Civitanova
Comune di Civitanova Marche | Teatri di Civitanova | AMAT
Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata | Camera di Commercio Macerata
Ministero per i Beni e le Attività Culturali | Regione Marche | Provincia di Macerata
20 > 2.0
ventesima edizione
del festival internazionale
nel nome di Enrico Cecchetti
20 luglio tutti i teatri della città
h 11 | Lido Cluana
CIVITANOVA DANZA FOCUS
incontro in collaborazione con ADEP – Associazione Danza Esercizio e Promozione
h 19 | Piazza XX settembre
HAPPYDANCEHOUR!
a cura delle scuole di danza della città
h 20.30 | Teatro Cecchetti
MASAKO MATSUSHITA [Italia]
DE VISU IN SITU MOTUS [prima assoluta]
h 21.30 | Teatro Rossini
COMPAGNIE BLANCA LI [Francia]
ROBOT! [prima nazionale]
h 23 | Teatro Annibal Caro
SIENI DANZA [Italia]
PINOCCHIO [prima assoluta]
25 luglio h 21.30 | Macerata, Arena Sferisterio
DANZA ALL’OPERA
progetto di Civitanova Danza & Macerata Opera Festival
ATERBALLETTO
ROMEO AND JULIET
3 agosto tutti i teatri della città
ore 11 | Lido Cluana
CIVITANOVA DANZA FOCUS
incontro in collaborazione con “Danza & Danza magazine”
ore 19 | Piazza XX settembre
HAPPYDANCEHOUR!
a cura delle scuole di danza della città
ore 20.30 | Teatro Cecchetti
ROY ASSAF [Israele]
THE HILL [prima nazionale]
NOA SHADUR [Israele]
WE DO NOT TORTURE PEOPLE [prima nazionale]
ore 21.30 | Teatro Rossini
ZAPPALÀ DANZA [Italia]
SUDVIRUS [prima assoluta]
ore 23 | Teatro Annibal Caro
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
GIULIO D’ANNA [Italia/Olanda]
OOOOOOOO [prima assoluta]
15 agosto h 21.30 | Teatro Rossini
LA NOTTE DELLA STELLA
SVETLANA ZAKHAROVA [Russia]
GALA
5-11 AGOSTO Civitanova Alta
CIVITANOVA DANZA PER DOMANI | CAMPUS
con i docenti della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala e dell’Opéra de Paris
consulenza artistica Paola Vismara
Da 20 a 2.0 è lo slogan che accompagna la ventesima edizione del festival internazionale Civitanova Danza promosso da Comune di Civitanova Marche, Teatri di Civitanova, AMAT in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Camera di Commercio di Macerata, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Marche e Provincia di Macerata. L’importante traguardo dei venti anni della manifestazione – dedicata al Maestro Enrico Cecchetti, originario della città marchigiana – guarda al futuro e diventa occasione privilegiata di evoluzione verso la forma festival. In quest’ottica il programma – curato da Gilberto Santini, direttore Amat – presenta due giornate di “festival nel festival” con prime italiane e assolute. Un cartellone ricco ed articolato si snoda tra il 20 luglio e il 15 agosto tra debutti, stelle della danza mondiale, maratone danzate dal tramonto a notte fonda, un campus estivo con i docenti della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala e dell’Opéra de Paris e due focus nazionali a conferma dello slogan Civitanova danza tutto che accompagna da qualche anno la manifestazione a testimonianza da un lato all’aspirazione a riunire in sé i rappresentanti del mondo e delle diverse culture, dall’altro alla tensione ad una onnicomprensività dello sguardo per le differenti tipologie di danza, diversi stili e linguaggi con cui la danza dialoga.
L’apertura il 20 luglio “va ad abitare” tutti i teatri della città per il primo dei due festival nel festival, una vera e propria maratona – dalla mattina a notte fonda – che prende avvio alle ore 11 al Lido Cluana con Civitanova Danza Focus incontro realizzato in collaborazione con l’ADEP / Associazione Danza Esercizio e Promozione. Alle ore 19 il festival “invade e anima” Piazza XX Settembre con Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città e dalle ore 20.30 prosegue al Teatro Cecchetti con De visu in situ motus, nuova creazione di Masako Matsushita, al Teatro Rossini con l’attesa prima italiana di Robot! nuova creazione della francese Blanca Li per otto danzatori e otto robot che arriva al festival subito dopo il debutto assoluto al festival Montpellier Danse, per concludersi al Teatro Annibal Caro con il debutto in prima assoluta di Pinocchio di Virgilio Sieni, neo direttore della Biennale di Venezia Danza, che vede in scena uno straordinario performer non vedente.
L’ormai consueto appuntamento con Danza all’Opera, un progetto di Civitanova Danza & Macerata Opera Festival, vede protagonista il 25 luglio all’Arena Sferisterio di Macerata la compagnia Aterballetto, formazione tra le più interessanti della danza italiana, con Romeo and Juliet di Mauro Bigonzetti, unico coreografo italiano ad aver creato una coreografia per il New York City Ballet. Non esiste storia che, come questa di Romeo e Giulietta, non sia stata tanto narrata e diffusa da valicare i confini geografici e culturali. Nello spettacolo – nato dall’incontro del coreografo con l’artista visivo Fabrizio Plessi - diciotto danzatori, nove donne e altrettanti uomini, con i corpi ricoperti da involucri iper tecnologici, in fibre di carbonio, i caschi da motociclisti ai piedi, ginocchiere, para gomiti, s’alternano in passi a due, terzetti, quartetti e pezzi d’insieme.
Sabato 3 agosto un nuovo festival nel festival che segue la struttura dell’evento inaugurale con il primo appuntamento alle ore 11 al Lido Cluana con Civitanova Danza Focus incontro in collaborazione con “Danza & Danza magazine” (media partner del festival). Dopo l’avvio alle ore 19 con Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città in piazza XX Settembre, al Teatro Cecchetti è la volta di due straordinarie compagnie israeliane, quella guidata dal coreografo Roy Assaf con The Hill e quella di Noa Shadur con We do not torture people, lavori carichi di una portata emotiva di raro impatto presentati al pubblico del festival in prima italiana. Alle ore 21.30 il Teatro Rossini ospita la prima assoluta di Sudvirus, rielaborazione, riorganizzazione concettuale ed ampliamento di una coreografia per soli danzatori commissionata a Roberto Zappalà – uno dei maggiori coreografi italiani dell’ultimo decennio – dal Goteborg Ballet nel 2011. A chiudere la seconda maratona è il marchigiano-olandese Giulio D’Anna, originario di San Benedetto del Tronto ed arrivato ad essere uno dei più richiesti artisti internazionali, che debutta al Teatro Annibal Caro con un lavoro per otto danzatori dal titolo OOOOOOOO.
Svetlana Zakharova è la protagonista il 15 agosto al Teatro Rossini de La Notte della Stella. La sua eleganza è mozzafiato, la forza scenica nei balletti classici come nelle performance contemporanee è sublime, incanta i teatri di tutto il mondo, a partire dal Bolshoi di Mosca dove è prima ballerina e dal Teatro alla Scala dove è étoile assieme a Roberto Bolle.
Sarà lei, dopo la travolgente esibizione allo Sferisterio nel 2011, anche in quell’occasione nell’ambito di Civitanova Danza, a concludere questa ventesima edizione di Civitanova Danza con un Gala che la vede protagonista.
Accanto agli spettacoli il festival ospita dal 5 all’11 agosto anche il campus estivo Civitanova Danza per Domani a cura di Paola Vismara con i docenti della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala e dell’Opéra de Paris. A partire dal Concorso “Civitanova Danza per Domani”, giunto nel 2012 alla settima edizione, il campus offre un programma intensivo di lezioni di danza classica e contemporanea (vari livelli per danzatori dai 9 anni) guidate da insegnanti internazionali come Frédéric Olivieri (direttore della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala), Florence Clerc (professeur du ballet del Ballet de l’Opéra de Paris) Paola Vismara e Amelia Colombini (docenti della Scuola scaligera) e Fabrizio Monteverde (coreografo).
Civitanova Marche rinnova con questa edizione del festival la sua vocazione ad essere Casa della Danza con un lungo periodo di residenze dove la Foresteria Imperatrice Eugenia – situata a Civitanova Alta da anni punto di riferimento della creatività in ambito coreutico – ospita molte delle compagnie del festival grazie al connubio vincente con il vicino Teatro Annibal Caro che vede interi gruppi di artisti vivere la città della danza, assieme alla cittadinanza, in un flusso continuo di crescita interculturale.
Informazioni: 0733 812936 (biglietteria del festival), 071 2072439 (AMAT), civitanovadanza.it, amatmarche.net
20 luglio tutti i teatri della città
h 11 | Lido Cluana
incontro in collaborazione con ADEP – Associazione Danza Esercizio e Promozione
CIVITANOVA DANZA FOCUS
h 19 | Piazza XX settembre
HAPPYDANCEHOUR!
a cura delle scuole di danza della città
DE VISU IN SITU MOTUS [prima assoluta]
h 20.30 | Teatro Cecchetti
MASAKO MATSUSHITA [Italia]
h 21.30 | Teatro Rossini
COMPAGNIE BLANCA LI [Francia]
ROBOT! [prima nazionale]
h 23 | Teatro Annibal Caro
PINOCCHIO [prima assoluta]
SIENI DANZA [Italia]
DE VISU IN SITU MOTUS
coreografia Masako Matsushita
con Gabriella Biancotto, Masako Matsushita & Guests
musiche originali Federico Moschetti
disegno luci Flavio Urbinati
produzione HangartFest in collaborazione con AMAT per Civitanova Danza
Tutto ciò che un uomo ha da dire, e che possa interessare l’umanità, è in una forma o nell’altra raccontare la storia del suo amore-cantare; e, se è fortunato e resta in vita, sarà innamorato per sempre. Solo questo è vivere fino in fondo. [H.D.Thoreau]
De visu in situ motus è un’indagine sullo sviluppo del confronto e ciò che lo genera. Esistere, trovare l’essenza in intervalli non calcolati, in momenti non riconosciuti. L’improvvisazione, di un essere, che cerca di arrivare a compimento senza raggiungerlo in uno stato di riflessione con un ritmo incostante dove la riflessione stessa prende spazio e l’interruzione genera cambiamenti. Il movimento diventa definito: preparazione al confronto.
Consapevoli ascolti di due corpi che si guardano, si muovono, si girano, si toccano, s’allontanano, ruotano, cadono, spariscono, ritornano, si fermano, silenzio. Incontro di due esistenze che s’interpretano e si mostrano in ripetizione ampliando il confronto con e attraverso l’altro.
Coreografa e performer, nasce a Pesaro dove inizia a studiare danza. Il suo percorso l’avvicina alla ricerca del movimento sotto forma di danza e all’analisi dei gesti nel quotidiano, nelle culture, nell’estetica e nei ruoli dettati dalle strutture della società. Investiga sulla relazione tra spettatore e performer, tra spazio e corpo, tra corpo e corpo, tra aspettativa e dubbio, interessandosi alla trasformazione di un oggetto o di un’immagine, chiedendosi come le circostanze di ogni luogo e persona influenzino l’ambiente che li circonda. Consegue il BA (Hons) Dance Theatre al TrinityLaban Conservatoire of Music&Dance di Londra ricevendo il Simone Michelle Award per coreografia. Nel 2012 è artista in residenza presso RU-Residency Unlimited a New York e Mitologie Urbane a Pesaro. Lo stesso anno viene selezionata dalla Vetrina della Giovane Danza D’autore di Ravenna presentando ‘UN/DRESS’ e da NEU/NOW on line Festival con il lavoro Behind the speech you can hear. Lavora per l’artista Josiah McElheny alla Withe Cube Gallery di Londra. Collabora con artisti quali Luca Moroni (Multimedia) e Irina Baldini (danzatrice, scrittrice, illustratrice) con la quale forma il duo Soi3. Nel 2013 lavora come insegnante e coreografa presso il Corso di Perfezionamento per Danzatori e Performer ad Atelier Danza Hangart, come danzatrice per i coreografi Joel O’Donoghue e Ingvild Isaksaen a Birninghum, è artista in residenza presso Eerrki Hirvela Atelier Jamsa Finlandia, partecipa al Its Festival Amsterdam con UN/DRESS.
Ha presentato lavori a varie edizioni di HangartFest Festival della scena indipendente contemporanea a Pesaro così come per il festival IN&OFF. Come performer, lavora per Susan Sentler, Rachel Lopez De La Nieta, Marie Gabrielle Rotie, Matteo Fargion e Jeremy Nelson.
ROBOT!
creazione 2013 per 8 danzatori e 8 robot
uno spettacolo di Blanca Li in collaborazione con Maywa Denki
coreografia e direzione artistica Blanca Li
robot musicali Maywa Denki
scenografia Pierre Attrait
luci Jacques Chatelet
video Charles Carcopino
robot programmer Thomas Pachoud
in partnership con Aldebaran Robotics
per NAO robots
coprodotto da Maison de la Culture de Nevers, Automne en Normandie, Festival Montpellier Danse 2013 con il sostegno di Ambasciata di Francia in Italia, Institut Français d’Italie, Nuovi Mecenati nell’ambito di FranceDanse 2013
Giorno e notte, nelle nostre case e fuori, in terra e in cielo, viviamo con (e tra) macchine di tutti i tipi, la nostra memoria sta diventando artificiale, le nostre impronte tendono ad essere solo elettroniche, la nostra identità è parzialmente digitale. Robot, macchine, computer in forma di auto e cellulari, schermetti touch-sensibili che i bambini usano quotidianamente, macchinari interattivi ed automatici, bar code, avatar on line ecc. Ogni giorno interagiamo con moltissimi strumenti, alcuni automatici, molti elettronici. Tutti quanti riflettono le nostre scelte, le nostre azioni e i nostri gusti.
A gennaio del 2011 ho conosciuto il gruppo Maywa Denki, e da lì tutto è cominciato: questi artisti contemporanei giapponesi creano mondi fantastici fatti di oggetti ‘viventi’ in cui low-tech, raffinatezza e nonsense sono le parole chiave. Poi ho incontrato NAO, il robot umanoide, e tutto ha preso forma: ho “sentito” immediatamente la messinscena delle relazioni tra corpi umani e corpi artificiali.
Quali sono i confini tra “noi” e “loro”?
I più sofisticati macchinari possono rimpiazzare la relazione Uomo-Natura?
I robot saranno capaci un giorno di integrare l’idea di creazione?
Dato che insegniamo loro a diventare sempre più complessi, come pensiamo che potranno fare da completamento alla nostra vita?
Che tipo di società si originerà da tutto questo?
Le macchine stanno impattando con la nostra routine sempre più. Che succederà quando macchinari pensanti capiranno dati, concetti e comportamenti troppo complessi per essere afferrati dagli umani?
Se i robot saranno umanizzati nella forma e nelle attitudini di comunicazione, noi umani saremo invece degli
ibridi robotizzati o degli androidi?
Affronterò questa domande in una coreografia per 8 danzatori i cui movimenti innescheranno gli impianti
musicali dei Maywa Denki. L’apparizione di alcuni NAO non sarà certo un dettaglio di poco conto… questo
ingresso porterà all’estrema esasperazione l’interscambiabilità tra uomini e macchinari.
Lo spettacolo presenterà diversi modi di esplorare le interazioni tra le varie parti, in maniera assurda e
certamente poetica.
Blanca Li
PINOCCHIO
coreografia e regia Virgilio Sieni
interprete Giuseppe Comuniello
assistente al progetto Giulia Mureddu
produzione Compagnia Virgilio Sieni in collaborazione con AMAT per Civitanova Danza
la Compagnia Virgilio Sieni è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Toscana, Comune di Firenze
1.Guerriero fantasma_sogno
2.Nel legno, essere legno
3.Nel ventre_pietà
4.nel fuori_la parola
5.nel blu- l’icona e la mano
6.nel cammino
7.Magie_esercizi
Un luogo perduto e un essere perduto.
Giuseppe è un non vedente che da alcuni anni si prepara alla danza. Giuseppe/Pinocchio ci conduce al
dettaglio e nelle varie scene ci mostra l’addentrarsi nei particolari, tra intimità e inquietudine.
Essere legno/dentro al legno.
Pinocchio genera il desiderio di dar vita ad un infinito di dettagli, scoperte, aperture, radure.
Giuseppe/Pinocchio ci consegna una collezione inedita sulla luce, individuandola nell’ascolto, nel gesto del
silenzio. Lo spettacolo è composto da sette fughe, sette quadri che sono viaggi e esercizi commoventi nel
dettaglio, nel luogo, nella luce: ritratti di vita che perdono resistendo con uno sguardo dentro.
Questo Pinocchio leggermente diverso si avvicina al silenzio, corre adiacente a certi corpi come si
possono vedere nelle albe di Piero della Francesca (Battesimo di Cristo a Londra), che emergono nei
colori della luce del Tiepolo (Mosè salvato dalle acque), nell’incarnato del Bellini (Pietà all’Accademia di
Venezia).
Pinocchio/Giuseppe si lascia al bosco di luce che gli esercizi/quadri accolgono silenziosamente. In tutti i
quadri c’è silenzio, un fracasso dentro che si traduce nella forma dell’ascolto, posture sempre sospese e
osservate dal di dentro. Pigmenti di gesti: questo emerge nella danza di Giuseppe/Pinocchio.
Per 7 volte il pubblico si può avvicinare e scoprire il dettaglio, può trasgredire lo spazio, stabilire la
distanza, vedere il suo volto, gli occhi, il sudore, come trema e si sorregge il burattino iniziato alla vita:
scene dove lo sguardo si traduce in ascolto e viceversa.
Lo spettatore è chiamato a interrogare il vuoto e il pieno di ogni istante che non è discorsivo, ma intimo,
struggente cammino verso una benevolenza del gesto, a desiderare di essere nell’ombra del burattino e a
proteggere il danzatore cieco.
25 luglio h 21.30 | Macerata, Arena Sferisterio
DANZA ALL’OPERA
progetto di Civitanova Danza & Macerata Opera Festival
Fondazione nazionale della danza Aterballetto
direttore generale Giovanni Ottolini
direttore artistico Cristina Bozzolini
ROMEO AND JULIET
da un’idea di Mauro Bigonzetti e Fabrizio Plessi
coreografia Mauro Bigonzetti
danzatori Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Angel Blanco, Hektor Budlla
Alessandro Calvani, Alvaro Dule, Charlotte Faillard, Martina Forioso
Johanna Hwang, Philippe Kratz, Marietta Kro, Valerio Longo
Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Roberto Tedesco
Lucia Vergnano, Serena Vinzio, Chiara Viscido
scene e costumi Fabrizio Plessi
montaggio musicale da Sergei Prokofiev
consulenza musicale Bruno Moretti
luci Carlo Cerri
technical gear by Dainese
in coproduzione con Reggio Emilia Danza
Festspiele Ludwigshafen, Marella Gruppo Max Mara
con il supporto di Kuopio Dance Festival [Finlandia]
Lucent Danstheater/Holland Dance Events [Olanda]
editore per l’Italia Casa Ricordi [Milano]
broadcasted by 3sat
Non esiste storia che, come questa di Romeo e Giulietta, non sia stata tanto narrata e diffusa da valicare i
confini geografici, culturali o di classe. Nell’antica Grecia il mito, come un vento, come un fiume, attraversava
territori e culture, mutando sì da racconto a racconto, ma sempre portando con sé il suo senso profondo.
Così oggi, il mito di Romeo e Giulietta attraversa tutte le possibili categorie sociali dell’uomo occidentale, ed è
probabilmente la storia più diffusa della nostra cultura. Al di là dei suoi personaggi e della sua ambientazione,
sono i sentimenti che lo pervadono a determinarne la struttura portante, insinuandosi sino a colpire a fondo le
nostre sensibilità occidentali.
Passione, Scontro, Destino, Amore, Morte.
Ecco i cinque elementi di questo mito.
ATERBALLETTO
Principale compagnia di produzione e distribuzione di spettacoli di danza in Italia e prima realtà stabile di
balletto al di fuori delle Fondazioni liriche. Nata nel 1979, preceduta dall’esperienza della Compagnia di Balletto
dei Teatri dell’Emilia Romagna diretta da Vittorio Biagi, è formata da danzatori solisti in grado di affrontare tutti
gli stili. Aterballetto gode di ampi riconoscimenti anche in campo internazionale.
Dopo Amedeo Amodio, che l’ha diretta per quasi 18 anni, dal 1997 al 2007 la direzione artistica è stata
affidata a Mauro Bigonzetti, affermato coreografo internazionale che ha saputo rinnovare l’identità artistica
della Compagnia dandole un profilo internazionale. Proprio per assicurare il maggiore impegno creativo al
suo talento coreografico, dal febbraio del 2008 al settembre 2012, Bigonzetti assume il ruolo di Coreografo
principale della Compagnia e la Direzione artistica, viene affidata a Cristina Bozzolini, già prima ballerina stabile
del Maggio Musicale fiorentino. Aterballetto ha oggi assunto il profilo di compagnia di balletto contemporaneo
che ha come elemento fondante della propria identità artistica l’impegno a sostenere e sviluppare l’arte della
coreografia e il linguaggio assoluto della danza, intesa come dinamica e forma nello spazio, incarnazione di
risonanze espressive e estetiche, dialettica con la musica. Nel corso della sua storia più recente, grazie al
prezioso contributo creativo del coreografo Mauro Bigonzetti e degli autori italiani e internazionali che hanno
collaborato con la compagnia – da Jiri Kylian a William Forsythe, da Ohad Naharin a Iztik Galili, ed, inoltre,
Fabrizio Monteverde, Jacopo Godani, Eugenio Scigliano – questa vocazione si è maggiormente consolidata e le
scelte artistiche sono state ulteriormente motivate dall’esigenza e curiosità di esplorare le diverse espressioni
del linguaggio coreografico contemporaneo.
Un’esperienza davvero unica e originale, sia per il coreografo, che per gli interpreti, che arriva direttamente
al pubblico. Tutto questo è stato ed è possibile grazie alla lungimiranza del Comune di Reggio Emilia, della
Regione Emilia Romagna e dell’A.T.E.R.
MAURO BIGONZETTI
Nato a Roma, si diploma alla Scuola del Teatro dell’Opera ed entra direttamente nella compagnia della sua città.
Dopo 10 anni di attività presso l’Opera di Roma, nella stagione 82-83 entra a far parte dell’Aterballetto sotto la
direzione artistica di Amedeo Amodio dove interpreta tutti i ruoli del repertorio della Compagnia .
In questo periodo le esperienze più significative sono state le collaborazioni con Alvin Ailey, Glen Tetley, William
Forsythe, Jennifer Muller ed interpreta anche molti balletti di George Balanchine e Leonide Massine.
Nel 1990 crea il suo primo balletto Sei in movimento su musiche di J. S. Bach che debutta al Teatro Sociale di
Grassina. Nella stagione 92-93 lascia l’Aterballetto e diventa coreografo free lance ed è in questo periodo che
stringe un’intensa collaborazione con il Balletto di Toscana, fucina in quegli anni di molti coreografi italiani.
In seguito le collaborazioni più importanti sono con le seguenti compagnie internazionali: English National Ballet
Londra, Ballet National Marsiglia, Stuttgarter Ballett, Deutsche Oper Berlino, Staatsoper Dresda, Ballet Teatro
Argentino, Balè da Cidade de Sao Paulo (Brasile), Ballet Gulbenkian Lisbona, New York City Ballet, State Ballet
di Ankara, Ballet du Capitole Toulouse ed, inoltre, crea balletti per molte compagnie italiane fra cui Balletto
Teatro alla Scala di Milano, Opera di Roma, Arena di Verona, Teatro San Carlo di Napoli ed Alvin Ailey Dance
Company. Per le sue creazioni collabora con artisti come: Claudio Parmiggiani, Fabrizio Plessi, Bruno Moretti,
Elvis Costello, Danilo Grassi, Luciano Ligabue, Guglielmo Capone, Millar & Swandale, Roberto Tirelli, Fabrizio
Montecchi, Nicola Lusuardi, Paride Bonetta, Helena Medeiros, Paolo Calafiore, Angelo Davoli, Carlo Cerri, Beni
Montresor, Massimo Castri, Lucia Socci. Dal 1997 al 2007 è Direttore Artistico della Compagnia e costruisce un
nuovo repertorio ed una nuova compagnia. Dal 2008 all’agosto 2012 è coreografo principale della Compagnia, e
la direzione artistica viene affidata a Cristina Bozzolini.
I lavori più importanti per Aterballetto sono: Songs, Persephassa, Furia Corporis, Comoedia Canti, Sogno
di una notte di mezza estate, Cantata, Rossini Cards, Vespro, Les Noces, Psappha, WAM, Romeo and Juliet,
InCanto dall’Orlando Furioso, Terra, Come un respiro, Certe Notti, Le Sacre e Canto per Orfeo che vengono
rappresentati nei maggiori teatri del mondo.
3 agosto tutti i teatri della città
ore 11 | Lido Cluana
incontro in collaborazione con “Danza & Danza magazine”
CIVITANOVA DANZA FOCUS
ore 19 | Piazza XX settembre
a cura delle scuole di danza della città
ore 20.30 | Teatro Cecchetti
THE HILL [prima nazionale]
HAPPYDANCEHOUR!
WE DO NOT TORTURE PEOPLE [prima nazionale]
ROY ASSAF [Israele]
NOA SHADUR [Israele]
ore 21.30 | Teatro Rossini
ZAPPALÀ DANZA [Italia]
SUDVIRUS [prima assoluta]
ore 23 | Teatro Annibal Caro
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
GIULIO D’ANNA [Italia/Olanda]
OOOOOOOO [prima assoluta]
THE HILL
coreografia Roy Assaf
danzatori Igal Furman, Shlomi Biton, Roy Assaf
colonna sonora e costumi Roy Assaf
musica originale ed editing Shlomi Biton
musiche The Israeli Army March eseguita dalla banda dell’esercito israeliano guidata da Yitzhak Graziani,
Giv’at HaTahmoshet di Yoram Taharlev, I started a joke di Bee Gees
light designer Dani Fishof
con il sostegno dell’Ambasciata d’Israele
The Hill è basato sulla canzone ebraica Givat Hatahmoshet che parla della “Ammunition Hill” -
letteralmente ‘Collina delle Munizioni’ – di Gerusalemme, sede di battaglie sanguinose durante la Guerra dei sei
giorni.
I detriti sgretolati trasportati dall’acqua, il meccanismo di pressione, l’accumulo di terra e sabbia: è così che
nasce una collina. Un uomo si arrampica su una collina terrosa e mentre sta sulla vetta qualcosa lo spinge a
pensare che si trovi su un terreno sacro. Gli uomini inspiegabilmente si ritrovano coinvolti in frequenti battaglie
su questo mucchio di terra. Sanciscono l’importanza di questa collina con le loro azioni, perpetuando rabbia,
maledizioni e una fede cieca. Canzoni e danze affermano la loro fede e li rassicurano che vivranno lì per
sempre. Non si può dire per quale scopo o da chi questi tre uomini siano stati posizionati lì. La loro danza, in
un movimento circolare costante, dimostra un loop di assurdità, un ciclo di paura e virilità, evocando risate,
terrore e lacrime. I loro movimenti rappresentano l’essenza dell’occupazione: sembrano soldati con petti
gonfi per la convinzione. Accecati da un senso di importanza, combattono per le melodie degli inni eroici che
glorificano il passato. Durante le celebrazioni della battaglia sono meccanici, come fossero sotto l’influsso di
una maledizione: la loro è una specie di danza degli spiriti, un circolo festoso di cameratismo eseguito con una
coordinazione perfetta e inquietante. Realizzeranno che la collina è solo frutto della loro immaginazione?
Le uniformi vengono strappate, le rivelazioni distrutte: la collina non è che un inganno. Non può essere
conquistata, ma ora non può neanche essere abbandonata. Dal momento in cui hanno raggiunto la cima
sono destinati a rimanerci per sempre, contro il loro volere; insieme, collaborando. Ora non hanno nessuno,
all’infuori l’un dell’altro. All’improvviso desiderano tenerezza, solletico, risate e fratellanza. La loro lotta per
raggiungere la vetta è terminata: gli uomini cantano per la collina, ma la collina è sorda. Danzano in onore della
collina vibrante mentre ricorre una risata sotterranea: i detriti sgretolati trasportati dall’acqua, il meccanismo di
pressione, l’accumulo di terra e sabbia… è così che nasce una collina.
Non c’è tensione nei movimenti, quasi tutto sembra far parte di un gioco rilassato. Grazie ai loro muscoli, che
non sono mai allungati fino a raggiungere il limite, i danzatori restituiscono un senso di umanità che intensifica
il dolore e la perdita. Assaf appare come un coreografo molto profondo, delicato e affascinante.
[Ruth Eshel, “Haaretz”]
ROY ASSAF
Nasce nel 1982 in una comunità agricola di nome Sde Mosche nel sud di Israele. Pur non acquisendo la sua
danza da stili convenzionali, Roy Assaf danza e crea fin da giovanissimo. All’età di sedici anni si unisce alla
compagnia di danza diretta da Regba Gilboa. Due anni dopo presta servizio militare come paracadutista nelle
Forze di Difesa Israealiane. Nel 2003 f incontra Emanuel Get, i due lavorano a stretto contatto e un paio di mesi
più tardi, Assaf esordisce negli Stati Uniti nel suo primo importante spettacolo di danza internazionale. Nel 2004
Assaf danza assieme ad Emanuel Gat in due dei suoi più importanti lavori, Winter Voyage e The Rite of Spring
ottenendo un enorme successo con più di 300 repliche in tutto il mondo. Nel 2005 crea il suo primo lavoro in
forma di duetto We came for the wings, stayed because we couldn’t fly. Ha eseguito un lavoro coreografico con
il suo maestro Regba Gelboe presentato a “Shades in Dance” al Centro Danza di Suzanne Dellal a Tel Aviv
ottenendo il primo premio della giuria e il premio del pubblico. I giudici hanno commentato così la loro
decisione: “il premio è stato dato per la capacità di catturare lo spettatore attraverso il movimento dinamico,
che scorre, semplice e preciso….. incontro emozionante tra due ballerini, insegnante e allievo, che ci lasciano
con un gusto in più”. Nel 2006, Assaf ha lavorato come assistente coreografico di Gat creando K626 – un lavoro
con otto ballerini basato sul Requiem di Mozart, eseguito in prima assoluta al Festival de Marseille. Da allora
Roy Assaf ha creato nuovi lavori e riproposto in tutto il mondo i repertori della Compagnia di Danza Emanuel
Gat. Nel 2007, Assaf si trasferisce con Gat ad Istres, nel sud della Francia dove ha vissuto e lavorato fino al
2010. Nel 2010 è stato nominato direttore artistico della compagnia di danza Olandese NND, che opera a
Groningen, creando per la NND la coreografia Rock. In occasione del Festival Curtain Up 2011 Roy ha creato Six
years later, un duetto che ottiene eccellenti recensioni descritto dalla critica come “esibizione da sogno” (Zvi
Goren), “un tenero duetto” (Portal Habama). Il duetto è stato anche presentato al Festival di Gerusalemme e
successivamente premiato come migliore fotografia al 5° Concorso coreografico internazionale di Copenaghen.
Nel luglio 2011 il duetto creato da Assaf, Acknowledgemen viene portato in scena dai ballerini Cedric Lambrette
e Constantine Baecher del Royal Danish Ballet e co-fondatori di Cross Connection Ballet Co. In occasione del
Festival Curtain Up 2012, Assaf ha creato The Hill, un trio eseguito da Furman Igal, Shlomi Bitton e lo stesso
Assaf. Nel giugno 2013 Assaf presenterà in prima nazionale un lavoro della Compagnia di Ballo del Teatro
Statale di Osnabruck. Accanto al lavoro di coreografo Assaf è impegnato nell’insegnamento di danza in tutto il
paese: Centro di Danza Haifa, workshops di Naomi Perlov e Ophir Dagan, Conservatorio di Danza Bikurey
HaEtim a Tel Aviv, Programma Danza Vertigo a Gerusalemme, Extra Curricular Dance Major a Tel Aviv High
School, Regional Council of Asher.
Vive in Israele con sua moglie e due figli, Aya e Nury.
WE DO NOT TORTURE PEOPLE
coreografie Noa Shadur
danzatori Einat Betsalel, Or Hakim, Almog Loven
musica originale Shahar Amarilio
costumi Tanya e Joanna Jones
direttore di prove Iris Marko
assistente coreografo Roy Bedarshi
light designer Dani Pishof
con il sostegno dell’Ambasciata d’Israele
We do not torture people è stato premiato al Curtain Up Festival 2012 al Suzanne Dellal Center di Tel-Aviv
Il titolo dell’opera proviene da una dichiarazione recitata nell’esercito degli Stati Uniti. Il lavoro esplora la
condizione umana in un’epoca di “terrorismo comune”, radicato e indipendente, razionale e irrazionale e si
sviluppa intorno a dei corpi fragili che si confrontano con una realtà tecnologica che interroga non solo la
fisicità, ma anche la fantasia. Tutto inizia con uno… un leader, un pensatore, un danzatore. Così come il singolo
raccoglie le sue forze; gli altri individui si uniscono in gruppo per creare un meccanismo maggiore delle singole
individualità. L’unione dei corpi è allo stesso tempo una virtuosa armonia e un’arma letale. Ideali comuni
spingono a reinventare la realtà in cui si vive, ispirando il cambiamento rispetto al mondo ereditato. I corpi
diventano strumenti, le menti si concentrano su un nuovo tipo di unità. I tre danzatori di We do not torture
people sono allo stesso tempo bambini innocenti e pericolosi militanti. I loro movimenti minimalisti alludono a
un profondo desiderio di ordine di fronte al caos. Mentre i loro corpi si incontrano nello spazio, le loro intenzioni
iniziano a soffocare. Come il caso di ogni macchina, il minimo errore può deviare un delicato equilibrio. Il
gruppo si rivolta al proprio leader, lasciandolo solo nelle difficoltà; l’individualità è ed è sempre stata la più grande
minaccia alla loro unione.
NOA SHADUR
Si laurea in Danza e Coreografia all’ArtEZ Institute of the Arts a Arnhem, in Olanda. Nel 2009 il Ministero della
Cultura di Israele le ha consegnato il premio per “Giovane Coreografo Emergente”. Dal 2009 Noa Shadur è
membro dell’Associazione dei Coreografi Israeliani; la sua attività è sostenuta dal Ministero della Cultura di
Israele e dalla Municipalità di Tel Aviv-Yafo. Nel 2010 Noa è stata scelta per rappresentare Israele al progetto
europeo DanceWEB di Vienna. Ha vinto il primo premio al Vdance Video Dance Festival di Israele; il diploma
di merito ADF-Dancing for Camera (NC,USA); il miglior film al POOL Festival di Berlino 2007. Tra le sue opere:
Calypso (2011), Country Club (video 2010), Into the Night (2009). Nel 2012 le è stato commissionato un lavoro
per l’ArtEZ Institute of the Arts e un’opera site specific per la “Jerusalem Culture Season” al Museo di Israele di
Gerusalemme.
SUDVIRUS
il piacere di sentirsi terroni
creazione per 7 danzatori, 1 attore e 2 musicisti
da un’idea di Nello Calabrò e Roberto Zappalà
coreografie e regia Roberto Zappalà
con la partecipazione di Vincenzo Pirrotta [voce]
Alfio Antico [tamburi), Puccio Castrogiovanni [marranzani]
Danzatori Gaetano Badalamenti, Maud de la Purification, Alain El Sakhawi
Liisa Pietikainen, Roberto Provenzano, Fernando Roldan Ferrer, Ilenia Romano
una produzione compagnia zappalà danza e Scenario Pubblico international choreographic centre Sicily
in collaborazione con AMAT per Civitanova Danza, Fondazione Nazionale della Danza [Reggio Emilia]
e GöteborgsOperans Danskompani [Svezia]
Sudvirus, rielaborazione, riorganizzazione concettuale ed ampliamento di una coreografia per soli danzatori
commissionata a Roberto Zappalà dal Goteborg Ballet (debutto all’Opera di Goteborg il 14 ottobre 2011 con il
titolo sud- virus), è la nuova creazione della Compagnia Zappalà Danza.
La parola “virus”, dalla forma latina vīrus, significa “tossina” o “veleno”. In biologia (e in informatica) i virus
sono connotati in maniera assolutamente negativa essendo caratterizzati da “un comportamento parassita che
spesso procede fino alla morte della cellula ospite.”
Comportamento parassitario e mancanza di strutture adatte sono anche due considerazioni che spesso si
utilizzano, banalmente, per definire certi aspetti del meridione d’Italia e spesso di ogni sud del mondo.
Lo spettacolo della compagnia ha l’ambizione di proporre, al contrario, una versione “biologicamente” positiva
di un nuovo virus fatto di linguaggio coreografico (e anche musicale e performativo) che produce forme, abilità,
valori morali ed estetici. Il “sud-virus” della danza genera tossine non velenose ma portatrici di salute.
Nello spostamento concettuale proposto dallo spettacolo il sud-virus non vuole soltanto introdursi in un corpo
apparentemente “sano” per sconvolgerlo dall’interno, ma vuole soprattutto mostrarsi quale è. Capovolgendo
schemi consolidati e luoghi comuni vuole proporsi come positivo, pronto a mostrare e rappresentare un mondo/
sud lontano dalle definizioni di comodo; indicare come specificità un sentimento di appartenenza che è tanto
forte quanto (e quando) non si chiude al mondo, ma anzi lo accetta e lo ingloba.
Si vuole, così, suggerire il proprio “Sud-virus” nell’accezione, come dice Burroughs e canta Laurie Anderson
(“Language is a virus”) di linguaggio come virus.
Linguaggio fatto di danza e di suoni. Di suoni che sono musica e di parole che diventano suoni.
Il palcoscenico diventa come il vetrino di un microscopio per osservare i movimenti della danza che diventa
virus (del virus che si trasforma in danza), e dove un preludio di Bach e uno scioglilingua siciliano ripetuto come
un mantra s’incuneano nel tessuto percussivo/ossessivo della musica elettronica per indicare nuovi percorsi
estetici e narrativi.
Un mondo dove la travolgente musica di Alfio Antico e di Puccio Castrogiovanni si insinua, come un virus
appunto, nelle melodie di Bach, Vivaldi e Paganini e dove l’irruenza della voce e della fisicità di Vicenzo Pirrotta
stravolge e “corrompe” parole, discorsi, significati, “letteratura”, per trasformare il tutto in “virus”.
Danza, musica, suoni, parole, grida che cercano di unire e non di separare la scheggia e il mondo (per usare dei
termini cari a Claudio Magris).
Linguaggio fatto di Sud, del suo calore, del suo sudore. Di un mondo che funzione ad incandescenza, che
emana un calore umano inestinguibile e necessario ma che al contempo rischia di esplodere e di bruciare.
Nel corso del 2013 Roberto Zappalà ha lavorato a delle tappe che per gradi lo hanno portato ad avviare
una rielaborazione, riorganizzazione concettuale (ed ampliamento) della creazione originale per giungere al
definitivo e nuovo Sudvirus.
In aprile la compagnia è stata ospite in residenza presso la Fonderia/Fondazione Nazionale della Danza dove ha
presentato, all’interno di un percorso di progressivo avvicinamento allo spettacolo definitivo, sud-virus /REMAKE
una tappa di ridefinizione dello stesso balletto del 2011 con nuovi danzatori, e Anti/corpi: preludio per il nuovo
Sudvirus, primo mobile e genesi del balletto definitivo.
COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA
Fondata a Catania nel 1989 da Roberto Zappalà, direttore artistico e coreografo principale, e regolarmente
sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento dello Spettacolo sin dal 1996 e dalla
Regione Siciliana, la Compagnia Zappalà Danza è considerata oggi dalla critica europea una delle più
interessanti realtà della danza contemporanea italiana.
La compagnia si avvale spesso di importanti collaborazioni; in particolare il Teatro Stabile di Catania, il
Teatro Vittorio Emanuele di Messina , il Teatro Ponchielli di Cremona, il Teatro Massimo Bellini di Catania, la
Fondazione I Teatri di Reggio Emilia hanno sostenuto la compagnia nella realizzazione delle proprie produzioni,
che hanno circuitato in tutta Europa, in Centro e Sud America, Medioriente, Sudafrica.
L’ensemble siciliano si distingue per la disponibilità di un repertorio ampio e articolato, frutto del lavoro
sinergico e prolifico di Roberto Zappalà e del drammaturgo Nello Calabrò che negli anni hanno tracciato un
percorso progettuale in continua espansione, ciò ha permesso la realizzazione di produzioni di diversa tipologia,
dalle creazioni intime per pochi danzatori a quelle per l’intera compagnia, molte delle quali con musica dal vivo.
Per le produzioni della compagnia, Zappalà spesso elabora dei percorsi articolati con progetti ampi, alcuni di
questi: Corpi incompiuti (2002-2007), Instruments (2007-2009), re-mapping sicily (avviato nel 2007, è ancora
parte del lavoro del coreografo). Tra le creazioni di maggiore successo della compagnia, citiamo Pasolini nell’era
di Internet selezionato per BIG Torino 2000 e A.semu tutti devoti tutti? vincitore del premio Danza&Danza 2010
miglior produzione italiana e recentemente proposto al Théatre de la Ville di Parigi, prima compagnia italiana di
danza a calcare le scene del teatro parigino.
Dal 2002 la Compagnia Zappalà Danza è residente a Catania presso Scenario Pubblico international
choreographic centre Sicily, una struttura pensata per la danza contemporanea, che ha consentito alla
compagnia ed al coreografo di ampliare ed approfondire il lavoro di ricerca coreografica e di radicarsi sul
territorio con un’attività non solo di produzione ma anche di formazione tramite l’avviamento di MoDem / codici
gestuali Compagnia Zappalà Danza, una struttura che promuove la diffusione del linguaggio della compagnia.
Dal 2010 la Compagnia Zappalà Danza è anche in residenza presso il Teatro Stabile di Catania per il triennio
2010 – 2012.
ROBERTO ZAPPALÀ
Direttore artistico e coreografo principale della Compagnia Zappalà Danza, che ha fondato nel 1989 a Catania.
Oggi la compagnia è una delle più importanti realtà di danza in Italia ed é regolarmente sostenuta dal Ministero
per i Beni e le Attività Culturali sin dal 1996 e dalla Regione Siciliana.
In 22 anni di attività con la compagnia Roberto Zappalà ha realizzato oltre trenta produzioni.
Zappalà ha collaborato anche con altre compagnie, ha prodotto creazioni per il Balletto di Toscana (Dioniso –
1998), la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano (TZ001 – 1998), la compagnia svedese Norrdans (I’m
a good cook – 2004), ArtEZ Arnhem Olanda (zappalàloop – 2008), la Fondazione olandese Theaterwerkplaats
Generale Oost (corpo cage – 2009). Recentemente ha collaborato con il Goteborg Ballet in Svezia, che gli ha
commissionato la creazione “sud-virus”, proposta in prima assoluta nell’ottobre 2011 all’Opera di Goteborg con
musica dal vivo.
Il coreografo catanese ha inoltre avuto modo di lasciare il suo chiaro segno creativo curando le coreografie di
particolari edizioni dei famosi musicals Jesus Christ Superstar e Evita, prodotti dal Teatro della Munizione e
rivisti in una nuova lettura coreografica e linea di movimento. Diverse sono state le collaborazioni con registi
d’opera, tra questi Daniele Abbado (Mefistofele e Ascesa e Caduta della Città di Mahagonny), Federico Tiezzi
(Madame Butterfly e Carmen), Francesco Torrigiani (Don Giovanni). Ha collaborato con diversi compositori e
musicisti del panorama europeo, quali Giovanni Sollima, Paolo Fresu, Fabio Vacchi, Rosalba Bentivoglio, Nello
Toscano, Puccio Castrogiovanni, Alfio Antico, Gianluigi Trovesi.
Zappalà si è dedicato nel tempo alla trasmissione del proprio linguaggio coreografico attraverso numerosi
seminari tenuti in tutta Europa e oltreoceano, e ha anche tenuto laboratori sui linguaggi del corpo per la Facoltà
di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. Nel 2009 ha avviato il progetto , in collaborazione con alcune
istituzioni europee quali ArtEZ Dansacademie (NL) e la Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto.
Il coreografo si dedica sporadicamente anche alle installazioni, ha prodotto tra l’altro l’installazione interattiva
MindBox insieme a Christian Graupner/Humatic (Berlino), presentata con successo in varie parti del mondo, e
vincitrice del secondo premio al Guthman Musical Instrument competition (Atlanta/USA 2011).
Roberto Zappalà é responsabile del recupero e ideazione nonché direttore artistico di Scenario Pubblico
international choreographic centre Sicily, aperto nel 2002 e residenza della Compagnia Zappalà Danza: una
struttura pensata per la danza contemporanea, raro esempio di centro coreografico in Italia, che ha consentito
alla compagnia ed al coreografo di ampliare ed approfondire il lavoro di ricerca coreografica e di radicarsi sul
territorio con un’attività non solo di produzione ma anche di formazione tramite l’avviamento di MoDem/ codici
gestuali Compagnia Zappalà Danza, una struttura che promuove la diffusione del linguaggio della compagnia.
O O O O O O O O
concept, direzione e coreografia Giulio D’Anna
interpreti Francesco Barba, Mees Borgman, Unn Faleide
Tiana Hemlock-Yensen, Pavlos Marios Ktoridis, Anastasiia Liubchenko
Maciej Sado, Isadora Tomasi
assistenza Agnese Rosati
vocal coach Marcello Zempt
produzione Rete Anticorpi XL [Premio CollaborAction 2013]
Amsterdamse Hogeschool voor de Kusten e Dansateliers di Rotterdam
in collaborazione con Civitanova Casa della Danza [progetto di Civitanova Danza e AMAT]
progetto vincitore del premio Anticorpi XL CollaborAction 2013
O O O O O O O O è un lavoro di teatro danza ispirato al Museo delle relazioni interrotte (The Museum of Broken
Relationship) di Zagabria e, come per il museo, orbita attorno al tema delle relazioni fallite e le loro rovine.
Il materiale presentato è generato dal Curriculum Vitae dei performer e da dati statistici della popolazione
europea. Eventi e informazioni personali di ogni vita coinvolta nello spettacolo sono stati investigati e ai
performer, di 7 differenti nazionalità, è stato chiesto di articolare verbalmente e fisicamente memorie ed
esperienze riguardanti le relazioni interrotte. Il desiderio di condividere ricordi personali, sfidando il senso
comune di ciò che è considerato confortevole e socialmente adeguato, ha guidato il processo alla creazione di
una serie di documenti viventi che rendono giustizia a emozioni che non possono essere tradotte a parole. I
performer hanno abbracciato l’idea di esporre i propri sentimenti e memorie come atto rituale, una cerimonia
catartica. Può la loro espressione essere quindi fonte di ispirazione per la nostra ricerca personale e rafforzare
la nostra credenza in qualcosa di più significativo della sofferenza casuale?
O O O O O O O O è uno specchio della situazione sentimentale dei giovani adulti in Europa. Una sorta di musical
post moderno che si propone di avere effetto catartico e di riflessione sociale.
Ogni passione, alla fine, ha il suo spettatore… non c’è nessun sacrifico amoroso senza un teatro alla fine.
[Roland Barthes, “Frammenti di un discorso amoroso”]
GIULIO D’ANNA
Incontra la danza a 10 anni. Studia Balletto seguendo il metodo della Royal Academy of Dancing fino a 20
anni. Prosegue con il Modern Jazz e corsi di formazione per insegnanti di danza (Aid&a e Bruno Collinet). Nel
2003 si dedica alla danza contemporanea. Importante, in Italia, è stato il periodo di studio con Simona Bucci
(pedagogia Alwin Nikolais) a Firenze, dove segue anche un corso di formazione teatrale. Prosegue gli studi
nei Paesi Bassi laurandosi in coreografia all’SNDO (Scuola per lo Sviluppo della Nuova Danza) di Amsterdam.
Durante i 4 anni all’SNDO importanti sono stati gli incontri pedagocici e artistici con David Zambrano, Hooman
Sharifi, Bruno Listopad, Kirstie Simpson, e Ria Higler. Dal 1999, accanto agli studi coreutici, studia Medicina,
Naturopatia, tecniche di massaggio e Theta Healing. I suoi lavori sono stati selezionati per i festival: Equilibrio
(Roma), Nederlandse DansDagen (Maastricht – NL), Springdance (Utrecht – NL), TAZ (Oostende- BE), Tweetakt
(Utrecht – NL), Masdanza (Maspalomas – ES), Sick! (Brighton – GB), ITs (Amsterdam – NL), Certamen de
Coreografia de Burgos (Burgos – ES), ACT (Bilbao – ES), Ammutinamenti (Ravenna). Negli ultimi due anni
di univeristà è stato selezionato nella Vetrina “Makers Present” per i nuovi coreografi delle Scuole teatrali
d’Europa. Dal 2009 viene prodotto dalle case di produzione olandesi: Dansateliers (Rotterdam) e Generale
Oost (Arnhem). Nel 2010 viene selezionato in Italia per la vetrina Anticorpi Explò ed entra a far parte del
progetto Matilde (piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana, un progetto di Regione Marche e
AMAT). Nel 2011 è vincitore del Premio Equilibrio a Roma e viene selezionato come rappresentante per la scena
coreografica olandase per il progetto di residenze internazionali Choreoroam Europa 2011. Nel 2012 al lavoro di
Giulio vengono assegnati il premio Dioraphte durante il Nederlandse Dansdagen e il premio “autore emergente”
da Danza&Danza. Nello stesso anno Giulio viene invitato a partecipare ai progetti internazionali ACT YOUR AGE
e TRANSPARENT BOUNDARIES, traiettorie europee di ricerca sul tema dell’invecchiamento. Nel 2013 Giulio
risulta vincitore del progetto Nazionale Anticorpi XL CollabrAction per la produzione di o o o o o o o o.
Giulio lavora regolarmente per NB/projects e, come coreografo indipendente, a cavallo tra Italia e Olanda. Al
momento è impegnato con il tour internazionale della sua ultima creazione Parkin’Son, con il tour di 3:The
Garden di Nicole Beutler, la nuova produzione 2013 o o o o o o o o e le ricerca M/D per il programma ACT YOUR
AGE. In Italia, Giulio è attivo in collaborazione con l’Associazione Culturale Versiliadanza.
15 agosto h 21.30 | Teatro Rossini
LA NOTTE DELLA STELLA
SVETLANA ZAKHAROVA [Russia]
GALA
programma in via di definizione
in collaborazione con Ater – Associazione Teatrale Emilia Romagna
15 agosto h 21.30 | Teatro Rossini
LA NOTTE DELLA STELLA
SVETLANA ZAKHAROVA [Russia]
GALA
programma in via di definizione
in collaborazione con Ater – Associazione Teatrale Emilia Romagna










