatto austriaca), che riteneva inaccettabile il ruolo
negativo attribuito a un sovrano, indecoroso il soggetto ed empia la
maledizione.
Ma Verdi era entusiasta della pièce di Hugo ­ «è il più gran soggetto e
forse il più gran dramma de’ tempi moderni. Tribolet è creazione degna di
Shakespeare!» ­ e riuscì a portare in scena il lavoro incontrando subito il
favore del pubblico, anche se non quello della critica, disorientata
dall’eccentricità della pièce.
Prima opera della cosiddetta trilogia popolare (con Il trovatore e La
traviata), l’opera segna una svolta nell’evoluzione artistica di Verdi e
conclude il lungo periodo degli anni di galera; lo stesso personaggio di
Rigoletto, buffone ma triste, rancoroso e provocatore ma dolorosamente
afflitto, dipinto da Verdi in tutto lo spessore tragico della sua condizione
umana, rappresenta una vistosa eccezione in un panorama operistico che
distingueva con molto maggior rigore fra misera abiezione e immacolata
virtù. Proprio dalla necessità di potenziare la caratterizzazione del
personaggio principale muove il rinnovamento operato dalla drammaturgia
verdiana intorno a convenzioni radicate: «Cortigiani, vil razza dannata» è
l’esempio memorabile che sancisce la nascita di una nuova voce per il
melodramma italiano, quella spinta del baritono verdiano, dal potente
declamato.
Anche la distribuzione dei ruoli non rispetta le convenienze teatrali: il
duca di Mantova, libertino impenitente oltre che spregiatore di qualsivoglia
principio etico, è il primo tenore che viola lo statuto romantico che lo
vorrebbe eroe; mentre il personaggio di Gilda sfrutta l’evoluzione della
vocalità nel corso dell’opera, da soprano quasi lirico-leggero a lirico
pieno, per attestare la propria maturazione, da bimba innocente a vittima
consapevole.
Sul piano della costruzione formale, infine, il duetto fra il protagonista e
il killer Sparafucile, e poi soprattutto il grande monologo di Rigoletto
«Pari siamo!Š», oltre alle scene di desolazione in riva al Mincio dell’atto
terzo, realizzano un originalissimo esempio di dissoluzione e ricomposizione
della tradizionale sequenza dei tempi nei numeri d’opera convenzionali,
confermando la priorità conferita da Verdi alla ricerca di originalità
formale e drammatica su condizionamenti d’altro genere. Inseguendo la verità
drammatica di Shakespeare come prodotto dello stile, Verdi rivoluzionò
l’impalcatura dell’opera romantica italiana, ponendo le premesse per
l’evoluzione del genere melodramma nella seconda

La traviata di Giuseppe Verdi

Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica 2012 riprende in settembre con un
doppio appuntamento verdiano: La traviata e Rigoletto, proposte a giorni
alterni sul palcoscenico del Teatro La Fenice per un totale di 21 recite in
30 giorni. Entrambe le opere saranno dirette da Diego Matheuz, il
ventottenne maestro venezuelano che dal luglio 2011 è direttore principale
del Teatro La Fenice e che, dopo aver debuttato a Venezia in Rigoletto
nell¹ottobre 2010 (e dopo aver diretto numerosi concerti tra cui il Concerto
di Capodanno 2012 in diretta su Rai Uno), affronterà con La traviata il suo
secondo impegno operistico nel teatro veneziano.
Andata in scena per la prima volta alla Fenice il 6 marzo 1853, La traviata,
melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal
dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, sarà proposta nel
fortunato allestimento di Robert Carsen che inaugurò nel novembre 2004 la
prima stagione lirica della Fenice ricostruita: un allestimento che, già
ripreso nel 2007, 2009, 2010 e 2011, è ormai un classico del repertorio del
Teatro La Fenice e un appuntamento fisso della sua programmazione
settembrina. Robert Carsen ne firma la regia (regista assistente Christophe
Gayral), Patrick Kinmonth le scene e i costumi, Philippe Giraudeau la
coreografia, Robert Carsen e Peter Van Praet le luci.
Nel cast, Patrizia Ciofi si alternerà con Jessica Nuccio e Gladys Rossi nel
ruolo di Violetta, Antonio Poli con Ji-Min Park in quello di Alfredo,
Giovanni Meoni con Simone Piazzola in quello di Germont; Annika Kaschenz
sarà Flora, Marina Bucciarelli Annina, Iorio Zennaro Gastone, Armando Gabba
il barone, Luca Dall¹Amico il dottore, Matteo Ferrara il marchese. I ruoli
di Giuseppe, del domestico e del commissionario saranno affidati agli
artisti del coro Ciro Passilongo, Roberto Menegazzo, Nicola Nalesso,
Giampaolo Baldin, Salvatore Giacalone e Massimiliano Liva.
La prima di domenica 2 settembre 2012 alle ore 19.00 sarà seguita da 12
repliche, martedì 4, mercoledì 5, sabato 8, domenica 9, giovedì 13, sabato
15, mercoledì 19, giovedì 20, sabato 22, mercoledì 26, venerdì 28 e domenica
30 settembre, tutte alle ore 19.00 salvo l’ultima, alle 15.30. Tutte le
recite sono fuori abbonamento.

Composta da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, La traviata
è con Rigoletto e Il trovatore la terza opera della cosiddetta Œtrilogia
popolare¹, e senza dubbio delle tre la più intimista, quella in cui lo scavo
psicologico della protagonista appare più ricco di sfumature, con un esito
praticamente senza eguali nell’intera vicenda del teatro musicale italiano.
Nonostante sia oggi ritenuta l’opera per antonomasia, il 6 marzo 1853 alla
Fenice La traviata non esordì felicemente. Ma, nuovamente ripresa a Venezia
il 6 maggio 1854 al Teatro San Benedetto, riportò un enorme successo, dovuto
anche a un cast più appropriato.
L’intreccio drammaturgico presenta diversi ingredienti tipici della
librettistica ottocentesca: amore come legame che supera ogni limite imposto
dalle regole della convenienza sociale; preminenza del valore irrazionale
del legame di sangue (la famiglia) su qualsiasi altro. Vi sono tuttavia
anche forti elementi di novità: innanzitutto una vicenda derivata dalla
cronaca contemporanea, laddove all¹epoca si prediligevano piuttosto
ambientazioni lontane nel tempo e nello spazio, se non mitiche. Marie
Duplessis ­ archetipo reale di Violetta ­ fu una delle più celebri
prostitute del tempo, personalmente conosciuta e amata da Alexandre Dumas
figlio, che la consegnò a futura memoria col nome di Marguerite Gautier nel
romanzo La dame aux camélias (1848). L’anno successivo lo scrittore trasse
dal romanzo un dramma, che andò in scena nel 1852; nel 1853 fu appunto la
volta di Verdi: raramente l’attualità è salita tanto velocemente sul
palcoscenico del teatro d’opera.

Venezia,  29 agosto 2012

Grave lutto per il mondo della musica veneziana : è scomparso il professor Giorgio Trentin, uno dei più conosciuti ed apprezzati musicisti veneziani che per la sua attività concertistica aveva ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Nato a Venezia, si diploma in oboe al Conservatorio Benedetto Marcello. È stato chiamato a ricoprire il ruolo di primo oboe in molte orchestre nazionali e straniere, tra cui la ‘A. Scarlatti’ di Napoli, quella del Teatro alla Scala, del Teatro La Fenice, della Sinfonica Siciliana. È stato titolare della cattedra di Musica da Camera per strumenti a fiato a Venezia e ha tenuto corsi di perfezionamento per varie importanti istituzioni musicali. Di lui Danilo Dolci ha scritto: «rari oboisti nel mondo hanno le qualità di Giorgio Trentin», mentre il critico Franco Abbiati  lo considerava un «magnifico virtuoso».

Tra le altre sue attività è da ricordare quella di promotore instancabile di giovani talenti e di organizzatore, come fondatore artistico e direttore dell’Orchestra ‘Vivaldi’, del Sestetto a Fiati Italiano, dell’Orchestra Sinfonica Veneziana, della Cappella Musicale del Santo, del Nuova Orchestra ‘Vivaldi’, con cui ha diretto vari cicli di concerti.

E’ stato per lunghi anni Segretario nazionale del Sindacato Fials- Cisal.

Così lo ricorda il sovrintendente della Fondazione lirica veneziana Cristiano Chiarot : «Con la scomparsa di Giorgio Trentin la Fenice perde un grande musicista e un fedele amico per lunghi decenni. Di Giorgio ricordo la grande forza d’animo e il coraggio che ha mantenuto fino agli ultimi giorni di una grave malattia  che l’aveva colpito. Con lui se ne va anche un pezzo di storia  del nostro teatro. E’ stato un protagonista che nel corso della sua carriera ha attraversato tutte le varie fasi storiche della musica italiana: personaggio multiforme, è stato sempre attaccato con amore e passione al suo mestiere, alla musica contemporanea, ai giovani.

Alla Fenice aveva dato gli anni migliori della sua vita in qualità di primo oboe, solista, direttore d’orchestra.

Ricordava sempre di aver suonato con tutti i più grandi direttori: Karajan, Oistrach, Scherchen, l’amato Celibidache o, come lui li chiamava, i giovani Muti e Abbado.

A proposito di giovani amava ricordare di aver sostenuto gli esordi direttoriali di Giuseppe Sinopoli e di essere stato protagonista di prime assolute di Stravinsky, Nono, Maderna e tanti altri ancora.

Come sindacalista lo ricordo capace anche di durezze ma sempre pronto a trovare la soluzione migliore anche con le dovute mediazioni. Fino all’ultimo è rimasto presente in Teatro, fino a quando il male terribile gliel’ha consentito».

Il Teatro La Fenice ha presentato a Berlino
le proposte per il bicentenario della nascita di Richard Wagner

Le iniziative della Fondazione Teatro La Fenice per il bicentenario della nascita di Richard Wagner (Lipsia 1813 – Venezia 1883) e più in generale la programmazione artistica della stagione 2012-2013 sono state presentate , giovedì 10 maggio 2012, a Berlino dal sovrintendente Cristiano Chiarot nell’ambito di un incontro con i soci del Freundeskreis des Teatro La Fenice e.V., il circolo tedesco degli amici del Teatro La Fenice fondato nel dicembre 2011 per promuovere e supportare le attività artistiche del teatro e per facilitare l’incontro con la Fenice degli appassionati di lingua tedesca.

La presentazione si è svolta presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino alla presenza dell’ambasciatore Michele Valensise, di Peter Gloystein e Wolfgang Schröder presidente e vicepresidente del Freundeskreis des Teatro La Fenice, di Alessandra Althoff-Pugliese e Rainer Fineske presidenti delle Associazioni Richard Wagner di Venezia e Berlino, e di circa 200 tra imprenditori, professionisti e amanti della lirica.

Il dottor Gloystein ha introdotto il sovrintendente Chiarot sottolineando l’amicizia che lega Venezia e la Germania e il significato simbolico e culturale del Teatro La Fenice per il pubblico melomane tedesco.

Dopo aver illustrato la centralità del ruolo storico di Venezia nella nascita e nella diffusione del melodramma in Europa – da Monteverdi e Cavalli a Vivaldi, Rossini e Verdi –, e dopo aver sottolineato l’importanza del Teatro La Fenice come centro di produzione di prima grandezza tanto nell’Ottocento (Rigoletto, La traviata, ma anche le prime italiane di Rienzi e Der Ring des Nibelungen) quanto nel Novecento (The Rake’s Progress, The Turn of the Screw), il sovrintendente Chiarot ha illustrato le linee attualidell’attività della Fondazione, e più in particolare la doppia inaugurazione della stagione 2012-2013 con cui il Teatro intende celebrare il doppio bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e Richard Wagner.

Venerdì 16 e domenica 18 novembre 2012 andranno infatti in scena due nuovi allestimenti di Otello e Tristan und Isolde, entrambi diretti da Myung-Whun Chung  con la regia rispettivamente di Francesco Micheli e Paul Curran: un grande progetto musicale che la Fondazione Teatro La Fenice propone ai soci del Freundeskreis tedesco – che contribuisce finanziariamente alla produzione di Tristan – in una tre giorni accompagnata da presentazioni musicologiche, cocktail e cena di gala.

La presentazione del sovrintendente Chiarot è stata seguita con partecipe interesse dal pubblico in sala, e la proposta di collaborazione accolta con entusiasmo. La serata si è conclusa con un breve intrattenimento musicale offerto dall’Ambasciata.

Otello

libretto di Arrigo Boito dalla tragedia Othello di William Shakespeare

dramma lirico in quattro atti

musica di Giuseppe Verdi

personaggi e interpreti principali

Otello Gregory Kunde (16, 20, 24, 29/11) – Walter Fraccaro (22, 27, 30/11)
Desdemona Leah Crocetto (16, 20, 24, 29/11) – Carmela Remigio (22, 27, 30/11)
Jago Lucio Gallo (16, 20, 24, 29/11) – Dimitri Platanias (22, 27, 30/11)
Cassio Francesco Marsiglia
Roderigo Antonello Ceron
Montano Matteo Ferrara
Emilia Elisabetta Martorana

maestro concertatore e direttore
Myung-Whun Chung

regia
Francesco Micheli

scene Edoardo Sanchi – costumi Silvia Aymonino

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

maestro del coro Claudio Marino Moretti

nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice

Tristan und Isolde

azione in tre atti
libretto e musica di Richard Wagner
dal romanzo in versi Tristan di Gottfried von Straßburg

personaggi e interpreti principali

Tristan Ian Storey
König Marke Attila Jun
Isolde Brigitte Pinter
Kurwenal Richard Paul Fink
Brangäne Tuija Knihtilä

maestro concertatore e direttore
Myung-Whun Chung

regia
Paul Curran

scene e costumi Robert Innes Hopkins

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

maestro del coro Claudio Marino Moretti

nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice
con il sostegno del Freundeskreis des Teatro La Fenice

 

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