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	<title>R a d i o  M i l a n o  T V</title>
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		<title>La Zavalloni e Belli chiudono il L.O.F.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 23:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[OPERA]]></category>

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		<description><![CDATA[CRISTINA ZAVALLONI DEBUTTA IN “VITE” DI FESTA-BARONCELLI Mercoledì 16 maggio alle 20,30 al Teatro Rossini di Lugo a chiusura del Lugo Opera Festival 2012, con la regia di Rosetta Cucchi Sarà la straordinaria voce di Cristina Zavalloni a dar vita, assieme all’attore Matteo Belli, al debutto nazionale mercoledì 16 maggio alle 20,30 al Teatro Rossini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.376793862373070.98998.100001273798018&amp;type=1&amp;l=efb23abb86"><img src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/531419_376793962373060_100001273798018_1138445_964141144_n.jpg" alt="" width="960" height="641" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4579"></span>CRISTINA ZAVALLONI<br />
DEBUTTA IN “VITE” DI FESTA-BARONCELLI</p>
<p>Mercoledì 16 maggio alle 20,30 al Teatro Rossini di Lugo<br />
a chiusura del Lugo Opera Festival 2012, con la regia di Rosetta Cucchi</p>
<p>Sarà la straordinaria voce di Cristina Zavalloni a dar vita, assieme<br />
all’attore Matteo Belli, al debutto nazionale mercoledì 16 maggio alle 20,30 al<br />
Teatro Rossini di Lugo (RA) di Vite, dramma musicale del compositore Fabrizio<br />
Festa, su libretto di Eugenio Baroncelli, con cui si chiuderà l’undicesima edizione<br />
del “Lugo Opera Festival 2012”. La regia dello spettacolo è firmata dalla pesarese<br />
Rosetta Cucchi.</p>
<p>Vite nasce dall’incontro tra lo scrittore ravennate Eugenio Baroncelli – l’autore dei<br />
due fortunati Libro di candele e Mosche d&#8217;inverno (Premio Mondello 2011), entrambi<br />
pubblicati da Sellerio e del recente Falene uscito sempre per Sellerio da pochi giorni<br />
–, e l’eclettico compositore Fabrizio Festa (un passato da raffinato jazzista, poi<br />
nella musica colta aderente alle più varie correnti, non esclusi il minimalismo e<br />
l’elettronica).</p>
<p>L’idea di Vite è semplice: suggerire attraverso l’intersecarsi del canto e della<br />
recitazione sull’ordito della musica le trame di storie vere o verosimili. Storie in<br />
gran parte di musicisti – così ha immaginato Baroncelli alla sua prima esperienza<br />
nell’ambito del teatro musicale – scritte in uno stile asciutto, ma acuto e penetrante.<br />
Così le vite di Georges Bizet o di Chet Baker, di Janis Joplin o di Maurice Ravel<br />
(solo per citare alcune tra le figure evocate da Baroncelli) finiscono per raccontare<br />
un’unica vicenda biografica, che è proprio la musica a tessere in un unico mosaico<br />
sonoro. Musica che sarà realizzata dal vivo dallo stesso Fabrizio Festa attraverso<br />
computer e sintetizzatori e che troverà un suo riscontro visivo nelle immagini<br />
realizzate da Roberto Recchia. La regia dello spettacolo, affidata a Rosetta Cucchi<br />
con le scene di Alessia Colosso, dipana proprio questo tema dell’incrociarsi dei segni<br />
(suoni, parole, musica e immagini sullo schermo) in quel naturale sovrapporsi di<br />
esperienze che è la vita. La scena dello spettacolo sarà invasa da oltre 85mila buste:<br />
lettere spedite e non spedite, ricevute, lette e mail lette, a corredo di un sottile gioco<br />
fra testo e musica, continuamente sospeso fra due piani narrativi.</p>
<p>I testi dell’opera, tutti inediti, sono in parte contenuti nel nuovo libro di Eugenio<br />
Baroncelli, in libreria dal 3 maggio scorso per l’editrice Sellerio, dal titolo Falene,<br />
237 vite quasi perfette. «Le fulminanti biografie-in-una-pagina-sola (certe volte nemmeno quella) di personaggi noti, o meno ma sempre proverbiali, trovate da<br />
Baroncelli – si legge nelle note dell’editore – condividono una cifra comune. Non<br />
hanno nulla dei semplici e organizzati cataloghi di fatti e nemmeno sono esercizi di<br />
interpretazione o di critica. La tipicità è un’altra: si leggono come esempi o come<br />
svolgimenti a tema di massime appartenenti a una filosofia di vita (che verrebbe da<br />
dire vicina allo stoicismo). Si tratta quindi di biografie molto metafisiche e molto<br />
poco storiche».</p>
<p>Lo spettacolo che chiude il Lugo Opera Festival 2012 si avvale della presenza<br />
magnetica della cantante e attrice bolognese Cristina Zavalloni, che è ormai<br />
considerata una regina internazionale della vocalità (da molti considerata l&#8217;erede<br />
naturale di Cathy Berberian), i cui primi passi sono stati però nel mondo del jazz,<br />
dopo rigorosi studi del belcanto, della composizione e della danza. La Zavalloni,<br />
che nel 2006 conobbe un personale trionfo proprio al Rossini di Lugo con la sua<br />
memorabile interpretazione di Pierrot Lunaire di Arnold Schönberg, in questa<br />
nuova produzione di Vite avrà al suo fianco il noto attore bolognese Matteo Belli,<br />
grande virtuoso della recitazione drammatica e voce inconfondibile del teatro<br />
contemporaneo.<br />
Biglietti a 10, 16, 20 euro. Informazioni e prenotazioni presso la Fondazione<br />
Teatro Rossini, piazzale Cavour 17, Lugo (RA), tel 0545 38542, fax 0545 38482,<br />
sito web teatrorossini.it, e-mail: info@teatrorossini.it. Biglietteria online:<br />
vivaticket.it.</p>
<p>FABRIZIO FESTA</p>
<p>Dopo una lunga attività professionale come pianista, in particolare in ambito<br />
jazzistico, il suo impegno si è incentrato sulla composizione e sulla direzione<br />
d’orchestra. I suoi lavori, sia cameristici sia sinfonici, sono stati eseguiti negli Stati<br />
Uniti (dove tra l’altro è stato ospite della Juilliard School of Music e del Brooklyn<br />
College of Music, e suoi brani sono stati eseguiti alle Carnegie Hall ed in altre<br />
importanti sale concertistiche statunitensi), in Canada, Cile, Argentina, Brasile, Perù,<br />
Russia, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Francia, Svezia, Belgio, Repubblica<br />
Ceca, Svizzera, Lituania, Grecia, Turchia, Cina, Azerbajan e Libano, oltre che in<br />
Italia. Alcuni tra i più importanti teatri italiani (Opera di Roma, Massimo di Palermo,<br />
Comunale di Bologna, Valli di Reggio Emilia, ecc.) gli hanno commissionato pagine<br />
sia sinfoniche, sia operistiche, sia per il balletto. Si esibisce regolarmente con<br />
diversi ensemble, con i quali ha compiuto tour in Sud America, ed Europa, ospite,<br />
tra l’altro, del Teatro Colòn di Buenos Aires nell’ambito del Festival “Encuentros”,<br />
del Museo Guggenheim di Bilbao per il BBK Festival e in Messico del Festival<br />
Cervantino. In ambito jazzistico segnaliamo la collaborazione con il chitarrista e<br />
compositore Al Di Meola, con il quale ha registrato il CD “The Grande Passion”<br />
(Telarc, 2000) in veste di orchestratore e direttore d’orchestra, veste con la quale<br />
si è esibito anche in alcune tournee. Molto attivo come studioso e divulgatore, ha<br />
pubblicato i saggi “Musica: usi e consumi” (Pendragon, Bologna, 2008) e “Musica.<br />
Suoni, segnali, emozioni” (Editrice Compositori, Bologna, 2009). È direttore<br />
artistico del Concorso Internazionale di Composizione “2 Agosto” e collabora<br />
con la Fondazione Musica Insieme. Docente di Conservatorio, insegna tra l’altro<br />
Composizione Elettroacustica presso il Conservatorio di Matera, dov’è referente del<br />
Dipartimento di Nuovi Linguaggi, e Elementi di Composizione e Orchestrazione per<br />
la Musica Applicata nell’ambito del Biennio di specializzazione in Musica Applicata<br />
al Conservatorio di Ferrara, biennio del quale è coordinatore.</p>
<p>EUGENIO BARONCELLI</p>
<p>Eugenio Baroncelli (1944) vive a Ravenna. Tra le sue opere “Outfolio. Storiette<br />
scivolate dal quaderno durante un trasloco”, Manni, 2005. Con Sellerio ha<br />
pubblicato “Libro di candele. 267 vite in due o tre pose” (2008), “Mosche d’inverno.<br />
271 morti in due o tre pose” (2011, Premio Mondello) e “Falene. 237 vite quasi<br />
perfette” (2012).</p>
<p>CRISTINA ZAVALLONI</p>
<p>Nasce a Bologna. Di formazione jazzistica, intraprende a diciotto anni lo studio del<br />
belcanto e della composizione presso il Conservatorio della sua città. Per molti anni<br />
si dedica alla pratica della danza classica e contemporanea.<br />
La sua attività concertistica la porta a esibirsi sia in festival jazz (Montreux Jazz<br />
Festival, North Sea Jazz Festival, Free Music Jazz Festival di Anversa, Moers Music,<br />
Bimhuis di Amsterdam, Umbria Jazz, Rumori Mediterranei di Roccella Jonica,<br />
London Jazz Festival, Suoni delle Dolomiti, Nouveau Theatre di Besançon, Sala<br />
Scarlatti di Napoli, Novara Jazz Festival, Sant’Elpidio Jazz Festival, Klara Festival di Bruxelles, International Jazz Festival di Rotterdam, Concertgebouw di Bruges,<br />
Metastasio Jazz di Prato, Blue Note di Milano, Casa del Jazz di Roma, Banlieues<br />
Bleues di Parigi, Other Minds Festival di San Francisco) sia in stagioni classiche<br />
(Lincoln Center di New York, Carnegie Hall di New York, Concertgebouw di<br />
Amsterdam, Teatro alla Scala di Milano, Palau de la Musica di Barcellona, Barbican<br />
Center di Londra, New Palace of Arts di Budapest, Auditorium Parco della Musica<br />
di Roma, Walt Disney Hall di Los Angeles, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro<br />
Comunale di Bologna, Teatro Comunale di Bolzano).<br />
Si è esibita con orchestre quali la London Sinfonietta, BBC Symphony Orchestra,<br />
Schoenberg Ensemble, Sentieri Selvaggi, Musik Fabrik, Orkest De Volharding,<br />
Orchestra della Rai Torino, Los Angeles Philarmonic, ORT, Orchestra Toscanini,<br />
diretta da Martyn Brabbins, Stefan Asbury, Reinbert De Leeuw, Oliver Knussen,<br />
David Robertson, Jurjen Hempel, Georges-Elie Octor, Andrea Molino.<br />
Collabora con il compositore olandese Louis Andriessen, che ha scritto per lei<br />
alcuni dei suoi più recenti capolavori tra cui “Passeggiata in tram per l’America e<br />
ritorno”, “La Passione”, “Inanna”, “Letter from Cathy”, “Racconto dall’Inferno”, la<br />
parte di Dante ne “La Commedia”, con cui la Zavalloni ha debuttato alla Carnegie<br />
Hall di New York nel 2010, e la parte di Anais nel monodramma “Anais Nin”<br />
(2010), in tournée tra 2011 e 2012 (Olanda, Germania, Inghilterra, Stati Uniti). È<br />
interprete di prime esecuzioni di Carlo Boccadoro, Luca Mosca, Emanuele Casale<br />
e interprete designata di composizioni di James McMillan (di cui ha interpretato la<br />
prima statunitense di “Raising Sparks”, al Carnegie Hall di New York nel 2011),<br />
William Parker (prima mondiale live di “Alphaville Suite” – Bologna 2010).<br />
Sperimenta il repertorio barocco (“Incoronazione di Poppea”, “Combattimento di<br />
Tancredi e Clorinda”, avvia una collaborazione con Alain Platel e Fabrizo Cassol<br />
(“VSPRS” e “Pitié!”), e coltiva la sua passione per la Musica Popolare Brasiliana, in<br />
duo, con il mandolinista brasiliano Hamilton de Holanda e, in quartetto, con Guinga,<br />
Gabriele Mirabassi, Roberto Taufic.<br />
Nel 2011 si esibisce, in prima mondiale, in duo con il pianista Jason Moran al Teatro<br />
Ariosto di Reggio Emilia (REC). Debutta inoltre al Teatro Filarmonico di Verona,<br />
con l’Orchestra dell’Arena di Verona, in un programma di “folk song” per voce<br />
e orchestra (Berio, Stravinsky, De Falla). Il 2012 si apre con la partecipazione, in<br />
veste di special guest, al Premio Django Reinhardt indetto dall’Académie du Jazz<br />
de France, cui seguono il debutto al Grande Auditório della Fundação Gulbenkian<br />
di Lisbona con la prima portoghese di “Per Caso Aznavour”, in quartetto con il<br />
gruppo IDEA, la ripresa del “Pierrot Lunaire” di Schoenberg al Teatro Nazionale di<br />
Roma (19 febbraio), la prima statunitense di “Anais Nin” di Louis Andriessen, alla<br />
Walt Disney Hall di Los Angeles (28 febbraio), la prima mondiale in duo assieme al<br />
pianista francese Benoit Delbecq, alla Cantina Bentivoglio di Bologna (18 marzo).<br />
Altri attesi il debutto con la formazione IDEA al Teatro Municipale di Tunisi (22<br />
aprile) e al Movimentos Festvial di Wolsburg (5 maggio) nel progetto “Per Caso<br />
Aznavour”, il debutto nel dramma musicale “Vite” di Fabrizio Festa al Lugo Opera<br />
Festival (Teatro Rossini di Lugo, 16 maggio), il debutto a Pechino, al Beijing<br />
Concert Hall, con il “Racconto dall’Inferno” di Louis Andriessen (20 maggio), il debutto in veste di special guest nel progetto “Strange Fruit” di Fabrizio Cassol, al<br />
KVS e Theatre National di Bruxelles (31 maggio e 1 giugno), il debutto al Ulriksdals<br />
Slottsteater Confidencen di Stockholma, con la sua prima di “Round M” assieme<br />
all’ensemble La Venexiana (11 giugno), e il ritorno al West Cork Chamber Music<br />
Festival (Irlanda) a fine giugno 2012, con il debutto nella “Phaedra” di B. Britten. Il<br />
27 maggio sarà ospite di Luca del Fra nel ciclo di conferenze “Il secolo lungo – Sei<br />
conversazioni sul Novecento”, assieme a Michael Daugherty (Camera di San Paolo<br />
di Parma / Fondazione Arturo Toscanini). Cristina Zavalloni è docente nell’ambito<br />
dei Corsi di Alto Perfezionamento dell’Accademia Musicale Pescarese (dir. Ivan<br />
Fedele).<br />
Cristina Zavalloni collabora con l’etichetta EGEA, che ha pubblicato i suoi ultimi tre<br />
cd: IDEA (2006) e TILIM-BOM (2008), in duo con Andrea Rebaudengo, e<br />
SOLIDAGO (2009), in quartetto. Ha inciso per Winter&amp;Winter, Felmay, Ishtar,<br />
Cantaloupe, MN Records, Deutsche Grammophon. Il programma del suo nuovo<br />
album jazz per EGEA, “La donna di cristallo” è stato eseguito in anteprima al<br />
Roccella Jazz Festival il 18 agosto 2011. L’album, in uscita in maggio, sarà<br />
presentato ufficialmente a partire dal 10 maggio, live dal Salone del Libro di Torino,<br />
in diretta su Radiotre Rai, e il 15 giugno al festival Jazz in’it di Vignola.</p>
<p>MATTEO BELLI</p>
<p>Laureato in Lettere Moderne, presso l’Università di Bologna, con una tesi in<br />
Letteratura Italiana sulle “‘Rime giullaresche e popolari d’Italia’ di Vincenzo De<br />
Bartholomaeis”, dopo anni di studi classici e musicali, dal 1989 lavora in teatro come<br />
mimo-fantasista ed attore, realizzando spettacoli come regista, autore e attore,<br />
confrontandosi con testi classici e con autori contemporanei. Tra i progetti che lo<br />
hanno visto autore e interprete vi sono: “Genti, intendete questo sermone”<br />
(monologhi giullareschi medioevali e moderni) (2000), “Ora X: Inferno di Dante”<br />
(2001) e “Marzabotto” (2008), scritto assieme a Carlo Lucarelli. Come mimo-<br />
giullare, ha partecipato alla rassegna “Kleines fest im großen garten” ad Hannover<br />
(1994) e ha rappresentato l&#8217;Italia in occasione del 1° Festival europeo della<br />
comicità “United Slapstick” di Francoforte (1993). Per diversi anni (dal 1998) ha<br />
lavorato, come attore, autore e insegnante per il Festival “Un puente, dos culturas”,<br />
svoltosi in Argentina ed Uruguay, di cui è stato anche codirettore artistico; ha<br />
presentato all&#8217;Università di Toronto il progetto “La parola rappresentativa. Il lavoro<br />
dell&#8217;attore sulla poesia medioevale italiana” (2000); su analogo tema ha lavorato<br />
anche in Spagna e Brasile (dal 2004). Il felice connubio che vede sul palco attori e<br />
musicisti, ampiamente sperimentato da Matteo Belli, lo induce a ricercare, anche<br />
come autore, testi in cui il tessuto letterario s’intrecci e si completi nell’esecuzione<br />
musicale dal vivo, come in “Del mondo ho cercato &#8211; Poesia e musica medioevale<br />
italiana” con il Trio di musica antica “Giocolari del Micrologus” (1999) e “Concerto<br />
dal VI libro dell&#8217;Eneide” (2000), con le musiche di P. Vivaldi, da cui è stato tratto un<br />
CD (2001); questo autore lo accompagna anche nello spettacolo “Le maschere di<br />
dentro”, omaggio a Italo Calvino (2001). Dal 2003 ha più volte portato in<br />
scena “Nuove parole per le Stagioni”, su “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, assieme all’Ensemble Respighi, di cui è stato realizzato un CD (2005). È stato ospite<br />
di numerose trasmissioni televisive in Italia e all’estero. Dal 2005 conduce, assieme<br />
al foniatra prof. Franco Fussi, una ricerca sulle qualità risonatorie della voce<br />
attoriale, presentata nel corso di alcuni convegni internazionali. È tra i fondatori e<br />
Presidente dell&#8217;Associazione culturale Ca&#8217; Rossa/Centro Teatrale per l’Oralità con cui<br />
realizza, come direttore artistico, le rassegne “Ci sarà una volta… Radici antiche e<br />
nuovi orizzonti del Teatro d&#8217;Arte Popolare”, “Parola d&#8217;attore” e “Verba volant”,<br />
rassegna di letture e spettacoli per piccolo palcoscenico, oltre a numerosi seminari,<br />
produzioni teatrali e videoteatrali.</p>
<p>ROSETTA CUCCHI</p>
<p>Nata a Pesaro, Rosetta Cucchi si diploma in pianoforte a pieni voti presso il<br />
Conservatorio della sua città, perfezionandosi in seguito sotto la guida di musicisti<br />
quali Jörg Demus, Sergio Fiorentino e Michele Marvulli. Dal 1991 al 1994 entra a far<br />
parte dell’Orchestra Sinfonica della Rai di Roma come primo pianoforte in orchestra,<br />
suonando in concerti diretti, tra gli altri, da Gary Bertini, Eduardo Mata e Georges<br />
Prêtre. Negli stessi anni lavora stabilmente con un gruppo teatrale romano in qualità<br />
di pianista del gruppo e di attrice. Dal 1995 collabora in qualità di coordinatrice della<br />
preparazione musicale con il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Wexford Opera<br />
Festival in Irlanda e con numerose altre istituzioni in Italia e all’estero.<br />
Nel 1999 debutta al Teatro alla Scala in un recital con Mariella Devia, dando<br />
avvio ad una carriera di pianista che continua a vederla accanto ad alcuni tra i più<br />
accreditati interpreti del repertorio belcantistico italiano nei più prestigiosi teatri del<br />
mondo: da New York a Bruxelles, da Tokio a Madrid, a Londra. Nello stesso anno<br />
inizia a intraprendere parallelamente una nuova attività come regista iniziando con<br />
produzioni liriche al pianoforte quali Traviata, Rigoletto, Falstaff, Elisir d’amore,<br />
nelle quali cura contemporaneamente la parte musicale e la messa in scena. Debutta<br />
in questa nuova veste in Italia al Teatro Rossini di Lugo nel 2001 con uno spettacolo<br />
su Carlos Gardel, Il passo dell’anima, suoi testo e regia, interpretato dall’attrice Lella<br />
Costa, dal baritono Andrea Concetti accompagnato dall’ensemble musicale della<br />
Filarmonica Marchigiana. Lo stesso spettacolo è stato rieseguito nel 2005 al Teatro<br />
Bellini di Catania. Nella stagione 2001-2002 lavora in qualità di Direttore musicale<br />
di palcoscenico al Teatro Comunale di Bologna. Nel 2003 mette in scena La Scala di<br />
Seta di Rossini al Teatro della Maestranza di Siviglia riportando ottime critiche e un<br />
gran successo di pubblico.<br />
Nel 2004 cura la regia dell’opera Prinzessin Brambilla di Walter Braunfels al<br />
Wexford Opera Festival, spettacolo del quale Opera News ha scritto “The most<br />
successful of the three Wexford stagings this year was the work of Rosetta Cucchi,<br />
best known hitherto as a pianist and coach but beginning to make her way as<br />
a director. With a busy plotline and many people onstage, she showed skill in<br />
marshalling forces and keeping things clear and visually direct” (George Hall),<br />
mentre l&#8217;Indipendent: “Star billing goes to Rosetta Cucchi&#8217;s debut as director in<br />
the main house: her commedia dell&#8217;arte Princess Brambilla, although cluttered,<br />
was endlessly inventive” (Roderic Dunnett). Firma inoltre regia, scene e costumi de Gli astrologi immaginari di Giovanni Paisiello al Festival Paisiello di Taranto.<br />
Nell&#8217;agosto 2005 debutta con successo come regista al Rossini Opera Festival di<br />
Pesaro nell’opera di Carlo Coccia Arrighetto, ripresa poi in apertura di stagione nel<br />
Teatro Coccia di Novara. Nel Settembre 2005 firma la regia di Otello di Giuseppe<br />
Verdi al Teatro Colón di Bogotà, dove è invitata per la stagione 2007 a dirigere una<br />
nuova produzione di Traviata. Il 2006 la vede impegnata in un nuovo allestimento<br />
del Barbiere di Siviglia di Paisiello per il Festival Tarantino. Nella primavera 2006<br />
firma la regia di un nuovo spettacolo, Menù rossiniani, su musiche di Rossini, di cui<br />
crea anche i testi, con la partecipazione di quattro tra i nuovi e più affermati interpreti<br />
del repertorio rossiniano: Antonino Siragusa, Roberto De Candia, Laura Polverelli ed<br />
Elizaveta Martirosyan. Grande successo riscuote la ripresa dello spettacolo Il passo<br />
dell’anima con Lella Costa nella stagione del Teatro Sociale di Como, al Teatro<br />
Due di Parma e al Teatro Municipale di Piacenza. Il suo più recente successo come<br />
pianista sono stati il recital con Mariella Devia al Teatro alla Scala e all&#8217;Accademia di<br />
Santa Cecilia, trasmesso integralmente quest&#8217;ultimo da Rai Radiotre.<br />
In questi ultimi anni ha realizzato la regia la regia dell’opera Tutti in maschera di<br />
Carlo Pedrotti andata in scena lo scorso ottobre a Savona, Piacenza e Rovigo con<br />
grande successo di pubblico e critica, Il viaggio a Reims in scena al Municipale di<br />
Piacenza, Cenerentola nel circuito As.Li.Co, L’Elisir d’amore al Teatro Comunale di<br />
Bologna, La Traviata al Teatro Comunale Luciano Pavarotti a Modena e a Bolzano.<br />
Collabora con il Wexford Opera Festival in Irlanda come Segretario Artistico e<br />
regista di numerose produzioni. Dal 2001 è Direttore artistico del Lugo Opera<br />
Festival, dal 2008 è Direttore Artistico della Fondazione Arturo Toscanini di Parma.</p>
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		<title>Wayne Marshall dirige la Cherubini a Piacenza e Ravenna</title>
		<link>http://www.radiomilanotv.com/musica/wayne-marshall-dirige-la-cherubini-a-piacenza/4514/admin/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 23:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova anteprima per Ravenna Festival 2012 Wayne Marshall e l’Orchestra ‘Cherubini’ Palazzo Mauro de André, mercoledì 16 maggio ore 21 A poche settimane dall’inizio del cartellone estivo, e dopo l’entusiasmante anteprima affidata a Riccardo Muti sul podio della Chicago Symphony Orchestra, mercoledì 16 maggio al Palazzo Mauro De André alle 21 Ravenna Festival intreccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/522777_372111446174645_100001273798018_1124912_825707452_n.jpg"><img class="alignnone" src="http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/522777_372111446174645_100001273798018_1124912_825707452_n.jpg" alt="" width="960" height="684" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4514"></span></p>
<p>Una nuova anteprima per Ravenna Festival 2012<br />
Wayne Marshall e l’Orchestra ‘Cherubini’<br />
Palazzo Mauro de André, mercoledì 16 maggio ore 21</p>
<p>A poche settimane dall’inizio del cartellone estivo, e dopo l’entusiasmante anteprima affidata a Riccardo Muti sul podio della Chicago Symphony Orchestra, mercoledì 16 maggio al Palazzo Mauro De André alle 21 Ravenna Festival intreccia il proprio percorso con quello di Allegromosso (XI edizione dell’European Youth Music Festival che per la prima volta si svolgerà in Italia) con il concerto di Wayne Marshall sul podio dell’Orchestra Giovanile ‘Luigi Cherubini’, in questo caso arricchita da alcuni strumentisti provenienti dalle Scuole di Musica d’Europa.<br />
Il concerto è reso possibile grazie al determinante sostegno di eni partner unico dell’evento.</p>
<p>Protagonista di questa nuova anteprima del Festival la “Cherubini”, l’orchestra fondata nel 2004 per volontà di Riccardo Muti e che nella scoperta e valorizzazione di sempre nuovi giovani talenti trova la propria ragion d’essere secondo un progetto di formazione che già ha portato a straordinari risultati: come il successo conseguito a Salisburgo nel prestigioso lavoro di riscoperta della Scuola operistica napoletana, sotto la direzione di Muti, o nei tanti concerti tenuti nelle più importanti sale europee (una per tutte il Musikverein di Vienna); o, ancora, l’ambito riconoscimento del Premio Abbiati (nel 2008), conferito alla giovane orchestra in nome dell’“eccellenza” raggiunta.</p>
<p>Tra i tanti direttori che, oltre naturalmente al suo fondatore, si sono succeduti sul podio della “Cherubini” contribuendo alla sua crescita c’è anche Wayne Marshall, che l’ha già diretta proprio a Ravenna Festival (nel 2006 e nel 2007) portandola a misurarsi con uno degli autori a lui più congeniali, George Gershwin. Marshall, direttore ma anche pianista ed apprezzato organista, è infatti uno dei più noti interpreti della letteratura musicale del Novecento americano: capace di muoversi con particolare duttilità e brillantezza dalle pagine sinfoniche al musical, dopo una carriera che lo ha portato ad esibirsi nei maggiori teatri del mondo, ha debuttato lo scorso anno al Teatro alla Scala con una fortunata edizione del “Candide” di Leonard Bernstein.</p>
<p>Ed è ancora una volta su questo terreno, che si dipana il concerto di questa sera, ampliando però lo sguardo alle affinità che legano il rutilante mondo del musical a quello, solo apparentemente, più convenzionale dell’opera, e infine a quello cinematografico. In un ideale fil rouge che lega tra loro musiche nate “al servizio” della narrazione scenica, ma al tempo stesso capaci di imporre la propria assoluta autonomia per l’intrinseca qualità tecnico-stilistica e comunicativa.<br />
E’ così che dopo la caleidoscopica e celeberrima Raphsody in blue di Gershwin, presentata per la prima volta nel 1924 alla Aeolian Hall di New York nel corso di un memorabile concerto intitolato “An Experiment in Modern Music”, e che qui vede Marshall nella doppia veste di direttore e pianista solista, il pubblico non si stupirà di trovare affiancate sinfonie d’opera, come quella del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini (del 1829) e quella dei Vespri siciliani di Giuseppe Verdi, eppoi l’ouverture a quel Candide di Leonard Bernstein che definire musical è certamente riduttivo, a brani tratti dalle colonne sonore di celebri film: quella firmata da Nino Rota per 8½ di Fellini, poi quella di John Williams per il primo Guerre stellari ripensata dallo stesso autore in una vera e propria Suite per orchestra.</p>
<p>Il concerto sarà replicato giovedì 17 maggio per le migliaia di ragazzi che da tutta Europa si sono dati appuntamento in Emilia Romagna per Allegromosso 2012.</p>
<p>Info. 0544 249244 – ravennafestival.org<br />
Biglietti da 10 a 52 euro. </p>
<p style="text-align: center;">Nella duplice veste di direttore e solista al pianoforte, Wayne Marshall ritorna sul podio del Teatro Municipale martedì 15 maggio ore 20.30,<br />
alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini insieme ad alcuni strumentisti delle Scuole di Musica d’Europa con un programma vario e coinvolgente che parte da Gershwin ed arriva a Bernstein, con musiche di Verdi e Rossini insieme a due celebri colonne sonore di film firmate da Nino Rota e John Williams</p>
<p>Tra le bacchette più amate dal pubblico piacentino, un posto di primo piano spetta sicuramente a Wayne Marshall ospite più volte del Municipale.<br />
Direttore, pianista, organista, Marshall si trova a proprio agio con Bernstein e Saint Saëns come con Ellington e Gershwin (memorabile la sua performance pianistica in Porgy and Bess a Glyndebourne); ospite regolare ai BBC Proms e partner artistico dell’entertainer Kim Criswell, e ancora pirotecnico organista, jazzman e compositore: tutto questo è Wayne Marshall, direttore inglese di origini caraibiche domiciliato a Malta che dal 2007 dirige l’orchestra “Verdi” di Milano, habitué delle sale da concerto più importanti di mezzo mondo da Londra a Hong Kong passando per Vienna, Berlino.<br />
Dopo aver guidato in alcuni memorabili concerti la Filarmonica Toscanini, il direttore inglese ritorna a Piacenza martedì 15 maggio ore 20.30, per una serata in collaborazione con Ravenna Festival in cui dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e dieci strumentisti provenienti da scuole di musica europee in un programma vario e coinvolgente che parte da Gershwin ed arriva a Bernstein, con musiche di Verdi e Rossini insieme a due celebri colonne sonore di film firmate da Nino Rota e John Williams.<br />
Un’anteprima del concerto che il 17 maggio sempre l’Orchestra giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal Maestro Marshall terrà a Ravenna in occasione della cerimonia di apertura di Allegromosso, il festival europeo delle scuole di musica, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione, che tra il 17 e il 19 maggio ospiterà più di 400 concerti nelle città, borghi storici e marinari della costa ed entroterra tra le province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara.</p>
<p>Il concerto inizia con uno dei brani più amati ed eseguiti in assoluto, Rhapsody in Blue per pianoforte e orchestra che fu composta da Gershwin nel 1924. All’interno di una trama ‘classica’, la composizione presenta cinque melodie differenti alternando il classicismo al jazz. A questo proposito si può dire che essa rappresenta il tentativo di creare una sintesi tra elementi della musica colta occidentale ed elementi jazzistici, con il fine ultimo di ottenere un autentico e originale prodotto musicale americano, la cui base culturale di partenza, è proprio la musica afroamericana nel jazz.</p>
<p>La serata prosegue con la Sinfonia dal Guglielmo Tell opera che chiude la sfolgorante carriera teatrale di Rossini, a soli 37 anni. Si tratta di un vero e proprio poema descrittivo in quattro parti collegate musicalmente. Nella prima crea un’atmosfera di pace e solitudine tipica dei paesaggi alpini svizzeri nei quali si svolge l’azione. Armonie velate sulle quali il clarinetto basso poggia il suo canto, sono poi interrotte da un temporale che man mano diventa sempre più dirompente. La terza sezione la musica ‘descrive’ una scena pastorale, dove gli intrecci del corno inglese e del flauto ricordano i richiami degli uccelli. Uno squillo di ottoni ci porta alla brillante sezione finale che simboleggia il trionfo del popolo svizzero nei confronti dei propri oppressori.</p>
<p>A seguire la Sinfonia dei Vespri siciliani di Giuseppe Verdi certamente uno dei suoi<br />
capolavori sinfonici. Divisa in due movimenti, Largo e Allegro, propone temi che derivano, anticipandoli all&#8217;ascoltatore, direttamente dal corpo dell&#8217;opera: si tratta del primo lavoro composto nel 1855 dal musicista di Busseto per il grande teatro parigino. Il dato storico cui si riferisce la vicenda, è la rivolta popolare scoppiata nel 1282 in Sicilia e sfociata nella guerra che porterà alla cacciata dei francesi e all&#8217;instaurazione del dominio spagnolo.<br />
Proprio il mito dei Vespri siciliani e la leggenda del medico Giovanni da Procida, presunto organizzatore della rivolta, alimenteranno l&#8217;immaginario risorgimentale.</p>
<p>Il programma presenta poi la Suite della musica del film Guerre stellari (1977,<br />
diretto da George Lucas) tra le più conosciute colonne sonore del cinema scritta da John Williams vincitore di ben cinque Oscar come migliore colonna sonora. La tecnica utilizzata dal compositore è quella del leitmotiv, un tema melodico che si associa e rappresenta un personaggio, un elemento della trama, un sentimento del film. Da citare Star Wars (Main Theme), associato all&#8217;immagine stessa della serie: Luke, l&#8217;eroismo e l&#8217;avventura. Tema che<br />
si sente all&#8217;inizio di ogni film e durante i titoli di coda; inoltre è usato interamente in Una nuova speranza e nella scena finale de La vendetta dei Sith.</p>
<p>A seguire un’altra musica da film, quella di “8½” diretto da Federico Fellini e vincitore dell’Oscar come miglior film straniero nel 1964. Si tratta di una delle più significative uscite dell’estro creativo di Nino Rota le cui colonne sonore fanno sognare, ridere, piangere.</p>
<p>Il concerto si conclude con l’Ouverture dal Candide, operetta composta nel 1956 da Leonard Bernstein e rivisitata poco prima di morire nel 1989. Si basa sul racconto di Voltaire il cui protagonista, nel migliore dei mondi possibili si confronta in realtà con ogni sorta di avventura, dalla più assurda alla più truculenta, fino alla finale accettazione della condizione umana del mondo. La smagliante Ouverture mette in parodia la tradizione comica di marca europea e appare traboccante di vitalità sin dall’apertura con la marcata enfasi degli ottoni. Ad una parte più lirica succede la melodia del Rondò finale di Cunegonde, ripresa poi con esuberanza febbrile dall’orchestra, prima della rapida coda finale.</p>
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		<title>The Four Temperaments &amp; Verklärte Nacht, Il Maggio Danza</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 23:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BALLETTO]]></category>

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		<description><![CDATA[The Four Temperaments eVerklärte Nacht Prove aperte &#38; Question Time Guarda la prova e chiedi agli autori Sabato 12 maggio ore 16.00 Teatro della Pergola 16.00-16.30 Prova aperta Notte Trasfigurata 16.30-17.30 Question time 17.30-18.00 Prova aperta Quattro Temperamenti Sabato 12 maggio è uno degli European Opera Days. L’incontro è aperto al pubblico e alla stampa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.374954235890366.98668.100001273798018&amp;type=3&amp;l=fe781dd4a1"><img class="alignnone" src="http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/306213_374954575890332_100001273798018_1132149_1740861186_n.jpg" alt="" width="960" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4566"></span>The Four Temperaments eVerklärte Nacht</p>
<p style="text-align: center;">Prove aperte &amp; Question Time</p>
<p style="text-align: center;">Guarda la prova e chiedi agli autori</p>
<p style="text-align: center;">Sabato 12 maggio ore 16.00</p>
<p style="text-align: center;">Teatro della Pergola</p>
<p style="text-align: center;">16.00-16.30 Prova aperta Notte Trasfigurata</p>
<p style="text-align: center;">16.30-17.30 Question time</p>
<p style="text-align: center;">17.30-18.00 Prova aperta Quattro Temperamenti</p>
<p style="text-align: center;">Sabato 12 maggio è uno degli European Opera Days.</p>
<p style="text-align: center;">L’incontro è aperto al pubblico e alla stampa.</p>
<p>Secondo appuntamento dell’iniziativa Prove aperte &amp; Question Time, per assistere alle prove e interrogare gli autori sulle scelte dell’allestimento, della regia … osservare gli interpreti mentre studiano un ruolo e capire e carpire i segreti del palcoscenico. Sabato 12 maggio alle ore 16.00, presso il Teatro della Pergola si tiene la prova aperta dello spettacolo di danza, fiore all’occhiello della 75ˆ edizione del Maggio Musicale Fiorentino: The Four Temperaments eVerklärte Nacht , un dittico di due grandi coreografi (George Balanchine e Susanne Linke) sulle musiche di Paul Hindemith e Arnold Schönberg eseguite dall’Orchestra del Maggio diretta da David Garforth.</p>
<p>Fra le due prove è scadenzata la Question Time, dedicata al pubblico e alla stampa, cui parteciperanno la coreografa Susanne Linke, Silvia Poletti critica e scrittrice e Francesco Ventriglia, direttore di MaggioDanza.</p>
<p>Due capolavori del Novecento storico per MaggioDanza. Dapprima l’inquieta, febbrile Notte trasfigurata op. 4 (1902 nella versione per Sestetto d’archi; 1914 in quella per orchestra d’archi), quasi l’esordio compositivo di un Arnold Schönberg non ancora approdato alla Dodecafonia, ma già capace di un linguaggio musicale personalissimo, seppur conscio della lezione di Wagner e Brahms. Dei due grandi maestri, che i più zelanti seguaci dell’uno o dell’altro volevano antitetici, Schönberg è un sincero ammiratore, ma non appunto un imitatore: è invece capace di cogliere da entrambi ciò che può aprire nuovi orizzonti alla musica, portando il cromatismo wagneriano al limite della tonalità e l’arte brahmsiana della variazione ad insospettati esiti formali. Diverso e più sereno, quasi un divertimento, è il clima espressivo de I quattro temperamenti, balletto in 4 variazioni di Paul Hindemith, presentato a New York nel 1946, durante il soggiorno americano del compositore che aveva abbandonato prima la Germania per l’ostilità dei nazisti verso la sua musica considerata “degenerata” e poi l’Europa a causa della guerra: scelta che, per sfuggire al nazismo ed alle leggi razziali, aveva compiuto anche Schönberg. Dopo le asprezze degli anni giovanili, Hindemith sviluppa un linguaggio musicale di originale modernità, che ha alla base uno spirito polifonico e che abbandona progressivamente ogni tentazione atonale. Per la Notte schönberghiana il Maggio propone una nuova creazione di Susanne Linke, coreografa di fama internazionale, accanto a Pina Bausch e a Reinhild Hoffmann esponente di spicco del nucleo femminile storico del Tanztheater tedesco. Per il capolavoro hindemithiano, MaggioDanza ripropone una delle coreografie più celebrate di un maestro indiscusso della danza del Novecento: George Balanchine. Un temibile banco di prova per ogni compagnia di ballo che metta in scena i suoi lavori.</p>
<p>The Four Temperaments</p>
<p>(I quattro temperamenti)</p>
<p>Coreografia George Balanchine</p>
<p>© The George Balanchine Trust</p>
<p>Ripresa da Ben Huys</p>
<p>Musica Paul Hindemith</p>
<p>The performance of The Four Temperaments, a Balanchine® Ballet, is presented by arrangement with The George Balanchine Trust_ and has been produced in accordance with the Balanchine Style® and Balanchine Technique® Service standards established and provided by the Trust.</p>
<p>Nuovo allestimento</p>
<p>Verklärte Nacht</p>
<p>(Notte trasfigurata)</p>
<p>Coreografia Susanne Linke</p>
<p>Musica Arnold Schönberg</p>
<p>Scene Alfred Peter</p>
<p>Costumi Rupert Franzen</p>
<p>Luci Gianni Paolo Mirenda</p>
<p>Video Torge Möller, Romine Hinrichs</p>
<p>Nuova creazione per MaggioDanza</p>
<p>Direttore David Garforth</p>
<p>MaggioDanza | Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p>Teatro della Pergola</p>
<p>Giovedì 17 maggio 2012 ore 20.30</p>
<p>Venerdì 18 maggio ore 20.30</p>
<p>Sabato 19 maggio ore 20.30</p>
<p>Domenica 20 maggio ore 15.30</p>
<p>Al termine degli spettacoli del 17, 18 e 19 maggio sarà attivo il servizio Maggio Taxi</p>
<p>Per ulteriori informazioni</p>
<p>MAGGIOFIORENTINO.COM</p>
<p>Info e Prenotazioni: Biglietteria del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p>info 055 2779350,</p>
<p>Orari di biglietteria: dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18 orario continuato e il sabato dalle 10 alle 13.</p>
<p>Il giorno dello spettacolo la biglietteria rimarrà aperta ininterrottamente fino all&#8217;inizio dello spettacolo.</p>
<p>Biglietteria Teatro Comunale, Corso Italia 16 &#8211; Firenze &#8211; fax: +39 055 287222;</p>
<p>Biglietteria on line, maggiofiorentino.com ; tickets@maggiofiorentino.com</p>
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		<title>Ai Magazzini del Sale la Mostra su Palanti</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 23:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[DAL 12 MAGGIO A CERVIA LA PIÙ GRANDE MOSTRA MAI DEDICATA A: “GIUSEPPE PALANTI. PITTORE, URBANISTA, ILLUSTRATORE” Nell’ambito dei festeggiamenti per il suo Centenario, Milano Marittima rende omaggio all&#8217;artista che così tanto influì sulla sua stessa nascita e conformazione. GIUSEPPE PALANTI. Pittore, urbanista, illustratore Cervia, Magazzini del Sale, dal 12 maggio al 30 agosto 2012. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.372033282849128.98154.100001273798018&amp;type=1&amp;l=d811b75035"><img class="alignnone" src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/526717_372033426182447_100001273798018_1124717_1932624765_n.jpg" alt="" width="492" height="709" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4508"></span>DAL 12 MAGGIO A CERVIA LA PIÙ GRANDE MOSTRA MAI DEDICATA A:<br />
“GIUSEPPE PALANTI. PITTORE, URBANISTA, ILLUSTRATORE”</p>
<p>Nell’ambito dei festeggiamenti per il suo Centenario, Milano Marittima rende omaggio all&#8217;artista che così tanto influì sulla sua stessa nascita e conformazione.</p>
<p>GIUSEPPE PALANTI. Pittore, urbanista, illustratore<br />
Cervia, Magazzini del Sale, dal 12 maggio al 30 agosto 2012.<br />
Orari: dal 13 maggio al 15 giugno dal martedì alla domenica ore 10-13 e ore 15.30-18.30, dal 16 giugno al 30 agosto dal martedì alla domenica ore 17.30-23.00, sabato e domenica anche ore 9.30-12.30.<br />
Chiusa il lunedì.<br />
Ingresso: 5 euro interi; 4 euro ridotti.<br />
Inaugurazione: sabato 12 maggio 2012 ore 17.30.<br />
Preview per la stampa sabato 12 maggio ore 11,30.</p>
<p>Giuseppe Palanti è l’artista milanese che i cervesi chiamavano e nostár pitór, questo perché spesso era a Cervia a ritrarre la bellezza di questi luoghi con tela e pennelli. Ma Palanti è anche l’artista che ebbe l’idea di trasformare il suo mare preferito nella spiaggia dei milanesi, creando così Milano Marittima.<br />
Per celebrarlo, il Comune di Cervia in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e i Musei San Domenico di Forlì, nell’ambito delle grandi mostre programmate nel 2012 sul Novecento (tra cui Wildt, L&#8217;anima e le forme da Michelangelo a Klimt, attualmente in corso), ha pensato una mostra a lui dedicata, la più grande retrospettiva completa mai esposta prima che raccoglie 160 opere del Maestro, per restituire al pubblico l’opera di un artista eclettico, di uno sperimentatore curioso che accolse e praticò un’eccezionale varietà di arti, dalla grafica all’urbanistica, dall’illustrazione alla decorazione, per dare forma ai desideri e alle proiezioni del mondo attivissimo che lo circondava.<br />
L’esposizione, dal titolo “Giuseppe Palanti. Pittore, urbanista, illustratore” allestita a Cervia negli spazi del Magazzino del Sale, aperta dal 12 maggio al 30 agosto, presenta uno spaccato della vita del Novecento esempi di pittura, disegno, grafica pubblicitaria, illustrazioni per il teatro e la moda; discipline attraverso cui si esprimeva il poliedrico artista e a cui si deve, oltre all’ispirazione di Milano Marittima, la progettazione del suo piano regolatore e la realizzazione delle prime cartoline promozionali e dei manifesti fra cui il primo manifesto pubblicitario della città di Cervia realizzato nel 1928.</p>
<p>Divisi in sezioni, le pitture, i ritratti, le nature morte, le scene di atelier, i paesaggi, i manifesti, le riviste, le stampe, i bozzetti, gli studi grafici, i documenti inediti, provenienti dal Museo della Scala di Milano, da musei pubblici con cui Palanti collaborava e da collezioni private, ci parlano di un artista inserito in una rete di relazioni culturali e produttive, in un mondo in espansione, fervido e audace, che rappresenta ancora oggi una pagina nella storia del nostro Novecento. In mostra molte opere inedite e unicum come il modello, ritrovato recentemente, realizzato da Palanti per Milano che riproduceva in ceraica la scala del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza andata distrutta.</p>
<p>È il 1912 quando Palanti pittore e grafico pubblicitario milanese, nato alla fine del 1800, pensa a una spiaggia per Milano, la capitale senza mare, su quel tratto di costa da lui così amato. Pensa a Milano Marittima e la concepisce come una Città giardino, quell’innovativo concetto urbanistico, nato nell&#8217;Inghilterra del XIX secolo per opera di Ebenezer Howard, a contrastare il degrado nelle città dovuto all’opera di industrializzazione e all&#8217;aumento della popolazione. In contrapposizione, l&#8217;idea della città giardino si focalizzava su un&#8217;area urbana che mostrasse un&#8217;attenzione particolare alle esigenze primarie dell&#8217;individuo: case unifamiliari immerse nel verde collegate tra loro con servizi comuni a disposizione.<br />
Giuseppe Palanti ebbe così un ruolo decisivo nel determinare la curiosa conformazione di Milano Marittima, che occupa una ex zona di relitti marini donata dal comune di Cervia a una ditta meneghina perché la bonificasse. Gli eleganti villini, costruiti e decorati in stile Liberty, ancora oggi  perfettamente conservati, tra cui anche la casa di Palanti, furono inseriti nella pineta in modo armonioso, come se facessero parte del paesaggio naturale.<br />
Tra gli artisti più versatili della prima metà del Novecento, in lui si fondono le principali tendenze dell’epoca: dall’esito borghese dell’ultimo romanticismo, al tardo Impressionismo, al Novecento e agli anni Trenta, fino agli esiti degli anni Quaranta.<br />
Le figure di Palanti, le sue donne ridenti colte nel pieno di una spensierata giovinezza, le nature morte carnose, i paesaggi assolati interpretano con taglio psicologico-mondano una modernità che cresce delineata in morbidi vortici di colore.  Illustratore per eleganti riviste e per i manifesti delle opere liriche (per le quali disegnò spesso anche scene e costumi), autore di disegni per oggetti d’arredo e, infine, ideatore di quel paradiso vacanziero che è stata, ed è tuttora, Milano Marittima riassume ed interpreta i miti e i sogni del primo Novecento.<br />
La modernità di Palanti era proprio in quella volontà di testimoniare la forza, la sicurezza, il gaudio di una classe media e alto borghese che il secolo nuovo coglie nel pieno del suo vigore: industriali, professionisti, signore dell’alta società che sfogliano riviste alla moda, giocano a tennis e frequentano i teatri, ridendo ad un’Italia in crescita economica, fiduciosa, che sarà piegata da due guerre ma che acquisterà proprio in quel lasso di tempo una consapevolezza destinata a durare.<br />
Figlio di falegname, eccezionale “artista-artigiano” lui stesso, Palanti sembra così coniugare alla perfezione l’antica tradizione artistica lombarda con le esigenze di un “nuovo” che non è stato rappresentato, nell’Italia prima e dopo la I Guerra Mondiale, solamente dalle straordinarie esperienze delle Avanguardie.</p>
<p>La mostra curata da Anna Villari, coordinata da Gianfranco Brunelli, vede i contributi scientifici in catalogo (edito da Silvana Editoriale) di Vittoria Crespi Morbio, Ennio Nanni, Susanna Massari. L’allestimento è stato curato da Alessandro Lucchi (Studio Lucchi &amp; Biserni di Forlì).<br />
Il Comune di Cervia e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ringraziano particolarmente Paola Motta Romagnoli, Piero Palanti ed Edoardo Romagnoli.</p>
<p>La mostra gode del patrocinio del Comune di Milano ed è organizzata dal Comune di Cervia grazie alla collaborazione della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì e al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Ravenna e della Camera di Commercio di Ravenna.</p>
<p>Con il contributo di Cna Servizi Ravenna, Assicoop e Unipol, Leonardo Design, Cear, Moviter Strade e F.lli Gasperoni.</p>
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		<title>Muti per il Papa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 23:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 11 maggio, ore 18, in Sala Nervi, Vaticano IL MAESTRO RICCARDO MUTI DIRIGE IL CONCERTO PER IL SANTO PADRE In programma, le composizioni sacre di Vivaldi e Verdi Il concerto arricchito da quattro pregevoli strumenti ad arco Il Maestro Riccardo Muti, venerdì 11 maggio, alle 18, torna alla guida dell’Orchestra e del Coro del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.373865839332539.98514.100001273798018&amp;type=1&amp;l=72b4b92b61"><img class="alignnone" src="http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/385651_373865992665857_100001273798018_1129583_544521680_n.jpg" alt="" width="560" height="373" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4550"></span>Venerdì 11 maggio, ore 18, in Sala Nervi, Vaticano</p>
<p style="text-align: center;">IL MAESTRO RICCARDO MUTI DIRIGE</p>
<p style="text-align: center;">IL CONCERTO PER IL SANTO PADRE</p>
<p style="text-align: center;">In programma, le composizioni sacre di Vivaldi e Verdi</p>
<p style="text-align: center;">Il concerto arricchito da quattro pregevoli strumenti ad arco</p>
<p>Il Maestro Riccardo Muti, venerdì 11 maggio, alle 18, torna alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro dell’Opera per un concerto d’eccezione, presso la Sala Nervi in Vaticano, offerto dal Presidente della Repubblica al Santo Padre nella celebrazione del settimo anniversario di Pontificato. E’ la prima volta del Maestro Riccardo Muti alla direzione di un concerto alla presenza dell’attuale Pontefice, Benedetto XVI.</p>
<p>Il concerto avrà una particolarità nella presenza unica di alcuni strumenti di grande prestigio, offerti per l’occasione dalla Fondazione Antonio Stradivari, dal Centro di Musicologia Walter Stauffer e dal Comune di Cremona. Si tratta di un violino Antonio Stradivari, “ex Bavarian” del 1720 e un violoncello Antonio Stradivari, “Stauffer, ex Cristiani” del 1700, una viola Antonio e Girolamo Amati, “Stauffer” del 1615 e un violino Giuseppe Guarneri “del Gesù”, “ex Baltic” del 1731 che verranno suonati dalle Prime Parti dell’Orchestra dell’Opera.</p>
<p>Il programma comprende il Magnificat in sol minore RV 611 di Antonio Vivaldi, solista Daniela Barcellona, e lo Stabat Mater e il Te Deum, dai Quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi, solista Rosa Feola. Il Maestro del Coro è Roberto Gabbiani. Il Magnificat è una delle opere espressione tra le più alte, nella concezione architettonica e nella purezza delle linee, della produzione vivaldiana. Le due composizioni religiose verdiane si riallacciano alla grande tradizione vocale italiana, e rappresentano due delle pagine più intense, l’una severa (Stabat Mater), l’altra gioiosa (Te Deum) del repertorio sacro di Verdi.</p>
<p>Il concerto, a inviti, sarà trasmesso da Rai5, dal Centro Televisivo Vaticano e sarà fruibile anche in streaming grazie a Telecom Italia, partner Muti perdell&#8217;Opera nella realizzazione della serata.</p>
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		<title>Peter Grimes</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 00:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[OPERA]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Benjamin Britten Libretto di Montagu Slater Settimo appuntamento del ciclo “Prima delle prime” Stagione 2011/2012 – organizzato dagli Amici della Scala TEATRO ALLA SCALA RIDOTTO DEI PALCHI “A. TOSCANINI” GIOVEDI’ 10 MAGGIO 2012 ORE 18 Britten (1913-1976), che nel ‘39 aveva lasciato l’Inghilterra per l’America, scopre da un articolo letterario il poema Il borgo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.373682189350904.98480.100001273798018&amp;type=1&amp;l=5f76b480b1"><img class="alignnone" src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/485789_373682446017545_100001273798018_1129088_1384924568_n.jpg" alt="" width="960" height="394" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4543"></span>Di Benjamin Britten</p>
<p style="text-align: center;">Libretto di Montagu Slater</p>
<p style="text-align: center;">Settimo appuntamento del ciclo</p>
<p style="text-align: center;">“Prima delle prime”</p>
<p style="text-align: center;">Stagione 2011/2012 – organizzato dagli Amici della Scala</p>
<p style="text-align: center;">TEATRO ALLA SCALA<br />
RIDOTTO DEI PALCHI “A. TOSCANINI”<br />
GIOVEDI’ 10 MAGGIO 2012 ORE 18</p>
<p>Britten (1913-1976), che nel ‘39 aveva lasciato l’Inghilterra per l’America, scopre da un articolo letterario il poema Il borgo di Crabbe (1810), ambientato ad Aldeburgh, nel Suffolk, dove era cresciuto, ed è folgorato dalla nostalgia. Ritorna, vi si stabilisce, vi crea la sua prima opera lirica.<br />
Concentra attorno alla vicenda di Peter Grimes (Crabbe articola il poema in Lettere, ognuna con una storia) la vita del villaggio di pescatori la interpreta attraverso la propria sofferenza di diversità e crudeltà sociale. È una terra aspra, battuta dal mare da cui uomini e donne devono difendersi, dove il conflitto fra singolo e società diventa estremo. C’è la musica del mare nei sei Interludi che tracciano la continuità di quadri conclusi e porgono materiali per temi e variazioni: arpeggio di onde lucenti, furia di tempesta, chiarori lunari sull’acqua, nebbia che sale dal profondo. Si anima la vita del paese, sfaccettata ma prigioniera di un conformismo di difesa. Peter, pescatore violento e solitario, sospettato di provocare la morte di ragazzini orfani presi come mozzo, è visto da Britten con pietà, perché sfida il pericolo sognando di guadagnare, sposarsi con la dolce Ellen e riabilitarsi, e perché a suo modo è poeta. Ma è aggressivo anche con chi lo aiuta. Braccato dai sospetti, spaventato da una caccia all’uomo verso la sua capanna, fugge verso la scogliera col mozzo che fatalmente scivola e muore. Sconvolto, con mente e canto sconnessi, può solo sparire in mare alto, affondando la barca, come gli consiglia l’unico amico. Disadattato ma vittima della società crudele. Dall’esordio nel 1945 quest’opera ha avuto grande successo. Estraneo alle avanguardie postbelliche, Britten è un innovatore dell’opera del Novecento: forte la drammaturgia scandita nell’arco progressivo dei 3 atti, penetrante lo sguardo sui problemi sociali, libero il linguaggio che segue la diversità, gli sbalzi alienati o la dimensione lirica del protagonista.<br />
Sapienza compositiva e pratica agile di musica radiofonica si stringono in un’opera nuova, fra presenza e colore del mare, voci rissose degli interni, citazioni popolari e forza del Coro lirico, concitato, crudele.</p>
<p>(F.C.)</p>
<p>Ne parlerà Philip Gossett, docente emeritus all’Università di Chicago e ex-docente alla Sapienza di Roma, direttore dell’ Edizione critica delle opere di Giuseppe Verdi e delle Opere di Gioachino Rossini, nell’incontro “L’operista e il Novecento”, al pianoforte.</p>
<p>Ingresso libero fino a esaurimento dei posti</p>
<p>Supporto per l’ospitalità Brera Hotels</p>
<p style="text-align: left;">Stagione d’Opera e Balletto 2011 ~ 2012</p>
<p>19, 22, 24, 29, 31 maggio ~ 5, 7 giugno 2012</p>
<p>PETER GRIMES</p>
<p>Opera in un prologo e tre atti</p>
<p>BENJAMIN BRITTEN</p>
<p>di</p>
<p>tratta dal poema di GEORGE CRABBE</p>
<p>Libretto di MONTAGUE SLATER</p>
<p>(Edizioni Boosey &amp; Hawkes, Londra. Rappresentante per l’Italia Universal Music Publishing Ricordi srl, Milano)</p>
<p>Nuova produzione Teatro alla Scala</p>
<p>Direttore</p>
<p>Regia</p>
<p>Scene e costumi STEWART LAING</p>
<p>Movimenti coreografici SARAH FAHIE</p>
<p>Luci MIMI JORDAN SHERIN</p>
<p>ROBIN TICCIATI</p>
<p>RICHARD JONES</p>
<p>Personaggi e interpreti</p>
<p>Peter Grimes John Graham-Hall</p>
<p>Ellen Orford Susan Gritton</p>
<p>Captain Balstrode Christopher Purves</p>
<p>Auntie Felicity Palmer</p>
<p>First Niece Ida Falk Winland</p>
<p>Second Niece Simona Mihai</p>
<p>Bob Boles Peter Hoare</p>
<p>Swallow Daniel Okulitch</p>
<p>Mrs. Sedley Catherine Wyn-Rogers</p>
<p>Rev. Adams Christopher Gillett</p>
<p>Ned Keen George Von Bergen</p>
<p>Hobson Stephen Richardson</p>
<p>Orchestra e Coro del Teatro alla Scala</p>
<p>Maestro del Coro BRUNO CASONI</p>
<p>PETER GRIMES di Benjamin Britten debutta sabato 19 maggio in un nuovo spettacolo firmato dal regista Richard Jones e diretto da Robin Ticciati. È la terza nuova produzione del Teatro alla Scala in questa Stagione 2011-2012, dopo Don Giovanni e Die Frau ohne Schatten, prima di Luisa Miller e Siegfried.</p>
<p>L’opera più famosa ed eseguita di Britten è comparsa alla Scala solo tre volte nei quasi settant’anni dalla sua composizione (1944-45): nel marzo 1947 in versione italiana diretta da Tullio Serafin; nel marzo 1976, portata dalla Royal Opera House Covent Garden di Londra in tournée a Milano, con Colin Davis sul podio; nel giugno 2000 con la regia ospite di John Richard Schlesinger, direttore Jeffrey Tate.</p>
<p>Lo spettacolo firmato da Richard Jones, uno degli uomini di teatro più importanti, stimati e premiati del Regno Unito, è anche il primo che la Scala abbia mai prodotto su Peter Grimes e metta oggi in repertorio.</p>
<p>Debutta nel cartellone d’opera Robin Ticciati, nuovo Direttore Musicale del Festival di Glyndebourne dal 2014, già sul podio in tre programmi sinfonici delle Stagioni della Filarmonica 2005, 2006 e 2008.</p>
<p>Torna invece alla Scala il tenore John Graham Hall dopo il personale trionfo della scorsa stagione come Aschenbach in Death in Venice di Britten, ruolo e prestazione che gli sono valsi quest’anno il Premio Abbiati dei Critici Musicali Italiani per il 2011.</p>
<p>Date:</p>
<p>Sabato 19 maggio 2012 ore 20 ~ prima rappresentazione</p>
<p>Martedì 22 maggio 2012 ore 20 ~ turno B</p>
<p>Giovedì 24 maggio 2012 ore 20 ~ turno C</p>
<p>Martedì 29 maggio 2012 ore 20 ~ turno A</p>
<p>Giovedì 31 maggio 2012 ore 20 ~ turno D</p>
<p>Martedì 5 giugno 2012 ore 20 ~ fuori abbonamento</p>
<p>Giovedì 7 giugno 2012 ore 20 ~ turno E</p>
<p>Prezzi: da 187 a 12 euro</p>
<p>Infotel 02 72 00 37 44</p>
<p>teatroallascala.org</p>
<p>Sabato 19 maggio l’opera sarà trasmessa in diretta stereofonica da RAI Radio Tre.</p>
<p>ROBIN TICCIATI</p>
<p>direttore d’orchestra</p>
<p>È nato a Londra. Ha studiato violino, pianoforte e percussioni. Membro della National Youth Orchestra of Great Britain, a quindici anni ha iniziato a dedicarsi alla direzione d’orchestra sotto la guida di Sir Colin Davis e di Sir Simon Rattle.</p>
<p>È Direttore principale della Scottish Chamber Orchestra e Direttore principale ospite dei Bamberger Symphoniker.</p>
<p>Bayerischen Rundfunks di Monaco, Orchestra del Royal Concertgebouw, Cleveland Orchestra e Philadelphia Orchestra e ritorni alla London Symphony Orchestra, Hallé Orchestra, Rotterdam Philharmonic, Swedish Radio Symphony, Los Angeles Philharmonic nonché Filarmonica della Scala.</p>
<p>Nel luglio 2011 è stato designato Direttore musicale del Festival di Glyndebourne a partire dal gennaio 2014.</p>
<p>Alterna la sua intensa attività concertistica con quella operistica.</p>
<p>Ha diretto tra l’altro: Die Fledermaus di J. Strauss figlio, Macbeth di Verdi e Jenůfa di Janáček come Direttore musicale di Glyndebourne on Tour; Così fan tutte e Hänsel und Gretel al Festival di Glyndebourne; Il sogno di Scipione di Mozart per il suo esordio al Festival di Salisburgo nel 2006.</p>
<p>Quest’anno ha in programma: Don Giovanni a Glyndebourne, Le nozze di Figaro al Festival di Salisburgo, Hänsel und Gretel di Humperdinck per il suo debutto al Metropolitan di New York.</p>
<p>Tra i prossimi impegni: nuove produzioni di Evgenij Onegin di Čajkovskij al Covent Garden di Londra, Le nozze di Figaro a Glyndebourne e Don Giovanni all’Opernhaus di Zurigo.</p>
<p>Il suo debutto discografico, con composizioni corali di Brahms (Nänie, Gesang der Parzen, Rapsodia per contralto, Schicksalslied) con il Coro della Radio Bavarese e i Bamberger Symphoniker, nell’autunno del 2010, ha ottenuto ampio consenso da parte della critica.</p>
<p>Questa nuova produzione di Peter Grimes segna il suo debutto operistico al Teatro alla Scala, dove ha già diretto concerti con la Filarmonica nel 2005, 2006 e 2008.</p>
<p>RICHARD JONES</p>
<p>regista</p>
<p>Nato a Londra, ha curato la regia di opere liriche in teatri quali: Royal Opera House Covent Garden, English National Opera, Welsh National Opera, Glyndebourne Festival, Opera North, Scottish Opera, Metropolitan di New York, e i teatri d’opera di Parigi, Berlino, Monaco di Baviera, Bregenz, Bruxelles, Amsterdam.</p>
<p>Nel 2007 ha messo in scena al Teatro alla Scala Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Šostakovič (direttore Kazushi Ono).</p>
<p>Ha allestito spettacoli di prosa al West End, Old Vic, Young Vic, National Theatre, Royal Court, Royal Shakespeare Company, Broadway, oltre ad altri teatri di New York.</p>
<p>Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti: Olivier Award per Hänsel und Gretel di Humperdinck (WNO), Les Troyens di Berlioz (ENO), Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk (ROH); Achievement in Opera Award ai TMA Awards 2010 per Die Meistersinger von Nürnberg di Wagner (WNO); Evening Standard Award for Outstanding Achievement in Opera per Der Ring des Nibelungen (ROH) e Miglior regista per The Illusion di Corneille (Old Vic); ‘Opernwelt’ Production of the Year per Giulio Cesare di Händel (Monaco di Baviera); Royal</p>
<p>Philharmonic Society Award per Wozzeck di Berg (WNO).</p>
<p>I suoi lavori recenti includono: Il trittico di Puccini (ROH); L’affare Makropulos di Janáček (Francoforte); L’ispettore generale di Gogol, Annie Get Your Gun di Irving Berlin, L’anima buona di Sezuan di Brecht (Young Vic); il balletto di David Sawer Rumpelstiltskin (BCMG); Les contes d’Hoffmann di Offenbach (Monaco di Baviera e ENO); Billy Budd di Britten (Francoforte).</p>
<p style="text-align: left;">Fra i suoi lavori precedenti: La Bête di David Hirson (West End, Broadway: Tony nomination); Titanic e Wrong Mountain di Hirson (Broadway); Il giocatore di Prokof’ev (ROH); L’heure espagnole di Ravel e Gianni Schicchi di Puccini (ROH); Lohengrin di Wagner (Monaco di Baviera); From Morning to Midnight di Sawer e Lulu di Berg (ENO).</p>
<p>JOHN GRAHAM HALL</p>
<p>tenore</p>
<p>Ha studiato al King’s College a Cambridge e al Royal College of Music a Londra. Collabora regolarmente con i maggiori teatri del Regno Unito (Royal Opera House, English National Opera, Scottish Opera, Opera North, Glyndebourne Festival, Almeida Opera).<br />
Ha un vasto repertorio, che include i ruoli di Don Basilio (Le nozze di Figaro), Ferrando (Così fan tutte), Monostatos (Il flauto magico), Cassio (Otello di Verdi), Dottor Cajus (Falstaff di Verdi), Mime (L’anello del Nibelungo di Wagner), Eisenstein (Il pipistrello di J. Strauss figlio), Triquet (Evgenij Onegin di Čaikovskij), Aiace I (La bella Elena di Offenbach), Danilo (La vedova allegra di Franz Lehár), Valzacchi (Il cavaliere della rosa di R. Strauss), Erode (Salome di R. Strauss), Maestro di ballo (Arianna a Nasso di R. Strauss), Sciuiski<br />
(Boris Godunov di Musorgskij), Kudrjáš e Tichon (Kát’a Kabanová di Janáček), Alwa (Lulu di Alban Berg), Maestro (La piccola volpe astuta di Leós Janácek), Flute e Lysander (Sogno di una notte di mezza estate di Britten), Albert Herring (opera omonima di Britten), Bob Boles (Peter Grimes di Britten), Aschenbach (Morte a Venezia di Britten), Vítek (L’affare Makropulos di Janáček), Sylvester (La coppa d’argento di Mark-Anthony Turnage da Sean o’Casey), Abrenuccio (Dell’amore e di altri demoni di Peter Eötvös da García Márquez), Nyman (Man and Boy: Dada di Michael Nyman).<br />
All’estero ha cantato: Arianna a Nasso, Otello, Le nozze di Figaro (Bruxelles); La finta giardiniera di Mozart (Salisburgo); Moses und Aron di Schoenberg (Amsterdam e Salisburgo); Da una casa di morti (Nizza); Sogno di una notte di mezza estate (Parigi, Lione, Caen, Montpellier, Roma, Ravenna); Der Diktator e Schwergewicht di Ernst Krenek (Stoccarda); Evgenij Onegin (Lione e Toronto); Così fan tutte (Vancouver); Otello e Il ritorno di Ulisse in patria (Lisbona); King Priam di Michael Tippett (Anversa); Peter Grimes (ruolo di Bob Boles &#8211; Salisburgo, Berlino, Amsterdam); Kát’a Kabanová (Lione); Julietta di Martinů<br />
(Parigi); Perelà, uomo di fumo di Dusapin (Parigi e Montpellier).<br />
Tra gli impegni recenti: Albert Herring di Britten al Théâtre du Capitole di Tolosa; Osud di Janáček alla Staatsoper di Stoccarda; La piccola volpe astuta alla Netherlands Opera di Amsterdam; Sweeney Todd di Stephen Sondheim allo Châtelet di Parigi; Le nozze di Figaro al Metropolitan di New York e al Festival di Aix-en-Provence; Viaggio del signor Broucek sulla luna di Janáček all’Opera North e alla Scottish Opera; Morte a Venezia (Aschenbach), Le nozze di Figaro (Don Basilio), Kát’a Kabanová (Tichon), Oedipe di Goerge Enescu (Berger), La carriera del libertino di Stravinskij (Sellem) al Théâtre de la Monnaie; Andrea<br />
Chénier di Giordano (L’incredibile) e Re Ruggero di Szymanowski (Edrisi) al Festival di Bregenz.<br />
Ha lavorato con direttori come Claudio Abbado, Pierre Boulez, Andrew Davis, Bernard Haitink, John Eliot Gardiner, Nikolaus Harnoncourt, Simon Rattle, Jeffrey Tate.<br />
John Graham Hall è attivo anche in ambito concertistico, in tutta Europa, principalmente in collaborazione con orchestre britanniche.<br />
Tra le sue incisioni, i ruoli di Don Basilio (Le nozze di Figaro), Monostatos (Il flauto magico), Isacco (La gazza ladra), Erode (Salome), Maestro di ballo (Arianna a Nasso), Alwa (Lulu), Il pazzo (Wozzeck), Vitek (L’affare Makropulos), Lysander (Sogno di una notte di mezza estate), Bob Boles (Peter Grimes).<br />
Al Teatro alla Scala, nel marzo 2011, John Graham Hall è stato protagonista di Morte a Venezia di Britten: questa interpretazione gli è valsa il prestigioso Premio “Franco Abbiati” da parte dei critici musicali italiani.</p>
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		<title>Dittico sulle punte per Stravinsky e Bartok</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BALLETTO]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>

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		<description><![CDATA[Pulcinella e Il mandarino meraviglioso in Prima assoluta al Filarmonico di Verona Venerdì 11 maggio alle 20.30 debutta il dittico di balletto Pulcinella / Il mandarino meraviglioso su musiche di Igor Stravinsky e Béla Bartók per coreografia e regia di Mario Piazza, che coordina anche scene e costumi. Dirige per la prima volta l’Orchestra areniana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.372233499495773.98200.100001273798018&amp;type=3&amp;l=125f5612fe"><img class="alignnone" src="http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/301704_372647906120999_100001273798018_1126257_1627907024_n.jpg" alt="" width="960" height="597" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4528"></span>Pulcinella e Il mandarino meraviglioso</p>
<p style="text-align: center;">in Prima assoluta al Filarmonico di Verona</p>
<p>Venerdì 11 maggio alle 20.30 debutta il dittico di balletto Pulcinella / Il mandarino meraviglioso su musiche di Igor Stravinsky e Béla Bartók per coreografia e regia di Mario Piazza, che coordina anche scene e costumi. Dirige per la prima volta l’Orchestra areniana il M° Reinhard Seehafer, lighting designer Paolo Mazzon.</p>
<p>Giovedì 10 maggio ore 16.30 Anteprima giovani. Lo spettacolo replica: sabato 12, domenica 13, martedì 15 e mercoledì 16 maggio.</p>
<p>Ultimo appuntamento con il balletto per la Stagione 2011-2012 della Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico: Pulcinella e Il mandarino meraviglioso, due lavori di Mario Piazza coreografo canadese fra i maggiori talenti creativi della danza contemporanea, che torna dopo due anni a Verona presentandoli in Prima Assoluta.</p>
<p>Il coreografo di Montréal fonda il suo stile, caratterizzato da forti componenti di teatro, cinema, canto e arti figurative, su tre pilastri fondamentali: «contaminazione, cultura e tecnica». Da qui nasce il “New Rinascimento”, che fonde le teorie della contemporary dance alla tradizione europea ed alla gestualità dei popoli latini in un «movimento danzante» che va oltre la tradizione.</p>
<p>Mario Piazza parte per i suoi due lavori dalle coreografie originali di Pulcinella del 1920 del russo Léonide Massine e del mandarino meraviglioso del 1926 (rappresentato poi in Italia al Teatro alla Scala nel 1942) dell’ungherese Aurel Milloss: «L’innovazione per me è aver concepito i due balletti con un trait d’union tra musica, scenografia, costumi, danza e libretto e di aver apportato dinamicità nei movimenti, un linguaggio ricchissimo di elaborazione e la tessitura fittissima coreografica. Inoltre c’è un legame molto intrinseco tra musica e danza, ad ogni nota corrisponde un movimento ed un significato ben specifico.»</p>
<p>Torna protagonista in Pulcinella la star internazionale Giuseppe Picone, accanto ad Amaya Ugarteche, Alessia Gelmetti, Nicolò Noto e il Corpo di ballo dell’Arena di Verona. Il balletto in un atto per piccola orchestra e tre voci soliste vede mezzosoprano Teresa Iervolino, tenore Paolo Antognetti e basso Raphael Sigling. Il coreografo per questo lavoro prende ispirazione dalla prima edizione del balletto voluta da Diaghilev e dalle collaborazioni del celebre impresario russo con Picasso e Stravinsky. Per questo della maschera e del mondo di Pulcinella restano i contorni neri, netti e forti nelle scene e nei costumi, che creano una sorta di fumetto danzante. Del resto per Piazza «la danza è come i colori e la tela per un pittore». Rimane anche Napoli, di cui il partenopeo Picone ne mette sapientemente in scena l’anima. E da un bozzetto di Picasso nasce la piazzetta all’italiana, fulcro della scena con i palchetti di un immaginario teatro nel teatro a chiuderne i margini, in una fusione di realtà e finzione.</p>
<p>La stella del Balletto di Stoccarda Jason Reilly è Il mandarino meraviglioso nel dramma coreografico omonimo, con Yunieska Legrà Sànchez nel ruolo della ragazza, Antonio Russo e Nicolò Noto. Tratto dal libretto “scabroso” dello scrittore e commediografo Menyhért Lengyel, il vero significato morale de Il mandarino meraviglioso non poteva trovare migliore sublimazione dell’osceno che nell’astrazione espressiva della danza. Oltre ad essere un vero e proprio “grido espressionista” già nella partitura di Bartók, composta tra il 1917 e il 1918, questo balletto nella lettura di Mario Piazza diventa sintesi espressiva viscerale ed emozionale delle forze sotterranee dell’essere: la tensione tra vita e morte, tra prigionia e libertà.</p>
<p>Giovedì 10 maggio alle ore 16.30 al Teatro Filarmonico prova generale di Pulcinella / Il mandarino meraviglioso a soli 5 euro per tutti gli Under 30.</p>
<p>L’iniziativa, giunta al suo ultimo appuntamento prima della pausa estiva, rientra nel progetto Anteprima Giovani.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni</p>
<p>Ufficio Formazione: tel. (+39) 045 8051933 &#8211; fax (+39) 045 590638 &#8211; ufficio.formazione@arenadiverona.it</p>
<p>Orario di apertura<br />
dal lunedì al venerdì 9.00-12.00; 15.15–17.45; sabato 9.00–12.00; domenica chiuso.</p>
<p>Nei giorni di spettacolo: tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00; dalle 15.15 fino ad inizio spettacolo.<br />
La domenica con spettacolo alle 15.30 l’apertura sarà alle 14.30.<br />
I lunedì successivi agli spettacoli domenicali la biglietteria rimane chiusa.</p>
<p>Maggio 2012</p>
<p>venerdì 11 maggio, ore 20.30 Prima</p>
<p>sabato 12 maggio, ore 20,30</p>
<p>domenica 13 maggio, ore 17.00</p>
<p>martedì 15 maggio, ore 20.30</p>
<p>mercoledì 16 maggio, ore 20.30</p>
<p>PULCINELLA</p>
<p>Balletto su musica di Igor Stravinsky</p>
<p>IL MANDARINO MERAVIGLIOSO</p>
<p>Balletto su musiche di Béla Bartók</p>
<p>Direttore                                                            Reinhard Seehafer</p>
<p>Coreografia, regia,</p>
<p>coordinamento scene e costumi             Mario Piazza</p>
<p>Assistente alla coreografia                            Ludovic Party</p>
<p>Lighting designer                                       Paolo Mazzon</p>
<p>Interpreti principali Pulcinella</p>
<p>Giuseppe Picone</p>
<p>Amaya Ugarteche, Alessia Gelmetti, Nicolò Noto</p>
<p>Interpreti principali Il mandarino meraviglioso</p>
<p>Jason Reilly</p>
<p>Yunieska Legrà Sànchez, Antonio Russo, Nicolò Noto</p>
<p>Orchestra, Corpo di ballo e Tecnici della Fondazione Arena di Verona</p>
<p>Direttore del Corpo di ballo            Maria Grazia Garofoli</p>
<p>Allestimento della Fondazione Arena di Verona</p>
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		<item>
		<title>Le Labeque a Lugo Opera Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>

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		<description><![CDATA[KATIA, MARIELLE E IL MINIMALISMO Le celebri sorelle Labèque reinventano cinquant’anni di musica americana, da La Monte Young a Terry Riley, da Michael Nyman a Philip Glass, passando per John Cage e buttando un orecchio all’Inghilterra di Brian Eno e dei Radiohead L’ormai consueto appuntamento del Lugo Opera Festival realizzato a quattro mani col Festival [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.373265976059192.98400.100001273798018&amp;type=3&amp;l=4c7e8d4ec6"><img class="alignnone" src="http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/558656_373266166059173_100001273798018_1127969_392465467_n.jpg" alt="" width="681" height="514" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4532"></span>KATIA, MARIELLE E IL MINIMALISMO</p>
<p>Le celebri sorelle Labèque reinventano cinquant’anni di musica americana, da La Monte Young a Terry Riley, da Michael Nyman a Philip Glass, passando per John Cage e buttando un orecchio all’Inghilterra di Brian Eno e dei Radiohead</p>
<p>L’ormai consueto appuntamento del Lugo Opera Festival realizzato a quattro mani col Festival “Angelica” di Bologna è in programma domani giovedì 10 maggio alle 21 al Teatro Rossini di Lugo: protagoniste saranno due grandi stelle<br />
del concertismo internazionale, le sorelle Katia &amp; Marielle Labèque, che con il loro virtuosismo strumentale e la loro strepitosa musicalità hanno conquistato il mondo suonando a quattro mani o a due pianoforti, nei programmi i più vari e divertenti.</p>
<p>Il concerto, 50 Years of Minimalism / MIX 3, terzo tassello di un trittico concertistico dedicato al Minimalismo, in esclusiva assoluta per l’Italia, che ha toccato prima Modena (Teatro Comunale Luciano Pavarotti), poi Bologna (9 maggio) e ora Lugo, è dedicato ai primi 50 anni del Minimalismo in musica e realizzato in coproduzione col Festival Angelica, con la KLM Fondazione, la Fondazione Teatro Comunale di Modena, il Festival l’Altro Suono e la Fondazione Teatro Comunale di Bologna. L’happening vedrà le due sorelle d’oro del pianoforte acclamatissime in ambito “classico” (hanno suonato con i Wiener e i Berliner, per citare due orchestre, con direttori come Sir Simon Rattle, Sir Antonio Pappano, Sir John Eliot Gardiner, Zubin Mehta), esibirsi da sole e in compagnia di una band formata da Katia Labèque e Marielle Labèque (pianoforte), David Chalmin (chitarra elettrica, voce), Raphaël Séguinier (batteria), Guillaume Loubère (suono).</p>
<p>Sembra impossibile, ma è così: il Minimalismo compie 50 anni. Un serie di concerti curati nel 1961 da La Monte Young nel loft di Yoko Ono, nel cuore della downtown newyorkese, portò per la prima volta all’attenzione del pubblico questo nuovo, ipnotico universo musicale. Katia e Marielle Labèque e un assortito gruppo di amici provenienti dalle frange alternative del rock e della musica classica si riuniscono per celebrare la nascita di questa rivoluzionaria corrente musicale e le sue molteplici influenze.<br />
Il concerto presenta brani meno conosciuti di Steve Reich, Terry Riley e Philip<br />
Glass e si immerge negli affascinanti esperimenti di La Monte Young. Esplora le<br />
gemme cristalline dei musicisti europei Gavin Bryars, Arvo Pärt, Howard Skempton, Cornelius Cardew, rivela alcuni dei suoi indisciplinati precursori: Erik Satie, John Cage e Colin McPhee e si addentra nel mondo del post-minimalismo di Glenn Branca. Nello spirito di quei primissimi concerti newyorkesi, si ascolteranno improvvisazioni, arrangiamenti e nuovi brani a opera dei fedeli collaboratori delle sorelle Labèque. L’occasione non mancherà di far ascoltare anche la stupefacente eredità che il Minimalismo ha lasciato al mondo del Rock, con brani di The Who, Aphex Twin, Sonic Youth, Radiohead e Brian Eno. Nel concerto di Lugo, in particolare, oltre alla prima italiana di opere di Philip Glass e Nicola Tescari, darà modo di ascoltare uno dei brani cult del mimalismo, il celebre In C, di Terry Riley.</p>
<p>Biglietti: posto unico 15 euro, 10 euro per gli under 26.<br />
Informazioni e prenotazioni presso la Fondazione Teatro Rossini, piazzale Cavour 17, Lugo (RA), tel 0545 38542, fax 0545 38482, sito web teatrorossini.it, e-mail: info@teatrorossini.it. Biglietteria online: vivaticket.it.</p>
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		<title>Metha dirige VIAGGIO verso il Nuovo Mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>

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		<description><![CDATA[Zubin Mehta l’Orchestra ed il Coro del Maggio Musicale Fiorentino Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze Viale Fratelli Rosselli, 1 – 50123 Firenze Giovedì 10 maggio 2012, ore 20.30 I 500 anni dalla morte di Amerigo Vespucci (1454 &#8211; 1512), celebre navigatore fiorentino, hanno ispirato un importante fil-rouge nella programmazione del 75°Festival, una kermesse in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="Photo by Elio Crociani, Florence Opera Hose" href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.269890473063410.77783.100001273798018&amp;type=1&amp;l=1b4b05f356"><img class="alignnone" src="http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/401739_286761184709672_100001273798018_908429_957618940_n.jpg" alt="" width="960" height="644" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4547"></span>Zubin Mehta</p>
<p style="text-align: center;">l’Orchestra ed il Coro del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p style="text-align: center;">Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze</p>
<p style="text-align: center;">Viale Fratelli Rosselli, 1 – 50123 Firenze</p>
<p style="text-align: center;">Giovedì 10 maggio 2012, ore 20.30</p>
<p>I 500 anni dalla morte di Amerigo Vespucci (1454 &#8211; 1512), celebre navigatore fiorentino, hanno ispirato un importante fil-rouge nella programmazione del 75°Festival, una kermesse in cui domina il tema del viaggio, dalla Mitteleuropa al Sudamerica, un’occasione che ha offerto numerosi spunti di riflessione per esplorare un repertorio accattivante e di grandissimo richiamo, abbinato –come accade in questo concerto-, a opere altrettanto travolgenti, ma raramente contemplate nei grandi concerti.</p>
<p>Giovedì 10 maggio, alle ore 20.30, presso il Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze, Zubin Mehta, sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, affronta la Bachiana Brasileira n. 9 A. 449, per solo coro, di Heitor Villa-Lobos (Rio de Janeiro, 1887 &#8211; 1959), seguita dalle Variaciones Concertantes op. 23 di Alberto Evaristo Ginastera (Buenos Aires, 1916 &#8211; Ginevra, 1983); la seconda parte del concerto invece è un omaggio del vecchio continente al nuovo, con l’esecuzione della Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 ‘Dal nuovo mondo’ del compositore ceco Antonín Dvořák (Nelahozeves, 1841 – Praga 1904).</p>
<p>Heitor Villa-Lobos e Alberto Evaristo Ginastera sono oramai universalmente noti e annoverati fra i compositori più celebri dell’America Latina, musicisti che proprio dal mito dell’Europa d’inizio secolo trassero le prime suggestioni, un’ispirazione che li portò poi ad attingere al patrimonio autoctono e a rielaborare i ritmi, le musiche popolari e tribali, le sensibilità locali, con quella sorta di fierezza e nazionalismo, che nel primo ventennio del XX secolo, proprio nel cuore della cultura mitteleuropea, non lasciò immune nessuno, da Richard Strauss (1864-1949) a Leóš Janácek (1854-1928).</p>
<p>Si ricorda che la prova generale del concerti alle ore 10.30 del mattino è aperta e dedicata alle scuole, preceduta alle ore 9.45 al Piccolo Teatro da un’introduzione della musicologa Dora Fragale.</p>
<p>Il concerto verrà trasmesso via streaming sul sito WWW.MAGGIOFIORENTINO.COM e sul sito http://www.intoscana.it . Si ringrazia In Toscana, media partner del 75° Festival del Maggio Musicale Fiorentino per eseguire le riprese e realizzare la diretta.</p>
<p>Si ringrazia la SAC, nella persona di Emiliano Cerasi, che ha reso possibile e ha sponsorizzato gli eventi che hanno luogo al Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze.</p>
<p>Descrizione: Descrizione: LogoSac claudio</p>
<p>Programma:</p>
<p>ZUBIN MEHTA direttore</p>
<p>Heitor Villa-Lobos | Bachiana Brasileira n. 9 A. 449</p>
<p>per orchestra di voci</p>
<p>Prelúdio (Vagaroso e místico)</p>
<p>Fuga (Pouco apressando)</p>
<p>Alberto Ginastera | Variaciones Concertantes op. 23</p>
<p>per orchestra da camera</p>
<p>I. Tema per violoncello ed arpa (Adagio molto espressivo)</p>
<p>II. Interludio per corde (stesso tempo)</p>
<p>III. Variazione giocosa per flauto (Tempo giusto)</p>
<p>IV. Variazione in modo di Scherzo per clarinetto (Vivace)</p>
<p>V. Variazione drammatica per viola (Largo)</p>
<p>VI. Variazione canonica per oboe e fagotto (Adagio tranquillo)</p>
<p>VII. Variazione ritmica per tromba e trombone (Allegro)</p>
<p>VIII. Variazione in modo di moto perpetuo per violino (stesso tempo)</p>
<p>IX. Variazione pastorale per corno (Largamente)</p>
<p>X. Interludio per fiati (Moderato)</p>
<p>XI. Ripresa dal Tema per contrabbasso (Adagio molto espressivo)</p>
<p>XII. Variazione finale in modo di rondò per orchestra (Allegro molto)</p>
<p>Antonín Dvořák | Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 Dal nuovo mondo</p>
<p>Adagio &#8211; Allegro molto</p>
<p>Largo</p>
<p>Molto vivace</p>
<p>Allegro con fuoco</p>
<p>Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p>Piero Monti maestro del Coro</p>
<p>Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze</p>
<p>Giovedì 10 maggio 2012, ore 20.30</p>
<p>Per ulteriori informazioni</p>
<p>MAGGIOFIORENTINO.COM</p>
<p>Info e Prenotazioni</p>
<p>Biglietteria del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, info 055 2779350</p>
<p>Orari: dal martedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18 orario continuato e il sabato dalle 10 alle 13.</p>
<p>Il giorno dello spettacolo la biglietteria rimarrà aperta ininterrottamente fino all&#8217;inizio dello spettacolo.</p>
<p>Biglietteria Teatro Comunale, Corso Italia 16 &#8211; Firenze &#8211; fax: +39 055 287222;</p>
<p>Biglietteria on line, maggiofiorentino.com ; tickets@maggiofiorentino.com</p>
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		<title>Paolo Olmi dirige Rossini</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[OPERA]]></category>

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		<description><![CDATA[STAGIONE D’OPERA E BALLETTO L’ITALIANA IN ALGERI DI GIOACHINO ROSSINI Giovedì 10 maggio 2012, alle ore 20.00, nella Sala Bibiena del Teatro Comunale di Bologna va in scena L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini. Il capolavoro rossiniano, sesto titolo della Stagione d’Opera e Balletto 2012, è un allestimento del Teatro di San Carlo di Napoli. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.372107156175074.98168.100001273798018&amp;type=3&amp;l=83889d3739"><img class="alignnone" src="http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/579064_372107656175024_100001273798018_1124899_713316201_n.jpg" alt="" width="525" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4500"></span>STAGIONE D’OPERA E BALLETTO<br />
L’ITALIANA IN ALGERI<br />
DI GIOACHINO ROSSINI</p>
<p>Giovedì 10 maggio 2012, alle ore 20.00, nella Sala Bibiena del Teatro Comunale di Bologna va in scena L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini.<br />
Il capolavoro rossiniano, sesto titolo della Stagione d’Opera e Balletto 2012, è un allestimento del Teatro di San Carlo di Napoli.</p>
<p>Dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale il Maestro Paolo Olmi.<br />
La regia e i costumi dell’allestimento sono di Francesco Esposito.<br />
Le scene sono di Nicola Rubertelli.<br />
Le luci sono di Andrea Oliva.<br />
Il Maestro del Coro è Lorenzo Fratini.<br />
L’assistente alla regia è Gianni Marras.</p>
<p>Dramma giocoso per musica in due atti su libretto di Angelo Anelli, L’italiana in Algeri mancava dal palcoscenico del Teatro bolognese dall’aprile 2007, quando andò in scena diretta dall’allora giovanissimo Michele Mariotti, ora Direttore principale del Teatro, nel fortunatissimo allestimento curato nella regia, nelle scene e nei costumi da Dario Fo.</p>
<p>Dopo 5 anni torna dunque a Bologna uno dei capisaldi del repertorio rossiniano in un allestimento concepito qualche stagione fa dal Teatro di San Carlo per l’Auditorium della Rai di Napoli, a causa della ristrutturazione del teatro partenopeo.<br />
A firmare la regia e i costumi è Francesco Esposito, il cui approccio al teatro lirico e all’opera rossiniana è caratterizzato da un accurato studio delle fonti e dalla conoscenza delle necessità del teatro lirico. La fedeltà al testo e alla partitura originali ha così suggerito a Esposito una lettura emotivamente forte ma al contempo moderna. “Mi sono chiesto – precisa Esposito nelle note di<br />
regia – se attualizzare la storia (con buona pace del libretto) ma non ne ho vista né la necessità né il senso, e spesso qualsiasi opera può essere attuale laddove ci si sforza di adottare il punto di vista dei personaggi e dell’autore. Una musica che procura emozioni – indipendentemente da quando sia stata scritta – non ha tempo”. Puntando dunque sulla narrazione in maniera quanto più semplice possibile e facendo ampio riferimento alla tradizione e alla cultura italiane già ben presenti nel capolavoro di Rossini, Francesco Esposito evita i rischi della facile lettura oleografica e si cala “consapevolmente nella dimensione culturale dei paesi orientali, mettendo da parte qualsiasi velleità caricaturale o macchiettistica che nulla ha a che fare con Rossini e con questo tipo di<br />
scrittura teatrale”.</p>
<p>A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna sarà il Maestro Paolo Olmi, per la prima volta sul podio del Teatro Comunale. Olmi, grande conoscitore di opere fin da bambino, ha al proprio attivo un repertorio vastissimo. Ha diretto solamente grandi orchestre e solamente in teatri importanti – tra i quali l’Opera di Roma, la Fenice di Venezia, il Regio di Torino, la Staatsoper di Monaco di Baviera, la Deutsche Oper di Berlino, l’Opera di Chicago, il Covent Garden, il Colon di Buenos Aires, la Scala di Milano (in un concerto nel 1986 con Rostropovich) – ed ha inaugurato il nuovo Teatro di Shanghai nel 1998. Dal 2001 tiene ogni anno, unico italiano, una master class presso la Guildhall School of Musica and Drama di Londra, una delle istituzioni musicali più prestigiose al mondo. Da segnalare il Concerto per i Vent’anni di<br />
Pontificato di Giovanni Paolo II dalla Sala Nervi nel 1998, che e’ stato trasmesso in Mondovisione.</p>
<p>Notevole e di grande interesse anche il cast, che annovera tra le priorità il gradito ritorno al Comunale del grande basso Michele Pertusi, nel ruolo di Mustafà. Dopo aver calcato i teatri più importanti al mondo, diretto da grandi maestri come Barenboim, Chailly; Zubin Mehta e Riccardo Muti, solo per citarne alcuni, Pertusi è a tutt’oggi considerato uno dei migliori e più raffinati<br />
interpreti rossiniani al mondo. Ricchissima anche la sua discografia, che gli è valsa nel 2006 il prestigioso Grammy Award per l’incisione del Falstaff con la London Symphony Orchestra diretta da Colin Davis.<br />
Nel ruolo di Mustafà a Michele Pertusi si alternerà Abramo Rosalen, basso di grande interesse e dal vasto repertorio, che comprende, tra gli altri, Romeo et Juliette di Gounod, Aida, La forza del destino, Rigoletto, Nabucco di Verdi, Semiramide, La Cenerentola, Il barbiere di Siviglia, La cambiale di matrimonio, Il signor Bruschino di Rossini, Madama Butterfly di Puccini.<br />
Graditissimo ritorno al Comunale nel ruolo di Isabella anche per Marianna Pizzolato, interprete di riferimento per i principali ruoli rossiniani, che si alternerà nel ruolo con Chiara Amarù.<br />
Marianna Pizzolato, che debutta al Rossini Opera Festival con Il viaggio a Reims, oltre ad essere volto e voce noti al pubblico del festival pesarese, ha al proprio attivo importanti collaborazioni nei maggiori teatri al mondo. Intensa la sua collaborazione con Antonio Pappano che l’ha voluta per lo Stabat Mater di Pergolesi in tour a Monaco e Berlino. Tra i suoi progetti futuro, segnaliamo<br />
Nabucco di Verdi al Covent Garden di Londra, Semiramide di Rossini a Bad Wildbad; Maria Stuarda di Donizetti e Nabucco di Verdi a Barcellona.<br />
Palermitana e giovanissima, Chiara Amarù, dopo aver frequentato a Bologna la Scuola dell’Opera Italiana, nel 2008 debutta con l’Orchestra Sinfonica Siciliana a Palermo nello Stabat Mater di Luigi Boccherini. Nel 2010 vince il Concorso AsLiCo, e inizia una carriera che la porterà nelle maggiori istituzioni musicali del nostro paese. Nel 2011 è Amenofi nel Mosè in Egitto al Rossini Opera Festival di Pesaro.<br />
Il cinese Yijie Shi si alternerà invece con l’italiano Enrico Iviglia nel ruolo di Lindoro.<br />
Shi, vera e propria rivelazione del Rossini Opera Festival 2008, è considerato uno fra i più importanti giovani tenori rossiniani dei nostri giorni, riscuotendo unanimi consensi come protagonista nel Comte Ory sempre al Rossini Opera Festival 2009. In seguito, ha avuto modo di cantare presso alcune fra le più importanti istituzioni musicali italiane e internazionali.<br />
Nato ad Asti e diplomatosi al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, Enrico Iviglia ha al proprio attivo numerosi debutti, da Dido and Aeneas di Purcell a Il mondo della luna di Paisiello, da Il matrimonio segreto di Cimarosa a Lucrezia Borgia di Donizetti, ed è vincitore di numerosi concorsi.<br />
A interpretare il ruolo di Taddeo saranno invece Paolo Bordogna e Marco Filippo Romano.<br />
Interprete duttile e dalle grandi capacità attoriali, il milanese Paolo Bordogna ha interpretato oltre cinquanta ruoli in un repertorio che spazia dal barocco all’opera contemporanea, con una particolare predisposizione per Rossini, Donizetti e il “belcanto”. Ospite ormai fisso del Rossini Opera Festival di Pesaro, Bordogna ha calcato le scene dei più importanti teatri del mondo.<br />
Diplomatosi presso il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo, Marco Filippo Romano, dopo aver vinto numerosi concorsi, inizia una carriera che lo porterà ad esibirsi nei principali teatri italiani ed europei, con un repertorio che spazia da Rossini a Mozart, da Cimarosa a Pergolesi, sino a Poulenc e Bizet.<br />
Nei panni di Elvira debutta la materana Anna Maria Sarra, reduce dal successo personale ottenuto nel recentissimo Jakob Lenz in scena al Teatro Comunale lo scorso aprile.<br />
Perfezionatasi presso la Scuola dell’Opera Italiana di Bologna, Anna Maria Sarra ha iniziato una brillante carriera che la vede passare con disinvoltura da ruoli belcantistici a partiture contemporanee, come Cappello di paglia di Firenze di Nino Rota o l’appena citato Jakob Lenz di Wolfgang Rihm.<br />
Giuseppina Bridelli interpreta il ruolo di Zulma.<br />
Dopo aver vinto nel 2007 il Concorso Internazionale AsLiCo, Giuseppina Bridelli entra a far parte della Scuola dell’Opera Italiana. Al Comunale di Bologna debutta nell’Idomeneo di Mozart, al quale seguono Don Giovanni e Cenerentola di Rossini. Ha partecipato alla tournée in Giappone del Teatro Comunale, interpretando Puritani di Bellini e Carmen di Bizet.<br />
Infine, nel ruolo di Haly Clemente Antonio Daliotti, diplomatosi presso il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno, vince il Concorso Internazionale di Canto “Tito Schipa” di Lecce e muove i primi passi nel panorama lirico nazionale distinguendosi per diverse interpretazioni, tra le quali Slook ne La cambiale di matrimonio di Rossini, don Pietro ne Lo frate ‘nnamorato di Pergolesi, Schaunard ne La bohème di Puccini, diretto da Alberto Veronesi, Ubaldo ne La serva padrona di Paisiello e Uberto ne La serva padrona di Pergolesi.</p>
<p>Le Mime sono Katia Zero e Manuela Vincenzi.</p>
<p>Nell’aprile 1813 al Teatro San Benedetto di Venezia La pietra del paragone di Rossini non ottenne il successo sperato e l’impresario chiese al celebre compositore di comporre in tutta fretta un’altra opera buffa, da allestire prima possibile. Accettata la commissione, Rossini decise di utilizzare un libretto già pronto, quello appunto de L’Italiana in Algeri di Angelo Anelli, scritto per il<br />
compositore Luigi Mosca.<br />
Il libretto, che si ispira ad un fatto realmente accaduto, si inserisce in un filone – quello dei soggetti turcheschi – che nel mondo dell’opera vantava una tradizione antica. Basata su situazioni comiche provocate dal confronto tra due mondi lontanissimi, l’opera dal soggetto turchesco prevede numerose costanti narrative: i personaggi europei schiavi del sultano orientale, il serraglio, i<br />
tentativi di fuga, l’ubriachezza dei musulmani, la liberazione finale dei personaggi.<br />
A Rossini bastarono tre settimane per comporre l’opera. Andata in scena il 22 maggio 1813 al Teatro San Benedetto di Venezia, L’italiana in Algeri ottenne uno straordinario successo e venne rappresentata per un mese intero, dando avvio a quella “febbre” rossiniana che in breve avrebbe contagiato tutti i teatri d’Europa.</p>
<p>La vicenda è suddivisa in due atti.<br />
Atto primo.<br />
Piccola sala del palazzo di Mustafà. Elvira è angosciata per la freddezza del Bey, suo sposo e signore. Questi vuol liberarsi di lei e impone ad Haly, capitano dei corsari, di procurargli una bella fanciulla italiana. Elvira dovrà quindi sposare Lindoro, un giovane italiano schiavo del Bey, che a sua volta ama una giovinetta locale. Mustafà comunica a Lindoro l’intenzione di dargli moglie e<br />
questi cerca in tutti i modi di opporsi al Bey, cercando però di non irritarlo.<br />
Spiaggia di mare. Un vascello italiano è appena naufragato su uno scoglio vicino a riva e i corsari del Bey stanno catturando ciurma e passeggeri. Fra questi si trova Isabella, l’innamorata di Lindoro.<br />
Viaggia con lei il suo impaurito spasimante, Taddeo. Isabella viene immediatamente destinata da Haly al serraglio di Mustafà, ma la giovane italiana, esperta e scaltra, non si lascia minimamente intimorire ed è risoluta ad affrontare la situazione con tutta l’astuzia di cui è capace. Si fa quindi<br />
passare per nipote di Taddeo che, pur recalcitrante, accetta la parte che Isabella gli impone. Rimasti soli, Taddeo e Isabella si interrogano sul da farsi. Attraverso il loro dialogo veniamo a sapere che Taddeo ha seguito Isabella in capo al mondo, ma che questa in realtà sta cercando il suo Lindoro.<br />
Piccola sala. Nel frattempo, Mustafà propone a Lindoro di tornare in Italia, purché si porti via con sé la moglie Elvira. Giunge la notizia che i pirati hanno catturato una bella e spiritosa italiana: Mustafà non si tiene più dalla voglia di vederla.<br />
Sala magnifica. Condotta dinanzi a Mustafà, Isabella inizia scaltramente a sedurre il Bey che ne resta ammaliato: la donna riesce così a far liberare Taddeo. Elvira e Lindoro vengono a congedarsi da Mustafà e Isabella, riconoscendo il suo innamorato, si informa sulla donna che lo accompagna.<br />
Quando Mustafà le rivela il suo progetto, Isabella fa saltare tutti i piani del Bey, intessendo i suoi: Elvira dovrà rimanere col Bey e Lindoro diverrà suo schiavo personale. Mustafà tenta invano di protestare, ma non resiste al fascino di Isabella.<br />
Atto secondo.<br />
Piccola sala. Gli eunuchi, Elvira, Zulma e Haly commentano il mutamento di carattere del Bey, che da tiranno è divenuto lo zimbello di Isabella. Intanto, Isabella e Lindoro hanno modo di incontrarsi e di chiarire l’equivoco: Lindoro non ha mai promesso di sposare Elvira, ed è rimasto fedele a Isabella, la quale inizia a escogitare un piano di fuga. Per assicurarsi la complicità di Taddeo il Bey lo nomina suo Kaimakan, ossia luogotenente. Il povero spasimante di Isabella, temendo di finire impalato, accetta la carica e, con essa, l’incarico di convincere la bella e ritrosa italiana a cedere alle profferte di Mustafà.<br />
Appartamento magnifico. Isabella rimprovera Elvira per la sua remissività col marito e la invita a nascondersi per osservare e imparare quale comportamento si debba tenere con gli uomini. Quando vede arrivare il Bey ricomincia a civettare allo specchio per sedurlo. Mustafà, che vuol rimanere<br />
solo con lei, avverte Taddeo di andarsene con gli altri non appena l’udrà starnutire. Nel frattempo Lindoro convince Mustafà che Isabella è davvero innamorata di lui. Isabella invita Elvira a prendere il caffè con loro ed esorta il Bey a tornare dalla moglie. Mustafà, furente nel vedersi raggirato, disubbidito da Taddeo che non si decide ad andarsene nonostante i ripetuti starnuti, perde infine la pazienza e giura vendetta.</p>
<p>Piccola sala. Haly riflette sulla boria mostrata dal Bey nel confronti delle donne e sullo scorno che la bella italiana gli sta infliggendo. Taddeo, convinto di essere prescelto da Isabella, si unisce a Lindoro per assecondare il suo progetto di fuga. I due dissuadono Mustafà dall’idea che Isabella si voglia burlare di lui e gli comunicano che, al contrario, la fanciulla vuol conferirgli un titolo onorifico, creandolo suo Pappataci, carica che impone di mangiare, bere, dormire e tacere. Mustafà è estasiato da tanta premura.</p>
<p>Appartamento magnifico. Per agevolare la fuga, Isabella ha fatto distribuire una grande quantità di liquore agli eunuchi e ai mori del palazzo, coinvolgendoli nei festeggiamenti. Con la scusa di organizzare una grande cerimonia per il conferimento dell’onorificenza, Isabella ha inoltre ottenuto la liberazione di tutti gli schiavi italiani, con i quali ordisce il proprio piano. Scorgendo un’esitazione in Lindoro, lo esorta inoltre a essere un buon patriota, forte e coraggioso.<br />
Mustafà viene ricevuto da molti schiavi italiani vestiti per la cerimonia, che lo spogliano e lo vestono con l’abito di Pappataci. Isabella gli impone di giurare fedeltà agli obblighi di Pappataci, che gli vengono letti da Taddeo: Mustafà dovrà fingere di non vedere e non sentire nulla di quanto accade intorno a lui e pensare solo a mangiare. Viene quindi allestita una mensa, e per provare la<br />
lealtà del candidato Isabella scambia frasi d’amore con Lindoro. Avuta prova del fermo impegno di Mustafà giunge infine un vascello e tutti si affrettano all’imbarco. Taddeo, riconoscendo finalmente nello schiavo italiano il suo rivale Lindoro, tenta di svelare la congiura a Mustafà, il quale, da buon Pappataci, non se ne cura. Alla fine decide anche lui di salire sul vascello e darsi alla fuga. Quando la moglie Elvira e il capo dei corsari Haly avvertono Mustafà che l’italiana è fuggita con tutti i prigionieri, questi chiama inutilmente gli eunuchi e i mori, tutti completamente ubriachi; vistosi gabbato dall’italiana invoca quindi il perdono della fedele Elvira, pronta a dimenticare il torto<br />
subito.</p>
<p>L’italiana in Algeri replica sabato 12 maggio (ore 18.00, Fuori abbonamento), domenica 13 maggio (ore 15.30, Domenica), martedì 15 maggio (ore 20.00, Sera A), mercoledì 16 maggio (ore 20.00, Sera C), venerdì 18 maggio (ore 18.00, Pomeriggio), sabato 19 maggio (ore 20.00, Sera B).</p>
<p>RAI effettuerà le riprese radiofoniche-televisive de L’italiana in Algeri e sarà il distributore internazionale di tali riprese. La replica de L’italiana in Algeri di martedì 15 maggio verrà trasmessa in diretta nei cinema in Italia attraverso il circuito Microcinema.</p>
<p>Lo spettacolo è realizzato con il contributo dell’Associazione Amici del Teatro Comunale di Bologna e di Alfa Wassermann.</p>
<p>I sovratitoli sono stati realizzati grazie al contributo di Gian Luca ed Elisabeth Salina Amorini.</p>
<p>In occasione delle recite de L’italiana in Algeri, nel Foyer Respighi del Teatro saranno esposte le foto della prova generale dell’opera, realizzate da Rocco Casaluci.</p>
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		<title>Fèsta E, ErosAntEros, Fanny &amp; Alexander, gruppo nanou e Menoventi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 23:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BALLETTO]]></category>
		<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
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		<category><![CDATA[RECITAL]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 9 al 13 maggio a Ravenna i quattro nuclei artistici che animano la cooperativa E, ErosAntEros, Fanny &#38; Alexander, gruppo nanou e Menoventi, in collaborazione con la compagnia Orthographe, organizzano l&#8217;evento inaugurale della loro attività con un progetto che si espande in più luoghi della città di Ravenna e intercetta artisti e operatori culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.373267206059069.98401.100001273798018&amp;type=1&amp;l=35cf4eecf0"><img class="alignnone" src="http://a8.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/522309_373267512725705_100001273798018_1127971_1035906075_n.jpg" alt="" width="420" height="420" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4537"></span>Dal 9 al 13 maggio a Ravenna i quattro nuclei artistici che animano la cooperativa E, ErosAntEros, Fanny &amp; Alexander, gruppo nanou e Menoventi, in collaborazione con la compagnia Orthographe, organizzano l&#8217;evento inaugurale della loro attività con un progetto che si espande in più luoghi della città di Ravenna e intercetta artisti e operatori culturali da tutta la regione.</p>
<p>Il progetto speciale prende il nome di Fèsta, titolo che mette l&#8217;accento sulla lettera simbolo della cooperativa, una E che dà conto dell&#8217;idea di congiunzione e della condivisione di sapienze e di competenze poetiche, tecniche e organizzative che in questa nuova realtà confluiscono.</p>
<p>Fèsta è un calendario che, accanto alla presentazione di alcuni spettacoli delle cinque compagnie coinvolte, sviluppa momenti di confronto e approfondimento con incontri e appuntamenti radiofonici, presentazioni di libri, mostre fotografiche e laboratori. Fèsta è l&#8217;invito diretto al pubblico e alla città a prendere parte alle singole iniziative e a vivere le cinque giornate come una festa continua e diffusa, che illuminando capillarmente alcuni luoghi nodali accende di riflesso una vasta area culturale di Ravenna, che comprende appassionati di arte, fumetto e fotografia, spettatori di performance, installazioni e spettacoli teatrali, amanti della musica elettronica e non solo.</p>
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		<title>Pro Patria a Novefeltria e Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 23:49:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[RECITAL]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’8 al 27 maggio al Piccolo Teatro Grassi Pro Patria: il Risorgimento secondo il “detenuto” Celestini Dall’8 al 27 maggio 2012, nella cornice perfetta della sala storica di via Rovello, custode, prima di diventare un teatro, di un passato di prigionia e torture, Ascanio Celestini veste i panni di un detenuto dei giorni nostri. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.322874167765040.87863.100001273798018&amp;type=3&amp;l=6d080078e0"><img class="alignnone" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/425901_322874881098302_100001273798018_1000480_556145021_n.jpg" alt="" width="378" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-3927"></span></p>
<p style="text-align: center;">Dall’8 al 27 maggio al Piccolo Teatro Grassi</p>
<p>Pro Patria: il Risorgimento<br />
secondo il “detenuto” Celestini</p>
<p>Dall’8 al 27 maggio 2012, nella cornice perfetta della sala storica di via Rovello, custode, prima di diventare un teatro, di un passato di prigionia e torture, Ascanio Celestini veste i panni di un detenuto dei giorni nostri. Con il monologo Pro Patria declina nel suo personalissimo stile le celebrazioni per i<br />
150 anni dell’Unità d’Italia. Solo sul palcoscenico, scrive il discorso che deve tenere in tribunale, nel quale cerca di rimettere insieme i pezzi della propria storia, ma anche di una formazione politica avvenuta in cella attraverso i libri che l&#8217;istituzione carceraria gli permette di consultare La guerra combattuta in<br />
Italia negli anni 1848-49 di Carlo Pisacane, le lettere di Ciro Menotti o dei Fratelli Bandiera, le memorie politiche di Felice Orsini. Così, chiede aiuto a Mazzini. un Mazzini silenzioso e sconfitto: “Quand’è che l&#8217;avete capito che era finita, Mazzini? Quando finisce la rivoluzione? Finisce a roma nel ’49 con la fine<br />
della Repubblica? O con le insurrezioni degli anni ’50? Con le impiccagioni e le fucilazioni di Belfiore che faranno guadagnare a Francesco Giuseppe il soprannome dell’impiccatore? Con l’insurrezione di Milano del ’53? Qualche migliaio di uomini che assaltano caserme e posti di guardia e sperano nella<br />
diserzione dei soldati ungheresi che invece non ci pensano proprio. Alla fine vengono giustiziati in 16.<br />
Quella volta Marx scrisse che la rivoluzione è come la poesia, non si fa su commissione. Quando è che avete pensato &#8220;siamo sconfitti&#8221;, Mazzini?”.<br />
”Senza prigioni e senza processi”, sottotitolo dello spettacolo e motto che descrive il fulgido e fugace momento della Repubblica Romana del 1849, rivoluzionaria esperienza politica e sociale, uno dei momenti più alti del Risorgimento, in cui giovanissime energie, idee illuminate e principi democratici fecero un balzo in avanti nel tempo ma solo per un breve istante, finendo poi soffocati nel sangue. Celestini tende un filo rosso che unisce, nella sconfitta, tre Risorgimenti, quello ottocentesco repubblicano, la lotta partigiana e il terrorismo degli anni Settanta. Un motto e un fallimento che si riflette e rispecchia sul presente, sulla nostra storia, sulle prigioni affollate e una condizione penitenziaria che dovrebbe rieducare ma non raggiunge lo scopo. Un racconto di cento minuti che si dipana nel cerchio claustrofobico di un palco di metallo che è anche un piccolo prato artificiale, al quale fanno da sfondo immagini, ritagli di giornale e manifesti. Un banchetto rosso tra palco verde e fondale bianco. Due musiche ad accompagnare la narrazione, un brano surf e una variazione di Chopin su un’aria di Bellini.<br />
Cinque personaggi. Un narratore-personaggio che parla in prima persona. Con lui ci sono due padri, uno di sangue e uno ideale. Accanto si muovono due abitanti della prigione: un secondino detto l’intoccabile, padrone concreto della vita del carcere, e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora.<br />
“Chi ruba una mela finisce in galera anche se molti pensano che rubare una mela è un reato da poco. E chi ruba due mele? Chi ne ruba cento? Quando il furto della mela diventa un reato? C’è un limite? C’entra con la qualità della mela? La legge è uguale per tutti e i giudici non si mettono a contare le mele. La<br />
statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. Non è una bilancia per pesare la frutta”.</p>
<p>LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO</p>
<p>Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio)<br />
Dall’8 al 27 maggio 2012</p>
<p>pro patria</p>
<p>senza prigioni, senza processi<br />
testo Ascanio Celestini<br />
suono Andrea Pesce<br />
una produzione FABBRICA – in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria</p>
<p>Foto di Maila Iacovelli – Fabio Zayed/Spot the Difference</p>
<p>Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.<br />
Lunedì riposo</p>
<p>Durata: un’ora e 40 minuti senza intervallo</p>
<p>Prezzi: platea 25 euro, balconata 22 euro &#8211; Prezzi speciali su piccolocard.it</p>
<p>Informazioni e prenotazioni 848800304 &#8211; piccoloteatro.org</p>
<p>Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su piccoloteatro.tv</p>
<p style="text-align: center;">Teatro Sociale di Novafeltria:<br />
lo spettacolo di ASCANIO CELESTINI<br />
in scena giovedì 15 marzo</p>
<p>Dopo l’iniziale annullamento a causa del maltempo delle scorse settimane, si comunica che l’annunciato spettacolo Pro Patria. Senza prigioni, senza processi di e con Ascanio Celestini andrà in scena al Teatro Sociale di Novafeltria giovedì 15 marzo alle ore 21,15.</p>
<p>Lo spettacolo è un racconto duro in cui Ascanio è da solo in uno spazio di due metri per due. Un fondale con alcune immagini, ritagli di giornali e manifesti di uno spettacolo. Un palco di metallo, che è anche un piccolo prato artificiale sul quale va in scena la prova per un discorso. Un banchetto rosso tra palco verde e fondale bianco. Due musiche accompagnano la narrazione, un brano surf e una variazione di Chopin su un’aria di Bellini. Cinque personaggi. Un narratore-personaggio che<br />
parla in prima persona. Con lui ci sono due padri, uno di sangue e uno ideale. Accanto si muovono due abitanti della prigione, che è il luogo dell’azione. Sono un secondino detto “L’intoccabile”, padrone concreto della vita del carcere, e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora.<br />
“I morti e gli ergastolani hanno una cosa in comune, non temono i processi. I morti perché non possono finire in galera. Gli ergastolani perché dalla galera non escono più.”</p>
<p>Biglietti: prevendite due giorni prima dello spettacolo dalle ore 17.00 alle ore 19.30 presso il Botteghino del Teatro. Il giorno di spettacolo l’orario di botteghino si prolungherà sino all’orario di inizio della rappresentazione. Prezzi: da 8 a 15 euro<br />
INFO<br />
Teatro Sociale Novafeltria &#8211; tel. 0541 921935 (nei giorni di apertura della biglietteria)<br />
Urp Comune di Novafeltria &#8211; tel. 0541 845619 (dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 12.30) teatrivalmarecchia.it comune.novafeltria.rn.it</p>
<p>facebook: Rete Teatrale Valmarecchia e Novafeltria Eventi</p>
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		<title>SGUARDI SUL TEATRO CONTEMPORANEO CHIUDE CON MASQUE TEATRO</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 23:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROSA]]></category>

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		<description><![CDATA[“SGUARDI” SUL TEATRO CONTEMPORANEO Masque Pentesilea ispirato all&#8217;omonima opera di Heinrich von Kleist ideazione e regia Lorenzo Bazzocchi con Eleonora Sedioli, Lorenzo Bazzocchi elettronica Matteo Gatti suono e luci Lorenzo Bazzocchi scene Eleonora Sedioli organizzazione Rosanna Lama, Raffaela Galizia coproduzione Mood Indigo (Bo) produzione Masque teatro con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Forlì-Cesena, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.372025289516594.98153.100001273798018&amp;type=1&amp;l=c6c919d858"><img class="alignnone" src="http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/543491_372025689516554_100001273798018_1124695_236985446_n.jpg" alt="" width="960" height="638" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4504"></span>“SGUARDI”</p>
<p style="text-align: center;">SUL TEATRO CONTEMPORANEO</p>
<p style="text-align: center;">Masque</p>
<p style="text-align: center;">Pentesilea</p>
<p style="text-align: center;">ispirato all&#8217;omonima opera<br />
di Heinrich von Kleist<br />
ideazione e regia Lorenzo Bazzocchi<br />
con<br />
Eleonora Sedioli, Lorenzo Bazzocchi<br />
elettronica Matteo Gatti<br />
suono e luci Lorenzo Bazzocchi<br />
scene Eleonora Sedioli<br />
organizzazione Rosanna Lama, Raffaela Galizia</p>
<p style="text-align: center;">coproduzione Mood Indigo (Bo)<br />
produzione Masque teatro</p>
<p style="text-align: center;">con il contributo di Regione Emilia-Romagna,<br />
Provincia di Forlì-Cesena, Comune di Forlì</p>
<p style="text-align: center;">Martedì 8 maggio 2012 ore 21</p>
<p>Nel 1997 ero a Pontedera per incontrare Thierry Salmon e Renata Molinari. Nostra intenzione era quella di convincere il grande regista belga ad essere presente alla quarta edizione del festival Crisalide, che Masque in quell’anno organizzò negli spazi della sede storica della compagnia, il Ramo Rosso. Thierry tenne un importante seminario di 4 giorni cui parteciparono i suoi più stretti collaboratori, Renata Molinari, Patricia Saive, Enrico Bagnoli. Erano presenti ad ascoltarlo nel mirabile escursus che fece del suo teatro, otto<br />
giovani compagnie che avrebbero segnato il teatro italiano contemporaneo, il teatro dei nostri giorni.<br />
Ritorno a quella giornata del 1997. Nella stessa sera assistetti allo spettacolo Temiscira II , l’atto finale del lungo percorso che Thierry Salmon aveva intrapreso nell’esplorazione dell’opera di Kleist e della sua Pentesilea. Il mito vuole che le amazzoni si congiungano soltanto con un nemico vinto in battaglia e condotto in patria, a Temiscira …<br />
Da allora prepotente è sempre stato il desiderio di trovare una breccia per entrare nella vicenda di quella che Kleist stesso definì “metà furia, metà Grazia”. Nel 1808 Kleist inviò a Goethe un frammento della sua Pentesilea a cui appose la famosa dedica “sulle ginocchia del mio cuore”: ne ricevette la fredda risposta con l’obiezione che questo era ancora un teatro di là da venire.<br />
Se si può parlare, quando si affronta Kafka, di una macchina letteraria, nel caso di Kleist è una macchina da guerra quella che si incontra. Ed è questo ultimo aspetto che Masque esplorerà in “Pentesilea”. Debutto presso il Teatro Diego Fabbri</p>
<p>(Lorenzo Bazzocchi).</p>
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		<title>Kundun di Scorsese prosegue il d&#8217;essai del Ravenna Festival</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 23:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>

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		<description><![CDATA[Ravenna Festival d’essai 2012 Kundun di Martin Scorsese Cinema Corso, lunedì 7 maggio (ore 21) Lunedì 7 maggio, sempre al Cinema Corso alle 21, il secondo appuntamento della rassegna ‘Ravenna Festival d’essai 2012 &#8211; dedicata quest’anno al Tibet – ripropone un classico come Kundun del regista statunitense, premio oscar nel 2007 per il film ‘The [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.371407956244994.98033.100001273798018&amp;type=3&amp;l=e7a9100fb6"><img class="alignnone" src="http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/560306_371408662911590_100001273798018_1123117_86504961_n.jpg" alt="" width="631" height="960" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4496"></span>Ravenna Festival d’essai 2012<br />
Kundun di Martin Scorsese<br />
Cinema Corso, lunedì 7 maggio (ore 21)</p>
<p>Lunedì 7 maggio, sempre al Cinema Corso alle 21, il secondo appuntamento della rassegna ‘Ravenna Festival d’essai 2012 &#8211; dedicata quest’anno al Tibet – ripropone un classico come Kundun del regista statunitense, premio oscar nel 2007 per il film ‘The departed’, Martin Scorsese. Opera poetica e coinvolgente dal grande spessore tecnico e culturale Kundun (1997) è impreziosito dalle musiche di Philiph Galss, dalla fotografia di Roger Deakins e dalle scenografie di Dante Ferretti.</p>
<p>Liberamente tratto dal libro La libertà nell&#8217;esilio (autobiografia del Quattordicesimo Dalai Lama  del Tibet, Tenzin Gyatso) il film è dedicato appunto alla figura del “Kundun”, ovvero la reincarnazione umana del Buddha della Compassione, il successore del 13° Dalai Lama (morto nel 1933). Dal ritrovamento all’età di due anni e fino all’investitura se ne segue la crescita, l’educazione, le scelte, i tentativi di contrastare con la non violenza l’invasione cinese, gli incontri con Mao Tse Tung, la fuga dal Tibet ed infine il forzato esilio. Scorsese, per la maggior parte del film, insiste sulla vicenda umana del protagonista, mostrandoci attraverso i suoi occhi il mondo e gli orrori della Storia, celebrando da un lato la cultura buddista e la figura carismatica e pacifica del grande Dalai Lama e denunciando dall’altro l’attuale situazione politica e culturale del Tibet, tutt’oggi regione cinese, il cui governo esule, nella figura del Dalai Lama stesso, vive a Dharamsala, piccolo villaggio dell’India.</p>
<p>La rassegna prosegue, lunedì 14 maggio, con The Sun Behind the Cloudsdocumentario realizzato della coppia artistica Ritu Sarin e Tenzing Sonam, i due cineasti indipendenti alla cui produzione filmica, unica eccezione Kundun, è dedicato il focus cinematografico di Ravenna Festival d’essai 2012.</p>
<p>Info 0544 249244 – www.ravennafestival.org<br />
Biglietto 5 euro. Tutte le proiezioni avranno inizio alle 21.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Der Rosenkavalier alla prova</title>
		<link>http://www.radiomilanotv.com/opera/der-rosenkavalier-alla-prova/4353/admin/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 23:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[OPERA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiomilanotv.com/?p=4353</guid>
		<description><![CDATA[ Inizia il 75° Festival con Il Cavaliere della Rosa Der Rosenkavalier di Richard Strauss Teatro Comunale 4 Maggio 2012, ore 18.00 “È un sogno, non può essere vero, che noi due ora siamo uniti, per sempre uniti nel tempo eterno.” Sophie sognante &#8211; Fine atto III Venerdì 4 maggio, alle ore 18.00, va in scena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.359696567416133.95874.100001273798018&amp;type=3&amp;l=fd74c69cee"><img class="alignnone" src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/150116_359696977416092_100001273798018_1094898_487835302_n.jpg" alt="" width="960" height="638" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4353"></span></p>
<p> Inizia il 75° Festival con Il Cavaliere della Rosa</p>
<p>Der Rosenkavalier di Richard Strauss</p>
<p>Teatro Comunale 4 Maggio 2012, ore 18.00</p>
<p>“È un sogno, non può essere vero,</p>
<p>che noi due ora siamo uniti,</p>
<p>per sempre uniti</p>
<p>nel tempo eterno.”</p>
<p>Sophie sognante &#8211; Fine atto III</p>
<p>Venerdì 4 maggio, alle ore 18.00, va in scena il primo titolo della 75ˆedizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino, Der Rosenkavalier di Richard Strauss, con l’atteso ritorno di Eike Gramss, regista già noto e applaudito a Firenze per Die Entführung aus dem Serail (Il Ratto del Serraglio) di Wolfgang Amadeus Mozart allestito al Teatro Comunale nel 2002, poi ripreso nel 2010.</p>
<p>Le scene di questa nuova produzione sono state affidate a Hans Schavernoch, i costumi a Catherine Voeffray le luci a Manfred Voss. Sul podio Zubin Mehta, che debutta nel titolo dirigendo un cast internazionale (La Marescialla Angela Denoke Il Barone Ochs Kristinn Sigmundsson, Octavian Caitlin Hulcup, Faninal Eike Wilm Schulte, Sophie Sylvia Schwartz, Celso Albelo nella parte del tenore italiano).</p>
<p>Protagonisti e vati in questo allestimento sono il sogno, la melanconia, l’atmosfera fantastica, o ‘fantasmagorica’  -come ama definirla Eike Gramss-, di una Vienna che dall’epoca di Maria Teresa d’Austria guida gli spettatori ai primi del Novecento, quasi a presagire il primo conflitto mondiale, di valzer in valzer: un ballo, un simbolo dell’Austria felix, che viene rielaborato da Richard Strauss, ora con ironia, ora per trasmettere con toni struggenti il ricordo e la decadenza dell’Impero Asburgico.</p>
<p>La psicologia dei personaggi emerge in maniera delicata e sofisticata, e ad ogni protagonista è affidato il compito di rappresentare una situazione, il cambiamento ed il tempo, il mutarsi delle cose, gli eventi che si susseguono. Così ad esempio Eike Gramss descrive il personaggio della Marescialla, il più complesso e simbolico dell’intera vicenda: “Questa “autentica” signora è, per quanto riguarda la sua vita, più intelligente della storia: sa quando una cosa è finita e si è superato un crinale della propria biografia. Così, riflette con saggezza su questo importante momento della sua vita: esperta del mondo, sensibile e un poco timorosa.” L’amore della matura Marescialla per il giovane Octavian, che poi troverà in Sophie l’amore più giusto e sublime, offre il pretesto per caricature e cammei che si susseguono nei 3 atti dell’opera. Si tratta di una ‘commedia per musica in tre atti’ ma non è un’opera comica.</p>
<p>È la quarta volta (1942 – 1955 – 1989) che Der Rosenkavalier viene allestito nella storia del teatro, ma è la prima produzione originale del Maggio Musicale Fiorentino.</p>
<p>Nel pieno rispetto della tradizione viennese, per costumi e arredi, la mise en scène è brillante e moderna, con un gioco di specchi, luci e proiezioni ad esaltare la musica di Richard Strauss (1864-1949), gli intrighi della trama e la complessa introspezione, incisa nei caratteri descritti da Hugo von Hofmannsthal (1874-1929), secondo quell’ironica e melanconica sensibilità mitteleuropea, che precedeva di pochi anni lo sfaldarsi dell’Impero Asburgico. L’opera è una ‘commedia per musica’ in 3 atti e venne composta dal 1909 al 1910, per poi essere rappresentata per la prima volta alla Semperoper di Dresda il 26 gennaio 2011. Di lì a poco seguì la prima italiana al Teatro alla Scala il 1 marzo 1911, diretta da Tullio Serafin.</p>
<p>MAGGIO i-TECH: molte le novità e le migliorie tecnologiche legate a questo festival: continua la sperimentazione con Opera Voice che proporrà un sistema innovativo di sopratitolazione su smartphone e tablets.</p>
<p>La recita del 4 maggio è trasmessa in diretta su RAI RADIO 3.</p>
<p>Una nuova produzione del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p>Quattro recite</p>
<p>Firenze &#8211; Teatro Comunale</p>
<p>Venerdì 4 maggio 2012, ore 18.00 &#8211; in diretta su RAI Radio3</p>
<p>Domenica 6 maggio, ore 15.30</p>
<p>Martedì 8 maggio, ore 19.00</p>
<p>Venerdì 11 maggio, ore 19.00</p>
<p>Guida all’ascolto | Piccolo Teatro, domenica 6 maggio, ore 14.45</p>
<p>Commedia per musica in tre atti</p>
<p>Direttore Zubin Mehta</p>
<p>Regia Eike Gramss</p>
<p>Scene Hans Schavernoch</p>
<p>Costumi Catherine Voeffray</p>
<p>Luci Manfred Voss</p>
<p>Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p>Coro di voci bianche della Scuola di Musica di Fiesole diretto da Joan Yakkey</p>
<p>La Marescialla Angela Denoke</p>
<p>Il Barone Ochs Kristinn Sigmundsson</p>
<p>Octavian Caitlin Hulcup</p>
<p>Faninal Eike Wilm Schulte</p>
<p>Sophie Sylvia Schwartz</p>
<p>Marianne Leitmetzerin Ingrid Kaiserfeld</p>
<p>Valzacchi Niklas Björling Rygert</p>
<p>Annina Anna Maria Chiuri</p>
<p>Un commissario di polizia Pawel Izdebski</p>
<p>Primo maggiordomo della Marescialla Alexander Kaimbacher</p>
<p>Primo maggiordomo di Faninal / Un oste Kurt Azesberger</p>
<p>Un notaio Marcus Pelz</p>
<p>Un cantante Celso Albelo</p>
<p>Prima orfana Sabrina Testa</p>
<p>Seconda orfana Elisa Fortunati</p>
<p>Terza orfana Raffaella Ambrosino</p>
<p>Una modista Jennifer O’Loughlin</p>
<p>Un venditore di animali Saverio Fiore</p>
<p>Leupold Giovanni Mazzei</p>
<p>Quattro Lacchè della Marescialla / Quattro Camerieri Fabio Bertella, Nicolò Ayroldi, Davide Cusumano, Antonio Menicucci</p>
<p>Uomini di Lerchenau Salvatore Massei, Egidio Naccarato, Antonio Montesi</p>
<p>Un portiere Lisandro Guinis</p>
<p>Per ulteriori informazioni</p>
<p>MAGGIOFIORENTINO.COM</p>
<p>Info e Prenotazioni: Biglietteria del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p>info 055 2779350,</p>
<p>Orari: dal martedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18 orario continuato e il sabato dalle 10 alle 13.</p>
<p>Il giorno dello spettacolo la biglietteria rimarrà aperta ininterrottamente fino all&#8217;inizio dello spettacolo.</p>
<p>Biglietteria Teatro Comunale, Corso Italia 16 &#8211; Firenze &#8211; fax: +39 055 287222;</p>
<p>Biglietteria on line, maggiofiorentino.com ; <a href="mailto:tickets@maggiofiorentino.com">tickets@maggiofiorentino.com</a></p>
<p style="text-align: center;">Di Richard Strauss</p>
<p style="text-align: center;">Titolo inaugurale del 75° Festival del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p style="text-align: center;">Prove aperte &amp; Question Time</p>
<p style="text-align: center;">Guarda la prova e chiedi agli autori</p>
<p style="text-align: center;">Lunedì 23 aprile ore 17.00</p>
<p style="text-align: center;">Teatro Comunale (entrata da Corso Italia 16)</p>
<p style="text-align: center;">Prova aperta di Der Rosenkavalier  di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal.</p>
<p style="text-align: center;">Question Time con Zubin Mehta, Eike Gramss, Hans Schavernoch</p>
<p style="text-align: center;">Lunedì 23 aprile 2012, alle ore 17.00 (con un cambiamento di data rispetto a martedì 24 aprile in precedenza annunciato), il Teatro Comunale si apre per ospitare il primo appuntamento, del fitto calendario di eventi del 75° Festival del Maggio Musicale Fiorentino.</p>
<p>Il pubblico che interverrà potrà accedere gratuitamente ad una parte della prova d’insieme e subito dopo interrogare i demiurghi di questa nuova messa in scena del Der Rosenkavalier di Richard Strauss: Zubin Mehta, Eike Gramss, Hans Schavernoch.</p>
<p>È la quarta volta (1942 – 1955 – 1989) che Der Rosenkavalier  viene allestito nella storia del teatro, ma è la prima produzione originale del Maggio Musicale Fiorentino (alleghiamo la cronologia completa con i cast), curata nella regia da Eike Gramss , con scene di Hans Schavernoch, costumi di Catherine Voeffray e luci di Manfred Voss.</p>
<p>Eike Gramss ritorna al Maggio dopo il successo che registrò nel Die Entführung aus dem Serail (Il Ratto del Serraglio) di Mozart nel 2002, poi ripreso nel 2010.</p>
<p>Nel pieno rispetto della tradizione viennese, per costumi e arredi, la mise en scène è brillante e moderna, con un gioco di specchi, luci e proiezioni ad esaltare la musica di Richard Strauss (1864-1949), gli intrighi della trama e la complessa introspezione, incisa nei caratteri descritti da Hugo von Hofmannsthal (1874-1929), secondo quell’ironica e melanconica sensibilità mitteleuropea, che precedeva di pochi anni lo sfaldarsi dell’Impero Asburgico.</p>
<p>L’opera è una ‘commedia per musica’ in 3 atti e venne composta dal 1909 al 1910, per poi essere rappresentata per la prima volta alla Semperoper di Dresda il 26 gennaio 2011. Di lì a poco seguì la prima italiana al Teatro alla Scala il 1 marzo 1911, diretta da Tullio Serafin.</p>
<p>L’incontro è aperto al pubblico e alla stampa.</p>
<p>In calce troverete le novità riguardanti i nuovi orari di apertura della biglietteria del teatro.</p>
<p>Una nuova produzione del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p>Quattro recite</p>
<p>Firenze &#8211; Teatro Comunale</p>
<p>Venerdì 4 maggio 2012, ore 18.00 &#8211; in diretta su RAI Radio3</p>
<p>Domenica 6 maggio, ore 15.30</p>
<p>Martedì 8 maggio, ore 19.00</p>
<p>Venerdì 11 maggio, ore 19.00</p>
<p>Guida all’ascolto | Piccolo Teatro, domenica 6 maggio, ore 14.45</p>
<p>Per ulteriori informazioni</p>
<p>MAGGIOFIORENTINO.COM</p>
<p>Info e Prenotazioni: Biglietteria del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino</p>
<p>info 055 2779350,</p>
<p>A partire da giovedì 26 aprile la biglietteria sarà aperta nei seguenti orari:</p>
<p>dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18 orario continuato e il sabato dalle 10 alle 13.</p>
<p>Il giorno dello spettacolo la biglietteria rimarrà aperta ininterrottamente fino all&#8217;inizio dello spettacolo.</p>
<p>Biglietteria Teatro Comunale, Corso Italia 16 &#8211; Firenze &#8211; fax: +39 055 287222;</p>
<p>Biglietteria on line, maggiofiorentino.com ; tickets@maggiofiorentino.com</p>
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		<title>Parte Ravenna Festival d&#8217;essai</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 23:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>

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		<description><![CDATA[Ravenna Festival d’essai 2012 Dreaming Lhasa Cinema Corso, giovedì 3 maggio (ore 21) Giovedì 3 maggio (ore 21 Cinema Corso) il lungometraggio Dreaming Lhasa (2005, 90 min., tibetano/inglese con sottotitoli in italiano), firmato da Ritu Sarin e Tenzing Sonam, inaugura la rassegna cinematografica d’essai di Ravenna Festival 2012. Una rassegna che, giunta alla sua seconda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.371407956244994.98033.100001273798018&amp;type=3&amp;l=e7a9100fb6"><img class="alignnone" src="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/536688_371408256244964_100001273798018_1123111_1465055863_n.jpg" alt="" width="960" height="639" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4493"></span>Ravenna Festival d’essai 2012<br />
Dreaming Lhasa<br />
Cinema Corso, giovedì 3 maggio (ore 21)</p>
<p>Giovedì 3 maggio (ore 21 Cinema Corso) il lungometraggio Dreaming Lhasa (2005, 90 min., tibetano/inglese con sottotitoli in italiano), firmato da Ritu Sarin e Tenzing Sonam, inaugura la rassegna cinematografica d’essai di Ravenna Festival 2012. Una rassegna che, giunta alla sua seconda edizione, sarà quest’anno interamente dedicata al Tibet come preludio ad uno dei temi centrali della XXIII edizione del Festival che al Paese delle Nevi dedica una densa settimana di appuntamenti dal titolo ‘Sette giorni in Tibet’.</p>
<p>Cuore della rassegna, che intende mettere in luce la situazione storicamente e politicamente drammatica del Tibet, il focus dedicato alla produzione filmica e documentaristica dei cineasti indipendenti Ritu Sarin (nata a New Delhi) e Tenzing Sonam (nato a Darjeeling, ma da genitori tibetani rifugiati). Sarin e Sonam, coppia artistica e nella vita, hanno iniziato a produrre film sin da quando erano studenti all’inizio degli anni ’80; da allora, come White Crane Film (la  loro casa di produzione), hanno realizzato documentari, video installazioni e un film a soggetto (premiato al Toronto International Film Festival).<br />
Cinque gli appuntamenti, un lungometraggio e quattro documentari (tutti al cinema corso, dal 3 al 28 maggio), da loro realizzati nell’arco degli ultimi quindici anni – unica eccezione  il “classico” Kundun di Scorsese &#8211; che raccontano in modi diversi un Paese che sta perdendo progressivamente la propria identità, mettendo in luce la caparbietà del popolo tibetano nella resistenza, nonostante i sacrifici umani elevatissimi, all’invasione cinese. Sullo sfondo quell’aura di spiritualità, religiosità e devozione alla potente figura del Dalai Lama, che ne caratterizza l’affascinante cultura millenaria. I due cineasti, focalizzandosi sulla complessa situazione tibetana, indagata nelle sue diverse sfaccettature, attraverso i loro film tentano di documentare, porre quesiti, indurre a riflettere su questioni come esilio, identità culturale e aspirazione politica a fronte della diaspora tibetana; e allo stesso tempo, di dissipare quelle rappresentazioni stereotipate del Tibet e della sua cultura, che hanno trovato diffusione nell’immaginario occidentale. Temi che saranno al centro anche dell’incontro con i due registi, che il 28 maggio precederà la proiezione dell’ultimo documentario della rassegna.</p>
<p>Dreaming Lhasa, che tra i produttori vanta anche Richard Gere, racconta di Karma, una regista tibetana da New York va a Dharamsala, sede centrale nell’India del nord, per fare un documentario su dei prigionieri che erano scappati dal Tibet. Vuole ritrovare le sue radici ma sta anche scappando da una relazione in via di rottura. Uno degli intervistati di Karma è Dhondup, ex monaco che è appena fuggito dal Tibet. Le confida che la reale ragione per cui è tornato in India è adempiere l’ultimo desiderio di sua madre sul punto di morte, cioè portare un cofanetto ad un combattente della resistenza scomparso da tempo. Karma si innamora di Dhondup e si appassiona alla sua ricerca, che diventa un viaggio nel passato fratturato del Tibet e un percorso alla riscoperta di sé. Questo è il primo lungometraggio di genere fiction prodotto dalla coppia di cineasti.</p>
<p>La rassegna continua lunedì 7 maggio con Kundun (1997) di Martin Scorsese, film che ripercorre, dal ritrovamento all’investitura, la reincarnazione umana del Buddha della Compassione, il successore del 13° Dalai Lama (morto nel 1933) in un bambino di due anni, il Kundun appunto.</p>
<p>Info 0544 249244 – ravennafestival.org<br />
Biglietto 5 euro. Tutte le proiezioni avranno inizio alle 21.</p>
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		<title>Caldaro presenta i suoi 3 Bicchieri e la Charta</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 23:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[VINI]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul Lago di Caldaro un appuntamento col Gambero Rosso, per celebrare la storia di un territorio che si è fatto vino wein.kaltern organizza il simposio sulla storia e il successo del lago di Caldaro; Marco Sabellico sarà cicerone nella visita delle cantine premiate con i tre bicchieri “Il Lago di Caldaro ieri, oggi e domani” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.367444576641332.97294.100001273798018&amp;type=1&amp;l=e9815fd286"><img class="alignnone" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/575562_367444746641315_100001273798018_1112919_654780118_n.jpg" alt="" width="840" height="560" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4479"></span>Sul Lago di Caldaro un appuntamento col Gambero Rosso, per celebrare la storia di un territorio che si è fatto vino wein.kaltern organizza il simposio sulla storia e il successo del lago di Caldaro; Marco Sabellico sarà cicerone nella visita delle cantine premiate con i tre bicchieri</p>
<p>“Il Lago di Caldaro ieri, oggi e domani” è il titolo di un simposio in programma per venerdì 4 maggio 2012 alle 11.00 presso l’Accademia del Vino Alto Adige a Caldaro.<br />
Guidati da Marco Sabellico &#8211; illustre esperto della guida enologica Gambero Rosso – un gruppo di esperti discuterà del singolare percorso intrapreso dai produttori del Lago di Caldaro.</p>
<p>Il paesaggio di Caldaro, infatti, ha un vino che può fregiarsi del suo nome. Un vino che come nessun altro ha determinato la storia e lo sviluppo del proprio territorio diventando icona di un’intera zona viticola. Al Gambero Rosso il Lago di Caldaro è piaciuto e per la prima volta nella sua storia, nel 2012 gli ha assegnato gli ambiti Tre Bicchieri.</p>
<p>Sono ben quattro i produttori ad essere stati insigniti dei Tre Bicchieri:</p>
<p>- Kellerei Kaltern con il Passito Serenade 2008<br />
- Erste + Neue con il Puntay Lago di Caldaro classico superiore 2010<br />
- Manincor con il Pinot bianco Eichhorn 2010<br />
- Peter Sölva &amp; figli con il DeSilva Terlaner Pinot bianco DOC 2010</p>
<p>Giovedì 3 maggio, Marco Sabellico si farà cicerone per una visita intesa a svelare le origini di tanta qualità. Accompagnerà gli interessati (per un massimo di 30 partecipanti, su prenotazione) a vedere le aziende che hanno ricevuto i Tre Bicchieri 2012. Stupende cantine inserite in contesti architettonici di grande valore. Per parlare con gli uomini che hanno costruito una storia di amore e qualità.</p>
<p>Il programma delle visite prevede:</p>
<p>Partenza in autobus da via delle Cantine a Caldaro alle 13.30.<br />
Degustazione guidata di 3 vini scelti dai mastri cantinieri delle rispettive cantine;</p>
<p>- Azienda vinicola Manincor dalle 14 alle 15;<br />
- Azienda vinicola Peter Sölva &amp; Figli dalle 15 alle 16;<br />
- Cantina Kellerei Kaltern dalle 16 alel 17;<br />
- Cantina Erste+Neue dalle 17 alle 18.</p>
<p>Il 4 maggio, si terrà il Simposio con gli esperti per discutere il tema: “Il Lago di Caldaro, ieri, oggi e domani”. Insieme ad altri dotti enologi, Sabellico affronterà la tematica a 360 gradi. Al termine del dibattito verranno presentati il progetto Charta del Lago di Caldaro e i vini della Charta del 2011. L’evento si svolgerà all’Accademia del Vino Alto Adige di Caldaro.</p>
<p>Con l’introduzione della Charta del Lago di Caldaro, infatti, si è compiuto un decisivo passo nella direzione della qualità. Coerentemente al disciplinare, tutti i produttori di Caldaro si impegnano a produrre i loro vini secondo gli elevanti standard di qualità  previsti dalla Charta. Annualmente si svolgono degustazioni alla cieca per decidere quali vini potranno fregiarsi dei requisiti imposti dalla Charta.</p>
<p>E R S T E+N E U E</p>
<p>WINE of SÜDTIROL ALTO ADIG E</p>
<p>Dopo la difficile annata 2008 l&#8217;annata 2010 non ha rappresentato particolari problemi per i viticoltori.<br />
Grazie alla grande diligenza e all&#8217; impegno nel vigneto, le sfide meteorologiche sono state superate in modo proficuo.<br />
Le bacche quest&#8217; anno erano leggermente più piccole ma l&#8217;uva più fruttata, dai colori intensi, croccante, dall&#8217; aroma succoso. I vini di questa annata si presentano fruttati, freschi e tipici, armoniosi e pieni.</p>
<p>L’ANNATA 2010:</p>
<p>Schiava</p>
<p>VITIGNO:</p>
<p>temperato alpino</p>
<p>CLIMA:</p>
<p>Terreno calcareo &#8211; ghiaioso</p>
<p>TERRENO:</p>
<p>FORMA DI ALLEVAMENTO:</p>
<p>RESA PER ETTARO:</p>
<p>Vinificazione in contenitori d’acciaio; successivo stoccaggio in botti di rovere dove svolge fermentazione malolattica</p>
<p>VINIFICAZIONE:</p>
<p>Pergola</p>
<p>70 hl/ha</p>
<p>alcool: 13,0 % vol., acidità totale: 4,4 g/l,<br />
zuccheri residui: 2,9 g/l</p>
<p>DATI ANALITICI:</p>
<p>2011-2014</p>
<p>DA BERE:<br />
DEGUSTAZIONE:</p>
<p>Colore rosso rubino intenso, unghia granata.<br />
Bouquet tipico dell’uva schiava, con marcato sentore di ciliegie ed un leggero aroma di mandorla. Persistente nel gusto. Un vino, la cui buona struttura permette una longevita maggiore rispetto agli altri vini costituiti da questo<br />
vitigno autoctono.</p>
<p>SI ACCOMPAGNA:</p>
<p>Grazie alla sua bevibilità si presta ad essere abbinato a tutti pasti dalle zuppe di pesce, allo speck ed é ottimo da convivio.</p>
<p>DA SERVIRE: 12 ° C</p>
<p>Kellereistraße Via delle Cantine 5 – 10, Italy – 39052 Kaltern Caldaro<br />
erste-neue.it</p>
<p>Alto Adige Terlaner Pinot bianco DOC</p>
<p>Questo nome di famiglia è un´eredità dei nostri antenati, a cui dedichiamo tutto il nostro rispetto. De Silva è un sinonimo di selezione dell´uva e cura dei vigneti secondo una lunga tradizione. La provenienza e il carattere dei nostri vigneti fanno la differenza.</p>
<p>Vitigni: 100% Pinot bianco</p>
<p>Caratteristiche: Il colore va´dal giallo verdognolo al giallo chiaro. I profumi sanno leggermente di mela e di limone. Il vino è sottolineato dalla sua sapidità in bocca e dalla sua mineralità.</p>
<p>Vigneti: Vigneto di ca. 50 anni di età denominato Kühebene di Caldaro. Situato su un altipiano di ca. 500 metri sopra il livello del mare.</p>
<p>Terreno: Argilloso e sassoso, sabbioso</p>
<p>Vendemmia: Da inizio a metà settembre.</p>
<p>Produzione: 80 hl/ha circa</p>
<p>Vinificazione: Il mosto fa´una macerazione a freddo di poche ore prima della pressatura. La fermentazione viene tenuta a temperature basse sui 15° Dopo la fermentazione viene svinato, praticamente togliamo il lievito grossolano e dopo viene fatto il „sur lie „ fino all´imbottigliamento.</p>
<p>Potenziale di invecchiamento: Dai 2 ai 4 anni</p>
<p>Temperatura di servizio: 10 –12 °</p>
<p>Abbinamenti: Si sposa bene con i primi piatti di pesce, risotti ecc. e alle carni bianche e anche come aperitivo.</p>
<p>SERENADE PASSITO DOC 2008</p>
<p>ANNATA</p>
<p>2008: Dopo un inverno piuttosto asciutto, il 2008 è iniziato con precipitazioni relativamente intense e costanti durante la primavera. Anche l’estate era connotata da precipitazioni superiori alla media. L’autunno, invece, è stato da favola: prima e dopo la raccolta sussistevano le migliori condizioni per ottenere vini armoniosi e fruttati, con una piacevole struttura acida.</p>
<p>VINIFICAZIONE</p>
<p>vendemmia tardiva di uve moscato giallo, appassimento in soffitto per 4 mesi e pressatura a febbraio con 35° Babo, resa finale di 18 l di mosto per 100 kg di uva fresca, fermentazione spontanea e maturazione per 24 mesi in barrique, imbottigliamento ad maggio 2011.</p>
<p>VIGNETO</p>
<p>Feld, collina con esposizione sudovest a nord del Lago di Caldaro tra 280 e 300 m sul livello del mare, microclima particolarmente mite ed arieggiato</p>
<p>TERRENO E MICROCLIMA</p>
<p>terreno ciottoloso calcareo con argilla e sabbia</p>
<p>SENSAZIONI DEGUSTATIVE</p>
<p>- giallo oro<br />
- frutto maturo con sentori di maracuja, mango, buccia d’arancia<br />
- miele possente e cremoso al palato con acidità che da freschezza, tanta frutta esotica nel retrogusto di lunga persistenza</p>
<p>ABBINAMENTI CONSIGLIATI</p>
<p>Ideale come vino da dessert o per accompagnare formaggi erborinati tipo gorgonzola.</p>
<p>annata 2007:<br />
– Gambero Rosso: 3 bicchieri rossi<br />
– Duemilavini: 5 grappoli<br />
– Le Guide dell’Espresso: Vino d’Ecccellenza 18,5/20 punti</p>
<p>annata 2006:<br />
– Falstaff 93 punti<br />
– Gambero Rosso: 3 bicchieri rossi<br />
– Luca Maroni 87 punti<br />
– Le Guide dell’Espresso: Vino d’Ecccellenza 18,5/20 punti</p>
<p>DENOMINAZIONE: Alto Adige DOC RESA/ETTARO: 18 hl / ha</p>
<p>UVAGGIO: Moscato giallo ALCOL: 11,50 %</p>
<p>ETÀ DELLE VITI: 20 anni ACIDITÀ: 9,0 ‰</p>
<p>FORMA D’ALLEVAM.: pergola e guyot ZUCCH RESIDUO: 220,0 g/l</p>
<p>VENDEMMIA: metà ottobre CONSUMO: 2011 &#8211; 2021</p>
<p>Kellereistraße 12 · 39052 Kaltern · Südtirol · Italien | Via Cantine 12 · 39052 Caldaro · Alto Adige · Italia<br />
Tel: +39 0471 963 149 · Fax: +39 0471 964 454 · info@kellereikaltern.com · kellereikaltern.com</p>
<p>Pinot Bianco</p>
<p>Vitigno<br />
Pinot Bianco</p>
<p>Posizione e terreno</p>
<p>Tenuta Lieben Aich a Terlano, vigna Eichhorn: micro-clima caldo, vigneto esposto a sud-ovest a 300 m slm, con terreno sabbioso, porfirico di origine vulcanica.</p>
<p>Annata</p>
<p>Dopo una primavera con giornate fredde alternate a giornate calde quasi estive, in fioritura si è preannunciata un’annata leggermente tardiva.<br />
L’estate ha portato molto sole accompagnato da siccità, cosicché acini e grappoli sono rimasti assai piccoli. Vi erano dunque tutti i presupposti per una<br />
grande annata. Al 12 di settembre abbiamo raccolto uva dorata, intensa di aromi di frutta matura. La resa per ettaro è stata di 40 hl.</p>
<p>Vinificazione</p>
<p>L’uva diraspata è rimasta a macerare per dodici ore nella pressa onde attingere aroma e struttura dalle bucce. La fermentazione è avvenuta in parte in botti di<br />
legno, in modo spontaneo grazie a lieviti indigeni. Durante i quattro mesi dell&#8217;affinamento in botti di rovere con i lieviti si sono affinati sia aroma che gusto.</p>
<p>Imbottigliamento</p>
<p>7.500 bottiglie a giugno 2011</p>
<p>Valori analitici<br />
Zuccheri residui: meno di 1 g/l<br />
Alcol: 13,5 % Vol.<br />
Acidità: fermentazione malolattica, 6,1 g/l</p>
<p>Descrizione e abbinamenti</p>
<p>Colore giallo brillante. Sentori di mela matura e fiori bianchi, sensazioni minerali come di calcare bagnato.<br />
Al palato sapido con vibrante acidità minerale, lungo finale con fruttato persistente.<br />
Darà il meglio di sé dall&#8217;estate 2011 a fine 2015, si conserverà bene fino al 2018.<br />
Temperatura di servizio: 11 – 13 °C, decantare nei primi anni per apprezzarlo al meglio e servire in calici da borgogna.<br />
Si abbina bene ai piatti di pesce, a crostacei e frutti di mare, ai piatti vegetariani; ottimo con formaggio<br />
speziato.</p>
<p>39052 Kaltern | Caldaro | Italia, St. Josef am See 4, T +39 0471 960230, F +39 0471 960204, manincor.com</p>
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		<title>IL PRINCIPE DI HOMBURG</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 23:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROSA]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Heinrich von Kleist traduzione e regia CESARE LIEVI Teatro Storchi, largo Garibaldi 15 -  Modena dal 3 al 5 maggio ore 21.00 6 maggio ore 15.30 drammaturgia Peter Iden scene Josef Frommwieser costumi Marina Luxardo disegno luci Gigi Saccomandi con Stefano Santospago, Ludovica Modugno, Maria Alberta Navello, Emanuele Carucci Viterbi, Lorenzo Gleijeses, Graziano Piazza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.367398223312634.97288.100001273798018&amp;type=1&amp;l=70efc3bb5f"><img class="alignnone" src="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/149779_367398549979268_100001273798018_1112844_148867509_n.jpg" alt="" width="960" height="638" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4475"></span>Di Heinrich von Kleist<br />
traduzione e regia CESARE LIEVI</p>
<p style="text-align: center;">Teatro Storchi, largo Garibaldi 15 -  Modena</p>
<p style="text-align: center;">dal 3 al 5 maggio ore 21.00</p>
<p style="text-align: center;">6 maggio ore 15.30</p>
<p style="text-align: center;">drammaturgia Peter Iden</p>
<p style="text-align: center;">scene Josef Frommwieser</p>
<p style="text-align: center;">costumi Marina Luxardo</p>
<p style="text-align: center;">disegno luci Gigi Saccomandi</p>
<p>con Stefano Santospago, Ludovica Modugno, Maria Alberta Navello, Emanuele Carucci Viterbi, Lorenzo Gleijeses, Graziano Piazza, Fabiano Fantini, Sergio Mascherpa, Andrea Collavino, Paolo Fagiolo</p>
<p>produzione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG</p>
<p>In occasione del bicentenario dalla morte di Heinrich von Kleist, Cesare Lievi porta in scena sul palcoscenico del Teatro Storchi dal 3 al 5 maggio alle ore 21.00 e il 6 maggio alle ore 15.30 Il principe di Homburg, l’ultimo dramma del geniale drammaturgo tedesco, una fra le più alte, drammatiche e contraddittorie voci della letteratura.</p>
<p>Il lavoro registico di Lievi restituisce tutta l’eleganza neoclassica, la forza evocativa e suggestiva de Il principe di Homburg, toccante favola incentrata sul conflitto fra sentimento e legge, libertà e obbedienza, inconscio e norma. Heinrich von Kleist propone una possibile &#8211; ed estremamente moderna – soluzione a quest’opposizione che dilania il principe: il sogno come via d’uscita da ogni conflitto.</p>
<p>Ed è proprio in uno spazio neoclassico, sospeso ed irreale che si disegna la trama: la notte prima di una decisiva battaglia a Fehrbellin contro gli Svedesi, il Principe di Homburg, in pieno sonnambulismo, viene trovato dagli abitanti della corte in giardino mentre intreccia una corona di alloro. Quello che sembra un segno e una promessa di gloria in guerra si svelerà essere soltanto una beffa organizzata dal suo sovrano, l’Elettore e dai suoi compagni, che si prendono gioco del suo sonnambulismo. Per canzonarlo ulteriormente, l&#8217;Elettore toglie la corona dalle mani del principe nel mezzo del sogno e lo conduce dalla nipote Natalia, di cui il giovane di Homburg è follemente innamorato. Sempre in pieno sonnambulismo, il principe si dichiara alla giovane che, ricambiando i suoi sentimenti, si lascia sfilare un guanto in pegno d’amore.</p>
<p>Turbato dagli avvenimenti della notte precedente e dal possedere il guanto dell’amata, il mattino successivo il principe non presterà attenzione agli ordini impartiti dall’Elettore, sì che al momento dello scontro disobbedirà anticipando l’attacco. Proprio grazie a questa strategia il suo esercito vincerà la battaglia, ma il principe di Homburg verrà ugualmente condannato a morte per la sua disobbedienza. Di fronte alla possibile fine, il principe chiede clemenza all’Elettore, ma tutto quello che riuscirà ad ottenere sarà soltanto una tremenda prova: dimostrare la sua innocenza per ottenere la libertà.</p>
<p>Una vicenda dai tratti fortemente drammatici in cui l’immaginazione, l’inconscio e i sentimenti si confrontano continuamente con la legge, l’ordine, la giustizia e la realtà. Nella traduzione e adattamento di Cesare Lievi, la grandezza dei sentimenti de Il principe di Homburg prende corpo nella concretezza di una recitazione corale e profonda facendo apparire questo lavoro una viaggio interiore dai tratti onirici, un rito di passaggio e di conoscenza verso l’acquisizione di una saggezza che sarà faticosamente raggiunta.</p>
<p>CONVERSANDO DI TEATRO</p>
<p>Sabato 5 maggio ore 17.30 ultimo incontro del ciclo Conversando di Teatro, promosso e organizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione e l’Associazione Amici dei Teatri Modenesi, con la compagnia de Il principe di Homburg nel foyer del Teatro Storchi.</p>
<p>Ingresso libero</p>
<p>ESTRATTI STAMPA:</p>
<p>Gianfranco Capitta, il Manifesto, 16 ottobre 2011, Tragedia sotto forma di fiaba nell’anniversario di von Kleist</p>
<p>«Fuori dalle formule invece Il principe di Homburg è un testo bellissimo e complesso, per molti versi premonitore e anticipatore, che sotto una parvenza di fiaba racconta la tragedia di un giovane schiacciato tra generosità e ragion di stato. Una sospensione che Kleist racconta come sogno, racchiudendo tra due visioni oniriche, all’inizio e alla fine, la vicenda centrale, ovvero il trionfo militare del giovane ufficiale prussiano che per ottenere quella vittoria nella battaglia di Ferbellin ha disobbedito agli ordini del monarca, che per questo lo condanna a morte.»</p>
<p>Domenico Rigotti, Avvenire, 15 ottobre 2011, Von Kleist romantico incanta Udine</p>
<p>«Testo straordinario, Cesare Lievi, che ha ottimamente tradotto (presente nel volume dei mondadoriani Meridiani) vigorosamente snellendo la rigogliosa partitura, dà alla fiaba un tono onirico, sospeso, antirealistico, intessuto di immagini splendide. Sempre rispettoso della sua profondità poetica e morale, soprattutto sottraendo ciò che sa di melodrammatico. I molti luoghi scenici sostituiti da un unico e efficientissimo apparato scenico e luci perfette creano quel tocco necessario a dar magia. […] Lo spettatore insomma premiato dall’eleganza e dalla raffinatezza di un allestimento da memorizzare. »</p>
<p>Ingressi € 25/11</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni</p>
<p>BIGLIETTERIA TELEFONICA</p>
<p>059 2136021 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13</p>
<p>BIGLIETTERIA TEATRO STORCHI</p>
<p>Largo Garibaldi, 15 -  tel. 0592136021<br />
Orari: martedì dalle ore 10 alle 14 e dalle 16.30 alle 19.00; dal mercoledì al venerdì dalle ore 10.00 alle 14.00; sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.30 alle 19.00</p>
<p>VENDITA ONLINE</p>
<p>emiliaromagnateatro.com</p>
<p>vivaticket.it</p>
<p>emiliaromagnateatro.com</p>
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		<title>SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 23:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROSA]]></category>

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		<description><![CDATA[Traduzione e adattamento Gioele Dix e Nicola Fano con Alessandro Betti, Maria Di Biase, Katia Follesa, Maurizio Lastrico, Corrado Nuzzo, Marco Silvestri, Marta Zoboli e con Petra Magoni, Ferruccio Spinetti Scene Francesca Pedrotti – Trucchi e costumi Stefano Anselmo Musiche Petra Magoni e Ferruccio Spinetti Coreografie Marta Ottolenghi di William Shakespeare Regia Gioele Dix BANANAS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.361981447187645.96410.100001273798018&amp;type=1&amp;l=b0081a3fc4"><img class="alignnone" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/580403_361981653854291_100001273798018_1101648_603259175_n.jpg" alt="" width="960" height="960" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4403"></span>Traduzione e adattamento Gioele Dix e Nicola Fano</p>
<p style="text-align: center;">con<br />
Alessandro Betti, Maria Di Biase, Katia Follesa,<br />
Maurizio Lastrico, Corrado Nuzzo,<br />
Marco Silvestri, Marta Zoboli<br />
e con<br />
Petra Magoni, Ferruccio Spinetti<br />
Scene Francesca Pedrotti – Trucchi e costumi Stefano Anselmo<br />
Musiche Petra Magoni e Ferruccio Spinetti<br />
Coreografie Marta Ottolenghi</p>
<p style="text-align: center;">di William Shakespeare</p>
<p style="text-align: center;">Regia Gioele Dix</p>
<p style="text-align: center;">BANANAS &#8211; TEATRO STABILE DI VERONA</p>
<p>Da Mercoledì 2 maggio 2012 ore 21 a Domenica 6 maggio 2012 ore 16</p>
<p>Una inedita versione del “Sogno” di Shakespeare, firmata Gioele Dix che ha deciso di affrontare la regia del suo “Sogno” formando una compagnia composta interamente da giovani comici di successo e coinvolgendo nella messinscena un duo musicale di straordinaria e raffinata versatilità.<br />
In un gioco teatrale e poetico ricchissimo di equivoci, sberleffi, allusioni e colpi di scena, prende forma uno scenario fantastico di ineguagliabile potenza evocativa, che è da sempre occasione per le più svariate interpretazioni registiche.<br />
In questa versione del Sogno, ambientata in una sorta di selva periferica post industriale, le tradizionali gerarchie fra i personaggi vengono sovvertite. È la compagnia dei comici artigiani a dominare la scena, a impadronirsi a sorpresa di tutti i ruoli e a diventare il perno essenziale attorno al quale ruota l’intera vicenda. Lo spettacolo è dunque nel segno della fedeltà e della continuità con Shakespeare, senza tradimenti al testo, alla sua carica vitalistica, alle sue preziose ambiguità, alla sua fantasiosa e dirompente comicità.<br />
Ma, nel contempo, grazie alle qualità dei protagonisti, alla loro singolare sensibilità, all’originalità del loro stile espressivo, ne re-inventa il linguaggio e lo smarca dal rischio della convenzione.</p>
<p>PLATEA: Intero € 25,00 &#8211; Ridotto € 22,00 &#8211; Ridotto Bac Fondo per la Cultura € 22,00 Club Giovani € 14,00 (3°settore)<br />
GALLERIA: Intero € 21,00 &#8211; Ridotto € 19,00 &#8211; Ridotto Bac Fondo per la Cultura € 19,00 Club Giovani € 13,00</p>
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		<title>L&#8217;Esperia debutta a Cesena</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 23:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BALLETTO]]></category>

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		<description><![CDATA[Il BALLETTO DELL&#8217;ESPERIA per la prima volta a Cesena sabato 28 aprile chiude la Stagione Danza del Teatro Bonci recuperando la serata rimandata il 4 febbraio causa neve Per la prima volta a Cesena, il BALLETTO DELL&#8217;ESPERIA presenta, nell&#8217;ambito della Stagione Danza del Teatro Bonci, un programma composto da due pezzi di Paolo Mohovich, coreografo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.307921095927014.85376.100001273798018&amp;type=3&amp;l=546b9afb50"><img class="alignnone" src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/532701_362769160442207_100001273798018_1103938_316446117_n.jpg" alt="" width="960" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-3713"></span>Il BALLETTO DELL&#8217;ESPERIA</p>
<p style="text-align: center;">per la prima volta a Cesena</p>
<p style="text-align: center;">sabato 28 aprile chiude la Stagione Danza del Teatro Bonci</p>
<p style="text-align: center;">recuperando la serata rimandata il 4 febbraio causa neve</p>
<p>Per la prima volta a Cesena, il BALLETTO DELL&#8217;ESPERIA presenta, nell&#8217;ambito della Stagione Danza del Teatro Bonci, un programma composto da due pezzi di Paolo Mohovich, coreografo principale e direttore artistico della formazione, e da uno di Jacopo Godani, coreografo-danzatore e collaboratore di William Forsythe. Appuntamento sabato 28 aprile alle ore 21 con Corpi d’anima &#8211; Serata Godani/ Mohovich. Le musiche sono dei 48 Nord &#8211; duo tedesco di musica contemporanea elettronica, di Bach, in una vecchia incisione eseguita dal violoncellista catalano Pau Casals, e del gruppo pop-rock inglese Blur.</p>
<p>Il BALLETTO DELL&#8217;ESPERIA è la compagnia torinese premiata nel 2010 dalla rivista Danza &amp; Danza come “miglior progetto italiano” per lo spettacolo Trittico &#8217;900: in una decina d&#8217;anni d&#8217;attività, si è imposta come uno dei più interessanti ensemble di danza contemporanea a base classica, riscuotendo successi in Italia, Spagna, Francia, Turchia, Cipro, Argentina, Uruguay, Brasile, Perù e Stati Uniti.</p>
<p>Paolo Mohovich, coreografo principale e direttore artistico, crea per i suoi danzatori pièces originali, ma commissiona anche coreografie firmate, in esclusiva per la compagnia, da altri artisti: una modalità produttiva piuttosto rara in Italia, analoga a quelle delle maggiori realtà europee impegnate nella diffusione della coreografia contemporanea.</p>
<p>&#8220;danza ad alto voltaggio in cui i membri della compagnia danno il massimo&#8221;</p>
<p>Sergio Trombetta, Danza &amp; Danza</p>
<p>JACOPO GODANI ha frequentato la Scuola Internazionale di Danza Mudra di Bruxelles, diretta da Maurice Béjart. Allievo, danzatore e collaboratore di William Forsythe, ha creato opere originali per il Ballett Frankfurt, Rotterdamse Dansgroep, IT DANSA di Barcellona, Ballett Nurnberg, Sweden&#8217;s Goteborg Ballet, Karlsruhe Oper Ballet, Royal Ballet Covent Garden di Londra, Nederlands Dans Theater 2, Ballett des Landstheater Linz, Ballet du Rhin in Francia, la Compañía Nacional de Danza, Les Ballets de Montecarlo, Aterballetto, Balletto del Teatro alla Scala.</p>
<p>PAOLO MOHOVICH ha lavorato come danzatore a Madrid con il Ballet de Victor Ullate e con il Ballet di Saragozza, a Firenze con il Balletto di Toscana. Due volte Prix Volinine di Coreografia a Parigi, ha creato fino ad oggi circa 40 coreografie per il Balletto dell’Esperia e altre compagnie, fra cui la Maximum Dance Company di Miami, il Balletto di Toscana, il Ballet di Saragozza, il Centre Coreografic de la Comunitat Valenciana, il Centro Dramatico de Aragon, l’Astra Roma Ballet e la Miami Contemporary Dance Company.</p>
<p>BALLETTO DELL&#8217;ESPERIA</p>
<p>Corpi d’anima</p>
<p>Serata Godani/ Mohovich</p>
<p>direzione artistica Paolo Mohovich</p>
<p>PROGRAMMA</p>
<p>Atto di forza</p>
<p>concept, coreografia, luci e costumi Jacopo Godani musica 48 Nord</p>
<p>danzatori Davide Di Giovanni, Gonzalo Fernandez, Mireia Gonzalez, Giovanni Insaudo, Laura Missiroli, Elena Rittatore</p>
<p>SOLS A DOS &#8211; Suite</p>
<p>coreografia, costumi e luci Paolo Mohovich</p>
<p>musica Johann Sebastian Bach &#8211; Suite per violoncello nr. 3 in do maggiore</p>
<p>interpreti Davide Di Giovanni, Gonzalo Fernandez, Mireia Gonzalez, Giovanni Insaudo,</p>
<p>Laura Missiroli, Elena Rittatore</p>
<p>Strange News</p>
<p>coreografia e luci Paolo Mohovich musica Blur</p>
<p>danzatori Davide Di Giovanni, Gonzalo Fernandez, Mireia Gonzalez, Giovanni Insaudo, Laura Missiroli, Elena Rittatore</p>
<p>in collaborazione con Aterdanza</p>
<p>TEATRO BONCI, piazza Guidazzi &#8211; Cesena</p>
<p>sabato 28 aprile 2012, ore 21 (abbonamento Danza)</p>
<p>prezzi: intero € 25, ridotto € 18, loggione € 15</p>
<p>prevendita €1</p>
<p>biglietteria 0547 355959 &#8211; info@teatrobonci.it</p>
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		<title>Dopo Lugo e Bologna la Duchessa di Pizzi anche a Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 23:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[OPERA]]></category>

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		<description><![CDATA[Powder Her Face di Thomas Adès al Teatro Malibran Venerdì 27 aprile 2012 alle ore 19.00 (turno A), sestoappuntamento della stagione lirica 2012, il Teatro Malibran ospiterà la prima veneziana di Powder Her Face, opera da camera in due atti op. 14 del compositore britannico Thomas Adès su un libretto di Philip Hensher ispirato alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.149779481741177.37547.100001273798018&amp;type=1&amp;l=d5c35f8dfa"><img class="alignnone" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/546425_364370013615455_490436648_n.jpg" alt="" width="960" height="681" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4441"></span>Powder Her Face di Thomas Adès al Teatro Malibran</p>
<p>Venerdì 27 aprile 2012 alle ore 19.00 (turno A), sestoappuntamento della stagione lirica 2012, il Teatro Malibran ospiterà la prima veneziana di Powder Her Face, opera da camera in due atti op. 14 del compositore britannico Thomas Adès su un libretto di Philip Hensher ispirato alla tragica parabola della scandalosa vita di Margaret Campbell duchessa di Argyll (1912-1993), andata in scena per laprima volta al Cheltenham Music Festival il 1 luglio 1995.</p>
<p>L’opera di Adès sarà proposta a Venezia in un allestimento del Teatro Comunale di Bologna e del Teatro Rossini di Lugo di Romagna, andato in scena a Lugo nell’aprile 2010 e a Bologna nel novembre dello stesso anno.</p>
<p>Pier Luigi Pizzi ne firma regia, scene e costumi, Vincenzo Raponi le luci, Roberto Pizzuto i movimenti coreografici. Philip Walsh dirige l’Orchestra del Teatro La Fenice e un cast formato da Olga Zhuravel nel ruolo della Duchessa, Zuzana Marková in quello della cameriera (anche amica, amante del Duca, ficcanaso e giornalista), Luca Canonici in quello dell’elettricista (anche gigolò, cameriere, ficcanaso e fattorino), Nicholas Isherwood in quello del direttore dell’hotel (anche Duca, addetto alla lavanderia, ospitedell’hotel e giudice).</p>
<p>La realizzazione dell’opera a Venezia è stata possibile grazie al generoso supporto della Fondazione Amici della Fenice e all’importante contributo individuale di 134 dei suoi soci, che hanno voluto orientare la loro azione di sostegno alle attività del Teatro nella direzione della contemporaneità e dell’innovazione.</p>
<p>La prima di venerdì 27 aprile sarà seguita da quattro repliche, domenica 29 aprile alle 15.30 (turno C), e venerdì 4 maggio (fuori abbonamento), martedì 8 (turno D) e giovedì 10 (turno E) alle 19.00.</p>
<p>Per temi e situazioni lo spettacolo è consigliato a unpubblico adulto.</p>
<p>Powder Her Face (Incipriale il viso) si ispira alla figura di Ethel Margaret Whigham, nata nel 1912 da una ricca famiglia scozzese, diventata signora Sweeny col primo matrimonio nel 1933 e Margaret Campbell duchessa di Argyll col secondo matrimonio nel 1951. Esponente del gran mondo internazionale, donna bellissima e corteggiatissima, nel 1963 la Duchessa dovette affrontare una clamorosa causa di divorzio intentatale dal secondo marito. Tra le prove della infedeltà della donna fecero sensazione alcuni scatti fotografici che la ritraevano mentre compiva atti di erotismo orale con un uomo che certamente non era il consorte. La causa di divorzio della Duchessa si concluse con un’arringa lunga e appassionata  del giudice Wheatley, il quale la definì «una  donna sessualmente sfrenata che ha smesso di sentirsi soddisfatta dai normali rapporti sessuali e ha iniziato disgustose pratiche erotiche per soddisfare un suo degradato appetito sessuale». Anche dopo la condanna e il divorzio la Duchessa continuò a occupare le cronache del jet set con feste e ricevimenti memorabili. Ma nel 1990 dovette abbandonare la sua suite al Grosvenor House Hotel, dove lasciò un debito di33.000 sterline. Morì nella casa di cura St George di Pimlico nel 1993.</p>
<p>L’«opera da camera» che il compositore Thomas Adès (1971) e il librettista Philip Hensher (1965) idearono nel 1995 su commissione dell’Almeida Opera di Londra e del Cheltenham Music Festival, e che andò in scena per la prima volta all’Everyman Theatre di Cheltenham il 1° luglio 1995, si avvale di solo quattro cantanti: un soprano drammatico che interpreta ilruolo della Duchessa, e altri tre interpreti che impersonano più ruoli. Quello della cameriera (che nel corso dell’opera si trasforma nell’amica, l’amante del Duca, la ficcanaso, la giornalista) è affidato a un soprano leggero, quellodell’elettricista (poi gigolò, cameriere, ficcanaso, fattorino) a un tenore, quello del direttore dell’hotel (anche Duca, addetto alla lavanderia, ospite dell’albergo, giudice) a un basso.</p>
<p>L’opera è articolata in otto scene, la prima e l’ultima collocate nella fase finale della vita della Duchessa, il 1990, al momento dello sfratto dal Grosvenor House Hotel. A partire dalla seconda scena ha invece inizio in flashback un itinerario in successione cronologica che evidenzia alcuni momenti significativi nell’esistenza della nobildonna, come il primo divorzio (nella finzione collocato nel 1934), il secondo matrimonio con il Duca (1936), il rapporto sessuale orale con il cameriere di un hotel di lusso al centro di Londra (1953), la sentenza giudiziaria del secondo divorzio (1955), un’intervista concessa a una giornalista di moda (1970).</p>
<p>Philip Hensher, benchè privo di esperienza nel campo della creazione di libretti d’opera, ha costruito un percorso coinvolgente con scene di grande rilevanza drammatica. Egli stesso ha dichiarato di essersi ispirato ad alcuni potenti modelli femminili come la Lulu di Alban Berg o Baba la turca del Rake’s Progress di Igor Stravinskij.</p>
<p>Pianista e direttore d’orchestra, Thomas Adès, nato nel 1971, laureato al King’s College di Cambridge nel 1992, è uno dei compositori britannici emergenti, autore di una quarantina di partiture tra cui due opere per il teatro musicale, che hanno già riscosso vasta accoglienza in tutto il mondo. Nella sua eclettica partitura, in cui convivono citazioni della musica di consumo come il tango, celebri arie di musical, melodie à la Cole Porter, ma anche reminiscenze del Novecento colto, la realizzazione vocale accoglie sismograficamente le esigenze della situazione drammatica grazie a continuevariazioni ritmiche e a repentini passaggi dalla declamazione al canto spiegato. La veste strumentale è affidata a un’orchestra di solo quindici strumenti, modellata da vicino sull’organico dei molti capolavori composti da Britten per l’English Opera Group. Oltre a tradurre in modo quanto più possibile didascalico e minuzioso ogni più sottile dettaglio ambientale e psicologico del dramma, il colore strumentale, brillante, sofisticato e improntato a una scrittura per larghi tratti virtuosistica, viene anche utilizzato per delineare con immediatezza il lacerante dissidio nella figura della protagonista tra vitalità mondana e sessuale e integrità psichica.</p>
<p>In questo lavoro sono certamente messi in scena «i luridi eccessi di una duchessa inglese», come ha affermato l’autore del libretto Philip Hensher. Quest’opera però, oltre che di sesso e di soldi, parla di solitudine e di declino, e costituisce una sorta di sinistro memento mori, con la Morte che compare in scena alla fine nei panni del direttore dell’hotel, evidente allusione al finale di Don Giovanni.</p>
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		<title>Torna il Rinaldo di Pizzi a Ravenna, Ferrara e Reggio Emilia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 23:22:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AL TEATRO VALLI TORNA LO “STORICO” RINALDO DI PIER LUIGI PIZZI Venerdì 27 (ore 20) e domenica 29 aprile (ore 15.30), l’opera -  che qui debuttò nel 1985 -  conclude la Stagione di Opera 2011-2012. Ottavio Dantone dirige l’Accademia Bizantina “Rinaldo”, che andrà in scena al Teatro Municipale Valli venerdì 27 alle ore 20 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.354344071284716.94893.100001273798018&amp;type=1&amp;l=859783600d"><img class="alignnone" src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/559744_354344277951362_100001273798018_1084320_1604022242_n.jpg" alt="" width="960" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4318"></span></p>
<p style="text-align: center;">AL TEATRO VALLI TORNA LO “STORICO” RINALDO DI PIER LUIGI PIZZI<br />
Venerdì 27 (ore 20) e domenica 29 aprile (ore 15.30), l’opera -  che qui debuttò nel 1985 -  conclude la Stagione di Opera 2011-2012. Ottavio Dantone dirige l’Accademia Bizantina</p>
<p>“Rinaldo”, che andrà in scena al Teatro Municipale Valli venerdì 27 alle ore 20 e domenica 29 aprile alle 15.30 – a conclusione della Stagione di Opera -  è uno tra gli spettacoli più belli firmati da Pier Luigi  Pizzi: storico ma ancora freschissimo, nonostante i suoi quasi trent’anni (debuttò nel 1985 a Reggio Emilia) , rivive grazie alla coproduzione tra il Teatro Alighieri di Ravenna, I Teatri di Reggio Emilia e il Comunale di Ferrara.<br />
In un marmoreo salone di palazzo secentesco i personaggi, in azzurro-oro i cristiani, in rosso porpora i saraceni, si muovono trasportati su ‘macchine’ &#8211; cavalli, troni e barche &#8211; mosse da un formidabile squadrone di mimi che svelano agli occhi del pubblico la macchina teatrale, l’artificio, che è uno dei punti di forza dell’opera barocca.<br />
“Nella concezione dello spettacolo l’asso nella manica – sottolinea Pizzi &#8211; fu di inserire macchine sceniche umanizzate. L’utilizzo di queste macchine era comune nella scenografia barocca, così pensai di affidare all’uomo il compito di dare mobilità al dispositivo scenico, decisi che fossero dei figuranti a movimentare l’impianto e a far circuitare i personaggi su appositi carri. Questi mimi interamente vestiti di nero e mascherati come nel teatro giapponese kabuki, sono diventati i veri protagonisti dello spettacolo perché proprio a loro era affidato il compito di animare l’intera regia”. Oggi, a differenza del settecento, il pubblico non ha familiarità con gli eroi cavallereschi messi in scena da Händel, per questo, secondo il regista, è opportuno rappresentare i personaggi come se fossero delle icone, delle statue su piedistalli, in grado di evocare la maestosità dell’arte barocca, ma con quella sottile ironia che caratterizza un sapiente uso della citazione visiva.</p>
<p>Quello che viene dunque messo in scena in questo Rinaldo è Il “rituale del teatro”, il cui motore, afferma il regista, è la musica: “Il libretto dell’opera è solo un pretesto, come spesso accadeva nel teatro barocco. Fortunatamente la musica è un formidabile motore e la successione delle arie non genera monotonia ma anzi spinge l’azione in modo vivo ed energico”.</p>
<p>Il capolavoro handeliano segnò il debutto del compositore a Londra e la prima rappresentazione, al Teatro di Haymarket il 24 febbraio 1711, fu un successo abilmente orchestrato dal drammaturgo e impresario Aaron Hill. Il Rinaldo fu anche la prima opera totalmente in italiano ad andare in scena nella capitale britannica. Il giovane Händel la compose in soli quindici giorni, riadattando in parte partiture scritte durante gli anni trascorsi in Italia e che lo avevano reso famoso. Rinaldo fu un successo di lunga durata, tant’è che fu più volte ripreso per vent’anni e oggetto di due rifacimenti: il primo nel 1717, il secondo, più incisivo, nel 1731. Proprio il riutilizzo di arie precedenti e le modifiche apportate nel tempo dallo stesso Händel hanno suggerito a Pizzi e a Dantone di rivedere in parte la struttura dell’opera con lo spostamento di alcune arie e tagli di recitativi funzionali alla drammaturgia inscritta nel libretto. La vicenda è collocata a Gerusalemme nel 1099. Negli ultimi giorni dell’assedio che mise fine alla prima crociata, i cristiani, capeggiati da Goffredo di Buglione, sono opposti ai saraceni guidati dal re Argante. Il libretto di Aaron Hill, tradotto da Giacomo Rossi, è tratto dalla Gerusalemme liberata di Tasso e dall’Orlando furioso di Ariosto. L’abile Hill vi introdusse il personaggio di Almirena, figlia di Goffredo e promessa sposa di Rinaldo, arricchendo di significati la vicenda di Rinaldo e Armida, l’incantatrice, regina di Damasco.</p>
<p>Accanto a Ottavio Dantone e all’Accademia Bizantina, figurano nel cast vocale alcuni fra i massimi interpreti di questo repertorio: Maria Grazia Schiavo (Almirena), Riccardo Novaro (Argante); Roberta Invernizzi (Armida) Marina De Liso (Rinaldo); Goffredo (Krystian Adam), il Mago Cristiano (Antonio Vincenzo Serra), William Corrò (Araldo), Lavinia Bini (Sirene e Donna al seguito della maga Armida). Le complesse coreografie dei carri sono coordinate da Roberto Maria Pizzuto, le luci sono di Vincenzo Raponi. (u.s.)</p>
<p>Info: iteatri.re.it<br />
Tel. 0522.458811 &#8211; centralino<br />
Tel. 0522.458854 prenotazioni telefoniche &#8211; Fax 0522.451475 &#8211; biglietteria@iteatri.re.it</p>
<p style="text-align: center;">Pier Luigi Pizzi ridà vita al suo &#8216;storico&#8217; Rinaldo<br />
Teatro Alighieri ore 20.30: venerdì 20 aprile (turno A), domenica 22 (turno B)</p>
<p>La stagione d’opera 2011/12 del Teatro Alighieri si concluderà con Rinaldo di Händel, in scena per la prima volta a Ravenna, nello storico allestimento che Pier Luigi Pizzi firmò nel 1985 per il Teatro Valli di Reggio Emilia e poi ripreso nei teatri più prestigiosi del mondo. La direzione dell’opera, in scena venerdì 20 e domenica 22 aprile, è affidata ad Ottavio Dantone, specialista del repertorio barocco che, con Accademia Bizantina, rinnova il sodalizio con il Teatro di Ravenna dove nella passata stagione ha portato in scena un altro capolavoro di Händel: Giulio Cesare.</p>
<p>Uno degli spettacoli certamente più belli di Pizzi, il suo ormai storico ‘Rinaldo’, ancora freschissimo nonostante i suoi quasi trent’anni, rivive oggi grazie alla coproduzione tra il Teatro Alighieri di Ravenna, i Teatri di Reggio Emilia e il Comunale di Ferrara. In un marmoreo salone di palazzo secentesco i personaggi, in azzurro-oro i cristiani, in rosso porpora i saraceni, si muovono trasportati su ‘macchine’ &#8211; cavalli, troni e barche &#8211; mosse da un formidabile squadrone di mimi che svelano agli occhi del pubblico la macchina teatrale, l’artificio, che è uno dei punti di forza dell’opera barocca.<br />
“Nella concezione dello spettacolo l’asso nella manica – sottolinea Pizzi &#8211; fu di inserire macchine sceniche umanizzate. L’utilizzo di queste macchine era comune nella scenografia barocca, così pensai di affidare all’uomo il compito di dare mobilità al dispositivo scenico, decisi che fossero dei figuranti a movimentare l’impianto e a far circuitare i personaggi su appositi carri. Questi mimi interamente vestiti di nero e mascherati come nel teatro giapponese kabuki, sono diventati i veri protagonisti dello spettacolo perché proprio a loro era affidato il compito di animare l’intera regia”. Oggi, a differenza del settecento, il pubblico non ha familiarità con gli eroi cavallereschi messi in scena da Händel, per questo, secondo il regista, è opportuno rappresentare i personaggi come se fossero delle icone, delle statue su piedistalli, in grado di evocare la maestosità dell’arte barocca, ma con quella sottile ironia che caratterizza un sapiente uso della citazione visiva.</p>
<p>Quello che viene dunque messo in scena in questo Rinaldo è Il “rituale del teatro”, il cui motore, afferma il regista, è la musica: “Il libretto dell’opera è solo un pretesto, come spesso accadeva nel teatro barocco. Fortunatamente la musica è un formidabile motore e la successione delle arie non genera monotonia ma anzi spinge l’azione in modo vivo ed energico”. Alla musica barocca Pizzi è sempre stato particolarmente legato: per la sua articolazione rigorosa, fatta di simmetrie, circolarità, spirali, lo stesso rigore che si ritrova nell’architettura coeva e che consente di sperimentare in teatro una particolare retorica visiva, fatta di forme, colori e movimenti.</p>
<p>Il capolavoro handeliano segnò il debutto del compositore a Londra e la prima rappresentazione, al Teatro di Haymarket il 24 febbraio 1711, fu un successo abilmente orchestrato dal drammaturgo e impresario Aaron Hill. Il Rinaldo fu anche la prima opera totalmente in italiano ad andare in scena nella capitale britannica. Il giovane Händel la compose in soli quindici giorni, riadattando in parte partiture scritte durante gli anni trascorsi in Italia e che lo avevano reso famoso. Rinaldo fu un successo di lunga durata, tant’è che fu più volte ripreso per vent’anni e oggetto di due rifacimenti: il primo nel 1717, il secondo, più incisivo, nel 1731. Proprio il riutilizzo di arie precedenti e le modifiche apportate nel tempo dallo stesso Händel hanno suggerito a Pizzi e a Dantone di rivedere in parte la struttura dell’opera con lo spostamento di alcune arie e tagli di recitativi funzionali alla drammaturgia inscritta nel libretto. La vicenda è collocata a Gerusalemme nel 1099. Negli gli ultimi giorni dell’assedio che mise fine alla prima crociata, i cristiani, capeggiati da Goffredo di Buglione, sono opposti ai saraceni guidati dal re Argante. Il libretto di Aaron Hill, tradotto da Giacomo Rossi, è tratto dalla Gerusalemme liberata di Tasso e dall’Orlando furioso di Ariosto. L’abile Hill vi introdusse il personaggio di Almirena, figlia di Goffredo e promessa sposa di Rinaldo, arricchendo di significati la vicenda di Rinaldo e Armida, l’incantatrice, regina di Damasco.</p>
<p>Accanto a Dantone e alla Bizantina, figurano nel cast vocale alcuni fra i massimi interpreti di questo repertorio: Maria Grazia Schiavo nei panni di Almirena, Riccardo Novaro in quelli quelli di Argante; Roberta Invernizzi che interpreta il ruolo di Armida e Marina De Liso in quello di Rinaldo; Goffredo sarà impersonato da Krystian Adam, il Mago Crostiano da Vincenzo Serra. Infine William Corrò sarà l’Araldo mentre Lavinia Bini darà voce alle Sirene e alla Donna al seguito della maga Armida. Le complesse coreografie dei carri sono coordinate da Roberto Maria Pizzuto, le luci sono di Vincenzo Raponi.</p>
<p>‘Prima dell’opera’. Martedì 17 aprile alle 17.30 (ingresso libero), nella Sala Arcangelo Corelli del Teatro Alighieri, la presentazione di Rinaldo sarà curata da Carla Moreni.</p>
<p>La Stagione d’opera e danza del Teatro Alighieri di Ravenna è realizzata con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e il determinante sostegno di Cmc Ravenna e Unicredit.</p>
<p>Info e prenotazioni: 0544249244 – teatroalighieri.org</p>
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		<title>Martone a Recanati, Napoli, Milano e Bologna</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 23:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROSA]]></category>

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		<description><![CDATA[GIACOMO LEOPARDI RECANATI MARIO MARTONE Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.365133270205796.96952.100001273798018&amp;type=1&amp;l=4bb8b32731"><img class="alignnone" src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/533190_365133556872434_100001273798018_1107838_1612575450_n.jpg" alt="" width="960" height="686" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4463"></span>GIACOMO<br />
LEOPARDI<br />
RECANATI<br />
MARIO<br />
MARTONE</p>
<p style="text-align: center;">Quella vita ch’è una cosa bella,<br />
non è la vita che si conosce,<br />
ma quella che non si conosce;<br />
non la vita passata, ma la futura.<br />
Coll’anno nuovo, il caso<br />
incomincerà a trattar bene<br />
voi e me e tutti gli altri,<br />
e si principierà la vita felice.<br />
Non è vero?<br />
Speriamo.<br />
[Giacomo Leopardi, Operette morali<br />
Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere]</p>
<p>Prosegue fino a sabato 28 aprile al Teatro Persiani di Recanati l’ospitalità – iniziata il 26 aprile – delle Operette morali di Giacomo Leopardi nell’allestimento diretto da Mario Martone, uno degli artisti più sensibili del teatro e cinema italiano contemporaneo al quale è andato per questa regia il Premio Ubu 2011. Ultimo appuntamento in cartellone della stagione promossa dal Comune di Recanati e dall’AMAT e realizzata con il contributo di Regione Marche e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, lo spettacolo è prodotto da Teatro Stabile di Torino ed è stato definito da Curzio Maltese su “la Repubblica” “il più bello dell&#8217;anniversario per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Una magia e un’autentica scoperta”. Dopo il debutto in prima nazionale al Teatro Gobetti di Torino il 22 marzo 2011, Operette morali è andato in scena al Teatro Argentina<br />
di Roma e al Théâtre de la Ville di Parigi e per questa stagione arriva a Recanati in una tournée esclusiva che tocca poche città italiane: Torino, Napoli, Milano e Bologna.</p>
<p>Il viaggio di Mario Martone nell’800 italiano e nella sua antiretorica avrà come prossima tappa un film su GIACOMO LEOPARDI. Un approdo naturale che segue il pluripremiato affresco risorgimentale di Noi credevamo e l’adattamento teatrale delle Operette morali con cui Martone ha proposto di Leopardi uno sguardo ironico, vitale, straordinariamente contemporaneo. Ad annunciare il progetto  nel corso della conferenza stampa – alla presenza tra gli altri dell’Assessore alla Cultura della Regione Marche Pietro Marcolini,<br />
del dirigente regionale Raimondo Orsetti, del Sindaco di Recanati Francesco Fiordomo e del direttore dell’AMAT Gilberto Santini, è stato lo stesso regista. Il film di Martone su Giacomo Leopardi, prodotto dalla Palomar di Carlo Degli Esposti, presente anche lui all’incontro, è attualmente in fase di sviluppo insieme a Rai Cinema. Palomar prevede l&#8217;inizio delle riprese nella seconda metà del 2013.</p>
<p>L’assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini, nel ringraziare Mario Martone per il suo impegno artistico verso la figura e l’opera di Leopardi, ha posto l’accento sull’elemento di continuità nel nome del grande poeta<br />
recanatese che lega questo progetto alle Marche. “Un filo conduttore unico – ha detto Marcolini – che parte dalla campagna promozionale regionale, dove i versi dell’Infinito fanno da sottofondo alle immagini del nostro territorio, passa per l’esperienza del progetto Leopardi Tolstoj, si snoda attraverso le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e del bicentenario dell’apertura al pubblico della Biblioteca di Monaldo e sfocia in questo film su Leopardi oggi annunciato. È il cammino di un’avventura, che si arricchisce del contributo di un maestro del cinema nazionale e internazionale, che ci rende onore, e alla quale vogliamo continuare a partecipare”.</p>
<p>La presenza a Recanati di Mario Martone non si esaurisce con lo spettacolo. Sabato 28 aprile infatti verrà consegnato al regista (ore 18, Aula Magna del Comune) il settimo Premio Alessandrini promosso dal Comune di Recanati / Assessorato alle Culture e dal Circolo del Cinema Recanati con il patrocinio<br />
della Regione Marche, della Provincia di Macerata e della RAI Radiotelevisione italiana. La consegna<br />
sarà impreziosita da una conversazione con Mario Martone a cura di Gianfranco Capitta, critico teatrale e cinematografico de “Il Manifesto” e voce di Radio Tre Suite. La consegna del Premio sarà preceduta dalla presentazione del catalogo su Mario Martone che sarà distribuito gratuitamente ai presenti. Istituito nel 1998, anno del secondo centenario di Giacomo Leopardi, il Premio – che si svolge nell’ambito delle annuali celebrazioni della nascita di Giacomo Leopardi &#8211; è intitolato al recanatese Ludovico Alessandrini, uomo di grande<br />
cultura, già direttore della Rivista del Cinematografo e produttore per la RAI di film per Olmi, Avati, Cavani, De Seta, Piavoli e molti altri grandi autori italiani. L’iniziativa vuole mettere in evidenza quella cinematografia d’autore che – prendendo a prestito le parole di Pier Paolo Pasolini- si caratterizza per “uno sguardo che afferra le immagini, le idee, i paesaggi per il tramite di folgorazioni di tipo lirico”. Recanati con questo premio vuole, di anno in anno, proclamare “poeti della cinepresa” quegli autori che, come Giacomo Leopardi nelle sue liriche, riescono a sintetizzare per immagini i sentimenti e le emozioni eterne dell’uomo.</p>
<p>Le Operette morali sono una raccolta di 24 componimenti in prosa, dialoghi e novelle, che Giacomo Leopardi scrisse tra il 1824 ed il 1832 e rappresentano una perfetta orchestrazione di toni sulla vita e sulla morte. In essi troviamo l’anima più profonda dell’autore. “L’idea di Mario Martone &#8211; scrive Ippolita di Majo, dramaturg dello spettacolo &#8211; di mettere in scena le Operette morali di Giacomo Leopardi, un testo fuori dal canone della letteratura teatrale, nasce dal serrato confronto con la cultura e con la storia d’Italia del XIX secolo che lo<br />
ha impegnato negli ultimi anni di lavoro in campo cinematografico. A monte sta l’urgenza, artistica e civile, di riandare alle origini della scrittura teatrale nazionale per interrogarsi sui suoi potenziali e i suoi limiti: da Alfieri a Manzoni, appunto a Leopardi. In questo contesto le Operette morali offrono spunti di straordinaria efficacia e forza espressiva. L’idea di scrivere dei “dialoghetti satirici alla maniera di Luciano” nasce nel giovane Leopardi dal problema insoluto con la ‘drammatica’, ovvero con la scrittura teatrale tradizionalmente intesa. La forma dialogica consente inoltre a Leopardi una vertiginosa frammentazione dei punti di vista e in quasi tutti i personaggi, che si susseguono come in un arsenale delle apparizioni, si riflette il suo versatile e molteplice ingegno, la potenza creativa delle contraddizioni che animano il suo pensiero e danno corpo alla sua folgorante ironia. Si tratta di un testo che non si può definire teatrale in senso classico, ma che è stato pensato come una<br />
commedia, in una lingua e con una struttura così vive e moderne da far saltare i riferimenti drammaturgici del secolo in cui è stato scritto per approdare a una profonda consonanza con esperienze fondamentali del teatro del Novecento. Con la messa in scena di Operette morali Martone riprende il filo del suo ultimo spettacolo L&#8217;opera segreta in cui la parte finale era dedicata al soggiorno napoletano di Leopardi. Il progetto è quello di affrontare il testo nel suo insieme, operando dei tagli all’interno, ma preservandone la struttura complessiva.”</p>
<p>Protagonisti dello spettacolo sono (in ordine alfabetico): Renato Carpentieri, Marco Cavicchioli, Roberto De Francesco, Paolo Graziosi, Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Franca Penone, Barbara Valmorin. Le scene sono di Mimmo Paladino, i costumi di Ursula Patzak, le luci di Pasquale Mari, i suoni<br />
di Hubert Westkemper. La musica del Coro dei morti per il Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie è di Giorgio Battistelli (Casa Ricordi &#8211; Milano) eseguita dal Coro del Teatro di San Carlo diretto da Salvatore Caputo.<br />
Info e biglietti: Teatro Persiani (tel. 071 7579445), AMAT (tel. 071 2072439). Inizio spettacolo ore 21.</p>
<p>FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO</p>
<p>Stagione 2011/12</p>
<p>OPERETTE MORALI</p>
<p>di Giacomo Leopardi</p>
<p>con (in ordine alfabetico):</p>
<p>Renato Carpentieri, Marco Cavicchioli, Roberto De Francesco, Paolo Graziosi,</p>
<p>Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Franca Penone, Barbara Valmorin</p>
<p>adattamento e regia Mario Martone</p>
<p>dramaturg Ippolita di Majo</p>
<p>scene Mimmo Paladino</p>
<p>costumi Ursula Patzak</p>
<p>luci Pasquale Mari</p>
<p>suoni Hubert Westkemper</p>
<p>la musica del Coro dei morti per il Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie è di Giorgio Battistelli (Casa Ricordi &#8211; Milano)</p>
<p>eseguita dal Coro del Teatro di San Carlo diretto da Salvatore Caputo</p>
<p>aiuto regia Paola Rota</p>
<p>scenografo collaboratore Nicolas Bovey</p>
<p>Fondazione del Teatro Stabile di Torino</p>
<p>Premio UBU 2011 per la Regia</p>
<p>Premio La Ginestra 2011</p>
<p>LE DATE DELLA TOURNÉE – Edizione 2012</p>
<p>Torino Cavallerizza Reale Maneggio 16 – 24 aprile</p>
<p>Recanati Teatro Persiani 26 &#8211; 28 aprile</p>
<p>Napoli Versione per l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano (sala grande) 2 – 5 maggio</p>
<p>Milano Teatro Franco Parenti 8 – 13 maggio</p>
<p>Bologna Teatri di Vita (Sala Pasolini) 15 – 16 maggio</p>
<p>Le Operette morali sono una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, dialoghi e novelle, che Giacomo</p>
<p>Leopardi scrisse tra il 1824 ed il 1832.</p>
<p>In essi troviamo l’anima più profonda dell’autore: il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la Natura; il raffronto tra i valori del passato e la situazione statica e decaduta del presente; la potenza delle illusioni e della gloria. I temi affrontati sono fondamentali, primari: la ricerca della felicità e il peso dell’infelicità, la natura matrigna, la vita che è dolore, noia. In questo panorama di atmosfere astratte e glaciali la ragione si distingue come unico strumento per sfuggire alla disperazione.</p>
<p>Le Operette rappresentano una perfetta orchestrazione di toni sulla vita e sulla morte: nella visione leopardiana, l’uomo si muove all’interno di una natura cieca, dalla quale non può ottenere nulla. Sprezzante verso l’idea di progresso, scientifico e spirituale, il poeta irride le conquiste dell’umanità come pure finzioni, chimere di un progresso senza costrutto. Cosa rimane dunque all’uomo?</p>
<p>«L’idea di Mario Martone &#8211; scrive Ippolita di Majo, dramaturg dello spettacolo &#8211; di mettere in scena le Operette morali di Giacomo Leopardi, un testo fuori dal canone della letteratura teatrale, nasce dal serrato confronto con la cultura e con la storia d’Italia del XIX secolo che lo ha impegnato negli ultimi anni di lavoro in campo cinematografico. A monte sta l’urgenza, artistica e civile, di riandare alle origini della scrittura teatrale nazionale per interrogarsi sui suoi potenziali e i suoi limiti: da Alfieri a Manzoni, appunto a Leopardi. L’intera stagione del centocinquantenario dell’Unità d’Italia, al Teatro Stabile di Torino, è stata costruita d’altra parte secondo questo disegno, come una sorta di viaggio ideale nella storia della nostra scrittura scenica, con la volontà di ragionare su alcuni emblematici testi fondanti dell’identità culturale unitaria.</p>
<p>In questo contesto le Operette morali offrono spunti di straordinaria efficacia e forza espressiva. L’idea di scrivere dei “dialoghetti satirici alla maniera di Luciano” nasce nel giovane Leopardi dal problema insoluto con la ‘drammatica’, ovvero con la scrittura teatrale tradizionalmente intesa: “io che non mi posso adattare alle cerimonie non mi adatto anche a quell’uso; e scrivo in lingua moderna”, fa dire infatti con orgoglio a Eleandro nel Dialogo di Timandro e di Eleandro. E ancora: “Ne’ miei dialoghi, io cercherò di portare la commedia a quello che finora è stato proprio della tragedia cioè i vizi dei grandi, i principî fondamentali della calamità e della miseria umana, gli assurdi della politica, le sconvenienze appartenenti alla morale universale e alla filosofia, l’andamento e lo spirito generale del secolo, la somma delle cose, della società, della civiltà presente, le disgrazie, le rivoluzioni e le condizioni del mondo, i vizi e le infamie…”.</p>
<p>La forma dialogica consente inoltre a Leopardi una vertiginosa frammentazione dei punti di vista, e in quasi tutti i personaggi, che si susseguono come in un arsenale delle apparizioni, si riflette il suo versatile e molteplice ingegno, la potenza creativa delle contraddizioni che animano il suo pensiero e danno corpo alla sua folgorante ironia.</p>
<p>Si tratta di un testo che non si può definire teatrale in senso classico, ma che è stato pensato come una commedia, in una lingua e con una struttura così vive e moderne da far saltare i riferimenti drammaturgici del secolo in cui è stato scritto per approdare a una profonda consonanza con esperienze fondamentali del teatro del Novecento.</p>
<p>Con la messa in scena di Operette morali Mario Martone riprende il filo del suo ultimo spettacolo L&#8217;opera segreta (messo in scena al Teatro Mercadante di Napoli, nel dicembre del 2004), in cui la parte finale era dedicata al lungo soggiorno napoletano di Leopardi. Il progetto è quello di affrontare il testo nel suo insieme, operando dei tagli all’interno, ma preservandone la struttura complessiva: il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la Natura; il raffronto tra i valori del passato e la situazione statica e decaduta del presente; la potenza delle illusioni e della Gloria. Lo spettacolo ha debuttato lo scorso anno nello spazio raccolto della sala ottocentesca del Teatro Gobetti di Torino, dove, in una sorta di forma assembleare, hanno preso vita come in una visione magmatica e indefinita, gli dèi, gli spiriti e gli uomini che abitano la scena “arcana e stupenda”, ma anche irresistibilmente comica delle Operette morali».</p>
<p>Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Teatro Gobetti di Torino, il 22 marzo 2011, poi è andato in scena al Teatro Argentina di Roma e al Théâtre de la Ville di Parigi.</p>
<p>Il 10 dicembre 2007 Mario Martone viene nominato Direttore della Fondazione del Teatro Stabile di Torino.</p>
<p>Mario Martone ha cominciato a lavorare a Napoli nel 1977, nel clima delle avanguardie di quel periodo, fondando il gruppo “Falso Movimento” e realizzando spettacoli che fondevano gli elementi del teatro, del cinema, della musica e delle arti visive come Tango Glaciale (’82), Il desiderio preso per la coda da Picasso (’85), Ritorno ad Alphaville da Godard (’86), tutti destinati a lunghe tournée internazionali. Dieci anni dopo ha dato vita a “Teatri Uniti”, una compagnia tesa all’incontro tra gli artisti napoletani della nuova generazione, con cui ha realizzato anche i suoi film da indipendente. Il suo primo lungometraggio, Morte di un matematico napoletano, ha vinto il Gran Premio della Giuria a Venezia nel ’92. L’amore molesto (’95), Teatro di guerra (’98) e L’odore del sangue (‘03) sono stati tutti presentati a Cannes. Ha realizzato numerosi documentari e cortometraggi e ha filmato alcuni lavori teatrali tra cui lo spettacolo-manifesto di “Teatri Uniti” Rasoi, su testi di Enzo Moscato. Tra le sue regie: Filottete di Sofocle (’87), Riccardo II di Shakespeare (’93), Terremoto con madre e figlia di Fabrizia Ramondino (’94), I sette contro Tebe di Eschilo (’96), Edipo Re (2000) e Edipo a Colono (’04) di Sofocle, I dieci comandamenti di Raffaele Viviani (2000), L’opera segreta di Enzo Moscato (2005), Falstaff, un laboratorio napoletano da Shakespeare (2007) e, nel repertorio lirico, l’intera trilogia Mozart-Da Ponte al San Carlo di Napoli (da Così fan tutte ripreso anche a Ferrara nel 2000 e 2004 con Claudio Abbado, al Don Giovanni nel 2002, a Nozze di Figaro nel 2006), Lulu di Berg a Palermo (2001), Matilde di Shabran e Torvaldo e Dorliska di Rossini al ROF di Pesaro (2004-2006), Un ballo in maschera di Verdi con Antonio Pappano a Londra (2005), Antigone di Ivan Fedele al Maggio Musicale di Firenze (2007), Falstaff di Verdi a Parigi (2008), Otello di Verdi a Tokyo (2009). Ha ricevuto numerosi premi nei suoi diversi ambiti di lavoro, dai due David di Donatello per il cinema ai Premi della critica teatrale, dal premio Abbiati per l’opera lirica al premio Ubu per il suo impegno nel rinnovamento del Teatro di Roma, istituzione che ha diretto tra il ’99 e il 2000 e dove ha compiuto un lavoro di radicale cambiamento della programmazione, aprendo alle altre arti e alle nuove espressioni sceniche e fondando un teatro, l’India, ricavato da una vecchia fabbrica in disuso sul Lungotevere. Successivamente ha contribuito all’evoluzione del Mercadante come Teatro Stabile di Napoli, facendo parte per tre anni del suo comitato artistico; in questa veste ha realizzato il progetto Petrolio dal romanzo di Pier Paolo Pasolini (2004).</p>
<p>Nel novembre 2007 viene insignito del premio “Set Torino Piemonte” dalla Film Commission di Torino.</p>
<p>Nel 2010 ha presentato al Festival di Venezia il suo film Noi credevamo.</p>
<p>Nel maggio 2011 Noi credevamo ha vinto il David di Donatello come miglior film.</p>
<p>La pellicola ha vinto altri 6 David 2011 per la migliore sceneggiatura, il miglior direttore della fotografia, il miglior scenografo, il miglior truccatore, la migliore costumista, il miglior acconciatore.</p>
<p>Nella Stagione teatrale 2010/2011 Mario Martone ha curato la regia dello spettacolo Operette morali di Giacomo Leopardi, prodotto dal Teatro Stabile di Torino.</p>
<p>OPERETTE MORALI<br />
estratti dalla rassegna stampa</p>
<p>LA REPUBBLICA/Curzio Maltese [18 marzo 2011]<br />
“Operette Morali”<br />
Lo spettacolo più bello dell&#8217;anniversario va in scena al Gobetti di Torino, primo teatro dell&#8217;inno di Mameli… Una magia e un&#8217;autentica scoperta. Con la regia di Mario Martone, le Operette Morali di Giacomo Leopardi si rivelano forse il più grande e di sicuro il più moderno testo teatrale del nostro Ottocento.</p>
<p>LA STAMPA/Osvaldo Guerrieri [27 marzo 2011]<br />
“Questo Leopardi dà brividi di piacere”<br />
Martone offre uno spettacolo di formidabile presa teatrale… Nell&#8217;adattamento delle Operette morali, firmato a quattro mani da lui stesso e da Ippolita di Majo, compie un&#8217;operazione che contiene evidenti meriti: esalta una lingua il cui suono può provocare brividi di piacere; scende dritta come un laser nel nucleo del pensiero morale leopardiano, il cui pessimismo sulla natura umana e sulle sue sorti annienta ogni barlume di ottimismo; estrae guizzi di teatralità genuina e in qualche tratto irresistibile da un dialogare tenuto sempre sulla corda alta della speculazione filosofica e dell&#8217;apologo etico.</p>
<p>NEUE ZÜRCHER ZEITUNG/ Christine Wolter [19 aprile 2011]<br />
“Amaro pessimismo e genio scintillante”<br />
Esiste davvero? Una serata a teatro che ci si augura non finisca mai? Il miracolo lo hanno fatto un autore non ancora trentenne e con lui il direttore del Teatro Stabile di Torino e regista Mario Martone, oltre a nove fantastici attori che interpretano quaranta ruoli e l’affascinante scenografia dell’artista Mimmo Paladino. Lo spettacolo si chiama Operette Morali, l’autore Giacomo Leopardi (1798-1837).</p>
<p>IL MANIFESTO/Gianfranco Capitta [27 marzo 2011]<br />
“La memoria straziante e attuale di Leopardi”<br />
Ed è una compagnia davvero straordinaria di eccellenze di generazioni diverse quella che si muove e dà fisicità alle parole leopardiane… Continuamente sorgono dei picchi di intensità, in uno spettacolo che senza rinunciare<br />
alla propria complessità, si stende come un flusso ambientale grazie al lavoro drammaturgico di Ippolita di Majo, alle sonorità elaborate da Hubert Westkemper e alle luci magiche di Pasquale Mari. Leopardi con Martone<br />
si fa cinema, capace di coinvolgere senza scampo lo spettatore, dilatando la scrittura in immagini e sculture maestose, ma restringendo il campo continuamente per lambirne le sensazioni più private.</p>
<p>L’UNITÁ/Maria Grazia Gregori [24 marzo 2011]<br />
“Martone e le Operette di Leopardi: partitura sull&#8217;etica di un popolo”<br />
L&#8217;anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia celebrato anche a teatro con le Operette Morali, trasformate da Martone in un affresco impietoso sulla cultura del Belpaese e dei suoi abitanti così come li ritrae il poeta di Recanati. L&#8217;Italia<br />
ha 150 anni anche in teatro. Allo Stabile torinese, che ha dedicato alla ricorrenza l&#8217;intero cartellone, questa volta è di scena Mario Martone: il suo primo spettacolo da quando ne è il direttore. Un debutto per molti aspetti<br />
speciale vista anche la scelta di un testo non esplicitamente pensato per il teatro: le argute, pessimistiche, spiazzanti Operette Morali di Giacomo Leopardi in scena al Teatro Gobetti di cui è stato spettatore a una prova<br />
generale fatta per lui, il Presidente della Repubblica Napolitano che alla fine, insieme alla Presidente Christillin, a Martone, agli attori, ai tecnici, ai dipendenti dello Stabile e a tutti i presenti ha intonato l&#8217;inno di Mameli: per<br />
la prima volta, 150 anni fa, eseguito proprio al Gobetti….<br />
È qui che Martone, con una regia esemplare che ha scelto l&#8217;essenzialità nella drammaturgia (collaborazione di Ippolita di Majo) e nella recitazione, ci conduce: un viaggio da visionari, con i piedi per terra, però. Il montaggio<br />
è veloce, spesso in scena coesistono momenti diversi, grazie a tagli improvvisi e a spiazzanti suggestioni perché quello che vediamo ci riguarda: non esiste futuro senza memoria .</p>
<p>DELLA DIREZIONE DEL PREMIO</p>
<p>A Recanati un fine aprile tutto dedicato all’opera di Mario Martone.<br />
Oltre alla presentazione delle sue Operette morali il 26, 27 e 28 aprile presso il Teatro Persiani, inizierà dal 19 aprile la settima edizione degli Incontri con il Cinema di Poesia, con l’assegnazione del Premio Ludovico Alessandrini al regista Martone.<br />
Istituito nel 1998, anno del secondo centenario di Giacomo Leopardi, il premio è intitolato al recanatese Ludovico Alessandrini, uomo di grande cultura, già direttore della Rivista del Cinematografo e produttore per la RAI di film per Olmi, Avati, Cavani, De Seta, Piavoli e molti altri grandi autori italiani.<br />
L’iniziativa, che ha il patrocinio della RAI, della Regione Marche e della Provincia di Macerata, vuole mettere in evidenza quella cinematografia d’autore che – prendendo a prestito le parole di Pier Paolo Pasolini &#8211; si<br />
caratterizza per “uno sguardo che afferra le immagini, le idee, i paesaggi per il tramite di folgorazioni di tipo lirico”. Quella cinematografia spesso “povera” e di “provincia”: una provincia italiana, oppure una delle tante zone periferiche del mondo che si stanno affacciando sulla scena cinematografica internazionale.<br />
Recanati con questo premio vuole, di anno in anno, proclamare “poeti della cinepresa” quegli autori che, come Giacomo Leopardi nelle sue liriche, riescono a sintetizzare per immagini i sentimenti e le emozioni eterne<br />
dell’uomo.<br />
Dal 19 al 28 aprile si svolgono, per le scuole e per il pubblico, una serie di proiezioni dei film di Mario Martone che si concluderanno sabato 28 nell’Aula Magna del Comune con due incontri: il mattino con gli studenti e gli insegnanti di Retecinema, mentre il pomeriggio il critico teatrale e cinematografico de “Il Manifesto” e già voce di Radio Tre Suite, Gianfranco Capitta, intervisterà il regista.<br />
La manifestazione si concluderà con la presentazione del catalogo a quattro colori sulla figura e sull’opera di Mario Martone e con la consegna del Premio Ludovico Alessandrini al regista.</p>
<p>PRESENTAZIONE DEL PREMIO</p>
<p>Il Premio Ludovico Alessandrini per il cinema di poesia fa parte di un progetto più vasto: Lo schermo oltre la siepe &#8211; Incontri con il Cinema di Poesia che richiamano sia l’”infinito” leopardiano che il film di Robert Mulligan<br />
del 1962.<br />
Istituito nel 1998, anno del secondo centenario di Giacomo Leopardi, il premio è intitolato al recanatese Ludovico Alessandrini, uomo di grande cultura, già direttore della Rivista del Cinematografo e produttore per la RAI di film per Olmi, Avati, Cavani, De Seta, Piavoli e molti altri grandi autori italiani.<br />
L’iniziativa, che ha il patrocinio della RAI, della Regione Marche e della Provincia di Macerata, vuole mettere in evidenza quella cinematografia d’autore che – prendendo a prestito le parole di Pier Paolo Pasolini- si<br />
caratterizza per “uno sguardo che afferra le immagini, le idee, i paesaggi per il tramite di folgorazioni di tipo lirico”. Quella cinematografia spesso “povera” e di “provincia”: una provincia italiana, oppure una delle tante zone periferiche del mondo che si stanno affacciando sulla scena cinematografica internazionale.<br />
Recanati con questo premio vuole, di anno in anno, proclamare “poeti della cinepresa” quegli autori che, come Giacomo Leopardi nelle sue liriche, riescono a sintetizzare per immagini i sentimenti e le emozioni eterne<br />
dell’uomo.<br />
Il premio è promosso dal Comune di Recanati e dal locale Circolo del Cinema si svolge nell’ambito delle annuali celebrazioni della nascita di Giacomo Leopardi.<br />
Il Comitato che assegna il Premio è formato dall’Assessore alla Cultura del Comune di Recanati, dal Presidente del Circolo del Cinema Recanati, da un rappresentante della famiglia Alessandrini e si avvale sin dalla nascita del sostegno di RAI CINEMA.<br />
Nella sei edizioni precedenti, i registi premiati sono stati: Franco Piavoli (‘98), Rachid Benadhj (‘99), Abbas Kiarostami (2000), Carlo Mazzacurati (2001) e Giuseppe Piccioni (2002) e dopo una lunga sospensione , nel 2010 Francesca Archibugi.<br />
Il premio si svolge in genere in una settimana di autunno(spostato quest’anno ad aprile).</p>
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		<title>Muti apre il Ravenna Festival 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 23:16:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anteprima straordinaria per Ravenna Festival 2012: Riccardo Muti e la Chicago Symphony Orchestra Riccardo Muti e la Chicago Symphony Orchestra, questa la straordinaria anteprima che venerdì 27 aprile al Palazzo Mauro de André (ore 21) inaugurerà la XXIII edizione di Ravenna Festival. In programma la Suite sinfonica da “Il Gattopardo” di Nino Rota, il poema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.364375630281560.96816.100001273798018&amp;type=1&amp;l=fef79ea1f6"><img class="alignnone" src="http://a8.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/559520_364376073614849_100001273798018_1106523_1498909488_n.jpg" alt="" width="960" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4449"></span>Anteprima straordinaria per Ravenna Festival 2012: Riccardo Muti e la Chicago Symphony Orchestra</p>
<p>Riccardo Muti e la Chicago Symphony Orchestra, questa la straordinaria anteprima che venerdì 27 aprile al Palazzo Mauro de André (ore 21) inaugurerà la XXIII edizione di Ravenna Festival. In programma la Suite sinfonica da “Il Gattopardo” di Nino Rota, il poema sinfonico “Tod und Verklärung” (Morte e trasfigurazione) di Richard Strauss e la Quinta Sinfonia di Dmitrij Šostakovič.</p>
<p>Il concerto, sold out da tempo, chiude la trionfale tournée europea di Riccardo Muti sul podio della prestigiosa orchestra americana, la seconda da quando, nel settembre 2010, ne è divenuto Direttore Musicale, e che viene a coronare una stagione particolarmente feconda di successi e riconoscimenti internazionali, tra cui i due Grammy Awards (Best Classic e Best Choral Album) conquistati dalla registrazione live del Requiem verdiano a suggellare appunto la profonda intesa fra Muti e la ‘sua’ orchestra. Dopo Mosca e San Pietroburgo, passando per Roma, Napoli e Brescia, approda a Ravenna la punta di diamante delle cosiddette ‘Big Five’ (come sono definite le maggiori orchestre statunitensi), quella che in molti, tra tutte la rivista ‘Gramophone’, non esitano a definire come la migliore del mondo e che l’attuale direzione del grande Maestro italiano ha arricchito di una nuova inclinazione cantabile e di una più marcata morbidezza espressiva. “Un’orchestra imponente, poderosa – sottolinea Muti &#8211; ma anche straordinariamente versatile, ancora segnata dall’impostazione ricevuta da maestri come Fritz Reiner e Georg Solti”.</p>
<p>Il concerto si aprirà con l’omaggio a Nino Rota, un compositore cui Muti è profondamente legato: “fu lui a convincermi che avevo qualche qualità – ha raccontato più volte &#8211; e a spingere la mia famiglia a farmi studiare musica sul serio”. Rota, allora direttore del Conservatorio di Bari, motivò infatti il 10 e lode assegnato al giovane pianista: “Non per come hai suonato, ma per come potrai farlo in futuro”. Di Rota sarà eseguita la Suite sinfonica che l’autore stesso trasse dalle musiche  scritte per “Il Gattopardo”, il film ispirato all’omonimo romanzo di Tomasi di Lampedusa, firmato da Luchino Visconti nel 1963. Una partitura che, seppure nata nel contesto cinematografico, rivela una visione della composizione ed uno spessore che fanno di questo autore uno dei grandi del Novecento.</p>
<p>Il programma proseguirà poi con “Tod und Verklärung” (“Morte e trasfigurazione”), poema sinfonico di Richard Strauss composto tra il 1888 e il 1890, sotto l’influsso della poetica wagneriana che però Strauss rilegge fondendo l’idea di dramma musicale con il linguaggio strumentale del proprio tempo. In una partitura dalla solida e infallibile architettura formale che, come ebbe a scrivere lo stesso Strauss, “rappresenta i momenti che precedono la morte di un uomo, la cui vita è stata un continuo tendere ai supremi ideali: un tale uomo è per eccellenza l’artista.”</p>
<p>La serata si concluderà con l’esecuzione della Quinta Sinfonia in re minore op. 47 di Dmitrij Šostakovič, composta nel 1936 nella Russia sovietica dominata dai dictat staliniani: “La risposta di un artista ad una giusta critica” con la quale l’autore intendeva sfuggire alle accuse di formalismo antiregime che avevano colpito la sua opera “Lady Macbeth nel distretto di Mcensk”. La ‘risposta’ dietro il retorico ottimismo di facciata lascia però intravedere il sarcasmo e la parodia dei trionfalismi del potere ai quali Šostakovič punta con il suo brano.</p>
<p>Il concerto di Ravenna è reso possibile grazie al prezioso contributo del Gruppo Hera; Bank of America Merrill Linch è lo sponsor globale della Chicago Symphony Orchestra, mentre i concerti della tournée italiana sono sponsorizzati da SAGE FOUNDATION (Presidente Mesissa Sage Fadim).</p>
<p>Info 0544 299244 – ravennafestival.org</p>
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		<title>Doppio appuntamento Nobodaddy</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 23:09:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[PROSA]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Punta Corsara si apre il sipario sulla giovane drammaturgia napoletana Il gruppo, nato dall’esperienza diretta a Napoli e Scampia da Marco Martinelli, e forte di numerosi riconoscimenti, presenta a Ravenna due spettacoli in scena al Rasi. Il Nobodaddy – progetto ravennate sulla scena contemporanea a cura del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro – dedica una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.364717253580731.96909.100001273798018&amp;type=1&amp;l=fa7bae44e1"><img class="alignnone" src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/303453_365020593550397_100001273798018_1107607_94169555_n.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4454"></span>Con Punta Corsara si apre il sipario sulla giovane drammaturgia napoletana</p>
<p>Il gruppo, nato dall’esperienza diretta a Napoli e Scampia da Marco Martinelli, e forte di numerosi riconoscimenti, presenta a Ravenna due spettacoli in scena al Rasi.</p>
<p>Il Nobodaddy – progetto ravennate sulla scena contemporanea a cura del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro – dedica una giornata di visioni al giovane gruppo napoletano nato dall’esperienza di Arrevuoto e di Punta Corsara che presenta venerdì 27 aprile al Teatro Rasi alle 19 e alle 21 rispettivamente La solitudine delle ombre e Il convegno, prove di grande fertilità drammaturgica.</p>
<p>La solitudine delle ombre – in scena venerdì 27 aprile al Teatro Rasi alle 19 – indaga la presenza sottile e profonda dei ricordi, dei rimpianti e dei desideri, in quello spazio immobile e indifeso di fronte al tempo che è la famiglia. Opera prima di Giovanni Vastarella che lo ha scritto e diretto e lo interpreta insieme a Valeria Pollice (che ha curato anche scena e costumi) e Tonino Stornaiuolo (anche aiuto regista), il lavoro vede in scena tre figure – una madre, un figlio e una giovane vicina di casa – che si muovono in un interno asettico, dove si consuma il dramma di una donna cariata dal tempo, divenuta madre a soli diciassette anni. Ingenua e inesperta, ha rinunciato alle proprie ambizioni, ai propri desideri, per dedicarsi totalmente ai figli. Inevitabilmente costretta a scontrarsi con il tempo che scorre e che ha reso ormai adulto il figlio, la donna non riesce a staccarsi dal passato nel quale vorrebbe continuare a vivere e che pure continua a tormentarla con le sue ombre. “La solitudine delle ombre porta alla luce ciò che per pudore si confina fra quattro mura, dà voce ai silenzi, parla lingue diverse pur nello stesso idioma – scrive la compagnia. Frutto di un mosaico di storie vere fuse con la finzione, lo spettacolo è un grido in bilico tra delirio e realtà, nel quale il confine tra l’onirico e il tangibile si misura con la punta delle dita. È la storia dolorosa delle ombre che ci seguono silenziose, umili, senza perderci di vista un attimo, a un palmo di mano da noi”. I tre componenti di Punta Corsara hanno partecipato con questo lavoro alla finale dell&#8217;edizione 2011 del Premio Scenario. Musiche a disegno luci sono di Giuseppe Di Lorenzo.</p>
<p>Il convegno – in scena venerdì 27 aprile alle 21 sempre al Rasi – è un’azione teatrale frutto di una drammaturgia originale collettiva con cui la compagnia affronta il tema delle periferie. È uno spettacolo-conferenza in cui lo spirito e le parole di alcuni autori dal tratto caustico – Karl Valentin, Achille Campanile, Rem Koolhaas, Kurt Vonnegut – si mischiano e confondono con le cronache di periferia. Nel Convegno la platea, tenuta per tutto il tempo a luci piene, diventa parte integrante di quella che si rivelerà una farsa esasperata e attonita, dove in un contesto di iperrealtà interviene come metafora il mutismo di “una giovane ragazza di periferia” osservata e “anatomizzata”, la cui figura silente diventa controcanto alla spazzatura sonora dei relatori e immagine grottesca e inquietante dell’impossibilità di dire.</p>
<p>“I fatti incresciosi delle ultime settimane ci spingono a convocare un convegno d&#8217;urgenza per capire come, dove e se dobbiamo ascoltare le periferie. Abbiamo invitato i massimi esperti, ci aspettiamo idee illuminanti e ottime soluzioni. Lo facciamo per tutti quelli che nella loro vita, non hanno ancora mai dato segni di perifericità” recita l’incipit di un lavoro scenico il cui testo-non testo compone un “convegno” ironico ma piuttosto pungente.</p>
<p>In scena Christian Giroso, Tonino Stonaiuolo, Valeria Pollice, Giuseppina Cervizzi, Gianni Rodrigo Vastarella, Vincenzo Nemolato, Mirko Calemme con la regia di Emanuele Valenti.</p>
<p>Giuseppina Cervizzi, una delle protagoniste, è tra gli interpreti dell&#8217;ultimo film di Matteo Garrone Reality (conosciuto anche col titolo Big House), unico film italiano in concorso alla 65ma edizione del Festival di Cannes (dal 16 al 27 maggio). Nel cast ci sono anche Nando Paone, Nunzia Schiano, Nello Iorio, Rosaria D&#8217;Urso, Graziella Marina, Raffaele Ferrante e Carlo Del Sorbo.<br />
“Tutti ottimi attori di teatro &#8211; conclude Garrone -, ci tengo proprio a sottolinearlo”.</p>
<p>L’esperienza di Punta Corsara è nata nel 2007 come progetto di Impresa Culturale legato alla Fondazione Campania dei Festival diretto da Marco Martinelli. Il gruppo di giovani attori e tecnici si è costituito nel 2010 come associazione ed è oggi guidato da Emanuele Valenti e Marina Dammacco, rispettivamente regista e organizzatrice. Vincitori nel 2010 di un Premio Speciale Ubu e del Premio Hystrio-Altre Muse, i ragazzi di Punta Corsara hanno curato fino al 2010 la programmazione e l’attività pedagogica all’Auditorium di Scampia. Tra i primi spettacoli prodotti dal gruppo Fatto di cronaca di Raffaele Viviani a Scampia, con la regia di Arturo Cirillo, e Il signor di Pourceaugnac, farsa minore da Molière diretta da Emanuele Valenti. Punta Corsara ha anche coordinato un’inchiesta nel casertano da cui è nato il volume Terre in disordine. Racconti e immagini della Campania di oggi, curato da Maurizio Braucci e Stefano Laffi e pubblicato da minimum fax. Dal 2011 il gruppo affianca Marco Martinelli &#8211; anche direttore artistico del progetto &#8211; nella conduzione di Capusutta, un laboratorio rivolto agli adolescenti di Lamezia Terme.</p>
<p>Informazioni e prenotazioni<br />
nobodaddy@ravennateatro.com<br />
0544 36239 / 333 7605760</p>
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		<title>Elisabeth in Musical</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 23:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSIC HALL]]></category>

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		<description><![CDATA[“Unica tappa italiana del tour europeo, il musical Elisabeth è in scena a Trieste, al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dal 26 aprile al 6 maggio 2012. Lo spettacolo ripercorre con un cast d’eccellente livello la storia dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria. Splendida colonna sonora firmata da Michael Kunze e Sylvester Levay il musical è l’allestimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.362596393792817.96526.100001273798018&amp;type=1&amp;l=47b2374e20"><img class="alignnone" src="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/575542_362633147122475_100001273798018_1103132_1907437305_n.jpg" alt="" width="960" height="640" /></a></p>
<p><span id="more-4425"></span>“Unica tappa italiana del tour europeo, il musical Elisabeth è in scena a Trieste,<br />
al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dal 26 aprile al 6 maggio 2012. Lo<br />
spettacolo ripercorre con un cast d’eccellente livello la storia dell’Imperatrice<br />
Elisabetta d’Austria. Splendida colonna sonora firmata da Michael Kunze e Sylvester Levay il musical è l’allestimento più imponente mai ospitato al Politeama Rossetti, con una notevolissima ricchezza di elementi scenici e<br />
costumi. La prevendita dei biglietti è in corso ”</p>
<p>Il musical Elisabeth di Michael Kunze e Sylvester Levay era da molti anni fra i titoli a cui lo Stabile regionale ambiva, e finalmente l’allestimento in tour in Europa, prodotto da Andrea Friedrichs per La Belle Tournee con i Vereinigten Bühnen Wien, arriva a Trieste – in esclusiva nazionale – dal 26 aprile al 6 maggio prossimi.</p>
<p>La prevendita dei biglietti è già in corso ed è bene affrettarsi ai botteghini perché sarà un grande evento: lo spettacolo è il maggiore mai ospitato nella storia dello Stabile e sarà trasportato da ben 13 Tir carichi di elementi scenografici, luci, parrucche e una miriade di meravigliosi costumi.</p>
<p>L’allestimento infatti celebra il ventennale del debutto di Elisabeth ed è destinato ai grandi teatri tedeschi: unica eccezione, Trieste dove il musical segna un’importante prima nazionale e sarà interpretato da un cast di assoluto livello, capeggiato nel ruolo del titolo da Annemieke van Dam, olandese come le interpreti storiche Pia Dowes e Maya Hakvoort, e da Mark Seibert nel ruolo della Morte.</p>
<p>Elisabeth esordisce nel 1992 a Vienna e s’impone come il musical dei record del mondo tedesco: è stato applaudito da oltre 8 milioni di persone, ha fatto sognare con una colonna sonora (creata da Sylvester Levay) che armonizza rock e romanticismo e con un allestimento (quello che vedremo conta sulla regia di Harry Kupfer e la scenografia di Hans Schavernoch) imponente e pieno di sorprese, capace di fondere tecnologia e sogno, modernità e memoria imperiale…</p>
<p>Mantenendosi obiettivo e distante dai clichè il musical si sviluppa attorno all’infelice destino dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria: percorriamo le tappe della sua vita, dall’infanzia a Possenhofen, al matrimonio da sogno con Franz Joseph, dalla nascita dei figli fino alla morte a Ginevra per mano dell’anarchico italiano Luigi Lucheni.<br />
Ed è proprio Lucheni a far da “narratore” in una sorta di lungo flashback, attraverso cui intende discolparsi con i posteri, sottolineando il costante rapporto di attrazione, addirittura “d’amore” di Sissi con la morte.<br />
Un’attrazione reciproca, un vagheggiare la Morte che attraversa tutte le fasi della vita di Sissi. La Morte è impersonata nello spettacolo da un bellissimo giovane – l’ottimo cantante e interprete Mark Seibert –che funge da “angelo” e da “diavolo” tentatore allo stesso tempo, per Sissi e per gli altri personaggi della sua famiglia. Nelle sue mani cadono infatti il figlio Rodolfo, tanti suoi<br />
parenti periti tragicamente, e lei stessa, che, pugnalata, si abbandona nelle braccia del misterioso personaggio, in un bacio liberatorio</p>
<p>Elisabeth va in scena a Trieste, ospite del cartellone Musical dello Stabile regionale in esclusiva italiana, da giovedì 26 aprile a domenica 6 maggio. Le repliche sono tutte serali con inizio alle 20.30 tranne quelle in scena sabato 28, domenica 29 aprile, martedì 1 e sabato 5 maggio (doppia replica anche alle 16) domenica 6 maggio la recita è in programma soltanto in pomeridiana alle ore<br />
16.</p>
<p>I biglietti disponibili si possono acquistare presso i consueti punti vendita e agenzie dello Stabile<br />
regionale e attraverso il sito ilrossetti.it.</p>
<p>La Stagione 2011-2012 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.</p>
<p>Tutta la stagione e le possibilità di adesione ai diversi cartelloni sono illustrate anche sul sito ilrossetti.it; inoltre il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.</p>
<p>“Incontro pomeridiano di approfondimento in occasione di Elisabeth, il<br />
musical di Michael Kunze e Sylvester Levay presentato allo Stabile regionale<br />
in esclusiva per l’Italia. Venerdì 27 aprile alle 17.30 al CaféRossetti traduttore<br />
Franco Travaglio – parlerà dei problemi della traduzione e dei musical di area<br />
austriaca e tedesca”</p>
<p>Primo incontro di approfondimento legato al musical Elisabeth in scena al Teatro Stabile regionale in esclusiva italiana: venerdì 27 aprile alle 17.30 al CaféRossetti la conversazione si incentrerà sui musical in Austria e Germania e in particolare sui problemi di traduzione. A condurre sarà Stefano Curti che avrà ospiti Valeria Rosso, laureatasi in lingue all’Università di Torino proprio<br />
sulla traduzione di Elisabeth e Franco Travaglio, autore della traduzione usata nei sovratitoli a Trieste. Franco Travaglio – fratello del noto giornalista Marco – è regista, compositore, librettista, studioso di musical contemporaneo, ed ha tradotto in italiano i libretti dei capolavori di Andrew Lloyd Webber Jesus Christ Superstar, Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat e Phantom<br />
of the Opera e collaborato con i maggiori artisti internazionali e italiani.</p>
<p>Elisabeth va in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.</p>
<p>Il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.</p>
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		<title>PREMIO CINQUE STELLE AL GIORNALISMO SETTIMA EDIZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 23:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIBO]]></category>
		<category><![CDATA[VINI]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano Marittima, capitale italiana del turismo, accoglierà, mercoledì 25 aprile prossimo, gli operatori della comunicazione che si sono distinti, con il loro lavoro, nel mondo dell&#8217;informazione. Un riconoscimento alla professionalità di chi ha contribuito alla diffusione e conoscenza delle eccellenze che sostengono il nostro Paese. Sede del Premio sarà, ancora una volta, il Palace Hotel, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.362559770463146.96519.100001273798018&amp;type=3&amp;l=ac274e25c4"><img class="alignnone" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/582122_362574040461719_100001273798018_1102967_988057954_n.jpg" alt="" width="960" height="636" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4416"></span>Milano Marittima, capitale italiana del turismo, accoglierà, mercoledì 25 aprile<br />
prossimo, gli operatori della comunicazione che si sono distinti, con il loro lavoro, nel mondo dell&#8217;informazione. Un riconoscimento alla professionalità di chi ha contribuito alla diffusione e conoscenza delle eccellenze che sostengono il nostro Paese. Sede del Premio sarà, ancora una volta, il Palace Hotel, cinque stelle della catena Select Hotels Collection, dove sarà allestita anche una mostra per ricordare i 100 anni di fondazione della città.</p>
<p>Terminati i lavori della Giuria, sono stati designati i nomi dei cinque professionisti dell&#8217;informazione cui verranno assegnati i riconoscimenti del premio internazionale “Cinque Stelle al Giornalismo”. Si tratta di Luciano Ferraro, caporedattore del “Corriere della Sera”; Marcello Masi, direttore del TG2; Giovanni Morandi, direttore del “QN” e “Il Resto del Carlino”; Monica MOSCA, direttrice del settimanale “Gente”; Michael Ramstetter, direttore della rivista ADAC Motorwelt. I designati saranno protagonisti della serata di gala che si terrà mercoledì 25 aprile 2012 al Palace Hotel di Milano Marittima,<br />
cinque stelle della catena alberghiera Select Hotels Collection che organizza, per il settimo anno, la manifestazione. Per la Giuria, presieduta dal prof. Ruben Razzante, docente di diritto dell&#8217;informazione all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, si è trattato di un compito non facile scegliere i cinque nominativi<br />
cui assegnare i riconoscimenti, ma il risultato è di assoluta qualità, avendo i giurati proposto un rosa di prestigiosi professionisti dell&#8217;informazione. Mercoledì 25 aprile , dunque, si rinnoverà l&#8217;appuntamento con il Premio, voluto da Select Hotels Collection, catena alberghiera della famiglia Batani, con APT Emilia Romagna, il contributo della Banca Popolare di Ravenna, Bartorelli Gioiellerie, Dolp&#8217;s Studio di Forlì, in collaborazione con Mario Baldassari, presidente Federeventi e l&#8217;Associazione Italo Tedesca dei Giornalisti. Sostengono l&#8217;evento anche Antinori, Bolla, Brian Giotto, Ferrarelle, Feudi di San Gregorio, LG fullservice, Marie Danielle, Martini, Orogel, Parmigiano Reggiano, Pineta by Visionnaire, QN Il Resto del Carlino, Selecta, Tiefenbrunner. Giunta alla settima edizione, la manifestazione, che gode del patrocinio dell&#8217;Ordine Nazionale dei Giornalisti, sarà presentata da Massimo Giletti, coadiuvato da Vira Carbone e avrà come splendida scenografia i saloni del Palace Hotel di Milano Marittima dove, nel corso di una serata di gala, saranno consegnati i riconoscimenti. Il momento spettacolare sarà a cura della Maison di gioielli Bartorelli, che ha negozi a Riccione, Pesaro, Cortina e Milano Marittima. Come ogni anno splendide ed eleganti modelle presenteranno le ultime novità della maison, autentiche creazioni uniche, frutto della creatività e della maestria nell&#8217;arte orafa di una gioielleria che vanta 130 anni di esperienza e successi. Questa settima edizione, inoltre, coincide con i 100 anni di nascita di Milano Marittima. La città, infatti, è stata fondata, secondo quanto compare nei registri del notaio Venturini di Ravenna, il 14 agosto 1912, giorno in cui venne stipulata la convenzione fra il Comune di Cervia e la “Società Anonima per lo Sviluppo della Spiaggia di Cervia Milano Marittima”, costituitasi un anno prima. Ne facevano parte milanesi e lombardi che sognavano di fondare una nuova località turistica sulle rive dell’Adriatico, ispirandosi all’idea della “città giardino”, teorizzata dall&#8217;urbanista inglese Ebenezer Howard. Tra i fondatori anche Giuseppe Palanti, pittore scenografo e cartellonista che ha lavorato a lungo alla nascita del nuovo insediamento urbano. E&#8217; evidente che in un&#8217;occasione come questa il Premio Internazionale “Cinque stelle al Giornalismo” non poteva sottrarsi alle celebrazioni del<br />
centenario, tanto che l&#8217;organizzazione ha ritenuto opportuno allestire, nei saloni del Palace Hotel, una mostra fotografica dal titolo “Il sogno della &#8216;città giardino&#8217; dei milanesi, sulla &#8216;Costa Verde Adriatica&#8217; di Romagna”. L&#8217;inaugurazione si terrà alle ore 20,00 del 25 aprile, con il simbolico taglio del nastro da parte del sindaco di Cervia, Roberto Zoffoli. Si tratta di una rassegna di immagini dalla nascita della città alla “grande trasformazione”, curate dallo storico Renato Lombardi. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 13 maggio.</p>
<p>selecthotels.it</p>
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		<title>I RUSTEGHI A RIMINI, FERRARA E MILANO</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 23:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROSA]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 24 aprile al 6 maggio 2012 via Rovello torna a essere la casa di Goldoni “I rusteghi” con la regia di Gabriele Vacis Un Goldoni nero e femminista ante litteram Ritratto aggiornato di ricca e ottusa borghesia con un cast interamente maschile Via Rovello, come dire la casa di Goldoni. La sala storica del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.326223897430067.88590.100001273798018&amp;type=3&amp;l=7fcd21dad6"><img class="alignnone" src="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/419456_326224287430028_100001273798018_1008835_762538769_n.jpg" alt="" width="896" height="960" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-3978"></span></p>
<p style="text-align: center;">Dal 24 aprile al 6 maggio 2012<br />
via Rovello torna a essere la casa di Goldoni</p>
<p>“I rusteghi” con la regia di Gabriele Vacis<br />
Un Goldoni nero e femminista ante litteram</p>
<p>Ritratto aggiornato di ricca e ottusa borghesia<br />
con un cast interamente maschile</p>
<p>Via Rovello, come dire la casa di Goldoni. La sala storica del Piccolo è stata testimone di tutte le possibili declinazioni sceniche del grande veneziano, da quelle storiche di Strehler ai Gemelli veneziani (2001) di Ronconi, fino alla recente Trilogia di Toni Servillo (2007).<br />
Al Piccolo Teatro Grassi arriva ora, dal 24 aprile al 6 maggio 2012, una delle sue commedie più cupe, i Rusteghi con la regia di Gabriele Vacis (prodotto dal Teatro Stabile di Torino), al suo secondo Goldoni dopo la Trilogia del 1993.<br />
Due padri, tanto ricchi quanto gretti e ignoranti, vorrebbero che i rispettivi figli si sposassero, ma senza dar loro la possibilità di conoscersi prima delle nozze. La siora Felice, trasgredendo, fa incontrare i ragazzi che sono scoperti e accusati di aver disobbedito agli ordini paterni.<br />
Goldoni tratteggia la condizione dell&#8217;uomo adagiato nella propria stoltezza: per questo un rinoceronte campeggia sul palco, rimandando all&#8217;universo ioneschiano di Rhinocéros, commedia sull&#8217;omologazione e sull&#8217;ottusità dell’uomo. La rilettura in chiave moderna dell&#8217;opera settecentesca operata da Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero, che firmano insieme traduzione e adattamento, sottolinea la meschinità e la chiusura dei personaggi principali. La scelta di affidare i ruoli femminili a uomini rappresenta un tentativo di<br />
calarsi nei panni altrui per meglio capire il proprio prossimo.</p>
<p>“Le donne dei Rusteghi”, spiega la Spaliviero, “non fanno mai veramente parte del mondo che decide le regole. Sono solo a disposizione di quel mondo, lo vivono nascoste e finiscono per adeguarne le loro stesse ambizioni. Per questo, quando abbiamo cominciato a riscrivere Rusteghi in italiano dal veneziano,<br />
ci è sembrato realistico che le donne fossero essenzialmente un costume, un abito sulla scena maschile.<br />
La scelta di affidare ad attori maschi anche le parti femminili è solo un piccolo scarto, data l’ininfluenza di un corpo femminile così scisso dalla complessità della sua intelligenza, in questo mondo di padroni, più che di padri o mariti”.<br />
“Quello dei Rusteghi è un mondo fatto di legami fra maschi che esclude ogni scheggia di femminile. Quella è gente, i rusteghi”, dice Vacis, “che ha bisogno di tenere asserviti i giovani e le donne. Ai rusteghi non basta decidere il matrimonio dei figli. Pretendono anche che non si incontrino prima. Una prepotenza gratuita. La prepotenza ha bisogno della gratuità, ha bisogno<br />
di passare i limiti, quando le pretese dei prepotenti diventano smisurate. Quando si allargano gli squilibri. Sostanzialmente quando i ricchi diventano troppo ricchi e i poveri troppo poveri. Ci sono dei periodi così. Periodi in cui si perdono le proporzioni. Quelli di Goldoni dovevano essere tempi schiodati. Un po’ come i nostri. Tempi in cui i ricchi sono troppo ricchi e i poveri troppo</p>
<p>LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO</p>
<p>Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio)<br />
dal 24 aprile al 6 maggio 2012</p>
<p>Rusteghi</p>
<p>I nemici della civiltà<br />
da I Rusteghi di Carlo Goldoni<br />
traduzione e adattamento Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero<br />
con (in ordine alfabetico) Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso, Jurij Ferrini e con (in ordine alfabetico) Nicola Bremer, Christian Burruano, Alessandro Marini, Daniele Marmi regia Gabriele Vacis<br />
composizione scene, costumi, luci e scenofonia Roberto Tarasco<br />
produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino/Teatro Regionale Alessandrino<br />
Foto di scena Bepi Caroli</p>
<p>Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.<br />
Lunedì riposo.<br />
Mercoledì 25 aprile e martedì 1 maggio riposo.<br />
Domenica 29 aprile ore 16 e 20.30, mercoledì 2 maggio ore 15 e 20.30</p>
<p>Durata: un’ora e 45 minuti senza intervallo</p>
<p>Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro &#8211; Prezzi speciali su piccolocard.it</p>
<p>Informazioni e prenotazioni 848800304 &#8211; piccoloteatro.org</p>
<p>Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su piccoloteatro.tv</p>
<p style="text-align: center;">UN MONDO FATTO SOLO DI MASCHI</p>
<p style="text-align: center;">La regia di Gabriele Vacis rilegge il capolavoro di Goldoni</p>
<p style="text-align: center;">Nel cast tutto maschile spiccano Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso, Jurij Ferrini</p>
<p>In scena da giovedì 23 a domenica 26 febbraio per la stagione di Prosa</p>
<p>“I Rusteghi è il testo più nero scritto da Goldoni, divertentissimo ma feroce.” È Gabriele Vacis, uno dei più stimati registi italiani, a rileggere il capolavoro scritto dal commediografo veneziano nel 1760: il regista torinese, che ha collaborato a lungo con Marco Paolini e con Alessandro Baricco, firmando per lui lo spettacolo cult Novecento, ci restituisce una commedia gustosa e corrosiva, che esalta la stringente attualità del testo. Lo spettacolo &#8211; il cui titolo è diventato Rusteghi &#8211; I nemici della civiltà &#8211; andrà in scena nell&#8217;ambito della stagione di Prosa 2011/2012 da giovedì 23 a domenica 26 febbraio. Particolarità della rappresentazione è la presenza di un cast tutto al maschile, dove spiccano i nomi di Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso, Jurij Ferrini. Gli altri interpreti sono Daniele Marmi, Natalino Balasso, Alessandro Marini, Christian Burruano, Nicola Bremer. L’adattamento e la traduzione dal dialetto sono curati da Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero; la composizione di scene, costumi, luci e scenofonia è curata da Roberto Tarasco; la produzione è della Fondazione del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Regionale Alessandrino.</p>
<p>Capolavoro della maturità di Goldoni, che coincide con gli ultimi malinconici anni della sua permanenza a Venezia, I Rusteghi è una commedia percorsa da un irrimediabile disincanto per una realtà storica profondamente diversa da quella raccontata nelle opere degli esordi. Venezia, principale ambientazione di gran parte delle sue commedie, ha perso il ruolo di potenza dell’Adriatico: la sua classe aristocratica non è stata capace di gestire un indispensabile cambiamento di rotta e la borghesia commerciale stenta a imporsi come classe dirigente. È questo il motivo della grande trasformazione che Goldoni riserva ai suoi personaggi: i protagonisti, ovvero il mercante Pantalone e i suoi colleghi Canciano, Leonardo, Simon e Maurizio, da esempi di una borghesia avveduta e responsabile, diventano rozze caricature di loro stessi, uomini che tiranneggiano ciecamente sulle loro donne. Due di loro sono così tronfi da decidere di far sposare i loro figli senza permettere che si conoscano prima del matrimonio. Saranno le donne, con furbizia e persuasione, a fare in modo che ciò non accada, a salvare Lucietta e Filippetto dalla grettezza dei loro padri. “Nella commedia” osserva Vacis, “l’autore assume un punto di vista femminile, mostra di dar fiducia alle donne”. E la fortunata messa in scena di Vacis evidenzia questo aspetto traducendo sulla scena una metafora forte ed efficace: “in scena ci sono solo uomini, anche per le parti femminili, perché volevo mettere i maschi nei panni delle donne”.</p>
<p>Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Comunale con cinque repliche: giovedì 23 febbraio alle 21 (turno A); venerdì 24 febbraio alle 15 (turno Il Teatro fa Scuola) e alle 21 (turno B); sabato 25 febbraio alle 21 (turno Invito a teatro) e domenica 26 febbraio alle 16 (turno E).</p>
<p>Nell&#8217;ambito degli incontri con i protagonisti della stagione di Prosa 2011/2012 la compagnia incontrerà il pubblico al Ridotto del Teatro sabato 25 febbraio alle 11. Coordina Massimo Marino, critico teatrale del Corriere della Sera. Un altro incontro dedicato ai Rusteghi e curato da Gardenio Granata in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Ferrara è in programma inoltre giovedì 23 febbraio alle 17, sempre al Ridotto.</p>
<p>Prezzi da 8 a 30 euro; i giovani entro i 30 anni hanno diritto a una riduzione del 50% sul costo del biglietto intero (loggione escluso). Info: teatrocomunaleferrara.it</p>
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		<item>
		<title>Doppia data a Bologna per Conte</title>
		<link>http://www.radiomilanotv.com/uncategorized/doppia-data-a-bologna-per-conte/4391/admin/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 23:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[TEATRO EUROPAUDITORIUM Lunedì 23 e Martedì 24 Aprile ore 21 Concerto Srl presenta PAOLO CONTE in concerto Nunzio Barbieri chitarra, chitarra elettrica Luca Enipeo chitarra Lucio Caliendo oboe, fagotto, percussioni, tastiera Claudio Chiara sassofoni, flauto, fisarmonica, basso, tastiere Daniele Dall&#8217;Omo chitarra Daniele Di Gregorio batteria, marimba, pianoforte Massimo Pitzianti fisarmonica, bandoneon, clarinetto, sassofono, pianoforte, tastiere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.359701730748950.95877.100001273798018&amp;type=3&amp;l=ddb43d1cb0"><img class="alignnone" src="http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/294901_359702114082245_100001273798018_1094929_1546812958_n.jpg" alt="" width="960" height="695" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4391"></span>TEATRO EUROPAUDITORIUM</p>
<p>Lunedì 23 e Martedì 24 Aprile ore 21</p>
<p>Concerto Srl presenta</p>
<p>PAOLO CONTE in concerto</p>
<p>Nunzio Barbieri chitarra, chitarra elettrica</p>
<p>Luca Enipeo chitarra</p>
<p>Lucio Caliendo oboe, fagotto, percussioni, tastiera</p>
<p>Claudio Chiara sassofoni, flauto, fisarmonica, basso, tastiere</p>
<p>Daniele Dall&#8217;Omo chitarra</p>
<p>Daniele Di Gregorio batteria, marimba, pianoforte</p>
<p>Massimo Pitzianti fisarmonica, bandoneon, clarinetto, sassofono, pianoforte, tastiere</p>
<p>Piergiorgio Rosso  violino</p>
<p>Jino Touche contrabasso, chitarra</p>
<p>Luca Velotti sassofoni, clarinetto</p>
<p>Dopo il brillante successo nel 2009 del tour “Psiche”, torna a esibirsi al Teatro EuropAuditorium Paolo Conte, cantautore, pianista, amante di jazz, artista poliedrico.</p>
<p>Reduce da un tour nelle principali capitali europee nell’estate 2011 in cui ha presentato i brani dell’album “Nelson”, dopo l’uscita a novembre di “Gong Oh”, una raccolta di vecchi e nuovi successi con l’inedito “La musica è pagana”, la tournèe primaverile dopo alcune date italiane si trasferirà a maggio 2012 in Germania.</p>
<p>Il 23 e il 24 Aprile al Teatro EuropAuditorium Paolo Conte sarà, insieme alla sua band, protagonista di due concerti indimenticabili, caratteristica unica delle sue esibizioni.</p>
<p>Accanto ai brani più conosciuti e celebri, il Maestro interpreterà canzoni meno note alla maggioranza, ma conosciutissime dagli appassionati. Due date che saranno una sorpresa per il pubblico, una scoperta dei mondi possibili evocati in ogni canzone del Maestro.</p>
<p>“Nelson” un lavoro che liricamente e musicalmente richiama le canzoni migliori dell’artista, con le immancabili citazioni e melodie d’altri tempi, affollato di personaggi pittoreschi, oggetti e espressioni in disuso. Il Maestro interpreta le storie della sua geografia sentimentale, costellate di letteratura, cinema, pittura, in più lingue: inglese, francese, spagnolo, napoletano, italiano.</p>
<p>“La musica è pagana”, l’inedito di “Gong oh” ritratto dell’ultimo ventennio dell’artista, esprime ‘quanto la musica si presenti come un’essenza nascosta nella natura e nei sensi’ miscelando i consueti sapori sudamericani con richiami esotici e drum-machine.</p>
<p>Paolo Conte in concerto al Teatro EurpopAuditorium sarà accompagnato sul palco dalla sua band storica composta da Nunzio Barbieri, Lucio Caliendo, Claudio Chiara, Daniele Dall’Omo, Daniele Di Gregorio, Luca Enipeo, Massimo Pizianti, Piergiorgio Rosso, Jino Touche e Luca Velotti.</p>
<p>Prezzi (comprensivi di prevendita): PLATEA € 65 &#8211; BALCONATA € 47 (non sono previste riduzioni)</p>
<p>Prevendite biglietti presso la biglietteria del teatro EuropAuditorium in Piazza Costituzione 4 a Bologna (apertura dal lunedì al sabato ore 15-19), presso il Circuito VIVATICKET-CHARTA, i punti d&#8217;ascolto delle IperCoop e il Circuito TICKETONE, oltre alle prevendite abituali di Bologna e con carta di credito su www.teatroeuropa.it</p>
<p>Per informazioni: 051 37.25.40 –  051 63.75.199   info@teatroeuropa.it</p>
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		<title>Questi fantasmi a Cesenatico e Bologna</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 23:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROSA]]></category>

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		<description><![CDATA[TEATRO DUSE  BOLOGNA da venerdì 27 a domenica 29 aprile feriali ore 21,00 -  domenica ore 16,00 Diana Or.I.S. presenta CARLO GIUFFRE’ in Questi Fantasmi ! di Eduardo De Filippo con Piero Pepe, Maria Rosaria Carli, Claudio Veneziano, Antonella Lori, Giuseppe Piacquadio, Francesco D’Angelo, Pina Perna, Paolo Giovannucci, Antonella Cioli scene e costumi Aldo Terlizzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.362024450516678.96422.100001273798018&amp;type=1&amp;l=6242179128"><img class="alignnone" src="http://a8.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/536392_362024693849987_100001273798018_1101747_1653629090_n.jpg" alt="" width="640" height="426" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-4409"></span>TEATRO DUSE  BOLOGNA</p>
<p style="text-align: center;">da venerdì 27 a domenica 29 aprile</p>
<p style="text-align: center;">feriali ore 21,00 -  domenica ore 16,00</p>
<p style="text-align: center;">Diana Or.I.S. presenta</p>
<p style="text-align: center;">CARLO GIUFFRE’ in</p>
<p style="text-align: center;">Questi Fantasmi !</p>
<p style="text-align: center;">di Eduardo De Filippo</p>
<p style="text-align: center;">con Piero Pepe, Maria Rosaria Carli, Claudio Veneziano, Antonella Lori, Giuseppe Piacquadio, Francesco D’Angelo, Pina Perna, Paolo Giovannucci, Antonella Cioli</p>
<p style="text-align: center;">scene e costumi Aldo Terlizzi</p>
<p style="text-align: center;">musiche Francesco Giuffre’</p>
<p style="text-align: center;">regia Carlo Giuffre’</p>
<p>Da venerdì 27 a domenica 29 aprile al Teatro Duse va in scena “Questi Fantasmi!” una delle più note commedie di Eduardo De Filippo, interpretata e diretta da Carlo Giuffrè, grande artista impegnato nell’impresa di riproporre il repertorio della nobile tradizione teatrale napoletana.</p>
<p>&#8220;Questi Fantasmi!&#8221; è il capolavoro del 1945 di Eduardo che ha ottenuto negli anni un eccezionale successo di pubblico in ogni sua versione e fu la prima commedia ad essere rappresentata all&#8217;estero, a Parigi nel 1955 al Teatro Sarah Bernhardt.</p>
<p>In modo magistrale Carlo Giuffrè interpreta il personaggio di Pasquale Lojacono, &#8220;anima in pena&#8221; che dopo mille mestieri accetta, per sbarcare il lunario, di occupare un palazzo notoriamente abitato da fantasmi, allo scopo di dimostrarne l&#8217;abitabilità. Dopo aver parlato con il portiere, che approfittando della presunta presenza di fantasmi ruba indisturbato, Pasquale si imbatte in Alfredo, amante della moglie, e, suggestionato dalla situazione, lo scambia per un fantasma. Pasquale si ferma più volte a conversare con il suo dirimpettaio, il professor Santanna, silenzioso testimone di ciò che accade in casa. Alfredo provvede al mantenimento della coppia con continui regali e Pasquale vive felicemente senza porsi troppe domande. Non sopportando più la situazione d’indifferenza dimostrata dal marito, Maria decide di fuggire con Alfredo. Ma i familiari di Alfredo scoprono il tradimento e corrono da Pasquale per rivelargli l&#8217;adulterio: Pasquale, suggestionato, è indeciso se crederli fantasmi o persone vive. Ma…«I fantasmi non esistono&#8230; li creiamo noi, siamo noi i fantasmi!» dice Eduardo.</p>
<p>Attore di teatro di grande talento, conosciuto al grande pubblico anche per il suo sodalizio artistico con il fratello Aldo, durante la sua intensa e lunghissima carriera Carlo Giuffrè ha interpretato la maggior parte delle commedie napoletane del grande Eduardo, grazie alle quali ha manifestato le sue doti di attore dall’indiscutibile vocazione comica. Dopo essere stato il protagonista memorabile di “Natale in casa Cupiello”, “Il Sindaco del rione Sanità”, “Napoli milionaria!”, “Non ti pago”, ora il grande attore cesella un minuzioso e commovente ritratto di Pasquale Lojacono. Lo stesso Giuffrè guida la Compagnia composta da attori di grande mestiere e ne cura con attenzione e amore la regia.</p>
<p>Prezzi da 29 € in platea &#8211; 24 € in prima galleria – 19 € in seconda galleria (sono previste riduzioni per associazioni convenzionate con il Teatro Duse, scuole e under 26)</p>
<p>Prevendite biglietti presso la biglietteria del Teatro Duse in Via Cartoleria, 42 a Bologna (apertura dal martedì al sabato ore 15-19), presso il Circuito VIVATICKET-CHARTA, i punti d&#8217;ascolto delle IperCoop e il Circuito HELLO TICKET, oltre alle prevendite abituali di Bologna e con carta di credito su teatrodusebologna.it  Per informazioni: 051/231836 &#8211; info@teatrodusebologna.it</p>
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